martedì 1 ottobre 2013

IL BEL PAESE . bello anche in mutande

l'ITALIA malgrado gli sfaceli compiuti in 30 anni di pirateria edilizia . malcostume e ignoranza rimane sempre un bel paese pieno di bei posti , di opere d'arte e testimonianze del tempo che fu che il mondo invidia e vorrebbe per se  ,ma  questo nessuno al mondo può farlo nessuno può  togliercelo o almeno si spera , il resto invece seppur avvalendosi del marchio MADE IN ITALY di ITALIANo ha poco, si spera almeno l'origine delle materie prime, la lavorazione etc ma per quanto riguarda la proprietà .... 
ormai di marchi storici e famosi nel mondo rimane ben poco , molti di questo sono in comproprietà con soci esteri i più invece pur portando ancora il loro storico nome e pur magari mantenendo parte della produzione etc in terra Italica sono completamente di proprietà straniera, la svendita dell'ITALIA è iniziata da lì , molti anni fa e continua inesorabile, certo riguarda un po tutti i campi e non è difficile rendersene conto giuardandosi un po in giro, tralasciando le catene alimentari, supermercati, grandi magazzini etc e molto altro ma concentrandosi solo in alcuni nomi storici Italiani conosciuti dai pià proprio per il loro storico nome la cosa si fa più appariscente è si perchè quelli che da sempre consideravamo una garanzia del made in Italia forse hanno mantenuto la qualità , lo stesso purtroppo non si può dire per la proprietà andiamo a vederne una piccola lista


MARCHI DEL MADE IN ITALY DIVENTATI ESTERI 

2013

CHIANTI CLASSICO (per la prima volta un imprenditore cinese ha acquistato una azienda agricola del Gallo nero) 
• RISO SCOTTI (il 25% è stato acquisito dalla società alla multinazionale spagnola Ebro Foods) 

2012 

PELATI AR - ANTONINO RUSSO (nasce una nuova società denominata "Princes Industrie Alimentari SrL", controllata al 51 per cento dalla Princes controllata dalla giapponese Mitsubishi)
• STAR (passata al 75% nelle mani spagnole del Gruppo Agroalimen di Barcellona (Gallina Blanca)
• ESKIGEL (produce gelati in vaschetta per la grande distribuzione - Panorama, Pam, Carrefour, Auchan, Conad, Coop) (ceduta agli inglesi con azioni in pegno d un pool di banche).

2011

PARMALAT (acquisita dalla francese Lactalis)
• GANCIA (acquisita al 70% dall’oligarca russo Rustam Tariko)
FIORUCCI –SALUMI (acquisita dalla spagnola Campofrio Food Holding S.L.)
ERIDANIA ITALIA SPA (la società dello zucchero ha ceduto il 49% al gruppo francese Cristalalco Sas) 

2010

BOSCHETTI ALIMENTARE (cessione alla francese Financière Lubersac che detiene il 95%)
FERRARI GIOVANNI INDUSTRIA CASEARIA SPA (ceduto il 27% alla francese Bongrain Europe Sas)

2009

DELVERDE INDUSTRIE ALIMENTARI SPA (la società della pasta è divenuta di proprietà della spagnola Molinos Delplata Sl che fa parte del gruppo argentino Molinos Rio de la Plata)

2008

BERTOLLI (venduta a Unilever, poi acquisita dal gruppo spagnolo SOS)
RIGAMONTI SALUMICIO SPA (divenuta di proprietà dei brasiliani attraverso la società olandese Hitaholb International)
ORZO BIMBO (acquisita da Nutrition&Santè S.A. del gruppo Novartis) 
ITALPIZZA (ceduta all’inglese Bakkavor acquisitions limited)

2006

GALBANI (acquisita dalla francese Lactalis)
CARAPELLI (acquisita dal gruppo spagnolo SOS)
SASSO (acquisita dal gruppo spagnolo SOS)
FATTORIE SCALDASOLE (venduta a Heinz, poi acquisita dalla francese Andros)

2003

PERONI (acquisita dall’azienda sudafricana SABMiller)
INVERNIZZI (acquisita dalla francese Lactalis, dopo che nel 1985 era passata alla Kraft)
1998
LOCATELLI (venduta a Nestlè, poi acquisita dalla francese Lactalis) 
SAN PELLEGRINO (acquisita dalla svizzera Nestlè)
1995
STOCK (venduta alla tedesca Eckes A.G., poi acquisita dagli americani della Oaktree Capital Management) 
1993
ANTICA GELATERIA DEL CORSO (acquisita dalla svizzera Nestlè) 
1988
BUITONI (acquisita dalla svizzera Nestlè)
PERUGINA (acquisita dalla svizzera Nestlè)

Fonte: Coldiretti

come si vede la lista apre gli occhi, ormai il made in ITALY è solo un ricordo c'è solo da sperare che almeno per le materie prime sia ancora davvero MAdE in ITAly e non diventi un miscuglio di roba proveniente da chissà che paese che magari qualche leggina fatta apposta gli permetta di vamtarsi di un titolo , il made in italy anche se ciò non risponderebbe interamente a verità neanche negli ingredienti