lunedì 23 marzo 2026

il piccione alcune informazioni meno conosciute

 



Il piccione torraiolo è l'uccello più presente nelle nostre città — e il più sottovalutato. Eppure nasconde comportamenti che la maggior parte degli animali selvatici non possiede.

Entrambi i genitori covano a turno preciso. Entrambi producono un liquido proteico per nutrire i pulcini — senza essere mammiferi. Si legano a un unico partner per anni, rinforzando il legame ogni giorno con rituali attivi. Vedono l'ultravioletto: il piumaggio che ci sembra grigio banale è per loro un sistema di identificazione individuale.

Nel 1918, un piccione viaggiatore salvò 194 soldati americani nelle trincee delle Argonne. Non è una leggenda — è negli archivi militari. 🐦

Lo stesso uccello che ignoriamo ogni mattina in piazza.

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PçCCIONE TORRAIOLO O PICCIONE CAGAIOLO?

il piccione torraiolo ,che poi è il comune piccione che sempre più spesso si vede nei luoghi abitati dall'uomo generalmente in gruppi di vari esemplari, di per se non sarebbe neanche chissà che problema se non fosse che caga, ma mica poco , caga spesso, caga molto, ,  fisso e lo fa quasi sempre nei soliti posti '  dall'aree in cui si trova rilascia ogni tot minuta escrementi che nel gergo più comune vien chiamato merde mentre in quello, più sopraffino guano , qualunque sia il nome finale usato  il piccione comune rilascia le sue deiezione senza curarsi di dove esse vadano a finire anzi a volte sembra prendere la mira per colpire bersagli tra i più vari da lui stesso individuati e il più delle volte colpiti in pieno tanto da esser considerato un ottimo cecchino sparamerda

la cacca dei piccioni è un grosso, problema sia per i danni che apporta a monumenti , terrazzi muri etc sia per il potenziale intrinseco che ha di trasportare malattie tra le più varie di cui molte gravi assai

ma diamone una descrizione più approfondita

La cacca di piccione (guano) è pericolosa per la salute umana, poiché contiene patogeni come salmonella, Escherichia coli e funghi, inalabili se il guano secco viene polverizzato. È anche fortemente corrosiva per materiali come pietra, metallo e vernici, e crea rischi di scivolamento. 

Ecco i punti chiave per la gestione e la pulizia:

Rischi Sanitari: Può causare malattie respiratorie e infettive. Il rischio principale nasce dall'inalazione delle polveri quando il guano secco viene rimosso.

Precauzioni per la Pulizia: Indossare sempre guanti di gomma, mascherina protettiva (FFP2/FFP3) e indumenti protettivi. Inumidire il guano prima di rimuoverlo per evitare di sollevare polvere.

Metodo di Pulizia: Non utilizzare scope a secco. Rimuovere i residui con una scopa rigida o raschietto, poi lavare con acqua calda, sapone o disinfettanti specifici.

Danni alle Superfici: L'acido urico corrosivo danneggia monumenti, facciate, auto e balconi. Il guano va rimosso tempestivamente per evitare danni strutturali o macchie indelebili.

Rimozione Professionale: In caso di grandi accumuli (es. su tetti, sottotetti), affidarsi a ditte specializzate che gestiscono il guano come rifiuto speciale.  queste  ditte lavorano perlopiù dietro un congruo pagamento in contanti

Per prevenire la presenza di piccioni, si consiglia l'installazione di sistemi di dissuasione come reti, spilli o sistemi a filo

un sistema per farli sparire per sempre o quasi è sparargli con un fucile a pallettoni un tot di volte col preciso intento di prenderli in pieno e quindi di eliminarli peccato che 'sto sistema non sia molto ben visto soprattutto dagli animalisti e dallo stato Italiano 

un metodo meno cruento è di tirargli dei corpi contundenti con la fionda. codesto metodo richiede una buona mira , una mano e braccio fermo e tanta dedizione 

altro metodo è di sparargli con lanciafiamme nel caso è, buona norma portarsi addietro sale, pepe , misto erba per arrosti olio e companatico 


i piccioni vivono anche in gabbia ma solo se qualcuno ce li chiude dentro sennò perlopiù tendono ad abbandonarla te senza ringraziare chicchessia


https://it.wikipedia.org/wiki/Columba_livia







Dante e la divina versione boccaccesca ( v.m. 18 ? )

  Dante e la divina versione 1



Nel mezzo di cammin di nostra vita,

mi ritrovai nel culo una matita.

Ahi che gioia,

ahi che dolor

era una carioca dodici color.

Esta selva m'incula si' forte

tanto e' duro che poco e' piu' morte.

Ma per dir del pen che vi beccai

mai potro' scordar quel che provai. 


Tant'era nero lo mio culo a quel punto

che parea un orango m'avesse smunto.


La ove terminaa quel grosso bel fallo

li' sovvemmi un nero crudo callo

che' esto orango facemmi molto mallo.

Tal si ergea si' grosso e bello,

che pareami la torre di un castello.


Una lonza vidi,

caddi supino,

mi disse: "Ma quanto sei cretino".

Venne la lupa,

di paura ancor tremo,

mi disse: "Ma quanto sei scemo".


Mi si avvicino' una figura umana,

mi disse: "Tua madre fa la puttana".

Ribattei io, con voce rotta,

"La tua fa la mignotta".

L'uomo indico', la' verso il ruscello,

e nel mentre mi tocco' l'uccello.


Diss'io: "Sei grosso come un bastione".

Rispuosemi ello: "No, sono un ricchione".




Carlos Ray "Chuck" Norris aldilà della leggenda

 



Carlos Ray "Chuck" Norris nacque il 10 marzo 1940 a Ryan, in Oklahoma. Suo padre, Ray Norris, era un veterano della Seconda Guerra Mondiale che faceva l'autista di camion e beveva troppo. Sua madre, Wilma, si consumava crescendo Chuck e i suoi due fratelli minori con quasi nulla dopo che Ray se n'era andato.

‎Chuck non era il tipo di ragazzo a cui la gente faceva caso.

‎Era terribilmente timido. Silenzioso a scuola. Non era sportivo. Provò a giocare a football al liceo, ma passò la maggior parte del tempo in panchina. Non c'erano osservatori a guardarlo. Nessuna grande ambizione. Solo un ragazzo di una famiglia disfatta che cercava di non farsi notare.

‎Poi, nel 1958, l'Aeronautica Militare lo mandò in Corea.

‎Aveva 18 anni. Era perso. Insicuro. Lontano da casa, in un paese di cui appena un anno prima aveva saputo a malapena l'esistenza. Alla base aerea di Osan, in Corea del Sud, Chuck vide per la prima volta degli uomini del posto allenarsi in Tang Soo Do. Qualcosa dentro di lui si risvegliò. Non era solo la disciplina. Non era solo il combattimento. Era qualcosa di più profondo. Un'intuizione della persona che poteva diventare.

‎Ottenne una cintura nera. Poi un'altra. Poi un'altra ancora.

‎Tornò a casa nel 1962 come aviere di prima classe, portando con sé un senso di scopo che non aveva mai conosciuto prima. Fece domanda per un posto di poliziotto a Torrance, in California. Mentre aspettava una risposta, aprì una piccola scuola di arti marziali per tirare avanti.

‎Quella piccola scuola cambiò tutto.

‎Bruce Lee entrò dalla porta. Poi Steve McQueen. Poi Hollywood cominciò a cercarlo.

‎Ma nel 1970, la vita lo spezzò in un modo in cui nessun avversario avrebbe mai potuto.

‎Suo fratello minore Wieland fu ucciso in Vietnam. Chuck aveva 30 anni. Non ne parlò quasi mai in pubblico. Portò quel dolore in silenzio, come gli uomini della sua generazione erano stati educati a fare. Ma chi gli era vicino diceva che non lo avrebbe mai davvero lasciato. Lo si poteva vedere nei ruoli a cui tornava continuamente. Soldati. Soccorritori. Uomini che cercavano di riportare a casa qualcuno dopo che tutti gli altri avevano smesso di sperare.

‎La fede lo aiutò a superarlo.

‎Non quella chiassosa. Non quella da esibizione. Quella silenziosa. Quella che ti fa alzare dal letto quando non c'è una ragione chiara per farlo. Chuck parlava di Dio nello stesso modo in cui parlava di suo fratello. Con dolcezza. Onestà. Senza alcuna traccia di finzione.

‎Verso la fine degli anni Settanta, era diventato il protagonista di film d'azione che lo resero un nome noto a tutti. Missing in Action. Delta Force. Walker, Texas Ranger andò in onda per otto anni consecutivi e lo trasformò in un'icona internazionale. La rivista Black Belt gli conferì il decimo dan, il più alto riconoscimento nel mondo delle arti marziali. Creò la sua disciplina, il Chun Kuk Do, e la United Fighting Arts Federation ha assegnato più di 3.300 cinture nere in tutto il mondo.

‎Nel 2005, internet lo trasformò in una leggenda di un altro tipo.

‎I Chuck Norris Facts si diffusero ovunque. Non li aveva creati lui. Ma li accolse con quel piccolo sorriso che portava con sé fin dai tempi della Corea. Pubblicò il suo libro con i preferiti. Andò in televisione e rise di se stesso. Un uomo che aveva vissuto un dolore profondo divenne in qualche modo il simbolo mondiale dell'invincibilità.

‎Dieci giorni prima di morire, pubblicò un video in cui si allenava con un istruttore alle Hawaii. Aveva 86 anni. Sorrideva. Tirava pugni. Era vivo. Scrisse: "Io non invecchio. Salgo di livello".

‎Il 19 marzo 2026, Chuck Norris morì improvvisamente alle Hawaii, circondato dalla sua famiglia, in pace.

‎Lascia cinque figli. E un'eredità che abbraccia le arti marziali, il cinema, la fede e quel tipo di dolore silenzioso che solo chi ha davvero amato e perso può comprendere.

‎Da un ragazzo timido e senza padre in Oklahoma a una leggenda globale. Da una riserva che nessuno notava a un nome conosciuto in tutto il mondo.

‎Non è salito di livello per caso.


‎È salito di livello perché non ha mai smesso di rialzarsi.

https://it.wikipedia.org/wiki/Chuck_Norris

fonte . dal web

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Le parole di Greta, la nipote di Chuck Norris, per il nonno.




"Tutti voi conoscevate Chuck Norris come l’uomo che sapeva contare fino all’infinito per due volte, l’uomo che si fece mordere da un cobra e il cobra morì. Era l’uomo che non faceva flessioni, ma spingeva la terra verso il basso. Chuck Norris era famoso per tante cose incredibili, ma ciò di cui vado più fiero è di averlo conosciuto come mio nonno. L'ho conosciuto come il nonno che veniva alle giornate dei nonni a scuola, alle mie partite di calcio e mi incitava con tutto l'orgoglio possibile. Un nonno che si sedeva sulla sua sedia a dondolo e ascoltava le storie che gli raccontavo, e che si sedeva con me a guardare i suoi film e a ricordare tutti i successi della sua vita con un enorme sorriso sul volto. Giocava a travestirsi con me e amava scherzare, e aveva una risata e un sorriso che potevano farti uscire dalla tristezza. 

Se avessi avuto l'opportunità di incontrarlo, avresti capito che era la persona più semplice e genuina che ci fosse; in una stanza piena di gente, faceva capire a tutti che stava ascoltando te e solo te. Faceva sentire come un amico chiunque incontrasse.

Il nonno è una delle persone più speciali della mia vita e sarò per sempre grata e orgogliosa di essere sua nipote. Nonno, ti voglio tanto bene, grazie di tutto. Il mondo ha davvero perso un'icona e io ho perso il mio nonno. Ora saluta la nonna da parte mia. Ti voglio bene per sempre, nonno ❤️"


sabato 21 marzo 2026

il canto della mosca





 Il "Canto della Mosca" è il canto più antico che si conosca.

Veniva cantato dagli antichi Liguri ancor prima dell'arrivo dei Romani in onore del capo o di un eroe da esaltare, che veniva alzato in piedi sugli scudi.


"Il canto della mosca

quello che tu non sai,

io,te lo insegnerò....oh..oh.


Queste sono le tuegrazie

Questi i tuoi doni


......... (tutti gridono il nome)

Levati dai Coglioni


Tanto in "culo."

tanto in culo  

c'è l'hai già

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 testo completo

Il canto della mosca quello che tu non sai

E se imparar lo vuoi noi te lo insegneremo

Queste son le nostre grazie, questi sono i nostri doni

Vai fuori dai coglioni tanto in culo, tanto in culo ce l'hai già!

Genti liguri sotto l'assedio

Dai Romani cercavan rimedio

Quella guerra durata cent'anni

Quella terra segnata dai danni

Il finale purtroppo era scritto

Roma avrebbe schiacciato l'insetto

Ma la mosca che è fastidiosa

Li percula in maniera giocosa

Col canto della mosca quello che tu non sai

E se imparar lo vuoi noi te lo insegneremo

Queste son le nostre grazie, questi sono i nostri doni

Vai fuori dai coglioni tanto in culo, tanto in culo ce l'hai già!

Fu così che divenne un successo

La cantavano pure sul cesso

Se di vincita c'era avvisaglia

Lo intonavano pure in battaglia

Se battuti cadevano al suolo

Sempre pronti intonavano in coro

I soldati alzavan gli scudi

I generali cantavano nudi

Il canto della mosca quello che tu non sai

E se imparar lo vuoi noi te lo insegneremo

Queste son le nostre grazie, questi sono i nostri doni

Vai fuori dai coglioni tanto in culo, tanto in culo ce l'hai già!

In sostanza cos'è che rimane

Forse il suono delle campane

Ma rimane anche quella canzone

Da cantare se hai un capo coglione

Te la prendi e il nemico ci gode

Se lo offendi almeno un po' rode

La lezione ben presto è servita

Canta sempre anche in fin di vita

Il canto della mosca quello che tu non sai

E se imparar lo vuoi noi te lo insegneremo

Queste son le nostre grazie, questi sono i nostri doni

Vai fuori dai coglioni tanto in culo, tanto in culo ce l'hai già!



venerdì 20 marzo 2026

Le frittelle di riso anche dette di San Giuseppe

 



Le frittelle di riso sono il profumo delle feste in Toscana:

 per il 19 marzo in occasione di San Giuseppe la festa del papà è d'uopo farle e pure mangiarle mica discorsi!


ma vediamo come si fanno senza tergiversare in amene facezie

Ingredienti

riso originario 200 g

latte fresco intero 1litro

2/3 uova bio o non bio basta che non siano marce 

farina 0 =  100 g

burro  = 50 g

uvetta  = 00 g

Rum o vinsanto o liquore preferito = 1 bicchierino

2 limoni bio o quelli che avete basta che non siano marci , ammuffiti o maleodoranti

semi di vaniglia o aroma sempre di vaniglia

zucchero semolato = 100 g

sale fino un pizzico

olio per friggere

zucchero semolato per decorare

1 bustina lievito per dolci

ESECUZIONE

mettete al fuoco il latte con lo zucchero le bucce di limone e fateci bollire il riso finché quest'ultimo non l ' avrà assorbito del tutto 

una volta cotto l'impasto trasferitelo in un contenitore a cui aggiungerete gli altri ingredienti, amalgamate il tutto per bene quindi friggete

una volta fritte posizionate le frittelle in un vassoio e cospargetele di zucchero semolato o a velo 





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MEMORABILIA 

le frittelle di riso o di San Giuseppe che dir si volga sono una costante della mia memoria .
le prime le mangiai al collegio Croff in quel di Signa in cui era d'uopo farle a tutti gli gli scolari e non solo, proprio in quel giorno 

mi ricordo bene la loro bontà e di quanto curiosi come eravamo spiavamo le signorine che le friggevano e talvolta riuscendone a accaparrarsene qualcuna di soppiatto naturalmente al solo scopo di testarne la bontà

in seguito ne mangiai e parecchie di quelle fatte dalla mia mamma
 le classiche frittelle di riso alla massese

ultimamente invece le mangio quando ne le faccio da solo o, più raramente comprandone alcune in qualche negozio del luogo
ma le più buone comunque nella memoria restano quelle fatte al collegio a pari merito con quelle mitiche di mia mamma-

memorabilia

Anatomia del Peto ( parte 1/3 )

 Anatomia del Peto

flatulenza.htm

La scoreggia o scorengia, scureggia, correggia, ovvero l’emissione più o meno rumorosa di gas intestinali, come la bronza, la renza, il ventino, la bomba, la puzzetta, il peto, il flato, la pernacchia, la loffa, la quaglia, il pirito, la scorza, la corra. 

In inglese e tedesco: fart;

 in francese: vent; 

in greco: classimo;

 in spagnolo: pedo; 

in arabo: ÖÑÇØ¡ ÝÓÇÁ. 

Para-culo Un anonimo del 18° secolo giustificava l’indelicatezza espressiva dei suoi peti con questo commento: “Non sono un porco: è per il bene del mio corpo”. 

Ma, battute a parte, un gran vantaggio che presenta la scorreggia, è che NON PESA: perciò è facile trasportala ovunque e comunque inoltre è anche  accorgersi se nell'espellerla ci si è cagati addosso oppure no. 

in natura i peti vengono usati anche a titolo intimidatorio esistono difatti varie specie che espellano gas talmente puzzolenti quand'anche asfissianti da costringere l'eventuale fonte di pericolo a fuggire velocemente talvolta in maniera rocambolesca

ma vediamone alcuni tipi catalogati a caso e non secondo scale di forza/effetto od tramite l'uso di sofisticati strumenti di analisi e via così discorrendo

Scoreggia Vulgaris (normale) Scoreggia per ogni occasione, non particolarmente puzzolente, particolarmente adatta per le passeggiate, non bisogna mollarla con grande rabbia o enfasi perchè può ingannare: da condividere con amici e parenti più stretti. 

Scoreggia salonis phoetida (pettaccio humilis) 

Tipica in ambienti chiusi, motivata dalla assenza di desiderio di alzarsi e uscire per sganciarla da qualche altra parte: basta assumere un aria ingenua, alzare poco la gamba e guardare gli antestanti con malcelato disgusto in modo da deviare da sè i sospetti. 

Scoreggia cum tusse dissimulatae

 Scoreggia dissimulata con colpi di tosse: rientra tra le pericolose in quanto neccessita di appropriata spinta e buona coordinazione. Tipica negli uffici, bar, cinema, insomma ambienti affollati dove anche l'odore viene in fretta assimilato: un respiro a testa e la si fa fuori.

 Scoreggia humidis maculatae 

Una delle peggiori: prende il nome dalle caratteristiche macchie che lascia sulle mutande. Complica terribilmente la vita in quanto bisogna cercare con urgenza un bidè per togliere le eccedenze e lavare i miseri resti. Rimane comunque mimetizzata sulle mutande molto scure. 

Scoreggia matutinis albae 

Quale modo migliore per cominciare una giornata se non tirando una bella scoreggia al caldo delle lenzuola appena apriamo gli occhi? Vedrete con gioia il/la vostro/a compagno/a schizzare fuori dal letto con rapidità e agilità inaspettate per uno/a appena sveglio. Chiamato anche pettaccio egoistico perchè non c'è nessuno che lo voglia condividere con voi. 



la scoreggia su Wikipedia

La flatulenza è il rilascio di una miscela di gas, formata da aria ingerita o da gas prodotti dai batteri simbionti e dai lieviti che vivono nel tratto gastrointestinale dei mammiferi, aggiunta a particelle aerosolizzate di feci, che viene espulsa sotto pressione attraverso l'ano. La maggior parte delle volte è associata a un caratteristico suono e/o ad un odore sgradevole.




mercoledì 18 marzo 2026

book fotografico 178 Marzo 2024

  BOOK FOTOGRAFICO ----------------,  BOOK FOTOGRAFICO -------------------,  BOOK FOTOGRAFICO --------------------

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foto provenienti dai più' disparati luoghi raffiguranti cose, persone etc aventi come soggetto di tutto o il nulla totale , foto rubate e non, scatti rari o visti e stravisti ,foto con commento o senza , foto messe con un criterio preciso oppure buttate lì a casaccio, foto che non sono foto e foto disegnate, in tutti i casi foto et affini per tutti e per nessuno. 
 rubrica a cura di a.s.s.m.
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Salvini forever







l'importante è essere convinti



Crosetto trend








esame di stato 







piccoli chef crescono








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etc . etc.