ciao a tutti, in queste pagine verrà pubblicato ogni tanto il fumetto l'osteria di Ulisse oltre a recensione di materiale vario .tipo cinema,concerti uscite dvd video, cd, blu ray, vip personaggi famosi tv gossip sport, calcio, meteo satellite schede, dibattiti sondaggi, high tech, playstation , xbox, console, turismo, orari, borsa, giardinaggio, hobby, teatro, lirica, musica, umorismo di bassa lega, discorsi a bischero e altro accorrete in alcune centinaia di migliaia ( non di piu )
le frittelle di riso o di San Giuseppe che dir si volga sono una costante della mia memoria .
le prime le mangiai al collegio Croff in quel di Signa in cui era d'uopo farle a tutti gli gli scolari e non solo, proprio in quel giorno
mi ricordo bene la loro bontà e di quanto curiosi come eravamo spiavamo le signorine che le friggevano e talvolta riuscendone a accaparrarsene qualcuna di soppiatto naturalmente al solo scopo di testarne la bontà
in seguito ne mangiai e parecchie di quelle fatte dalla mia mamma
le classiche frittelle di riso alla massese
ultimamente invece le mangio quando ne le faccio da solo o, più raramente comprandone alcune in qualche negozio del luogo
ma le più buone comunque nella memoria restano quelle fatte al collegio a pari merito con quelle mitiche di mia mamma-
La scoreggia o scorengia, scureggia, correggia, ovvero l’emissione più o meno rumorosa di gas intestinali, come la bronza, la renza, il ventino, la bomba, la puzzetta, il peto, il flato, la pernacchia, la loffa, la quaglia, il pirito, la scorza, la corra.
In inglese e tedesco: fart;
in francese: vent;
in greco: classimo;
in spagnolo: pedo;
in arabo: ÖÑÇØ¡ ÝÓÇÁ.
Para-culo Un anonimo del 18° secolo giustificava l’indelicatezza espressiva dei suoi peti con questo commento: “Non sono un porco: è per il bene del mio corpo”.
Ma, battute a parte, un gran vantaggio che presenta la scorreggia, è che NON PESA: perciò è facile trasportala ovunque e comunque inoltre è anche accorgersi se nell'espellerla ci si è cagati addosso oppure no.
in natura i peti vengono usati anche a titolo intimidatorio esistono difatti varie specie che espellano gas talmente puzzolenti quand'anche asfissianti da costringere l'eventuale fonte di pericolo a fuggire velocemente talvolta in maniera rocambolesca
ma vediamone alcuni tipi catalogati a caso e non secondo scale di forza/effetto od tramite l'uso di sofisticati strumenti di analisi e via così discorrendo
Scoreggia Vulgaris (normale) Scoreggia per ogni occasione, non particolarmente puzzolente, particolarmente adatta per le passeggiate, non bisogna mollarla con grande rabbia o enfasi perchè può ingannare: da condividere con amici e parenti più stretti.
Scoreggia salonis phoetida (pettaccio humilis)
Tipica in ambienti chiusi, motivata dalla assenza di desiderio di alzarsi e uscire per sganciarla da qualche altra parte: basta assumere un aria ingenua, alzare poco la gamba e guardare gli antestanti con malcelato disgusto in modo da deviare da sè i sospetti.
Scoreggia cum tusse dissimulatae
Scoreggia dissimulata con colpi di tosse: rientra tra le pericolose in quanto neccessita di appropriata spinta e buona coordinazione. Tipica negli uffici, bar, cinema, insomma ambienti affollati dove anche l'odore viene in fretta assimilato: un respiro a testa e la si fa fuori.
Scoreggia humidis maculatae
Una delle peggiori: prende il nome dalle caratteristiche macchie che lascia sulle mutande. Complica terribilmente la vita in quanto bisogna cercare con urgenza un bidè per togliere le eccedenze e lavare i miseri resti. Rimane comunque mimetizzata sulle mutande molto scure.
Scoreggia matutinis albae
Quale modo migliore per cominciare una giornata se non tirando una bella scoreggia al caldo delle lenzuola appena apriamo gli occhi? Vedrete con gioia il/la vostro/a compagno/a schizzare fuori dal letto con rapidità e agilità inaspettate per uno/a appena sveglio. Chiamato anche pettaccio egoistico perchè non c'è nessuno che lo voglia condividere con voi.
la scoreggia su Wikipedia
La flatulenza è il rilascio di una miscela di gas, formata da aria ingerita o da gas prodotti dai batteri simbionti e dai lieviti che vivono nel tratto gastrointestinale dei mammiferi, aggiunta a particelle aerosolizzate di feci, che viene espulsa sotto pressione attraverso l'ano. La maggior parte delle volte è associata a un caratteristico suono e/o ad un odore sgradevole.
foto provenienti dai più' disparati luoghi raffiguranti cose, persone etc aventi come soggetto di tutto o il nulla totale , foto rubate e non, scatti rari o visti e stravisti ,foto con commento o senza , foto messe con un criterio preciso oppure buttate lì a casaccio, foto che non sono foto e foto disegnate, in tutti i casi foto et affini per tutti e per nessuno.
Tanto tempo fa sulla Terra c’erano molte persone cattive.
Dio si arrabbiò e decise di punirle.
Avrebbe mandato sulla Terra un grande diluvio che avrebbe portato via tutta la cattiveria.
Per evitare che le persone buone e gli animali venissero feriti durante la forte pioggia, Dio chiamò Noé, un uomo buono, e gli disse di costruire un’arca, una grande arca, su cui sarebbero saliti gli animali e la famiglia di Noé.
Noé obbedì e costruì l’arca in tempo per quando. Iniziarono pioggia e vento.
L’arca di Noè iniziò a galleggiare sull’acqua che ricopriva la Terra.
Passarono molti giorni di tempesta e cielo grigio. Una mattina la pioggia era finalmente finita. L’arca era ferma.
Noè guardò fuori da un piccola finestra e vide che era spuntato il sole.
Fece abbassare il ponte dell’arca e aprì la porta.
Noè e la sua famiglia uscirono sul ponte: sembrava davvero finito tutto.
Noè e gli altri erano incerti: Dio era ancora arrabbiato con gli uomini cattivi?
A un certo punto videro una colomba volare sopra l’arca.
Era una colomba bellissima, dalle piume bianche e luminose.
Nel suo becco portava un rametto con delle figlie.
Noè riconobbe che era un rametto d' ulivo e che la colomba era stata mandata da Dio per far sapere che non era più arrabbiato.
Da quel giorno la colomba con un rametto di ulivo nel becco è il simbolo della pace.
A Pasqua si mangia un dolce a forma di colomba per ricordare la pace tra Dio e il suo popolo.
Noè è un uomo giusto, e fa quello Che Dio gli ordina; così salva se stesso, la famiglia e gli animali da una grande Calamità. L’arco dai sette colori davanti alle nubi è segno di pace in un nuovo patto fra Dio e gli uomini.
Il Signore Dio vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra, ma Noè era uomo giusto e camminava con Dio.
Dio disse a Noè: “Fatti un’arca di legno di cipresso; dividerai l’arca in scompartimenti, con un tetto sopra. Ecco, io manderò il diluvio, cioè le acque, sulla terra. Quanto è sulla terra perirà, ma con te io stabilisco la mia alleanza. Entrerai nell’arca tu e con te i tuoi figli, tua moglie e le mogli dei tuoi figli. Di ogni animale introdurrai nell’arca due di ogni specie, per conservarli in vita con te: siano maschio e femmina”.
Noè eseguì tutto, come Dio gli aveva comandato.
Il diluvio durò sulla terra quaranta giorni. Le acque crebbero molto sopra la terra e l’arca galleggiava sulle acque. Perì ogni essere vivente sulla terra.
Dio si ricordò di Noè, di tutte le fiere e di tutti gli animali domestici che erano con lui nell’arca. Dio fece passare un vento sulla terra e le acque si abbassarono. Noè fece uscire una colomba, ma la colomba, non trovando dove posare la pianta del piede, tornò a lui nell’arca. Attese altri sette giorni e di nuovo fece uscire la colomba dall’arca e la colomba tornò a lui sul far della sera; ecco, essa aveva nel becco un ramoscello di ulivo.
Quando tutta la terra fu asciutta, Dio ordinò a Noè: “Esci dall’arca”. Dio benedisse Noè e i suoi figli, e disse loro: “Io stabilisco la mia alleanza con voi e con i vostri discendenti dopo di voi. Non sarà più distrutto nessun vivente dalle acque del diluvio, né più il diluvio devasterà la terra. Questo è il segno dell’alleanza: il mio arco pongo sulle nubi, lo guarderò per ricordare l’alleanza eterna”.
(Leggi Genesi 6-9)
L’autore sacro ha preso l’occasione di una straordinaria inondazione, le cui tracce sono presenti nella memoria dell’umanità, per parlare al popolo della giustizia e della misericordia di Dio e della malizia dell’uomo. Non è Dio il responsabile delle guerre e dei cataclismi naturali, ma poiché è santo non può convivere con la malvagità e la corruzione. Altrimenti se ne farebbe complice contro il giusto e il debole. Dio invece salva il giusto e lo aiuta anche attraverso le prove.
Dentro al racconto ci sono alcuni elementi che nella cultura dei popoli sono diventati dei segni simbolici di pace: la colomba, il ramo d’ulivo, l’arca, l’arcobaleno.
Con i bambini si può iniziare da questi segni che presto saranno capaci di disegnare essi stessi e che ritroviamo nell’arte e nella liturgia (come per esempio l’allusione al diluvio nella benedizione dell’acqua battesimale e il ramoscello d’ulivo nelle case per la Pasqua).
L’arca è simbolo della Chiesa, comunità di salvezza che Gesù ha voluto per raccogliere tutti gli uomini. Anche la famiglia come chiesa domestica va presentata come un’arca di salvezza per coloro che vi abitano.
Dopo quaranta giorni e quaranta notti, Noè non ne poteva più di stare nell’arca. Non doveva essere facile vivere chiusi in mezzo a tutti quegli animali e il passare dei giorni aveva reso via via più faticosa la convivenza familiare di quelle otto persone.
Non solo: i disagi si accompagnavano all’incertezza di mille domande su cosa stava accadendo all’esterno, in quel mondo trasformato dal diluvio in un’immensa distesa d’acqua. Quanto ancora sarebbe durato? Cosa avrebbero trovato là fuori? Come sarebbe ricominciata la vita? Poi il diluvio cessò, l’arca si posò sulla cima di un monte e le acque iniziarono lentamente a scendere. Dopo due tentativi per capire la situazione, la Scrittura racconta che Noè «di nuovo fece uscire la colomba dall’arca e la colomba tornò a lui sul far della sera; ecco, essa aveva nel becco una tenera foglia di ulivo» (Gen 8,10-11).
In queste settimane anche noi viviamo chiusi nella nostra arca di Noè, alle prese con mille incognite sul futuro, col dolore di tante persone vicine e lontane, incertezza economica e molte rinunce. Alcuni sottoposti a un lavoro più intenso al servizio degli altri e in condizioni difficili. Quasi tutti chiamati a ridisegnare la vita in spazi più piccoli, a reinventare il lavoro, a escogitare ogni giorno qualcosa con i bambini, a sopportarsi pazientemente nella logorante e incerta attesa di tempi migliori.
In questa Domenica delle Palme a molti mancherà – e quanto! – quel ramoscello d’ulivo benedetto da mettere in casa, accanto a un crocifisso o un’immagine della Madonna.
Ma dobbiamo pensare che il Signore, seppur senza segni visibili, vuole darci la pace che quell’ulivo simboleggia. Credo che questa sia la notizia più bella di questo giorno, che segna l’ingresso nella Settimana Santa: che la Passione di Cristo contiene un messaggio di pace. «Egli è la nostra pace», dirà San Paolo agli Efesini (Ef 2,14).
Sarebbe bello che in questi giorni ognuno si adoperasse per trasformare questo messaggio di pace in qualcosa di concreto da vivere con le persone che abbiamo intorno, diventando come un ramoscello di ulivo per la propria famiglia. Fare servizi materiali, evitare argomenti di conversazione che risultino pesanti agli altri, silenziare ogni forma di lamento e invece ringraziare per ogni piccola cosa bella. In tutto dobbiamo cercare – senza risultare pedanti – di alimentare uno sguardo soprannaturale, di vita eterna nel quotidiano, seguendo quel consiglio di San Josemaría per una Domenica delle Palme: «Nel commemorare il giorno in cui il Signore dà inizio alla settimana decisiva per la nostra salvezza, mettiamo da parte le considerazioni superficiali, andiamo all'essenza, a ciò che è veramente importante. Ebbene, la nostra aspirazione è andare in Cielo. Altrimenti non c'è nulla che valga la pena» (È Gesù che passa, n. 76).
Così entreremo, col piede giusto e con lo sguardo su Gesù, in questi giorni di mistero pasquale, verso un Triduo sacro forse molto diverso dal solito ma che porterà con sé – non dobbiamo dubitarlo – tante grazie per la nostra vita.
Dal momento in cui riceve la foglia d’ulivo, passeranno ancora alcuni giorni prima che Noè possa uscire dall’arca con la sua famiglia, ma l’ulivo è una carezza di Dio: è già preludio dell’arcobaleno, di quell’alleanza eterna che segnerà la ripresa del culto, una grande fecondità, l’inizio di una vita nuova, più vicina al Signore.
Tutti sbagliamo in cucina. La differenza tra un cuoco alle prime armi e uno esperto è saper rimediare agli errori. Ecco otto problemi comuni e le loro soluzioni pratiche.
GLI 8 ERRORI PIU COMUNI E LE SOLUZIONI:
1 - Troppo Dolce - Aggiungi aceto o succo di limone per bilanciare l'eccesso di zucchero. L'acidità contrasta la dolcezza riportando equilibrio
2 - Troppo Salato - Immergi pezzi di patata cruda nel piatto e cuoci per 10-15 minuti. La patata assorbe il sale in eccesso. Togli i pezzi prima di servire
LE PATAE SE MESSE INTERE CON LA BUCCIA MA ANCHE A PEZZETTONI PII POSSONO ESSERE PRELEVATE E SERVITE COME CONTORNO MAGARI SALTATE IN PADELLA E ACCOMODATE CON QUALCHE INGREDIENTE A SCELTA
3 - Troppo Piccante - Aggiungi panna fresca o yogurt per smorzare il piccante. I latticini neutralizzano la capsaicina responsabile del bruciore
4 - Troppo Acido - Aggiungi zucchero o miele gradualmente per bilanciare l'acidità eccessiva di limone, aceto o pomodoro
5 - Sugo Grumoso - Frulla il sugo nel frullatore per renderlo liscio. I grumi di farina si polverizzano completamente
6 - Verdure Stracotte - Trasformale in vellutate o purè. Le verdure troppo morbide diventano ottime creme quando frullate con brodo
7 - Pasta Scotta - Saltala in padella calda con olio d'oliva per darle nuova vita. La rosolatura crea una crosta che migliora la texture
potete anceh farci delle frittate o sformati anceh frullandole e mettendole come un qualsiasi altro ingrediente oppure friggerle etc. etc.
8 - Padella Bruciata - Cospargi bicarbonato di sodio sul fondo, copri con foglio di alluminio, aggiungi acqua bollente e lascia agire. Strofina delicatamente
sennò usate prodotti fatti apposta e olio di gomito
nota bene
" i dosaggi vanno calibrati a seconda della quantità del prodotto da aggiustare"
la domanda è di estrema attualità , sono in molti difatti a porsela in maniera continuativa nei vari momenti della giornata, e non solo ...
questo è dovuto al fatto che non sempre siamo capaci di espellere gas dal culo e anzi, talvolta, pur impegnandosi , spingendo a sfare fin a diventare paonazzi quasi viola che a momenti ci si rimane secchi nessun tipo di peto fuoriesce dal nostro ano
la cosa impensierisce parecchio n ma come sempre a tutto vi è un rimedio anche se ,in realtà, è un palliativo dato che sappiamo tutti che niente può essere uguale o superare un peto creato e fatto in maniera naturale sia nell'impatto sonoro che nella fragranza olfattiva
comunque sia la tecnologia ci offre soluzione adatte a tutte le tasche tanto che oramai il problema almeno di non essere dei puristi può essere risolto facilmente perlopiù se trattasuìi di blocco temporaneo dopo il quale potremmo tornare a sganciare i nostri peti come da sempre l'immanità intera ha fatto, fa e farà
le apparecchiature disponibili vanno da gadget elettronici in grado di variare intensità sonora e tonalità tra l, più varie ai vecchi e classici gadget in gomma, caucciù od altro il ciu funzionamento è perlopiù a base d'aria espulsa attraverso un pertugio di uscita che. simulando il buco del culo. emette un suono più o meno greve che assomiglia tanto a scoreggie e scorreggione reali
i gadget elettronici più moderni e anche più costosi contengono hanno in memoria migliaia di scoregge campionate dal vivo da culi veri ed in più ognuno di questo campione può essere modificato a proprio piacere fino ad ottenere il peto a noi più congeniale e con l'intensità voluta
sotto alcuni esempi
CUREGGIOMETRO
scr n2
PETFONO ( FART MACHINE)
PETOFONO FAI DA TE
K
IL CUSCINO SCOREGGIONE
provate voi ad usarli a a creare nuovi metodi od attrezzi etc. atti all'uopo
un app molto che molti trovano di una comodità estrema e comunque molto utile per misurare le vostre reali capacità riguardo il fare scoregge , loffe etc ed confrontarle con le capacità altri potte trovarla sul vostro app store sotto vi mettiamo il link sul google store di una di queste ma se cercate ne troverete altre in tutti i casi una volta installate iniziate fin da subito a provarla testando così, le vostre reali capacita e il vostro livello rispetto agli altri