lunedì 28 settembre 2026

video dai social



 ennesima rubrica a costo zero ché ripresenta video pubblicato da altri sui vari social

a cura di

A.S.S,M.

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@emanuelamanubeldi

♬ suono originale - Adelio - Adelio Lab


 

@marcorizzo1959

Un bandito morto vale 800 mila euro. Un operaio edile, solo 12 mila. Che schifo.

♬ audio originale - Marco Rizzo


 

@mariocastagna1k

Totò - Da Sua Eccellenza si fermò a mangiare! 😄

♬ audio originale - Mario

 












K

testimonianze - Lory del Santo

 


“Ho perso tre figli. Non esiste una ferita più profonda.

Perdere un figlio è un trauma impossibile da superare. Io mi considero una sopravvissuta, perché ci sono ferite che non guariscono mai e puoi solo imparare a conviverci. Conor aveva quattro anni e mezzo quando è precipitato da una finestra al 53º piano di un grattacielo di New York. Il destino è fatto di secondi. Due secondi prima, non sarebbe successo. L’ho pianto tanto, adesso basta. Per cinque anni non ho fatto altro. Poi ho dovuto provare a rialzarmi, perché quando entri nella depressione puoi sentirti come se fossi seppellita viva e dovessi lentamente riuscire a liberarti. Mi sono ripetuta: non posso essere depressa perché oggi, per esempio, sono più giovane di quanto sarò domani. Ho cercato di trovare ogni giorno qualcosa per cui valesse ancora la pena vivere. Ho dovuto anche proteggermi dai ricordi, perché certe fotografie possono riportarti in un attimo dentro lo stesso dolore.

Poi è arrivata un’altra tragedia. Mio figlio Loren ci ha lasciato. Si è tolto la vita a causa di una grave patologia cerebrale. Aveva 19 anni. Aveva una malattia che bloccava le emozioni, gli impediva di essere felice, ma anche infelice. Dopo la sua morte mi sono distrutta la mente in questo periodo, cercando di capire se avessi potuto vedere prima qualcosa, se avessi potuto fare qualcosa per lui. Come potevo immaginare una malattia mentale? Per me Loren era un ragazzo particolare, molto intelligente e riservato. Loren era molto buono, era una persona meravigliosa, non lo dimenticherò mai.

La notte i ricordi tornano ancora. Prima di andare a dormire guardo sempre un film. Cerco di arrivare stanca, perché quando chiudo gli occhi tutto può riaffiorare. E prima ancora avevo perso un altro bambino. Era nato prematuro al sesto mese, a Milano. È vissuto circa due settimane, poi un’infezione lo ha portato via. Non gli diedi un nome, per proteggermi.

Tre figli. Tre perdite. Tre dolori che non si cancellano. Perdere un figlio è un trauma impossibile da superare. Ci sono ferite che non guariscono mai. Puoi solo imparare a conviverci.

Io l’ho fatto. Non perché il dolore sia finito, ma perché sono ancora qui.”

—Lory Del Santo.

Oggi Lory Del Santo compie 68 anni. 

Sessantotto anni di vita, di successi, di ferite profonde e di battaglie affrontate in silenzio. Ha conosciuto momenti capaci di cambiare una persona per sempre, ma ha continuato a trovare la forza per andare avanti. Oggi è il giorno dei suoi auguri e di una storia che porta addosso tutto il peso della vita. 

domenica 27 settembre 2026

come e quando potare il rosmarino etc.

 


per potare il rosmarino correttamente ed evitare di far seccare la pianta, devi seguire tre regole d'oro fondamentali: non tagliare mai il legno vecchio, effettuare solo tagli di ritorno e non rimuovere più del 30% della vegetazione.

Il rosmarino è una pianta mediterranea che non ha gemme latenti sul legno vecchio e scuro: se tagli una branca legnosa rimasta priva di aghi verdi, quel ramo morirà. 

I periodi migliori per intervenire sono a fine inverno (febbraio-marzo) o a fine estate (settembre-ottobre), evitando sempre i periodi di gelate imminenti o le ore più calde dei mesi estivi.✂️ 

Le 3 Regole Fondamentali della Potatura

Fai sempre "tagli di ritorno": Segui il ramo che vuoi accorciare verso il basso finché non trovi una ramificazione laterale o un ciuffo di foglie verdi, quindi taglia appena sopra di esso.

 Questo reindirizza il flusso della linfa ed evita che il ramo rimanga scoperto e secchi.

Non superare il limite del 30%: Non rimuovere mai più di un terzo della chioma verde totale in una singola sessione. 

Se la pianta è troppo grande, è meglio procedere per gradi con potature leggere e periodiche.

Cima le punte alte e i rami interni (Diradamento):

 Taglia le cime più alte per stimolare l'infoltimento laterale. Elimina i rami secchi, quelli che si incrociano o che crescono troppo vicini (affastellati); questo farà circolare aria e luce all'interno della chioma, prevenendo funghi e marciumi.

💡 Consigli pratici per l'esecuzione

Inclinazione del taglio: Effettua sempre tagli netti e leggermente obliqui (in diagonale).

 Questo accorgimento fa scivolare via le gocce di pioggia ed evita i ristagni d'acqua sulla ferita, che potrebbero causare infezioni fungine.

Igiene degli attrezzi: 

Disinfetta sempre le lame delle cesoie prima di iniziare per evitare il passaggio di malattie da una pianta all'altra.

Attenzione ai rami bassi: Rimuovi i rametti che toccano terra poiché risentono dell'umidità del suolo, ma evita di "pelare" i rami dal basso lasciando le foglie solo in cima.

Quando raccogli il rosmarino per cucinare, preleva sempre le estremità superiori (cimatura) per spingere la pianta a produrre nuovi getti giovani.

I rametti verdi e sani che otterrai dalla potatura non vanno buttati: puoi usarli freschi in cucina, essiccarli appesi a testa in giù in un luogo ventilato o usarli per creare nuove piante tramite talee di rosmarino.

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Il rosmarino non ricresce dal legno vecchio. Se si taglia troppo in profondita, quel ramo e perso per sempre.

La differenza tra un rosmarino pieno e uno svuotato sta nel punto di taglio. Le foto lo mostrano: un cespuglio potato bene e compatto e verde fino alla base. Uno potato male ha l'interno spoglio, secco e legnoso. Non si riprendera.

Il motivo e biologico. 

Il rosmarino non ha gemme dormienti sul legno vecchio.

 La maggior parte degli arbusti, se tagliati drasticamente, emette nuovi germogli dai rami marroni.

 Il rosmarino no. 

Una volta che il ramo e lignificato, non produce piu foglie da quel punto.

La regola: tagliare solo nella parte verde. Mai nel legno grigio-marrone. Massimo un terzo della lunghezza dei rami ogni volta. Il taglio si fa sulla crescita dell'anno, lasciando sempre un po' di verde sul ramo. 

Se si vede solo legno nudo sotto il taglio, si e andati troppo in profondita.

Il momento migliore: 

dopo la fioritura in primavera, o in autunno per una leggera spuntatura prima dell'inverno. Non potare da novembre in poi: il freddo impedisce la cicatrizzazione e i tagli possono gelare.

Se il rosmarino e già svuotato dentro, l'unica soluzione e piantarne uno nuovo e potarlo bene fin dall'inizio. Una talea radicata in acqua in tre settimane diventa un cespuglio in due anni.

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sabato 26 settembre 2026

sua maestà il porcino


sua maestà il porcino 



Il termine porcino è il nome comune attribuito a quattro specie di funghi commestibili molto pregiate appartenenti al genere Boletus (sezione Edules). 

Considerato il "re del bosco" per la sua polpa soda, il profumo intenso e il sapore aromatico, cresce spontaneamente nei boschi di conifere e latifoglie in Europa e in Italia.

Le quattro specie principali

Le quattro varietà ufficialmente riconosciute e commercializzate sotto il nome di "porcino" sono:Boletus edulis (Porcino d'autunno): 

La specie più comune. 

Ha un cappello bruno-nocciola, liscio e leggermente viscido con il tempo umido, spesso delimitato da un sottile alone bianco sul margine.

Boletus aereus (Porcino nero o Bronzino): Ama i climi caldi e i boschi di querce. 

Si distingue per il cappello molto scuro, quasi nero, con sfumature color bronzo.

Boletus aestivalis o reticulatus (Porcino d'estate): Cresce dalla tarda primavera all'inizio dell'autunno.

 Ha la superficie del cappello tipicamente vellutata che, col caldo secco, tende a screpolarsi.

Boletus pinophilus (Porcino dei pini o del freddo): Caratterizzato da un cappello robusto dalle tonalità rossastre o color amaranto, cresce sia sotto pini e abeti che nei boschi di faggio.

Caratteristiche morfologiche

Cappello: Carnoso e tondo, con la parte inferiore (imenoforo) composta da tubuli spugnosi che cambiano colore con l'età, passando dal bianco dei giovani al giallo e infine al verde olivastro.

Gambo: Robusto, sodo e spesso panciuto alla base, decorato da un sottile reticolo sulla superficie.

Carne: Bianca, compatta e immutabile (non cambia colore quando viene tagliata o premuta)

 

Quello che il porcino non ti dice

Cresce solo sotto certi alberi. Castagno, faggio, quercia, abete rosso: il porcino forma una simbiosi micorrizica con le radici di queste specie. Mai in campo aperto. Non esiste modo di coltivarlo: senza l'albero ospite adulto, non esiste.

Il cappello passa da un dado a un piatto in 48 ore. Ma non e crescita cellulare: il fungo era gia preformato sotto terra. La pioggia attiva l'espansione delle cellule gia esistenti per assorbimento d'acqua. Quello che vedi spuntare era gia tutto li sotto.

Il micelio sotto i tuoi piedi puo avere 800 anni e coprire 200 metri quadrati. Tu raccogli il frutto. L'organismo resta.

Va tagliato, non strappato. Il taglio alla base lascia il piede nel terreno e permette al micelio di continuare a produrre. Lo strappo danneggia la rete micorrizica superficiale.

La finestra perfetta: pioggia abbondante + calore residuo tra 15 e 20 °C + tre giorni di attesa. Senza tutti e tre, non esce nulla.

Piu si sale, piu arriva tardi. In pianura e collina spunta a settembre. In montagna, a ottobre e novembre. I boschi dell'Appennino tosco-emiliano (Val di Taro, Casentino), della Sila e del Trentino sono tra i piu produttivi d'Italia.

I tubuli sotto il cappello virano al verde con l'eta: un porcino con i pori verdi e vecchio o esposto troppo a lungo all'aria. E commestibile ma la polpa non sara piu soda.

In Italia serve il tesserino regionale per la raccolta. I limiti variano, di solito 3 kg al giorno. Rispettarli serve a garantire la rigenerazione del bosco.

https://it.wikipedia.org/wiki/Porcino

https://fungoporcinodiborgotaro.museidelcibo.it/il-prodotto/caratteristiche/il-fungo-porcino/











c'era una volta la Nazionale Italiana di calcio ) Italia Belgio 0- 2

Italia Belgio 0- 2


ieri non ho guardato la partita della Nazionale conscio della figura di Merda che avrebbe fatto 

per forza di cose son venuto a sapere che ha perso ( come da pronostico ) solo 2 a zero, avrei detto di più  ma alla fine almeno non ha subito una disfatta totale che mi dicono avrebbe ampiamente meritato

 le premesse c'erano tutte:

 un allenatore che alla prima offerta in denari era scappato per poi pentirsene , per poi esser ripescato malgrado quanto fatto e contro tutti i pareri degli Italiani che mai più lo avrebbero voluto vedere neanche di striscio nei paraggi dei dintorni della Nazionale, che non avrebbero mai pensato neanche negli incubi più tremendi ché un personaggio traditore così sarebbe potuto essere stato ripescato e rimesso in un posto in un ruolo  che non si merita per niente.

d'altronde siamo la repubblica delle banane dove al governo troviamo, anche ,della gente che ha condanne penali consolidate m e che malgrado ciò son li con la pretesa di dirci cosa sarebbe giusto fare , una nazione piena di imbroglioni intrallazzatori, gente da poco , da niente senza moral, senza amor di patria  che troviamo ai vertici delle posizioni strategiche e di comando di questo paese che in realtà avrebbe delle persone migliori adatte a certi ruoli probabilmente troppo oneste ed integerrime per aver qualche possibilità di esser messi in posti così strategici ed vitalmente importanti per un paese quasi alla deriva morale e finanziaria..   ma torniamo ala calcio ...

dicevamo. un allenatore discutibile, molto discutibile , messo lì da non si sa bene da chi e perché , una serie di giocatori che sembran dei pivelli scappati di casa buoni, forse a giocare in un cortile parrocchiale o nelle serie minori ( probabilmente farebbero una pessima figura anche lì ) con uno schema di gioco non pervenuto , slegati tra di loro , ognuno in cerca di un suo  ruolo che ignorano totalmente quale sia , ognuno impreparato ad affrontare una squadra che semplicemente gioca al calcio ovvero cerca , se possibile, di portare a casa un risultato positivo , tradotto , di vincere la partita o almeno tentarci . poi solo alla fine si saprà com'è andata,  se l'impegno profuso avrà portato il risultato sperato ma , in tutti i casi almeno tentare di arrivarci con l'impegno dovuto

questo ha fatto il Belgio, ha giocato a calcio , non una partita storica  ma una partita qualsiasi ,come tante giocate nei campi da calcio del mondo, e giocando semplicemente al calcio ha vinto contro una squadra , la Nazionale Italiana che sarebbe stato meglio non si fosse presentata per evidenti limiti qualificativi e mentali

i calciatori Italiani sembra siano fuori fase , incapaci di un palleggio decente, incapaci di passare una palla decente ad un compagno di squadra, , di affrontare un avversario, di centrare una porta che ricordiamo e larga 7,32 metri de alta r 2,44 metri e quindi non proprio difficile da centrare m a tratti sembrano degli zombi che camminano senza metà , qualcuno tenta di muoversi di fare qualcosa ma fallisce di suo o non viene minimamente aiutato dai compagni che, come già scritto ,sembrano non essere presenti ma totalmente da un altra parte , magari a prendere un aperitivo a in qualche spiaggia a prendere il sole o a fare un lunga pennichella,

l'unico che sembra accorgersi di stare giocando a calcio é Donnaruma , che alla fine prende solo 2 gol e se ne vanta pure dato che avrebbe potuto prenderne molti altri

ma vabbè non è il caso di infierire né di perdere altro tempo per questa partita, per questa nazionale e per i suoi giocatori , allenatori , dirigenti etc., che non merita il tempo necessario a spiegarla, etc, quindi mettiamo qualche video e foto e l'archiviano tra le tante figure di merda della nostra Nazionale di calcio una volta gloriosa ricordando che ci sono ragazzi ormai quasi adulti che non hanno mai visto la nostra Nazionale giocare in un mondiale o anche un europeo e che non sanno che L'Italia dovrebbe essere ai vertici di uno sport chiamato una volta tanto amato non solo dagli spettatori ma anche da chi lo pratica e dirige che ultimamente, purtroppo, non dà queta impressione ma anzi ne dà una diametralmente contraria




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venerdì 25 settembre 2026

BOOK FOTOGRAFICO - SETTEMBRE 2026 ( 6 )

      BOOK FOTOGRAFICO - SETTEMBRE 2026


foto provenienti dai più' disparati luoghi raffiguranti cose, 
persone etc. aventi come soggetto di tutto o il nulla totale , foto
 rubate e non, scatti rari o visti e stravisti, foto con commento o 
senza , foto messe con un criterio preciso oppure buttate lì a 
casaccio, foto che non sono foto e foto disegnate, in tutti i casi
 foto et affini per tutti e per nessuno. 
 rubrica a cura di a.s.s.m.
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testimonianze, ELODIE

 ELODIE: «AL QUARTACCIO A VOLTE NON AVEVO L’ACQUA CALDA E FATICAVO A PAGARE LE BOLLETTE. POI HO CAPITO CHE NON DEVO SENTIRMI SEMPRE ALL’ALTEZZA»

«Vengo dal Quartaccio, un quartiere popolare di Roma che può essere crudele, onesto e straordinario allo stesso tempo. 

È un posto pieno anche di persone arrabbiate e io ero una di loro. 

Quel quartiere mi ha dato tanto, ma mi ha tolto anche tanto.

Ci sono stati momenti in cui non avevo l’acqua calda, facevo fatica a pagare le bollette o semplicemente ad arrivare alla fine del mese. 

Eppure proprio da lì è nato qualcosa di enorme: il coraggio di sognare.

Ho sempre desiderato fare musica, ma mi sembrava un sogno troppo grande per me. 

Non mi sentivo all’altezza, non amavo la mia voce e pensavo di non avere gli strumenti necessari. 

Tante volte sono stata proprio io la prima a non concedermi una possibilità.

Non ho finito il liceo, non ho preso la patente e non ho studiato canto. 

Quando cresci in determinati contesti può diventare difficile persino concentrarti su chi vorresti essere.

Prima devi pensare a tutto il resto e imparare a sopravvivere alla quotidianità. Puntare su te stessa non è così scontato.

A un certo punto avevo persino deciso che con la musica fosse finita. 

Non cantavo più nemmeno sotto la doccia. 

Poi ho incontrato Mauro Tre, un pianista jazz, e attraverso di lui è arrivata quella possibilità che io stessa non ero riuscita a concedermi.

Il jazz mi intimoriva. 

Mi sembrava troppo elegante per me.

Ma ho scoperto che la musica non si preoccupa dei nostri pregiudizi e delle nostre insicurezze. 

Quell’incontro mi ha insegnato qualcosa che porto ancora con me: non bisogna necessariamente sentirsi all’altezza prima di fare qualcosa.

Bisogna avere il coraggio di cominciare.

Poi ci si aggiusta in corsa.

Per tanto tempo mi sono domandata se fossi abbastanza brava, abbastanza preparata, abbastanza adatta ai luoghi in cui mi trovavo. 

Adesso posso anche salire su un grande palco, davanti a un’orchestra e a tantissime persone, e pensare di non essere all’altezza.

Ma sapete una cosa? Essere all’altezza non è più un mio problema.

Vengo dal Quartaccio, da una realtà nella quale sognare non era sempre semplice.

 Ed è proprio da lì che ho imparato che qualche volta bisogna smettere di chiedersi se meritiamo una possibilità e cominciare semplicemente a prendercela.»

https://www.gliscritti.it/blog/entry/5523



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