ciao a tutti, in queste pagine verrà pubblicato ogni tanto il fumetto l'osteria di Ulisse oltre a recensione di materiale vario .tipo cinema,concerti uscite dvd video, cd, blu ray, vip personaggi famosi tv gossip sport, calcio, meteo satellite schede, dibattiti sondaggi, high tech, playstation , xbox, console, turismo, orari, borsa, giardinaggio, hobby, teatro, lirica, musica, umorismo di bassa lega, discorsi a bischero e altro accorrete in alcune centinaia di migliaia ( non di piu )
Mi fermo al semaforo rosso. Una bionda bellissima si ferma accanto a me! La guardo, lei mi guarda e abbassa un po’ il finestrino... abbasso un po’ il finestrino anch’io... continua a guardarmi e abbassa ancora di più il finestrino... abbasso un po’ il finestrino e le sorrido... lei mi sorride e mi dice: **«Hai scorreggiato anche tu???
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Lezioni di vita.
Alla facoltà di Medicina, il professore si rivolge a uno degli studenti e gli chiede:
— «Quanti reni abbiamo?»
— «Quattro!», risponde lo studente.
— «Quattro?», replica il professore, con arroganza, (uno di quelli che provano piacere a umiliare gli errori degli studenti).
— «Porti un fascio di fieno, perché abbiamo un asino in aula», ordina il professore al suo assistente.
— «E per me un cappuccino!», ribatte lo studente all’assistente del professore.
Il professore si infuria ed espelle lo studente dall’aula.
Mentre usciva dall’aula, lo studente ebbe ancora l’audacia di correggere il professore furioso:
«Lei mi ha chiesto quanti reni “abbiamo”. “Abbiamo” quattro: due miei e due suoi. “Abbiamo” è una forma plurale. Le auguro buon appetito e che si goda il fieno.»
chiosa
Quando un professore dice agli alunni "non vi piacerebbe sapere quello che so"? Molti risposero magari ma uno disse "certo ma di più mi piacerebbe sapere quello che lei NON SA"
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VAMPIRI!!!!!!!
È quasi l’alba. I primi vampiri sono già rientrati nel castello con aria delusa e lo sguardo affamato di chi non trova sangue da diversi giorni.
Si sente un frullio d’ali ed un nuovo membro della diabolica confraternita entra dalla finestra, le sue labbra ed i suoi canini aguzzi rivelano tracce di residui ematici e tutti gli domandano da dove provengano:
“vedete quel cascinale giù nella valle? Ci vivevano due contadini, anziani ma abbastanza saporiti: me li sono pappati.”
Mentre tutti deglutiscono l’acquolina, si presenta un nuovo vampiro, decisamente sporco di sangue, che orgogliosamente spiega: “Vedete quel convento giù nella valle? Ci vivevano nove monache e le ho lasciate tutte esanimi: bianche come il latte, non hanno più una goccia in corpo.”
Le vanterie sono interrotte da un nuovo arrivo, completamente coperto di sangue. Golosamente interrogato dai compagni sempre più famelici spiega: “Vedete quel campanile in fondo alla valle?
🔧 Tipi di cacciaviti: piccoli strumenti, grande precisione
Ogni vite ha la sua forma, e ogni forma richiede il cacciavite giusto per lavorare in modo efficace e senza danneggiare il materiale. Conoscere le differenze aiuta a ottenere risultati più puliti e professionali.
🟊 Torx: garantisce una presa stabile e riduce lo slittamento
➖ Piatto: semplice e classico, ideale per utilizzi di base
✚ Phillips: molto diffuso, perfetto per lavori quotidiani
✳️ Pozidriv (PZ2): maggiore precisione e resistenza rispetto al Phillips
⬡ Esagonale: utilizzato per fissaggi robusti e tecnici
Scegliere il cacciavite corretto non è solo una questione di comodità, ma di precisione, sicurezza e qualità del lavoro finale ✨
chi ha inventato il cacciavite ?
Il cacciavite non ha un singolo inventore. L'evoluzione è divisa in due fasi principali:
Vite a taglio: i primi cacciaviti apparvero in Europa nel XV secolo per i fabbri, evolvendosi poi con l'avvento dell'industrializzazione e dei torni meccanici.
Vite a croce: il modello moderno fu brevettato negli anni '30 dallo statunitense Henry F. Phillips
fin da piccini ci insegnano a lavarsi i denti almeno 2 volte al giorno, e noi lo facciamo dapprima senza capire il perché , poi perché sappiamo il perchè e a cosa serve,
lavarsi i denti per bene accompagnato da una corretta igiene orale serve a tenere gli stessi ben puliti evitando il più possibile l'apparire delle carie ed altre forme di malattie che colpiscono denti, gengive e bocca, inoltre rinfresca l'alito
Lavare i denti in modo impeccabile richiede almeno 2 minuti di spazzolamento, eseguito almeno 2 volte al giorno (meglio se dopo i pasti), inclinando lo spazzolino a 45° verso le gengive e completando sempre la pulizia con il filo interdentale.
Segui questi passaggi per una pulizia profonda:
Posizione e Tecnica: Posiziona lo spazzolino inclinato a 45 gradi tra il dente e la gengiva. Esegui un movimento rotatorio o a "rullo" portando lo spazzolino dalla gengiva verso il dente, evitando movimenti orizzontali aggressivi che possono danneggiare lo smalto.
Le 4 Superfici: Spazzola con cura la parte esterna, interna e masticatoria dei denti. Non dimenticare la parte posteriore degli ultimi molari.
Spazzolino Elettrico: Se usi uno spazzolino elettrico, non serve strofinare. Ti basta appoggiare la testina su ogni singolo dente per alcuni secondi, lasciando che il movimento meccanico elimini la placca.
Denti anteriori: Per pulire l'interno degli incisivi (sopra e sotto), usa lo spazzolino in verticale, muovendolo dall'alto verso il basso (o viceversa).
La Lingua: Spazzola delicatamente anche la lingua dall'interno verso l'esterno per rimuovere i batteri e avere un alito fresco.
Spazi Interdentali: Lo spazzolino non arriva ovunque, usa il filo interdentale o lo scovolino almeno una volta al giorno (preferibilmente la sera) per pulire gli spazi stretti tra dente e dente.
colluttorio per lavarsi i denti
Il collutorio non sostituisce la pulizia dei denti con spazzolino e filo interdentale, ma agisce come un importante alleato per completare l'igiene orale quotidiana. La rimozione meccanica della placca rimane lo step fondamentale, mentre il liquido antibatterico raggiunge le zone più difficili e le mucose
l'uso del collutorio
Il colluttorio è un supporto per l'igiene orale che potenzia l'azione di spazzolino e filo interdentale. Aiuta a ridurre la placca batterica, prevenire carie e gengiviti, combattere l'alito cattivo e, a seconda dei principi attivi, svolge un'azione mirata per specifiche esigenze. Non sostituisce mai la pulizia meccanica.
Antisettico e antibatterico: Controlla la proliferazione dei batteri responsabili di infiammazioni, infezioni e placca.
Prevenzione della carie: I colluttori arricchiti con fluoro aiutano a remineralizzare lo smalto dentale.
Sollievo per le gengive: Contiene ingredienti lenitivi ideali in caso di gengive irritate o sanguinanti.
Controllo dell'alitosi: Rinfresca l'alito neutralizzando i composti volatili che causano i cattivi odori.
Collutori al fluoro: Consigliati per la prevenzione quotidiana delle carie e la riduzione della sensibilità dentale.
Collutori alla clorexidina: Spesso prescritti dal dentista (con concentrazioni dallo 0,12% allo 0,2%) per trattamenti d'urto in caso di gengiviti o post-interventi chirurgici.
Collutori rinfrescanti/cosmetici: Hanno una blanda azione antibatterica e servono principalmente a mascherare temporaneamente l'alito cattivo.
Per massimizzare l'efficacia, il colluttorio va usato dopo lo spazzolino, facendo un risciacquo puro per circa 30-60 secondi, senza poi sciacquare la bocca con acqua.
Nota: Alcuni collutori (come quelli a base di clorexidina per uso medico) non andrebbero usati continuativamente per più di un paio di settimane per evitare macchie sui denti o alterazioni della flora batterica orale.
Ricorda di sostituire lo spazzolino (o la testina) ogni 2-3 mesi e di prenotare una pulizia dentale professionale dal tuo dentista almeno una volta all'anno controlla prima se hai i soldi per pagarlo che sennò non ti fa e forse ti tratta a male parole
gomme per lavarsi i denti
Le gomme da masticare non possono sostituire lo spazzolino e il dentifricio per lavarsi i denti, ma rappresentano un ottimo supporto temporaneo fuori casa. Masticare un chewing gum specifico aiuta a rimuovere i residui di cibo macroscopici e a rinfrescare l'alito, ma non è in grado di rimuovere la placca batterica in profondità.
Come funzionano le "cingomme" per l'igiene orale?
Aumento della saliva: La masticazione stimola il flusso salivare fino a 12 volte. La saliva pulisce naturalmente i contorni dei denti e contiene sostanze protettive e antibatteriche.
Neutralizzazione degli acidi: Dopo i pasti, il pH della bocca cala diventando acido e vulnerabile. La saliva stimolata dalla gomma ripristina un pH neutro, proteggendo lo smalto dalle carie.
Azione meccanica: La consistenza adesiva della gomma cattura e ingloba i piccoli residui di cibo superficiali e i batteri fluttuanti.
Quali caratteristiche devono avere?
Per essere davvero utili alla salute della bocca, le gomme devono avere ingredienti precisi:
Senza zucchero: È la regola fondamentale. Le gomme zuccherate espongono lo smalto ad acidi nocivi, alimentando i batteri della carie.
Presenza di Xilitolo: Lo xilitolo è un dolcificante naturale acaricogeno. I batteri responsabili della carie (come lo Streptococcus mutans) non riescono a digerirlo e muoiono, riducendo drasticamente la formazione della placca.
Additivi funzionali: Molte gomme specifiche da farmacia o supermercato (come alcune linee di Daygum Protex o Orbit Refreshers) contengono fluoro e calcio, che aiutano a remineralizzare lo smalto dentale.
Consigli d'uso ed errori da evitare
Mastica per 15-20 minuti: Questo è il tempo ideale raccomandato dagli esperti per massimizzare la produzione di saliva e la pulizia.
Non esagerare: Una masticazione troppo prolungata (oltre i 30 minuti) o frequente può sovraccaricare l'articolazione della mandibola, causare mal di testa o portare a disturbi gastrici.
Puntate all'essenziale: Non affidarti alle gomme per lo "sbiancamento dei denti"; queste formule rallentano solo la formazione di nuove macchie superficiali, ma non cambiano il colore dei denti.
ok ma ora me lo dite qual'è secondo voi il miglior dentifricio disponibile oggi ?
Non esiste un "miglior dentifricio" in assoluto, poiché la scelta ideale varia in base alle esigenze specifiche del tuo cavo orale. Tuttavia, i dentisti concordano unanimemente nel consigliare dentifrici a base di fluoro (con una concentrazione compresa tra 1000 e 1500 ppm), un minerale fondamentale per proteggere e rimineralizzare lo smalto.
La scelta si orienta poi su formule specifiche a seconda delle problematiche:
Per carie frequenti: Si consigliano prodotti con fluoro attivo come Elmex Protezione Carie o Curasept Biosmalto.
Per denti sensibili: Si prediligono formulazioni che bloccano i tubuli dentinali come Sensodyne.
Per gengive infiammate e sanguinanti: Sono indicati prodotti ad azione antibatterica e lenitiva come Parodontax.
Per uso quotidiano completo: Tra i più apprezzati dagli esperti figurano le linee Oral-B Pro-Expert e Biorepair (quest'ultimo ottimo per ristrutturare lo smalto)
secondo i dentisti il miglior dentifricio al mondo sarebbe Oral-B Pro-Expert che offre una protezione completa contro placca, carie e sensibilità, ora bisogna vedere di quali dentisti si tratta visto che per altri il o i dentifrici sarebbero altri di altre marche etc;
Secondo Altroconsumo, solo due dentifrici hanno ottenuto una valutazione pienamente positiva, con 67 punti: Mentadent Professional Protect + Carie e Colgate Triple Action. ma qui vengono considerate parametri quali prezzo etc e non solo il dentifricio in se,
in alcune parti del pianeta esistono popoli che si tengono i denti in salute masticando cortecce ,legni erbe etc., noi occidentali da tempo usiamo tutte le tecniche di pulizia disponibile ma non per questo le carie , mal di denti etc. sono spariti anzi per la felicitò dei dentisti che ci campano si , carie mal di denti et affini son sempre ben presenti e non parrebbero voler sparire per sempre con soluzioni scientifiche più volte annunciate ma mai rese disponibili al pubblico o forse ancora non realizzate
oltre agli spazzolini elettrici sono disponibili degli irrigatori elettrici portatili per sciacquare e pulire i denti
L'idropulsore elettrico (detto anche idrogetto o doccia dentale) è il dispositivo ideale per rimuovere i residui di cibo e la placca negli spazi interdentali più difficili, sfruttando un getto d'acqua pressurizzato. È particolarmente raccomandato dai dentisti per chi ha apparecchi ortodontici, impianti, ponti o capsule, poiché pulisce a fondo senza rischiare di danneggiare i lavori odontoiatrici.
Zacharia Mutai si china sul dorso di Najin in mezzo alla polvere della savana keniota. Le passa la mano sulla pelle dura con una delicatezza quasi esagerata, come se l’animale fosse fatto di cristallo e potesse rompersi al semplice sfiorare del vento.
È una scena strana, ma Najin e sua figlia Fatu non sono due rinoceronti qualunque: sono gli ultimi due rinoceronti bianchi del nord rimasti su tutto il pianeta, quando moriranno, quella storia finirà per sempre.
Per questo nella riserva di Ol Pejeta non si dorme mai. Uomini armati le circondano ventiquattro ore al giorno, sette giorni su sette. È una guardia perpetua contro i bracconieri, uno sforzo assurdo e disperato per custodire la fine stessa di una specie.
Zacharia e gli altri custodi hanno passato più tempo immersi nel fango con questi animali che con le proprie mogli e i propri figli. A dirlo sembra facile, ma il costo personale è brutale. In cambio, hanno sviluppato un legame rarissimo: capiscono il ritmo del loro respiro, sanno quando hanno paura e cosa significa ognuno dei loro silenzi.
A questo punto, Zacharia non è più un dipendente che rispetta un orario.
È la loro ombra. Lui e il suo team sono l’unico vero muro tra l’esistenza di questi giganti e il nulla assoluto.
Mentre vegliano con il fucile in spalla, un gruppo di scienziati lavora contro il tempo nei laboratori tentando l’impossibile: usare tecniche di riproduzione assistita per costruire loro un futuro che la mano dell’uomo ha strappato via di colpo.
Ogni maledetta alba a Ol Pejeta è uno schiaffo di realtà.
Ti ricorda la facilità impressionante con cui l’essere umano può cancellare dalla mappa una creazione di migliaia di anni, ma anche la testardaggine dei pochi che si rifiutano di arrendersi.
Lì, tra il mormorio dell’erba e il ruggito dei leoni, la vita di un’intera specie dipende dal fatto che un pugno di uomini non abbassi mai la guardia.
Gli ultimi due esemplari di rinoceronte bianco del nord (Ceratotherium simum cottoni) rimasti sul pianeta sono due femmine: Najin e sua figlia Fatu. Sono entrambe sterili naturalmente, rendendo questa sottospecie di fatto estinta. Vivono protette 24 ore su 24 da guardie armate nella riserva di Ol Pejeta in Kenya.
La situazione attuale
La specie è considerata "funzionalmente estinta" dopo la morte dell'ultimo maschio, Sudan, avvenuta nel marzo del 2018. Najin e Fatu sono costantemente monitorate dai rangers di Ol Pejeta. Entrambe vivono in un ambiente recintato di circa 700 acri e le loro condizioni di salute sono seguite meticolosamente da un team veterinario internazionale.
Il progetto di salvataggio
Nonostante l'estinzione naturale sia inevitabile, un team di scienziati noto come BioRescue sta tentando di salvare il rinoceronte bianco del nord attraverso tecniche di riproduzione assistita all'avanguardia:
Estrazione genetica: Prima della scomparsa dei maschi, gli scienziati hanno prelevato e crioconservato lo sperma, oltre a raccogliere cellule staminali e ovociti da Najin e Fatu.
Creazione di embrioni: Utilizzando ovociti prelevati in passato dalle due femmine e lo sperma congelato, sono stati creati numerosi embrioni in laboratorio.
Gravidanze surrogate: Poiché le ultime due femmine non possono
portare a termine una gravidanza (a causa di problemi di salute nell'apparato riproduttivo), gli scienziati utilizzano esemplari di rinoceronte bianco del sud come madri surrogate per gli embrioni del nord.
Nel febbraio del 1965, una giovane donna partorì da sola in un reparto di beneficenza a Toronto.
Aveva 20 anni. Non aveva soldi, né una casa, né nessuno accanto a sé.
Il padre del bambino era già partito per la California quando scoprì che era incinta.
Il mondo in cui viveva aveva una parola per le madri non sposate, e non era gentile.
Chiamò sua figlia Kelly. La tenne con sé per sei mesi, cercando di trovare un modo — qualsiasi modo — per far funzionare le cose.
Non ci riuscì.
Quando Kelly aveva sei mesi, sua madre firmò i documenti per l’adozione.
Una coppia di nome David e Ida Gibb — insegnanti che vivevano in un tranquillo sobborgo di Toronto portarono a casa la bambina e la chiamarono Kilauren.
Le diedero scuole private, stabilità e un’infanzia felice. Kilauren crebbe, diventò una modella, costruì una vita reale e bellissima.
Non aveva idea di essere stata adottata fino a quando non compì 27 anni.
Non aveva idea che la donna che l’aveva messa al mondo fosse diventata una delle musiciste più celebrate nella storia della musica registrata.
Perché la giovane donna in quel reparto di beneficenza a Toronto non era ancora Joni Mitchell. Era solo una ragazza senza soldi che cercava di sopravvivere. Ma era già un’artista — e gli artisti fanno una cosa precisa con il dolore insopportabile.
Lo trasformano in qualcosa che puoi ascoltare.
Nel 1966, solo pochi mesi dopo aver firmato quei documenti di adozione, Joni si sedette e scrisse una canzone. La chiamò "Little Green"
la tonalità di verde che per lei aveva sempre significato speranza, il colore che associava a Kelly. Scrisse di una bambina nata da una ragazza povera, di un padre che se n’era andato, di una madre che aveva dovuto lasciar andare.
Scrisse di augurare felicità a sua figlia. Di pregare per un lieto fine.
Cinque anni dopo, "Little Green" apparve nell’album del 1971 di Joni, Blue oggi considerato uno dei più grandi album mai registrati.
Veniva trasmesso nelle radio di tutto il mondo.
Le persone cantavano insieme nelle auto, nelle cucine e nei dormitori universitari. Sentivano una melodia bellissima e struggente.
Non sapevano che stavano ascoltando la lettera di una madre a una figlia perduta, trasmessa silenziosamente al mondo intero.
Per 26 anni, la canzone continuò a suonare.
E Kilauren viveva la sua vita a Toronto senza sapere.
Poi, nel 1992, i genitori adottivi di Kilauren le dissero finalmente la verità sulla sua nascita , in quel momento era incinta del suo primo figlio
.... un momento che l’aveva spinta a voler capire la propria storia.
Iniziò a cercare. Anche Joni stava cercando, in silenzio, da anni.
Nel 1993, un’ex coinquilina vendette la storia dell’adozione a un tabloid britannico, e improvvisamente i pezzi divennero pubblici.
Nel 1997, entrambe si erano trovate grazie ai collegamenti creati dalle loro ricerche separate.
Si stavano avvicinando l’una all’altra da anni senza saperlo.
Si incontrarono di persona a Los Angeles nel marzo del 1997.
Gli amici presenti lo notarono subito — gli stessi zigomi alti, lo stesso modo di muoversi in una stanza. Due sconosciute che non erano affatto sconosciute.
"Ha lasciato un vuoto dentro di me," disse Joni dell’adozione, "che non ho colmato fino al giorno in cui l’ho rivista."
Il loro rapporto non fu una favola senza difficoltà ..... due persone separate per 32 anni avevano davvero del lavoro da fare.
Ci furono anni difficili.
Ci fu un allontanamento.
Ma il legame si dimostrò più forte della distanza, e nel 2013 riuscirono a ritrovarsi.
Nel 2015, Joni festeggiò con Kilauren il suo 50° compleanno.
Oggi, Joni Mitchell conosce i suoi nipoti.
E da qualche parte in tutto questo, "Little Green" continua ancora a suonare.
Sui servizi di streaming, sui dischi in vinile e nelle playlist notturne, la canzone che Joni scrisse nel 1966 per una bambina di nome Kelly continua a trovare nuove orecchie. La maggior parte delle persone che la ascoltano oggi ancora non sa cosa sia davvero.
È il messaggio di una madre in una bottiglia. Scritto nel dolore. Affidato alle onde del mondo. E ricevuto, alla fine, dall’unica persona per cui era sempre stato destinato.
"Little Green" è la terza traccia del capolavoro Blue di Joni Mitchell (1971).
È una delle canzoni più intime e toccanti della cantautrice, scritta nel 1966 per raccontare con metafore poetiche il dolore e la dura scelta di dare in adozione la figlia Kila (Karyn) avuta in gioventù.
Tema centrale: Il viaggio emotivo della maternità, la separazione e l'accettazione, alternando l'innocenza della nascita alle difficoltà della vita adulta.
Significato del titolo: "Green" (verde) è usato sia come nome augurale per la bambina sia come metafora di giovinezza e speranza (fresca come la primavera).
Curiosità: È l'unica canzone dell'album Blue a essere stata scritta molto prima delle sessioni di registrazione del disco, eseguita dal vivo già nel 1967