ciao a tutti, in queste pagine verrà pubblicato ogni tanto il fumetto l'osteria di Ulisse oltre a recensione di materiale vario .tipo cinema,concerti uscite dvd video, cd, blu ray, vip personaggi famosi tv gossip sport, calcio, meteo satellite schede, dibattiti sondaggi, high tech, playstation , xbox, console, turismo, orari, borsa, giardinaggio, hobby, teatro, lirica, musica, umorismo di bassa lega, discorsi a bischero e altro accorrete in alcune centinaia di migliaia ( non di piu )
📶 Wi-Fi 2,4 GHz, 5 GHz o 6 GHz? Ecco quale scegliere! 🚀*
Qual è la frequenza Wi-Fi migliore per la tua connessione? 🤔
Non esiste una risposta valida per tutti: *2,4 GHz, 5 GHz e 6 GHz* hanno caratteristiche molto diverse e la scelta dipende dall’ambiente, dalla distanza dal router e dal tipo di dispositivo che utilizzi.
🔹 *2,4 GHz* → maggiore copertura e migliore penetrazione delle pareti, ma velocità inferiori e più interferenze.
🔹 *5 GHz* → maggiore velocità e meno interferenze, ma con un raggio d’azione più corto.
🔹 *6 GHz / Wi-Fi 6E* → spettro più pulito, velocità elevate e meno congestione, ma richiede dispositivi compatibili e ha una copertura più limitata.
🎮 *Gaming e streaming?* Il 5 GHz può essere una scelta ottima.
🏠 *Casa grande o router lontano?* Il 2,4 GHz può offrire una copertura migliore.
⚡ *Dispositivi moderni e massime prestazioni?* Il 6 GHz può fare la differenza, quando supportato.
👉 *Salva questa guida* per scegliere più facilmente la banda Wi-Fi giusta e condividila con chi ha problemi di connessione!
Come eseguire il test di velocità della connessione a Internet
Il test misura la velocità della connessione a Internet, che include anche la velocità di download e di caricamento.
(Importante: questa funzionalità non è disponibile in alcuni paesi e aree geografiche.)
il metodo più facile per eseguire il test di velocita upload/download della linea dati e di andare sul motore di ricerca di Google e scrivere " test velocità line fibra ti verrà messo a disposizione uno strumento ché in maniera automatica eseguirà le misurazioni richieste e ti darà anche info varie e suggerimenti, ma andiamo a vedere come fare il tuto:
testare la velocità di download e di caricamento su Internet:
Vai su Google.com.
Cerca test della velocità di Internet.
Tocca o fai clic su Esegui test della velocità.
in pochi secondi avrai il risultato chiesto
Per eseguire il test, verrà stabilita una connessione a Measurement Lab (M-Lab), con cui verrà condiviso il tuo indirizzo IP che sarà elaborato in conformità alle rispettive norme sulla privacy. M-Lab esegue il test e rende pubblici tutti i risultati per promuovere la ricerca su internet. Le informazioni pubblicate includono l'indirizzo IP e i risultati del test, ma non i dati relativi agli utenti di internet.
Google collabora con Measurement Lab (M-Lab) per eseguire questo test.
BLOCCATI I DNS DALL’ ITALIA DI RAPIDGATOR – BITSHARE VIDEOPREMIUM – UPLOADED HOST VIDEO E DOWNLOAD
GUIDA PER SISTEMARE L’ACCESSO AGLI HOST
piccola guida per sistemare i problemi di accesso ai siti Host, in pratica la censura è a livello DNS ovvero basta cambiare questi e tutto torna normale.
I “Domain Name System“ sono dei server che mette a disposizione ogni operatore per far si che una persona non debba ogni volta scrivere l’indirizzo numero di un sito per esempio: “173.194.35.151” ma scrive solo “www.google.it” in questo modo i vantaggi sono che ricordare un nome piuttosto che un insieme di numeri è più facile e veloce, gli svantaggi invece li stiamo vedendo in questi giorni, ovvero che un operatore arbitrariamente può disattivare degli indirizzi IP così da bloccare i siti che vuole, quando vuole e per quanto vuole !
Niente, anzi migliorerete la velocità di navigazione e aprirete tutti i siti oscurati in Italia perché userete i DNS di Google che consigliamo ma ce ne sono un infinità.
-> Come cambiare i DNS direttamente dal Modem Router
Perché dovrei cambiare i DNS sul Modem Router e non dal PC ?
Cambiando i DNS nel modem, ogni dispositivo che si collega, usa quei DNS così da evitare i siti censurati, mentre, se cambio i DNS sul computer ovviamente solo quel Computer eviterà la censura.
Ogni Modem Router ha procedure diverse per l’impostazione dei DNS, per farlo seguite pure questa GUIDA
FAQ:
D: Sono gli Host a bloccare il traffico dall’Italia?
R: No!
D: Per quanto resteranno bloccati i vari siti Host ?
R: Non si sa, forse per sempre
D:Cambio i DNS mettendo quelli indicati ma ancora NON riesco ad accedere ai siti
R: Devi pulire la cache (le vecchie tracce) del browser manualmente oppure con questo programma che lo fa lui in automatico: “CCleaner“
R: Se ancora non hai risolto, segui la guida per cambiare i DNS sul Modem Router
D: Ho cambiato i DNS nel mio PC ma da cellulare/altro pc/tablet non riesco ad accedere ai siti, coma mai ?
R: Devi cambiare i DNS ad ogni singolo dispositivo altrimenti segui la guida per cambiare i DNS direttamente alla fonte ovvero “Modem Router“
c'è gente che se non enrtra in facebook ogni tot di te,po va in paranopia, gebnte che non puo più farne senza che quasi quasi dipende in tutto da ciò che trova sul più famoso social networl a livello mopndiale per questi personaggi esiste un trucchetto che forse vi farà accedere su facebook anche quando col metodo usuale non riuscite ad entrare nonostante i numerosi tentativi
Se anche tu sei un total/dipendente del famoso social network, ecco il metodo alternativo per entrare in facebook anche se in versione minimale quando è ufficialmente down
IL METODO
Basta raggiungere l’indirizzo https://touch.facebook.com/?_rdr ovvero la versione per smarthphone e dispositivi touch del social, per poterlo utilizzare comunque anche se la versione ufficiale è down, attenzione però ad alcuni questa soluzione non funziona in tal caso, potreste provare a cambiare il dns della vostra connessione , se neanche così facendo non riusite ad entrare bhè approfittate per dedicarvi ad altro chissa se magari scoprirete che anche senza facebook il mondo è pieno di possibilità di ogni genere ... o no ?
martedì 24 gennaio 2012
MEGAUPLOAD CHIUSO ( forse ) dall' F.B.I. per sempre, altri siti simili si auto bloccano
pochi giorni fa megaupload uno dei più famosi siti di file sharing veniva chiuso permanentemente dalla F.Bi; al contempo il suo proprietario veniva arrestato in Nuova Zelanda ed ora è agli arresti. sembrava così che alla fine la legge aveva deciso di colpire duro e in maniera definitiva con il piu' grande problema venutosi a creare da quando c'è internet lo scambio di file illegale tra utenti di ogni razza ed estrazione sociale. si attendeva così che la stessa possibile fine l' avrebbero fatta tutti gli altri siti a megaupload simili, ma ancora ciò non è successo, alcuni di loro hanno preventivamente limitato il servizio al solo download di file gia uploadati possibile però ai soli iscritti che potranno recuperareidal loro account i relativo materiale lì uploadato, altri hanno bloccato il servizio altri ancora continuano come sempre
la materia è seria nei sopra detti siti anche se è vero che girano parecchi file illegali vi sono anche molti file legali alcuni dei quali strettamente privati, c'e poi da considerare questi siti alla fine affittano uno spazio e non forniscono nessun genere di materiale sia esso legale o no, sono dei prestatori di servizi , l'uso che poi viene fatto dal possessore di account sarebbe da addebitare al proprietario dell' account stesso e non al possessore dello spazio fisico in cui il proprietario di un dato account ha immesso del materiale di cui l'affittuario niente puo sapere
è come se uno affittasse un garage ad una persona e questa lo usasse come magazzino per bombe chimiche o altro materiale illegale , come potrebbe il proprietario sapere ciò se non scoprendolo per caso ?
se poi la giustizia scoprisse il fatto chi arresterebbe il propirietario del garage o l' affittuario ( tutti e 2 ? ) ...........................
il banner che compare nella home page di megaupload
- questo infatti fanno i vari siti di come megaupload, filesonic, rapidhare etc controllano con un sistema automatico i file immessi setacciandoli in base al nome ed altri parametri, oltre che cancellando immediatamente quelli che gli vengono segnalati dai relativi proprietari
considerando ora che il numero di file in circolazione in ogni sito di file hosting è impressionante è facile capire quanto sia difficile trovare realmente tutti i file non compatibili con la legge, bisognerebbe controllarli uno per uno e ciò ad oggi è impossibile
certo megaupload col suo portale video megavideo poteva fare di più, sul famoso portale di video streaming difatti giravano centinaia di film illegali . il fatto è che ciò succedeva da anni e la legge lo aveva apparentemente permesso, almeno fino all' altro giorno
comunque sia la faccenda ora è in mano agli avvocati vediamo sotto cosa ne dicono sul web
Megaupload, la vera battaglia inizia ora
l'avvocato del founder Kim Dotcom cita il caso Viacom vs YouTube. Mentre il Partito Pirata ricorda le rimozioni dei contenuti in violazione del copyright. Ma i federali non sono d'accordo. Il cyberlocker sarebbe pronto a tornare online.
La difesa è schierata, pronta ad accogliere l'attacco sulle ali del Dipartimento di Giustizia statunitense in collaborazione con il Federal Bureau of Investigation (FBI). L'avvocato Ira Rothken è ben conosciuto nell'ambiente, in particolare per aver difeso i gestori di svariate piattaforme accusate di violazione del copyright. Il suo nuovo cliente sembra davvero un pezzo grosso, anche se nei guai fino al collo.
Sono dunque iniziate le procedure di rito per trasferire il founder di Megaupload Limited Kim Dotcom in terra statunitense. Nessuna cauzione da poter pagare, solo l'attesa prima di comparire davanti alle autorità a stelle e strisce. Come ormai noto, Dotcom è accusato di associazione a delinquere, riciclaggio di denaro e violazione di proprietà intellettuale.
"Il governo ha buttato giù una delle più grandi piattaforme di hosting nel mondo - ha spiegato Rothken alla stampa - e l'ha fatto senza offrire a Megaupload la possibilità di difendersi in aula". Secondo il legale, le accuse contro l'impero dei cyberlocker sarebbero decisamente simili a quelle mosse da Viacom nei confronti di YouTube. "Ed era una causa civile - ha aggiunto Rothken - e YouTube vinse".
Sulla delicata vicenda del founder e del suo megaimpero è intervenuto anche il Partito Pirata svedese, con un agguerrito comunicato stampa diramato nella notte italiana di oggi. Megaupload avrebbe sempre rimosso i contenuti caricati in violazione del diritto d'autore, dunque meriterebbe la protezione del safe harbor previsto dal DMCA. "Qualcuno dovrebbe spiegare all'industria del copyright e al governo che le leggi statunitensi non hanno valore nel resto del mondo".
Decisamente diversa la visione contenuta nella comunicazione ufficiale diramata dai federali a stelle e strisce. I vertici di Megaupload avrebbero pagato gli utenti per il caricamento sistematico di contenuti in violazione del copyright. Supportando in maniera attiva tutti quei siti terzi specializzati in attività di indexing ai contenuti in streaming su piattaforme come Megavideo.
"Sequestrando i server, le forze dell'ordine hanno l'intero database degli utenti con tanto di indirizzi email, numeri di carte di credito e probabilmente log ed indirizzi IP - ha sottolineato l'esperto Stefano Quintarelli - Ricordo che è reato mettere a disposizione materiale protetto da copyright per averne un profitto (che non vuol dire lucro, ovvero incassare quattrini; basta trarne una utilità)".
Mentre il presidente di FIMI Enzo Mazza ha consigliato a Google e Wikipedia di riflettere "sulle loro battaglie per le libertà digitali visto che cosi difendono aziende criminali come Megaupload". Secondo i dati diramati dalla stessa FIMI, quasi 2 milioni di utenti italiani hanno sfruttato regolarmente il cyberlocker con base ad Hong Kong.
"Con la chiusura da parte dell'FBI, in collaborazione con il Dipartimento di Giustizia Americano, di Megaupload.com e Megavideo.com, si segna un importante risultato nei confronti della lotta alla pirateria e soprattutto nello sviluppo dei contenuti digitali legali", si legge nel comunicato stampa diramato da FIMI.
Forse in maniera prevedibile, Megaupload sembra ora pronto a tornare online. Attraverso un dominio registrato in Belize, precedentemente assegnato a misteriosi scammer. Dai servizi di Whois, il dominio è intestato a tale John Smith di Hong Kong. La sensazione è che la battaglia per lo streaming sia appena iniziata.
Il caso MegaUpload alla corte di un ex membro di BSA
Il destino di Kim DotCom, il discusso pirata di MegaUpload, è nelle mani di Neil MacBride, ex dipendente di Business Software Alliance (BSA)
Kim DotCom, il discusso “pirata” diMegaUpload, accusato non solo di pirateria ma perfino di ricettazione, verrà giudicato daNeil MacBride, ex membro diBusiness Software Alliance (BSA), oggi al tribunale del distretto Est della Virginia. BSA è il gruppo anti pirateria che rappresenta i maggiori produttori software, Apple, Microsoft, Adobe ed Intuit.
Proprio nelle scorse ore si sono registrati i primi “effetti MegaUpload”. Dopo l’azione dell’FBI, che ha condotto alla chiusura del sito MegaUpload (e della sua galassia) e ai clamorosi arresti, altri siti di filesharing sembrano essere corsi ai ripari nel tentativo di evitare di incorrere nello stesso trattamento.FileSonic ha adottato una misura preventiva, disabilitando le funzioni di filesharing limitandosi all’offerta di un servizio di storage online personale.
Oltre a FileSonic, anche Uploaded.to pare aver messo fine al proprio servizio di condivisione di file.RapidShare, MediaFire (eccetera) sono già nella lista nera? RapidShare mette le manoi avanti: “Il business legato al file hosting è legale“. La battaglia è appena iniziata.
Intanto il giudice accusa i sette responsabile del sito di cyberlocker di aver generato illegalmente più di170 milioni di dollari attraverso attività criminali. DotCom è un personaggio assai discutibile, che ostenta la sua ricchezza esagerata, ora è in carcere in Nuova Zelanda, da dove chiede di uscire su cauzione. Manon sarà facile, perché il giudice Usa è un “falco”, per giunta ex BSA. Se il processo dovesse svolgersi negli Stati Uniti, sarà un processo-spettacolo coperto dai mass media a livello internazionale. Anche perché segnerà il tramonto del file sharing, ma l’inzio delle ostilità fra detentori di diritti e utenti. Anonymous si è già scatenata con azioni di massa: contro CBS, Brasile e Francia, gli ultimi cyber attacchi.
Facebook sta predisponendo l’approdo in Borsa e potrebbe inoltrare entro la fine del 2011 le documentazioni alla Sec per iniziare il processo di quotazione.
Il social network di Zuckerrberg potrebbe avere un valore di 100 miliardi di dollari, ma tutto dipenderà dall’andamento dell dall’economia eruopea.
Sino ad ora il CEO di Facebook aveva evitato di quotare in borsa il social network, ma l’ipo ( initial public offering) da 10 miliardi di dollari fra aprile e giugno 2012, avrebbe iniziato a smuovere l’indecisione del multimilionario.
Facebook dovrà pubblicare i propri dati finanziari entro aprile, mese entro il quale sorpasserà il limite dei 500 azionisti.
Pirateria, l'Europa vieta i filtri
Storica decisione della Corte di giustizia europea: non possono essere rivolte ingiunzioni per oscurare a titolo preventivo siti che contengano materiale che viola il copyright. Esultano le associazioni di consumatori e provider di ALESSANDRO LONGO
Non si possono imporre filtri al web per impedire agli utenti di scaricare file pirata, perché questa pratica è contraria al diritto comunitario. L'ha stabilito oggi la Corte di giustizia europea, con una sentenza 1 che gli esperti definiscono "storica": avrà un grosso impatto sul modo con cui, anche in Italia, viene protetto il diritto d'autore su Internet.
La Corte si è pronunciata su un caso che contrapponeva il provider belga Scarlet e la Sabam (la Siae belga). La Sabam aveva ottenuto da un giudice che il provider impedisse di usare programmi peer-to-peer per scaricare opere protette. La Scarlet si è rivolta però alla Corte d'appello di Bruxelles, che ha poi portato il caso alla Corte di giustizia.
Di qui la sentenza, che ora peserà non solo sul caso Scarlet ma in tutta l'Europa: "Il diritto dell'Unione vieta che sia rivolta a un fornitore di accesso ad Internet un'ingiunzione per predisporre un sistema di filtraggio di tutte le comunicazioni elettroniche che transitano per i suoi servizi, applicabile indistintamente a tutta la sua clientela, a titolo
preventivo, a sue spese esclusive e senza limiti nel tempo". Il motivo è che quest'ingiunzione violerebbe il diritto dei provider a non farsi sceriffi del web e a non sorvegliarlo a caccia di reati. Ma violerebbe anche "la libertà d'impresa, il diritto alla tutela dei dati personali e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni, dall'altro". Sarebbe insomma il classico caso in cui in nome del copyright si vorrebbero fare storture ai danni di altri diritti.
Quelli del cittadino, soprattutto. Ma anche dei provider, che per rispettare l'ingiunzione sarebbero costretti a adottare un costoso sistema di filtraggio. "E' una vittoria per i diritti dei cittadini di internet", afferma Fulvio Sarzana, avvocato, leader del movimento "Sito non raggiungibile 3" per l'affermazione dei diritti fondamentali su internet. "Per l'industria del copyright diventerà impossibile, anche su richiesta di un giudice, ottenere i nomi di chi scarica file pirata, per esempio", spiega Sarzana. "E' quello che Fapav (Federazione Anti-Pirateria Audiovisiva) aveva tentato di fare 4 in Italia".
5"La sentenza impedirà ai giudici nostrani filtri per bloccare e tracciare gli utenti che scaricano o condividono file protetti da diritto d'autore", aggiunge. "La sentenza avrà un impatto enorme sulla tutela del diritto d'autore online, in Europa", conferma Innocenzo Genna, esperto di policy comunitarie in ambito informatico. "Bloccherà tutte le misure anti pirateria che poggiano su tecnologie di filtraggio, in Italia, Irlanda, Regno Unito e altri Paesi. A rischio adesso anche l'Hadopi francese 6", continua.
Ottimista invece Enzo Mazza, presidente di Fimi (Federazione dell'industria musicale italiana) secondo il quale "la sentenza impedisce solo il filtraggio preventivo e quindi autorizza a bloccare specifiche attività illegali su Internet". Sulla stessa linea Marco Polillo, presidente di Confindustria Cultura, secondo il quale "la sentenza conferma in maniera chiarissima che, ai fini del contrasto della pirateria online, l'Autorità Giudiziaria e gli Organi amministrativi di vigilanza, dopo aver accertato gli illeciti, possono ordinare provvedimenti di inibizione all'accesso attraverso il coinvolgimento degli intermediari". Si pensa per esempio all'oscuramento di siti web o alla rimozione di link da cui scaricare file pirata. L'ultima vicenda, a proposito, è il sequestro di Italianshare, un network con cinque siti e 550mila utenti mensili italiani. I provider nostrani ritengono illecito però anche questo tipo di filtro e per la prima volta pochi giorni fa hanno ottenuto ragione 7 da un tribunale. Allo stesso modo si stanno ora opponendo anche al sequestro di Italianshare.
La prossima grande battaglia è alle porte: tra pochi giorni Agcom (Autorità garante delle comunicazioni) varerà una delibera 8 per la riforma della tutela del copyright online. Le lobby del diritto d'autore le chiedono di facilitare l'oscuramento di siti web, come risulta da una lettera che le ha inviato Confindustria Cultura nei giorni scorsi. Si oppongono a questa misura invece le associazioni dei consumatori e politici bipartizan. L'attuale bozza della delibera non prevede oscuramenti ma la facoltà di Agcom di multare fino a 250 mila euro i gestori di siti che violano il diritto d'autore.
una volta lì potrete vedere svariati canali trasmessi via web tra questi la rai , mediaset e molti canali televisivi stranieri
provate per credere ( potete farlo anche piu' in là tanto sempre lì sono )
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per quelli ormai abituati ad Internet la domanda è riuscireste a farne senza ?
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domenica 20 febbraio 2011
Telecom Italia filtrerà il peer to peer sulle ADSL ( UNOFFICIAL )
Telecom Italia ha preparato un aggiornamento delle Condizioni Generali di Contratto della sua offerta di ADSL a partire dal 1° marzo. Nel comunicato si legge che:
Allo scopo di garantire l’integrità della rete e il diritto da parte della generalità degli utenti di accedere ai servizi di connettività ad internet anche nelle fasce orarie in cui il traffico dati è particolarmente elevato, Telecom Italia, nel rispetto del principio di parità di trattamento e ove necessario, si riserva la facoltà di introdurre per tutte le offerte e/o i profili commerciali che prevedono traffico dati su tecnologia ADSL, meccanismi temporanei e non discriminatori di limitazione all’uso delle risorse di rete disponibili.
A tal fine Telecom Italia potrà limitare la velocità di connessione ad Internet, intervenendo sulle applicazioni che determinano un maggior consumo di banda (peer to peer, file sharing ecc.), limitando la banda destinata a tali applicazioni ad un valore massimo proporzionale alla banda complessiva disponibile sul singolo DSLAM.
mercoledì 14 luglio 2010
ITASCAN - LEGGERE GRATIS I MANGA IN ITALIANO ONLINE
Appassionati di manga giapponesi? Ecco il sito che fa per voi. Si tratta di ITASCAN.
il servizio mi sa' che non>0 è tanto legale ma come tanti altri rasenta il limite se non l' oltrepassa , comunque esiste e al pari di altri molto piu illegali è consultabile liberamente da chiunque lo voglia fare Il servizio è made in italy, quindi i fumetti sono in lingua italiana. ItaScan è completamente gratuito, non richiede nessuna registrazione ed è di semplice utilizzo.
La ricerca può essere effettuata in diversi modi. La più comoda è la barra posizionata in alto a destra, che contiene la lista di tutti i manga disponibili. Volendo potete ricercare un manga per lettere dell'alfabeto, per genere o per "concluso" / "in corso". Quando trovate il titolo desiderato, cliccateci per far apparire la lista dei capitoli. Un click sul capitolo che vi interessa per far aprire la finestra che contiene le varie pagine del manga. Le pagine sono visualizzate una per volta; cliccate sul pulsante "avanti" per proseguire con le pagine successive. Attualmente ci sono ben 387 manga disponibili ed un totale di 4943 capitoli. Numeri molto importanti. Appassionati del genere, fatevi avanti.
Italia ( E solo qui ) : Google è responsabile dei video uploadati su Youtube e GoogleVideo
“4 Dirigenti di google italia processati e accusati di violazione della privacy per colpa di un video uploadato su GoogleVideo”.
Cercando di non banalizzare ciò che reputo gravissimo riassumo brevemente i fatti e la storia che ha portato un giudice di milano ad imputare penalmente i 4 dirigenti di googleitalia.
Nel 2006 alcuni studenti di una scuola di torino hanno creato un video dove mostravano chiaramente del bullismo verso un ragazzo autistico da alcuni coetanei. Successivamente questo video è stato uploadato sulla piattaforma parallela di youtube : Google Video.
In pochissimo tempo il fatto è stato denunciato alla polizia locale che ha contattato immdiatamente Google Italia che ha provveduto in poche ore ad eliminare il video “incriminato”.
Normalmente – come si legge dal blog di google – la loro partecipazione in queste vicende si ferma subito dopo l’eleminazione del contenuto illecito dalle loro piattaforme di hosting, ma questa volta non è andata così.
Qualcuno ha pensato bene di far causa ai 4 dirigenti di google per violazione della privacy e diffamazione.
Cos’è successo oggi.
A quanto pare si è arrivati ad una sentenza che vede assolti i 4 dirigenti di Google per concorso in diffamazione ( meno male!!! ) ma allo stesso tempo li vede colpevoli di violazione della privacy.
Ed è proprio questa sentenza che un pò mi ha chiuso lo stomaco. In pratica, come si legge anche nel blog di google, questa sentenza è la prima del suo genere proprio perchè, normalmente, gli indagati in questi casi sono le persone che hanno agito in primo luogo per la realizzazione/distribuzione del contenuto e non i responsabili della compagnia di hosting dove il video risiede.
In pratica, volendo usare una metafora un pochino azzardata, è come sein un vostro appartamento affittato a terzi questi vengano trovati a spacciare della droga all’interno della vostra proprietà e alla fine anche voi veniste accusati sebbene, ovviamente, non abbiate nulla a che fare con lo spaccio. Ma solamente per il fatto che questo si è svolto in un luogo vostro questo vi rende immediatamente responsabili del delitto.
Ripeto che sebbene la metafora risulti piuttosto azzardata rende bene l’idea che la sentenza, almeno per quanto riguarda il mio punto di vista, è un errore che potrebbe far cadere in pezzi ciò che oggi internet rappresenta!!! Continuando su questa strada ci ritroveremo ben presto che ogni sito internet web2.0 , dove sia possibile avere un interazione con i propri utenti (Quindi anche forum,blog, Social networks ) , si ritrovi direttamente responsabile di ogni singola foto,video,frase uploadata sulla sua board. Fortunatamente a questo viene incontro l’unione europea che ha elaborato appositamente ( non dopo questa sentenza ) una legge per offrire ai provider di hosting un porto sicuro da ogni responsabilità fintanto che questi rimuovano i contenuti illegali una volta che questi vengano notificati dell’esistenza. Pertanto, credo che episodi del genere non dovrebbero più accadere fintanto che il decreto europeo rimanga in piedi. Altrimenti sarebbe la rovina di internet e della libertà di espressione che questa rappresenta!
[Fonte: Tg3, GoogleBlog ] --------------------------------------------------------------------------------------- nuove tecnologie
Un telefono che traduce in tempo reale. Microsoft rivela la sua nuova tecnologia
Potrebbe sembrare uno scherzo o la scena di un film di fantascienza ma invece questa nuova tecnologia presto potrebbe sbarcare nella nostra vita di tutti i giorni.
Microsoft sta sperimentando una nuova tecnologia che traduce in tempo reale telefonate tra due utenti che parlano due lingue differenti.
Questa nuova tecnologia si basa su Microsoft Exchange. In una prima fase la conversazione viene trascritta in tempo reale a monitor (grazie a Exchange) e successivamente viene tradotta e letta da un sintetizzatore vocale.
Nell’esempio mostrato nel video si vede una prova tra due utenti, uno che parla tedesco e l’altro inglese. La traduzione come potete vedere avviene con qualche secondo di ritardo e ovviamente non è perfetta ma è a dir poco strabiliante.
Immaginate le potenzialità di questa nuova tecnologia e le conseguenze sulle comunicazioni di tutti i giorni.
Sembra che anche Google stia lavorando su questo nuovo campo, sfruttando ovviamente la sua tecnologia di traduzione già offerta sul web tramite il suo sito. Staremo a vedere chi arriverà per primo…
Intanto guardate il video… roba da rimanere a bocca aperta
Altre info sulla tecnologia Exchange le trovate qui
da qualche tempo in italia è stato filtrato il sito di Pirate Bay e sembra che questa volta alcuni provider abbiano imposto i blocchi non solo sui dns ma anche sugli ip. Un atto decisamente stupido e inutile visto che ora ci sono i magnetic link.
Se per caso anche usando dns alternativi per es. quelli di google 8.8.8.8 non riuscite a visualizzare il sito, potreste usare un proxy ad esempio questo:
l’Italia ha di nuovo deciso l’oscuramento del sito thepiratebay.org intimando ai provider italiani di ridirigere le chiamate al sito verso 127.0.0.1.
Questo tipo di censura è davvero banale: è infatti davvero semplice raggiungere tranquillamente il sito incriminato usando un DNS alternativo (OpenDNS o quello di Google che non sono sotto giurisdizione italiana).
La soluzione più veloce è forse quella di modificare il file hosts del vostro sistema operativo.
Nel caso di Windows l’operazione è abbastanza semplice: basta localizzare il file hosts.
In XP si trova in C:\WINDOWS\system32\drivers\etc
Aprite il file con blocco note (notepad) e aggiungete alla fine queste righe
Salvate il file… riavviate il browser e il sito sarà di nuovo visibile
Con Windows 7 potreste avere qualche difficoltà nello scrivere il file hosts se non siete amministratori
Se nonostante la modifica il sito non fosse ancora visibile significa che il vostro provider blocca l’accesso tramite IP. A quel punto dovreste rivolgervi a sistemi un pochino più complessi quali l’http tunneling o l’utilizzo di una rete anonima come TOR
Le informazioni qui riportate sono solo a scopo didattico e informativo e non vogliono in alcun modo incoraggiare la violazione del diritto di copyright che rimane ed è sacrosanto.
Su Piratebay è possibile infatti scaricare centinaia di programmi che sono del tutto legali (basti pensare a tutte le distribuzioni Linux che proprio grazie a Torrent continuano ad essere distribuite in tutto il mondo senza enormi spese) C'E' DA DIRE ANCHE CHE VI SI TROVANO ANCHE MIGLIAIA DI TORRENT NON LEGALIe di tutti i generi , certo il fenomeno è talmente vasto che non è censurando un sito che si risolve il problema forse c'e' da ripensare tutto il sistema trovando una via che sia gradita a tutti. ----------------------------------------------------------------------------------------------------