venerdì 27 marzo 2026

l'origine di Halloween secondo i Veneti

 *Come che i Veneti ga inventà Halloween*



La festa de Halloween la se stada, in verità, inventada dai Veneti emigrài in Merica a principi del Novesento.


In quel periodo, verso la fin d’otobre, in Veneto ghe jera l’uso de trovarse tra amici e vicini: castagne brusàe e un goto de vin novo.

Quando qualchedun de lori xe partì par cercar fortuna oltremar, se ga trovà in un paese novo, lontan da casa, e co ’na gran nostalgia de le vecie abitudini.


’Na sera, proprio verso la fin d’otobre, un gruppeto de sti emigranti ga deciso de rifar la tradission: ga ciapà un sacheto de caldaroste e — no avendo vin in casa — se ga misso a girar par el quartier, bussando a le porte e domandando:


“Alo vin? Alo vin?”


Da lì xe stado un attimo: “Alo-vin” xe diventà “Halloween”.


E cussì xe nassùa la festa de Halloween.

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https://www.oggitreviso.it/halloween-c%E2%80%99era-gi%C3%A0-veneto-218469

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la versione finale

Sta storia che te ga contà la xe un bel esempio de leggenda metropolitana (o "storia de l'ostaria"), ma no la ga gnente de vero dal punto de vista stòrico [1, 2].

Ecco la realtà dei fati:

Le orìgini vere: Halloween no'l xe nato in Veneto, ma el ga orìgini celtiche. El deriva da Samhain, un'antica festa che segnava la fin de l'istà e l'inizio del novo ano celtico, celebrada in Irlanda, Scozia e Isola de Man [1, 2].

"Alo vin?": La storia del "Alo vin?" xe un gioco de parole inventà, un aneddoto popolar. In realtà, la paròla Halloween deriva da All Hallows' Eve, che in inglexe antìgo vòl dir "Vigilia de Tutti i Santi" [1].

I emìgranti: I emìgranti veneti e italiani in America i ga portà le so tradissioni (come el magnar le castagne), ma no i ga inventà Halloween, che jera zà diffuso inte i paexi anglosassoni ben prima de la grande emigrassion veneta del Novecento [2]. 

In conclusione, l'ipotesi che Halloween vegna dal veneto "Alo vin" xe na bufala o, par esser pì dolci, un mito popolar veneto contà par ridare 

4 scioglilingua 4


 Se la serva non ti serve,

a che serve che ti serva

di una serva che non serve?

Serviti di una serva che serve,

e se questa non ti serve,

serviti dei miei servi.


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Una rara rana nera

sulla rena errò una sera,

una rara rana bianca

sulla rena errò un po’ stanca.

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Tanti tonti

tutti tinti

tiran tanti

tacchi finti.

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Al pozzo di Santo Patrizio, ci va una pazza a lavare una pezza, arriva un pazzo con un pezzo di pizza, offre la pizza alla pazza, la pazza rifiuta, il pazzo s’adira, prende la pizza, la pazza, la pezza, le butta nel pozzo di Santo Patrizio.

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giovedì 26 marzo 2026

la Bisque di Crostacei

la meraviglia della Bisque di Crostacei 


La Storia e Ricetta Originale Francese

La bisque nasce lungo le coste atlantiche della Francia, tra Bretagna e Charente-Maritime, terre di pescatori e zuppe calde che curano il freddo e il silenzio del mare. 

Il nome, secondo alcuni, deriverebbe dal golfo di Biscaglia (Bay of Biscay), secondo altri dal termine “bis cuites”, cioè “cotte due volte”, a sottolineare la doppia cottura che caratterizza questa preparazione.

Un tempo nasceva come cucina povera, per non sprecare nulla: teste, carapaci, chele, tutto ciò che non si mangiava direttamente, ma che racchiudeva l’anima aromatica del crostaceo.

Oggi la bisque è diventata simbolo di eleganza e raffinatezza, presente nei grandi ristoranti, ma sempre fedele alla sua anima: estrarre l’essenza, portare in tavola la profondità.

LA RICETTA ORIGINALE FRANCESE DELLA BISQUE DI CROSTACEI

Ingredienti (per 6 persone)


 • 500 g di carapaci e teste di crostacei (gamberi, scampi, granchi o aragosta)

 • 1 cipolla

 • 1 porro (parte bianca)

 • 1 carota

 • 1 gambo di sedano

 • 1 spicchio d’aglio

 • 2 cucchiai di concentrato di pomodoro

 • 1 bicchiere di Cognac o Brandy (per sfumare)

 • 1 bicchiere di vino bianco secco

 • 1 litro e mezzo di fumetto di pesce (oppure acqua fredda)

 • 2 cucchiai di farina (facoltativa, per legare)

 • 3 cucchiai di panna fresca (facoltativa, per una bisque più morbida)

 • Olio d’oliva q.b.

 • Burro q.b.

 • Sale e pepe

 • Un mazzetto aromatico: timo, alloro, prezzemolo

Ppìrocedimento


 1. Tostare i carapaci

In una casseruola alta, versare un filo d’olio e una noce di burro. A fuoco vivo, tostare i carapaci e le teste spezzettate private di occhi e intestino.

Devono diventare rosse, croccanti, quasi caramellate. È qui che nasce il gusto.

 2. Flambare con il Cognac

Aggiungere il Cognac e fiammeggiare (attenzione alla sicurezza!). Questa fase sviluppa aromi profondi e abbassa l’umidità del composto.

 3. Aggiungere le verdure

Unire cipolla, porro, carota, sedano e aglio tritati. Far soffriggere bene, mescolando.

 4. Concentrato e vino

Aggiungere il concentrato di pomodoro, mescolare, poi sfumare con il vino bianco. Lasciar evaporare.

 5. Aggiungere il liquido e le erbe

Coprire con il fumetto di pesce o acqua fredda. Unire il mazzetto aromatico. Portare a ebollizione e far sobbollire per 45-60 minuti, schiumando se necessario.

 6. passare col passaverdure (o Frullare ) e filtrare 

Rimuovere il mazzetto aromatico.  passare col passaverdure o Frullare tutto (carapaci compresi!) con un frullatore potente. Filtrare con un colino fine o chinoise, schiacciando bene per estrarre ogni goccia.

 7. Addensare (facoltativo)

Se si desidera una consistenza più corposa, preparare un roux a parte con burro e farina, oppure ridurre la bisque a fuoco lento.

se volete ----

 8. Aggiungere la panna (facoltativa)

Per una versione più morbida e raffinata, unire un po’ di panna fresca a fine cottura.

 9. Servire

La bisque si serve calda, come entrée o fondo per piatti a base di pesce. Può essere accompagnata da crostini, quenelle di pesce, o semplicemente gustata in purezza.






 



book fotografico 26 Marzo 2026

   BOOK FOTOGRAFICO ----------------,  BOOK FOTOGRAFICO -------------------,  BOOK FOTOGRAFICO --------------------

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foto provenienti dai più' disparati luoghi raffiguranti cose, persone etc aventi come soggetto di tutto o il nulla totale , foto rubate e non, scatti rari o visti e stravisti ,foto con commento o senza , foto messe con un criterio preciso oppure buttate lì a casaccio, foto che non sono foto e foto disegnate, in tutti i casi foto et affini per tutti e per nessuno. 
 rubrica a cura di a.s.s.m.
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quando ti arriva la macchina presa all' Ikea


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vedere per credere


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ognuno ha i suoi bisogni e urgenze


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alla moda ruspante



 
ricorda



Runit Dome il pericolo invisibile e dormiente



Il Runit Dome (o "la Tomba") è un deposito di scorie nucleari situato nell'atollo di Enewetak, nelle Isole Marshall, costruito dagli USA tra il 1977 e il 1980 per contenere oltre 73.000 metri cubi di detriti radioattivi. La cupola, che copre un cratere di test nucleari, presenta crepe e rischia di rilasciare materiale pericoloso, tra cui il plutonio, a causa dell'innalzamento del livello del mare e dei cicloni. 

Caratteristiche Principali del Runit Dome:

    Ubicazione: Isola di Runit, Atollo di Enewetak, Isole Marshall (Pacifico meridionale).

    Contenuto: Contiene oltre 85.000 metri cubi di suolo e detriti contaminati da

    test nucleari statunitensi effettuati tra il 1946 e il 1958.

    Struttura: Una cupola di cemento spessa circa

    (18 pollici) costruita sopra il cratere "Cactus", creato da un'esplosione nucleare nel 1958.

    Stato attuale: Il fondo del cratere non è rivestito, consentendo infiltrazioni di acqua marina e la possibile fuoriuscita di materiale radioattivo, specialmente con l'innalzamento delle maree e l'erosione costiera.

    Pericoli: Il plutonio-239 presente nel deposito ha un tempo di dimezzamento di 24.000 anni. Esistono serie preoccupazioni per la tenuta della struttura a lungo termine, tanto che i locali la chiamano "La Tomba". 

Sebbene il governo degli Stati Uniti abbia in passato sostenuto che la cupola assolve il suo compito, la sua vulnerabilità ai cambiamenti climatici la rende una fonte di costante preoccupazione ambientale e geopolitica per la regione.

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https://it.wikipedia.org/wiki/Runit

isola-runit/

questa-tomba-di-scorie-radioattive-nel-pacifico-potrebbe-aprirsi-a-causa-dell-innalzamento-dei-mari



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       La Runit Dome si trova sull'isola di Runit, parte dell'atollo di Enewetak nelle Isole Marshall. La cupola contiene al suo interno materiale di scarto nucleare (tra cui plutonio) proveniente da una serie di test nucleari. Il cratere è stato creato dal test nucleare Cactus da 18 chilotoni condotto nell'ambito dell'Operazione Hardtack I.

Data dell'immagine: 7 maggio 2016

Coordinate Lat: 11°33'9.41"N Long: 162°20'50.98"E

Link alla posizione in Google Maps qui.

Link alla posizione in Google Earth qui.

Link alla posizione in Wikimapia qui.

Link alla posizione in Bing maps qui.

Link a "DOE Runit Dome Report to Congress (firmato giugno 2020)" qui.

Link a un video di YouTube di "Dark Docs" intitolato "Is America's Own Chernobyl Sitting in the Middle of the Ocean?" qui.

Link alla pagina di Wikipedia di Runit Island qui.     

il Rospo ha un suo perchè

 Ogni rospo che trovi è un cacciatore professionista, non un animale disgustoso.



Lascialo nel tuo giardino, e lui eliminerà più parassiti in una notte di quanto qualsiasi prodotto chimico faccia in una settimana.
Perché i rospi sono importanti:
- Mangiano tutto ciò che si muove e che sta nel becco — limacce, lumache, bruchi, formiche, scarafaggi, zanzare, mosche, ragni, millepiedi
- Cacciano di notte — quando i parassiti del giardino sono più attivi e nessun altro predatore diurno è in servizio
- Tornano ogni anno — il rospo è fedele al suo territorio e al suo giardino per tutta la vita
- Sono indicatori di salute ambientale — se il tuo giardino ha un rospo residente, il suolo, l'acqua e l'aria sono in buone condizioni
I rospi non vogliono toccarti.
Quelle verruche sulla pelle non sono contagiose — non puoi prendere le verruche toccando un rospo. È un mito che ha duecento anni e zero basi biologiche. Le ghiandole sulla pelle del rospo producono bufotossina — una sostanza amara e irritante che scoraggia i predatori dal mangiarlo. Se un cane morde un rospo, sputa e impara a non rifarlo. Se lo prendi in mano, al massimo senti un sapore sgradevole se ti tocchi gli occhi o la bocca prima di lavarti — ma basta sciacquare le mani con acqua e non succede nulla.
Il dettaglio che cambia tutto: il rospo comune (Bufo bufo) è il più efficace controllore biologico notturno del giardino italiano. Un singolo rospo adulto mangia fino a diecimila invertebrati in una stagione — da marzo a ottobre, ogni notte, senza pause. Il suo metodo è brutale e silenzioso: si posiziona in un punto fisso del giardino — spesso lo stesso angolo, la stessa aiuola, lo stesso bordo del muro — e aspetta. Quando una limaccia passa nel suo raggio, la lingua scatta. La limaccia viene inghiottita intera. Il rospo non mastica — ingoia e aspetta la prossima.


La cosa che nessuno sa: il rospo ha un territorio personale nel tuo giardino.  non vaga a caso. ha una mappa mentale dei punti dove le prede sono più abbondanti e li visita in sequenza ogni notte — 

un giro di caccia programmato che copre le aiuole, il bordo della compostiera, il perimetro della legnaia, la base dei vasi. Se lo vedi nello stesso punto tre sere di fila, non è una coincidenza. È il suo posto.
Se trovi un rospo nel giardino, hai trovato il miglior dipendente che non hai mai assunto. Lavora ogni notte, non chiede niente, e risolve il problema delle limacce meglio di qualsiasi pallina blu — senza avvelenare il riccio che passa dopo di lui.
Sono i guardiani notturni più sottovalutati del giardino.


Lasciali in pace. Non sono interessati a te. 🐝💛

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 "Il rospo ha il suo perché" è un’affermazione verissima: questo anfibio, spesso bistrattato per il suo aspetto verrucoso, svolge un ruolo cruciale nell'ecosistema e si rivela un prezioso alleato, soprattutto per chi cura orti e giardini

Ecco perché il rospo merita rispetto e tutela:

    Prezioso alleato agricolo: Il rospo comune (Bufo bufo) è un grande divoratore di invertebrati. La sua dieta include lumache, chiocciole, ragni, coleotteri e altri insetti che possono danneggiare le coltivazioni e i giardini.
    Controllo naturale dei parassiti: Grazie alla sua voracità, agisce come un insetticida naturale, aiutando a mantenere l'equilibrio ecologico senza l'uso di sostanze chimiche.
    Bioindicatore di un ambiente sano: La presenza di rospi (sia il rospo comune che quello smeraldino) è un segnale di un ambiente pulito e non inquinato.
    Animale protetto: I rospi sono tutelati dalla Convenzione di Berna. È illegale ucciderli o detenerli, proprio per il loro ruolo ecologico. 

Sfatiamo i miti:

    Non è maschio della rana: Nonostante la parentela, il rospo è una specie a sé, con pelle secca, ruvida e abitudini principalmente terricole (tranne nel periodo riproduttivo), a differenza delle rane che preferiscono ambienti acquatici.
    Non va toccato a mani nude: Non perché provochi verruche (mito falso), ma per il suo bene: la nostra temperatura corporea può scottarli e la nostra pelle può trasmettere loro infezioni.
    Il veleno è difensivo: I rospi secernono una sostanza bianca dalle ghiandole parotidi (bufotossine) solo se minacciati, per difendersi dai predatori, non per attaccare l'uomo. 

In sintesi, il rospo è un "principe in attesa" della natura, un animale pacifico che merita di vivere indisturbato nel proprio habitat. 

 

 

lunedì 23 marzo 2026

il piccione alcune informazioni meno conosciute

 



Il piccione torraiolo è l'uccello più presente nelle nostre città — e il più sottovalutato. Eppure nasconde comportamenti che la maggior parte degli animali selvatici non possiede.

Entrambi i genitori covano a turno preciso. Entrambi producono un liquido proteico per nutrire i pulcini — senza essere mammiferi. Si legano a un unico partner per anni, rinforzando il legame ogni giorno con rituali attivi. Vedono l'ultravioletto: il piumaggio che ci sembra grigio banale è per loro un sistema di identificazione individuale.

Nel 1918, un piccione viaggiatore salvò 194 soldati americani nelle trincee delle Argonne. Non è una leggenda — è negli archivi militari. 🐦

Lo stesso uccello che ignoriamo ogni mattina in piazza.

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PçCCIONE TORRAIOLO O PICCIONE CAGAIOLO?

il piccione torraiolo ,che poi è il comune piccione che sempre più spesso si vede nei luoghi abitati dall'uomo generalmente in gruppi di vari esemplari, di per se non sarebbe neanche chissà che problema se non fosse che caga, ma mica poco , caga spesso, caga molto, ,  fisso e lo fa quasi sempre nei soliti posti '  dall'aree in cui si trova rilascia ogni tot minuta escrementi che nel gergo più comune vien chiamato merde mentre in quello, più sopraffino guano , qualunque sia il nome finale usato  il piccione comune rilascia le sue deiezione senza curarsi di dove esse vadano a finire anzi a volte sembra prendere la mira per colpire bersagli tra i più vari da lui stesso individuati e il più delle volte colpiti in pieno tanto da esser considerato un ottimo cecchino sparamerda

la cacca dei piccioni è un grosso, problema sia per i danni che apporta a monumenti , terrazzi muri etc sia per il potenziale intrinseco che ha di trasportare malattie tra le più varie di cui molte gravi assai

ma diamone una descrizione più approfondita

La cacca di piccione (guano) è pericolosa per la salute umana, poiché contiene patogeni come salmonella, Escherichia coli e funghi, inalabili se il guano secco viene polverizzato. È anche fortemente corrosiva per materiali come pietra, metallo e vernici, e crea rischi di scivolamento. 

Ecco i punti chiave per la gestione e la pulizia:

Rischi Sanitari: Può causare malattie respiratorie e infettive. Il rischio principale nasce dall'inalazione delle polveri quando il guano secco viene rimosso.

Precauzioni per la Pulizia: Indossare sempre guanti di gomma, mascherina protettiva (FFP2/FFP3) e indumenti protettivi. Inumidire il guano prima di rimuoverlo per evitare di sollevare polvere.

Metodo di Pulizia: Non utilizzare scope a secco. Rimuovere i residui con una scopa rigida o raschietto, poi lavare con acqua calda, sapone o disinfettanti specifici.

Danni alle Superfici: L'acido urico corrosivo danneggia monumenti, facciate, auto e balconi. Il guano va rimosso tempestivamente per evitare danni strutturali o macchie indelebili.

Rimozione Professionale: In caso di grandi accumuli (es. su tetti, sottotetti), affidarsi a ditte specializzate che gestiscono il guano come rifiuto speciale.  queste  ditte lavorano perlopiù dietro un congruo pagamento in contanti

Per prevenire la presenza di piccioni, si consiglia l'installazione di sistemi di dissuasione come reti, spilli o sistemi a filo

un sistema per farli sparire per sempre o quasi è sparargli con un fucile a pallettoni un tot di volte col preciso intento di prenderli in pieno e quindi di eliminarli peccato che 'sto sistema non sia molto ben visto soprattutto dagli animalisti e dallo stato Italiano 

un metodo meno cruento è di tirargli dei corpi contundenti con la fionda. codesto metodo richiede una buona mira , una mano e braccio fermo e tanta dedizione 

altro metodo è di sparargli con lanciafiamme nel caso è, buona norma portarsi addietro sale, pepe , misto erba per arrosti olio e companatico 


i piccioni vivono anche in gabbia ma solo se qualcuno ce li chiude dentro sennò perlopiù tendono ad abbandonarla te senza ringraziare chicchessia


https://it.wikipedia.org/wiki/Columba_livia







l'origine di Halloween secondo i Veneti