mercoledì 2 settembre 2026

Vaco Rossi . vita spericolata ( 1983 )



Testo

Voglio una vita maleducata
Di quelle vite fatte, fatte così
Voglio una vita che se ne frega
Che se ne frega di tutto, sì
Voglio una vita che non è mai tardi
Di quelle che non dormono mai
Voglio una vita di quelle che non si sa mai
E poi ci troveremo come le star
A bere del whisky al Roxy bar
O forse non c'incontreremo mai
Ognuno a rincorrere i suoi guai
Ognuno col suo viaggio
Ognuno diverso
E ognuno in fondo perso
Dentro i fatti suoi, suoi
Voglio una vita spericolata
Voglio una vita come quelle dei film
Voglio una vita esagerata
Voglio una vita come Steve McQueen
Voglio una vita che non è mai tardi
Di quelle che non dormi mai
Voglio una vita, la voglio piena di guai, eh
E poi ci troveremo come le star
A bere del whisky al Roxy bar
Oppure non c'incontreremo mai
Ognuno a rincorrere i suoi guai
Ognuno col suo viaggio
Ognuno diverso
E ognuno in fondo perso
Dentro i fatti suoi
Voglio una vita maleducata
Di quelle vite fatte così
Voglio una vita che se ne frega
Che se ne frega di tutto, sì
Voglio una vita che non è mai tardi
Di quelle che non dormi mai
Voglio una vita
Vedrai, che vita, vedrai, uh-uh, uh-uh
E poi ci troveremo come le star
A bere del whisky al Roxy bar
O forse non c'incontreremo mai
Ognuno a rincorrere i suoi guai
E poi ci troveremo come le star
A bere del whisky al Roxy bar
O forse non c'incontreremo mai
Ognuno a rincorrere i suoi guai
Voglio una vita spericolata
Voglio una vita come quelle dei film
Voglio una vita esagerata
Voglio una vita come Steve McQueen
Voglio una vita maleducata
Di quelle vite fatte, fatte così
Voglio una vita che se ne frega
Che se ne frega di tutto, sì
Fonte: LyricFind
Compositori: Tullio Ferro / Vasco Rossi
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44 anni fa a Cagliari ho scritto "Vita spericolata". 😎🤟💥 Eravamo bloccati dalla pioggia davanti a un campo sportivo, non si potevano nemmeno fare le prove e io ero chiuso in macchina…

All'improvviso arrivò l'illuminazione.

Dopo molto tempo che lavoravo sulla musica mi venne improvvisamente la frase "Voglio una vita… “ 

fu un’illuminazione… 

tutto il resto mi balenò in mente. ..maleducata..

spericolata.. di quelle che non dormi  mai… 

Era una canzone nata dalla sbornia di ottimismo probabilmente ingenuo degli Anni Ottanta, che veniva dopo la grande illusione del sogno di poter cambiare il mondo o almeno il sistema che metteva al centro la merce, il profitto, il consumismo, la pubblicità, invece che l'uomo.

Con la sconfitta dei Settanta e il delirio delle Brigate Rosse, s'era infranto tutto. Ma poi: chi non vuole una vita spericolata a 30 anni? Una vita piena di avventura...

È una delle canzoni più fraintese della storia dell'umanità, è un inno alla vita vissuta spericolatamente, nel senso di intensamente. E venuta fuori dalla mia anima.



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"Vita spericolata" è un celebre singolo di Vasco Rossi, pubblicato nel 1983 come 45 giri (abbinato al lato B Mi piaci perché) e inserito all'interno dell'album Bollicine.

Dettagli del singolo e Sanremo

Presentazione: Il brano fu presentato da Vasco Rossi al XXXIII Festival di Sanremo nel febbraio del 1983.

Posizione in classifica: Sorprendentemente, si classificò al penultimo posto alla fine della kermesse, ma divenne in seguito uno dei più grandi classici della musica italiana e un inno generazionale.

Autori: Il testo è stato scritto dallo stesso Vasco Rossi, mentre la musica è opera di Tullio Ferro






https://it.scribd.com/doc/213351558/VASCO-Vita-Spericolata

prova a cantartela in proprio magari aiutandoti col video karaoke che trovi sotto



con cantato e testo
   

 karaoke solo testo

 


il singolo non ce l'ho mentre l'album il mitico "bollicine" ce l'ho da qualche parte ( spero ) lo comprai da Zanoni a Massa un negozio  di dischi che si trovava vicino alla piazza a quei tempi nomata dai più "piazza delle corriere " e lo ascoltai parecchio , è so, è gia

Da Cuba, una donna denuncia il crimine che nessuno vuole vedere

 

Da Cuba, una donna denuncia il crimine che nessuno vuole vedere

2026-02-16 CUBA_Architecture_Travel_City_Street_Tourism_Cuba_RID

All'umanità intera

alle madri del mondo

ai medici senza frontiere

ai giornalisti con dignità

ai governi che credono ancora nella giustizia

Il mio nome è come quello di milioni di altre persone. Non ho cognomi famosi né cariche importanti. Sono una cubana comune. Una figlia, una sorella, una patriota. E scrivo questo con l'anima straziata e le mani tremanti, perché quello che oggi vive il mio popolo non è una crisi. È un omicidio lento, calcolato, freddamente eseguito da Washington.

E il mondo guarda dall'altra parte.

DENUNCIA PER I MIEI NONNI

Denuncio che a Cuba ci sono anziani che muoiono prematuramente perché il blocco impedisce l'arrivo di farmaci per il cuore, la pressione e il diabete. Non è una questione di mancanza di risorse. È un divieto deliberato. Le aziende che vogliono vendere a Cuba vengono multate, perseguitate, minacciate. I loro governi tacciono. E nel frattempo, un nonno cubano stringe il petto e aspetta. La morte non avvisa. Il blocco sì.

DENUNCIA PER I MIEI BAMBINI

Denuncio che a Cuba ci sono incubatrici che hanno dovuto essere spente per mancanza di carburante. Che ci sono neonati che lottano per la vita mentre il governo degli Stati Uniti decide quali paesi possono venderci petrolio e quali no. Che ci sono madri cubane che hanno visto mettere in pericolo la vita dei loro figli perché un ordine firmato in un ufficio di Washington vale più del pianto di un bambino a 90 miglia dalle sue coste.

Dov'è la comunità internazionale? Dove sono le organizzazioni che difendono tanto l'infanzia? O forse i bambini cubani non meritano di vivere?

DENUNCIA PER LA FAME INTENZIONALE

Denuncio che il blocco è fame programmata. Non è che manchi il cibo perché sì. È che ci impediscono di comprarlo. È che le navi con i generi alimentari vengono perseguitate. È che le transazioni bancarie vengono bloccate. È che le aziende che ci vendono cereali, pollo, latte vengono sanzionate.

La fame a Cuba non è un incidente. È una politica di Stato del governo degli Stati Uniti, affinata nel corso di 60 anni, aggiornata da ogni amministrazione, inasprita da Donald Trump e attuata con ferocia da Marco Rubio.

Loro la chiamano “pressione economica”. Io la chiamo terrorismo della fame.

DENUNCIA DEI MIEI MEDICI

Denuncio che i nostri medici, gli stessi che hanno salvato vite umane durante la pandemia mentre il mondo intero crollava, oggi non hanno siringhe, né anestesia, né apparecchiature a raggi X. Non perché non sappiamo produrli. Non perché non abbiamo talento. Ma perché il blocco ci impedisce di accedere alle forniture, ai ricambi, alla tecnologia.

I nostri scienziati hanno creato cinque vaccini contro il COVID-19. Cinque. Senza l'aiuto di nessuno. Contro venti e maree. Contro il blocco e le menzogne. Eppure, l'impero ci punisce per averlo realizzato.

AL MONDO DICO

Cuba non chiede l'elemosina.

Cuba non chiede soldati.

Cuba non chiede che ci amiate.

Cuba chiede giustizia. Niente di più. Niente di meno.

Vi chiedo di smettere di normalizzare la sofferenza del mio popolo.

Vi chiedo di chiamare il blocco con il suo nome: CRIMINE CONTRO L'UMANITÀ.

Vi chiedo di non lasciarvi ingannare dalla favola del “dialogo” e della “democrazia” mentre ci strangolano.

Non vogliamo carità. Vogliamo che ci lascino vivere.

Ai governi complici che tacciono:

La storia vi presenterà il conto.

Ai media che mentono:

La verità trova sempre una via d'uscita.

Ai carnefici che firmano sanzioni:

Il popolo cubano non dimentica e non perdona.


A coloro che hanno ancora umanità nel cuore:

Guardate Cuba. Guardate cosa le stanno facendo. E chiedetevi: da quale parte della storia voglio stare?

---

Da questa piccola isola, con un popolo gigante, una cubana comune che si rifiuta di arrendersi.

 

Ikay Romay

Tradotto e divulgato da ASSOCIAZIONE SVIZZERA-CUBA, Sezione Ticino

ticino@cuba-si.ch

martedì 1 settembre 2026

accise sui carburanti e promesse da politico

 Le accise sulla benzina in Italia sono un'imposta indiretta e fissa applicata su ogni litro di carburante, pari a circa 0,67 €/l.

Come funzionano

Importo fisso: A differenza dell'IVA (che è percentuale), l'accisa non varia se cambia il prezzo industriale del petrolio.

Peso sul prezzo: Insieme all'IVA, le tasse incidono per oltre il 60% sul costo finale di un litro di benzina.

Origine storica: Molte di queste imposte sono nate come finanziamenti temporanei per eventi eccezionali del passato (come la crisi del 1956 o il terremoto dell'Irpinia) ma sono rimaste in vigore


https://it.wikipedia.org/wiki/Accisa

https://synerlab.it/accise-sui-carburanti/

https://www.adm.gov.it/portale/accise










Book Fotografico - Settembre 2026

  BOOK FOTOGRAFICO - AGOSTO 2026


foto provenienti dai più' disparati luoghi raffiguranti cose, persone etc. aventi come soggetto di tutto o il nulla totale , foto rubate e non, scatti rari o visti e stravisti ,foto con commento o senza , foto messe con un criterio preciso oppure buttate lì a casaccio, foto che non sono foto e foto disegnate, in tutti i casi foto et affini per tutti e per nessuno. 
 rubrica a cura di a.s.s.m.
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testimonianze - Sigrido Ranucci

 


Sigfrido Ranucci 

Caro Daniele,

ti sei lamentato sul Domani perché ho definito mediocre la scelta di affidare a te e a Giulia Presutti la conduzione di Report. Confermo, e specifico: mediocre non è la vostra professionalità, che non metto in discussione, mediocre è la scelta di mettervi alla guida del programma di inchiesta più importante della storia della televisione italiana. Un servizio realizzato per Report — peraltro mai andato in onda, e da me risistemato un paio di volte — non fa di nessuno un conduttore. Del resto la tua precedente conduzione di Popolo Sovrano, nella primavera del 2019 segnò performance dal 2,4% al 3,8%. 

È vero, come mi hai fatto notare, che hai realizzato a quattro mani un'inchiesta in Congo sul caso dell’ diplomatico ucciso in Congo, Attanasio. L'ho accettata perché me l'hai chiesta tu, perché avevi bisogno di lavorare, e perché ho ancora la romantica abitudine di dare una mano a chi me la chiede. Una scelta che, guarda caso, ha creato attriti anche con Giulia Presutti, che voleva occuparsi della stessa storia. Ma tu lo sai meglio di chiunque altro: quel lavoro rientrava nei Lab, i contributi che stanno fuori da Report, non dentro.

Mi hai scritto che comprendi il mio stato psicologico, e che per questo mi perdoni per le critiche. Ti risparmio la fatica: non credo che tu possa comprendere cosa significhi essere bersaglio di 2800 articoli di fango, il cui unico scopo era delegittimare me, la mia storia, le persone che mi sono vicine e Report stesso, insieme a tutti i professionisti che l'hanno reso grande. Un’operazione che ha raggiunto il suo scopo, visto che sono stato rimosso perché sarebbe venuta meno la mia credibilità. Dunque sono fuori, ma essendo stato per 20 anni dentro Report, ed avendo partecipato alla sua storia, credo di aver diritto ad esternare una mia opinione.

La Rai ha giustificato la vostra nomina a conduttori richiamando un concorso vinto. Si è dimenticata di specificare quale: un concorso pensato per coprire i buchi di organico nelle redazioni dei Tg regionali, che valuta la capacità di stare in video e leggere un testo di un minuto. Non la capacità di dirigere un programma di prima serata di 160 minuti di inchieste.

Io sono entrato in Rai trentasei anni fa, come assistente ai programmi. Poi programmista regista, redattore al Tg3, quindi a Rainews24, inviato nei Balcani. Nel 2001 a New York, per gli attentati alle Torri Gemelle. Nel 2003sono stato in Iraq. Nel 2005 a Sumatra, a documentare la tragedia dello tsunami. Sono arrivato a Report dopo un lungo percorso nel 2006, dopo aver realizzato scoop nazionali — come l'intervista smarrita di Paolo Borsellino — e uno scoop internazionale, quello sull'uso delle armi chimiche a Falluja, in Iraq, da parte degli americani. Un’inchiesta che per la prima volta nella storia ha portato il nome della Rai nel mondo.

Da allora, per dieci anni, sono stato coautore di Milena Gabanelli, ho respirato la sua stessa aria. Ho imparato da lei il rigore, la lealtà, la dedizione al servizio pubblico. Ho imparato come si resiste alle pressioni della politica, difendendo il lavoro dei colleghi invece di scaricarlo. Ho passato dieci anni lunghi anni accanto a lei in studio, a guardare come si scrive un testo, come si impara a memoria, dove si interviene dentro le inchieste altrui con rispetto ma anche con decisione quando si pensa al bene del prodotto, ma anche come si costruisce una grafica. In quel ruolo ho imparato, e tanto anche da quella generazione di inviati storici, a selezionare e a far crescere una squadra.

Una squadra di giornalisti straordinari. Ruvidi, anche un po' stronzi — non hanno mai fatto sconti a nessuno, tantomeno a me, come raccontano le cronache di questi giorni — ma sempre leali con il pubblico. Ed è per questo che voglio loro ancora un gran bene, e cerco di difendere la loro storia.  Come sono grato a tutte le persone della produzione, professioniste straordinarie che avrebbero da insegnare il mestiere a molti giornalisti e conduttori alle prime armi.

E' stato un percorso  lungo. Non ho avuto la disgrazia di prendere una testata da un mafioso, né ho avuto la passione per il rugby. Ma alla fine di sedici anni di Rai, passati in ruoli diversi, non sono stato calato dall’ alto, ma sono stato accettato da un gruppo perché scelto da Milena Gabanelli, l'unica persona in grado di capire davvero cosa servisse a Report. Una scelta basata esclusivamente sul merito e rispettata anche dai vertici della Rai. Il merito non fa rumore quando arriva. Fa rumore solo quando qualcuno prova a scavalcarlo.

Anche che Giulia Presutti ha lavorato a Report. Ha realizzato, con nota insofferenza, dei Lab. Mai un'inchiesta principale. Sono stato  il primo a credere nelle sue qualità. Ma dopo un paio di anni se n'era andata per guadagnare di più. Poi l’ ho accolta a braccia aperte, quando mi ha chiesto di ritornare perché aveva bisogno di sentirsi protetta da un programma importante. Era reduce da un periodo personale difficile. Ora però quel programma che generosamente l’ha protetta rischia di distruggerlo.  Pur sapendo da settimane che sarebbe stata la nuova conduttrice di Report ha mentito in maniera seriale a me e ai suoi colleghi — anche quelli più vicini — tenendo nascosto l’ accordo che aveva già chiuso. Giulia sa bene di averla fatta grossa: da quando la notizia è uscita, non mi ha risposto più al telefono. Il coraggio e la tenuta psicologica non sono le sue migliori qualità. Se la cava meglio con opportunismo e  furbizia. Ma la questione ora è un’altra. Come si può pensare, al di là del merito, che possa essere il volto credibile di una squadra di fuoriclasse ai quali ha mentito per settimane? Una frattura insanabile. In questa vicenda la grande assente è la gratitudine. Non ferisce chi non ti deve nulla. Ferisce chi ti doveva tutto e ha scelto di non ricordarlo.

È umano, per un giornalista, desiderare di condurre il programma più importante della televisione italiana. È disumano pensare di farlo senza averlo meritato, camminando indifferenti sulle sue macerie. E’ disumano mortificare le professionalità straordinarie che da trent'anni lo hanno reso grande anche rischiando la propria incolumità. Per questo non posso non tornare al concetto di mediocrità che tanto vi ha irritato. Non è mediocre chi non ce l'ha fatta. È mediocre chi ce l'ha fatta senza essersela guadagnata.

post di Sigrfido Ranucci su facebook


https://it.wikipedia.org/wiki/Sigfrido_Ranucci



LA SACHER tort tra storia e leggenda

 


La torta Sacher è nata a Vienna il 9 luglio 1832 per mano di Franz Sacher, un giovane apprendista pasticcere di sedici anni. 

Il principe Klemens von Metternich, importante ministro austriaco, chiese alla sua cucina di preparare un dessert speciale per i suoi ospiti perché lo chef ufficiale era malato.
Il giovane Franz creò una torta al cioccolato con uno strato di marmellata di albicocche e una copertura di glassa al cioccolato.
Il dolce piacque molto a corte e divenne famoso in tutta Europa. 
La diffusione e la ricetta originale
Il figlio di Franz, Eduard, perfezionò la ricetta nel periodo in cui lavorava nella pasticceria Demel, aggiungendo il secondo strato di marmellata all'interno della torta.
Successivamente, Eduard aprì il famoso Hotel Sacher, dove ancora oggi si produce la versione originale, protetta da un marchio registrato
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LA GUERRA DELLA SACHER 💣

Vienna, 1832.

Un ragazzo di appena sedici anni si ritrova davanti a una responsabilità enorme: preparare un dessert per il principe Klemens von Metternich.

Il capo pasticcere è indisposto. Tocca a lui.

Quel ragazzo si chiama Franz Sacher.

Prepara una torta al cioccolato. Elegante, intensa, apparentemente semplice.

Non può ancora saperlo, ma quella torta attraverserà quasi due secoli di storia e diventerà uno dei dolci più famosi al mondo.

E soprattutto non può immaginare che, molti anni dopo, per quella torta qualcuno finirà addirittura in tribunale.

La storia continua con suo figlio, Eduard Sacher.

Eduard perfeziona la ricetta mentre lavora nella prestigiosa pasticceria viennese Demel e, successivamente, fonda insieme alla famiglia quello che diventerà il celebre Hotel Sacher.

Ed è qui che le strade cominciano a intrecciarsi.

Perché sia Demel sia l’Hotel Sacher iniziano a rivendicare un legame diretto con quella torta.

Non una semplice torta al cioccolato.

La Sacher. Quella vera.

Passano gli anni.

Il nome diventa sempre più famoso, la torta sempre più preziosa, e quella che poteva sembrare una semplice rivalità tra pasticcerie si trasforma lentamente in una battaglia legale.

La domanda è quasi surreale:

chi può chiamare la propria torta “Original Sacher-Torte”?

Hotel Sacher o Demel?

E in mezzo a questa guerra c’è perfino un dettaglio minuscolo, di quelli che in pasticceria minuscoli non sono mai:

la marmellata di albicocche.

Nella versione dell’Hotel Sacher la torta viene tagliata e farcita con confettura di albicocche, con un ulteriore velo sotto la copertura.

Nella versione di Demel, invece, la marmellata rimane sotto la glassa, senza dividere la torta a metà.

Due interpretazioni.

Due tradizioni.

Due famiglie convinte di custodire l’eredità autentica di Franz Sacher.

La disputa va avanti per anni, fino al 1963, quando finalmente viene raggiunto un accordo.

L’Hotel Sacher potrà chiamare la propria torta:

“Original Sacher-Torte”.

Demel continuerà a produrre la sua versione, legata al nome di Eduard Sacher.

E così una torta nata quasi per caso nelle cucine aristocratiche di Vienna diventa protagonista non soltanto della storia della pasticceria…

ma anche di una delle sue battaglie più celebri.

Forse è proprio questo che rende certi dolci immortali.

Non soltanto il gusto.

Ma tutto quello che si portano dietro.

Famiglie.

Segreti.

Orgoglio.

Tradizione.

E, qualche volta, persino un tribunale.

La prossima volta che taglierete una fetta di Sacher, guardate dove si trova la marmellata.

Perché anche quel piccolo strato di albicocca…

racconta una storia. 🍫🍑

abcake facebook

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https://www.bombonette.com/origini-torta-sacher/

https://www.austria.info/it/ricette/torta-sacher/








lunedì 31 agosto 2026

Frankie Goes to Hollywood - Relax ( 1983 )

Frankie Goes to Hollywood - Relax ( 1983 )

chi non conosce questo brano alzi la mano, ah! vedo che siete in pochi  bene,

chi compro il 45 giri l'anno di uscita?, 

beh qui vedo siete meno. parecchi meno ...,  io ( forse purtroppo ) sono uno di quelli , da qualche parte il 45 ci sarà ancora ma questo non conta quel che conta è che questo brano a molta  distanza dal anno di pubblicazione originale mantiene intatta la sua forza , la sua energia .... voi che ne pensate ?

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Relax è il famoso singolo d'esordio del gruppo musicale britannico Frankie Goes to Hollywood, pubblicato il 24 ottobre 1983 dall'etichetta ZTT Records e incluso poi nell'album Welcome to the Pleasuredome del 1984.

Storia e Successo

Il brano fu pubblicato nel 1983 ma raggiunse la vetta della classifica britannica solo a gennaio del 1984.

Ha venduto oltre due milioni di copie nel Regno Unito, diventando uno dei singoli di maggior successo di sempre nella storia inglese.

La celebre BBC lo censurò e bandì dalla radio nel 1984 a causa del testo e delle esibizioni ritenute provocatorie, un fattore che ne aumentò ulteriormente la popolarità.

https://it.wikipedia.org/wiki/Relax_(Frankie_Goes_to_Hollywood)



Relax di Frankie Goes to Hollywood ‧ 1983

Testo
Relax, don't do it
When you want to go to it
Relax, don't do it
When you want to come
Relax, don't do it
When you want to suck it, chew it
Relax, don't do it
When you want to come
When you want to come
Relax, don't do it
When you want to go to it
Relax, don't do it
When you want to come
Relax don't do it
When you want to suck it, chew it
Relax, don't do it
When you want to come
Come
But shoot it in the right direction
We're making it your intention
Live those dreams
Scheme those schemes
Got to hit me (hit me!)
Hit me (hit me!)
Hit me with those laser beams
Ow ow ow!
Laser beam me
1, 2, 3, 4
Relax
Don't do it
Relax
When you want to come
Come
I'm coming
I'm coming, yeah
Relax, don't do it (Once you're inside of me)
When you want to go to it
Relax, don't do it
When you want to come
Relax, don't do it
When you want to suck it, chew it
Relax, don't do it, no!
When you want to come
When you want to come
When you want to come
Come
She moves, feel it
Relax, don't do it
When you want to go to it
Relax, don't do it
Relax don't do it
When you want to suck it, chew it
Relax don't do it
One a time, hey!
Come

Fonte: Musixmatch
Compositori: Peter Gill / Mark William O'toole / Holly
Testo di Relax © Sony/atv Harmony, Perfect Songs Ltd., C-water Publishing Inc., Perfect Songs Ltd, Songtrust Ave


Frankie Goes to Hollywood (Holly Johnson), Relax, 

Testo

Mah, ciao
Dammelo una volta adesso
Bene-bene, no-oh, bene-bene
adesso
Rilassati, non farlo
Quando vuoi andarci
Rilassati, non farlo
Quando vuoi venire
Rilassati, non farlo
Quando vuoi dargli un calcio
Rilassati, non farlo
Quando vuoi venire
Quando vuoi venire
Rilassati, non farlo
Quando vuoi andarci
Rilassati, non farlo
Quando vuoi venire
Rilassati, non farlo
Quando vuoi dargli un calcio
Rilassati, non farlo
Quando vuoi venire
Ah, ah, ah, andiamo
Whoa-ooh-whoa, aah
Ma sparalo nella giusta direzione (ehi, ehi, ehi, ehi, sì)
Fai in modo che sia la tua intenzione (ooh yeah, ooh yeah)
Vivi quei sogni
Schema quegli schemi
Devo colpirmi (colpiscimi)
Colpiscimi (colpiscimi)
Colpiscimi con quei raggi laser
(Ahi, ahi, ahi)
raggio laser me
Ah ah ah
Rilassare
non farlo
Rilassare
Quando vuoi venire
venire
Ahhhhh
Whoo!
Ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah
Sto arrivando
Sto arrivando, sì, sì, sì, sì, sì
Rilassati, non farlo (dovresti saperlo)
(Cosa c’è dentro di me) Quando vuoi andarci
Rilassati, non farlo
Quando vuoi venire (ehi-ehi)
Rilassati, non farlo
Quando vuoi dargli un calcio (Way-hay)
Rilassati, non farlo Amore!
Quando vuoi venire
Quando vuoi venire
Quando vuoi venire
venire
Uh-ah!
Ahi, ahi
Ahi, ahi, ahi, ahi
Alzati
La scena dell’amore
Oh sentilo
Rilassati, non farlo
Quando vuoi andarci
Rilassati, non farlo
Rilassati, non farlo (ciao, ciao)
Quando vuoi dargli un calcio
Rilassati, non farlo
Oh, quando è il momento
Quando è il momento, è il momento (Ehi!)
Vieni!












se vuoi puoi anche cantartelo aiutandoti col video karaoke che trovi sotto






Vaco Rossi . vita spericolata ( 1983 )