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martedì 9 settembre 2014

mitica RITA

RITA LA GRANDE















come avrete capito la RITA LA GRANDE del titolo è RITA PAVONE icona della musica ITALIANA che per anni ha dominato le scene musicali e non solo del nostro paese ma anche di molti paesi esteri



 personaggio eclettico la nostra Rita non s'è limitata a cantare ma ha anche recitato condotto programmi etc 
tra i tanti personaggi come non ricordare il mitico personaggio di GIAN BURRASCA ? 

per saperne di più andate alla pagina wikipedia scoprirete quanto questa donnina sia una gigantessa della musica ma per davvero

http://www.ritapavone.it/
http://it.wikipedia.org/wiki/Rita_Pavone
https://twitter.com/Rita_Pavone_
https://www.facebook.com/pages/Rita-Pavone-Small-Wonder/307323449494

su Youtube sono presento molti altri video di RITA quando avete tempo e voglia sbizzaritevi a trovarli e a guardarne " unipò!"

venerdì 2 novembre 2012

TOSCANA DA SEMPRE ALL' AVANGUARDIA NELLE QUESTIONI " UMANE "



grandi personaggi della storia TOSCANA :   PIETRO LEOPOLDO 


la Toscana terra bellissima è da sempre culla di civiltà, patria nativa di grandi menti ma anche residenza scelta per una ragione o per l'altra di grandi personaggi passati alla storia per le loro gesta opere siano esse letterarie , artistiche o di altra materia , molti personaggi Toscani di nascita o per d'adozione son passati alla storia tra i tanti c'è Pietro Leopoldo granduca di Toscana chiamato affettuosamente dai Fiorentini CANAPONE a causa della grande capigliatura " stopposa " che ricordava appunto la corda di canapa, egli oltre ad essere un grande personaggio pubblico aveva una mente fina, lungimirante e illuminante non solo per la TOSCANA ma bensì per tutti i popoli restanti nel mondo medioevale, tra le sue gesta quella che brilla su tutte è l'abolizione della pena di morte sancita attraverso la riforma della giustizia da lui promulgata il 30 Novembre 1786

 con questa riforma LA TOSCANA fu il primo paese al mondo che bandì questa   pena 

chi era PIETRO LEOPOLDO


Leopoldo II d'Asburgo-Lorena, nacque a Vienna il 5 Maggio 1747 - morì a Vienna il 1 Marzo 1792;  nono dei 16 figli di Maria Teresa d'Asburgo e dell'Imperatore Francesco I di Lorena. Col nome di Pietro Leopoldo I, fu Granduca di Toscana dal 1765 al 1790 e alla morte del fratello maggiore Giuseppe II, ricevette la corona imperiale col nome di Leopoldo II.
Imperatore del Sacro Romano Impero dal 1790 al 1792.

Pur legato all'impero austriaco per ragioni dinastiche e di interessi politico-strategici, egli operò innanzitutto per rendere autonomo il proprio Stato da Vienna. Diede quindi seguito a un'azione riformatrice, di chiaro stampo illuministico, che interessò gli ambiti giuridico, economico e persino religioso.
Circondatosi di collaboratori capaci, come lo statista fiorentino Pompeo Neri, subordinò la propria politica a un duplice obiettivo: da una parte attuare provvedimenti di "buon governo", che migliorassero l'efficienza dello Stato; dall'altra sforzarsi di contrastare i privilegi dell'aristocrazia e del clero, introducendo nello Stato principi di giustizia.
Nel primo indirizzo, per esempio, rientrano la bonifica della Maremma e della Val di Chiana, un provvedimento per quei tempi davvero rivoluzionario, così come la pubblicazione del bilancio statale e il riordino dell'amministrazione pubblica secondo principi di forte decentramento.
Promosse vaste bonifiche delle zone paludose della Toscana; diede notevole impulso all'agricoltura, all'industria e al commercio adottando un sistema liberistico e promuovendo la costruzione di un moderno sistema di comunicazioni stradali; promosse la cultura fondando scuole, accademie, musei e rinnovando le università di Pisa e Siena.
Nel secondo, invece, si può annoverare la capitale modifica della procedura giudiziaria e del diritto penale, ora ispirati dalle tesi del Beccaria.
Il 30 novembre del 1786, con un atto di illuminata civiltà, il granduca Pietro Leopoldo promulga il nuovo Codice criminale abolendo, per la prima volta nella storia degli Stati moderni, la pena di morte e la tortura.
Inoltre soppresse antichi e consolidati privilegi feudali, come il maggiorascato, grazie al quale solo il figlio maggiore ereditava i beni della famiglia, e abolì le immunità fiscali a vantaggio dell'aristocrazia.
Agì infine con energia affinché la borghesia potesse accedere alle cariche pubbliche locali, tentando per tale via di rinnovare la classe dirigente.
La riforma comunitativa, che instaurò il principio dell'autonomia locale, rendendo elettivi i Sindaci e i Consigli comunali; il perseguimento di una politica di pace, una nuova impostazione dei rapporti fra Stato e Chiesa.
  www.consiglio.regione.toscana.it/ presidente/festatoscana2001/leopoldo.htm


il Codice Leopoldino

Il 30 novembre del 1786 la Toscana, con un provvedimento senza precedenti, abolì la pena di morte: dal 2000 proprio in questa data si commemora l'avvenimento, celebrando la cosiddetta "Festa della Toscana".


ecco l’Editto del Granduca Pietro Leopoldo 


(Trascrizione del Proemio e dell’articolo LI Abolizione della pena di morte
della Legge di riforma criminale del 30 novembre 1786, n. LIX.)
PIETRO LEOPOLDO
PER GRAZIA DI DIO
PRINCIPE REALE D’UNGHERIA E DI BOEMIA
ARCIDUCA D’AUSTRIA
GRANDUCA DI TOSCANA

Fino dal Nostro avvenimento al Trono di Toscana riguardammo come uno dei Nostri principali doveri l’esame, e riforma della Legislazione Criminale, ed avendola ben presto riconosciuta troppo severa, e derivata da massime stabilite nei tempi meno felici dell’Impero Romano, o nelle turbolenze dell’Anarchia dei bassi tempi, e specialmente non adattata al dolce, e mansueto carattere della Nazione, procurammo provvisionalmente temperarne il rigore con Istruzioni, ed Ordini ai Nostri Tribunali, e con particolari Editti, con i quali vennero abolite le pene di Morte, la Tortura, e le pene immoderate, e non proporzionate alle trasgressioni, ed alle contravvenzioni alle Leggi Fiscali, finché non ci fossimo posti in grado mediante un serio, e maturo esame, e col soccorso dell’esperimento di tali nuove disposizioni di riformare intieramente la detta Legislazione.

Con la più grande soddisfazione del Nostro paterno cuore Abbiamo finalmente riconosciuto che la mitigazione delle pene congiunta con la più esatta vigilanza per prevenire le reazioni, e mediante la celere spedizione dei Processi, e la prontezza, e sicurezza della pena dei veri Delinquenti, invece di accrescere il numero dei Delitti ha considerabilmente diminuiti i più comuni, e resi quasi inauditi gli atroci, e quindi Siamo venuti nella determinazione di non più lungamente differire la riforma della Legislazione Criminale, con la quale abolita per massima costante la pena di Morte, come non necessaria per il fine propostosi dalla Società nella punizione dei Rei, eliminato affatto l’uso della Tortura, la Confiscazione dei beni dei Delinquenti, come tendente per la massima parte al danno delle loro innocenti famiglie che non hanno complicità nel delitto, e sbandita dalla Legislazione la moltiplicazione dei delitti impropriamente detti di Lesa Maestà con raffinamento di crudeltà inventati in tempi perversi, e fissando le pene proporzionate ai Delitti, ma inevitabili nei respettivi casi, ci Siamo determinati a ordinare con la pienezza della Nostra Suprema Autorità quanto appresso.
(…omissis…)
         
LI. Abbiamo veduto con orrore con quanta facilità nella passata Legislazione era decretata la pena di Morte per Delitti anco non gravi, ed avendo considerato che l’oggetto della Pena deve essere la soddisfazione al privato, ed al pubblico danno, la correzione del Reo figlio anche esso della Società e dello Stato, della di cui emenda non può mai disperarsi, la sicurezza nei Rei dei più gravi ed atroci Delitti che non restino in libertà di commetterne altri, e finalmente il Pubblico esempio, che il Governo nella punizione dei Delitti, e nel servire agli oggetti, ai quali questa unicamente è diretta, è tenuto sempre a valersi dei mezzi più efficaci col minor male possibile al Reo; che tale efficacia, e moderazione insieme si ottiene più che con la Pena di Morte, con la Pena dei Lavori Pubblici, i quali servono di un esempio continuato, e non di un momentaneo terrore, che spesso degenera in compassione, e tolgono la possibilità di commettere nuovi Delitti, e non la possibile speranza di veder tornare alla Società un Cittadino utile, e corretto; avendo altresì considerato, che una ben diversa Legislazione potesse più convenire alla maggior dolcezza, e docilità di costumi del presente secolo, e specialmente nel popolo Toscano, Siamo venuti nella determinazione di abolire come Abbiamo abolito con la presente Legge per sempre la Pena di Morte contro qualunque Reo, sia presente, sia contumace, ed ancorché confesso, e convinto di qualsivoglia Delitto dichiarato Capitale dalle Leggi fin qui promulgate, le quali tutte Vogliamo in questa parte cessate, ed abolite.
(…omissis…)

Tale è la Nostra volontà, alla quale Comandiamo che sia data piena Esecuzione in tutto il nostro Gran-Ducato, non ostante qualunque Legge, Statuto, Ordine, o Consuetudine in contrario.

         Dato in Pisa li 30. Novembre 1786.

         PIETRO LEOPOLDO
         V. ALBERTI.
         CARLO BONSI.


(Trascrizione del Proemio e dell' articolo LI (Abolizione della pena di morte) della Legge di riforma criminale del 30 novembre 1786, n. LIX conosciuta anche come Codice Leopoldino o Leopoldina)

per saperne di più .......

http://www.itinerarilorenesi.it/?sezione=12&dettaglio=311
http://www.artelabonline.com/articoli/view_article.php?id=2907

http://www.archiwebmassacarrara.com/percorsi_dettaglio.php?ID=119
http://www.bagnonemia.com/Pietro%20Leopoldo/leopoldo_doc.htm
http://www.google.it/url?
http://it.wikipedia.org/wiki/Leopoldo_II_del_Sacro_Romano_Impero
sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=15&cad=rja&ved=0CIEBEBYwDg&url=http%3A%2F%2Fwww.luciorizzotto.it%2Fclasse4%2Fstoria%2FLA%2520TOSCANA%2520DI%2520PIETRO%2520LEOPOLDO.doc&ei=n9aTUPOfI_DP4QTvm4BY&usg=AFQjCNFaA7ptuqRVZ-Vxf_M6JomSFAzVzA&sig2=b1RFevjjXkCXba4YhW1fyg

http://it.wikipedia.org/wiki/Codice_leopoldino
http://www.lalivornina.it/DESCRIZIONI%20PERSONAGGI%20FAMOSI/Leopoldo%20I.htm

l'editto etc su google libri
http://books.google.it/books?id=4WVFAAAAcAAJ&printsec=frontcover&dq=%22Pietro+Leopoldo%22&hl=it&sa=X&ei=vN-TULzeMc7a4QS9l4HQDA&ved=0CDEQ6AEwAQ
http://books.google.it/books?id=DPhKAAAAcAAJ&printsec=frontcover&dq=%22Pietro+Leopoldo%22&hl=it&sa=X&ei=vN-TULzeMc7a4QS9l4HQDA&ved=0CDMQ6AEwAg
http://books.google.it/books?id=rAdK36ew-p4C&printsec=frontcover&dq=%22Pietro+Leopoldo%22&hl=it&sa=X&ei=vN-TULzeMc7a4QS9l4HQDA&ved=0CDkQ6AEwBA#v=onepage&q=%22Pietro%20Leopoldo%22&f=false


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ATTENZIONE !!!!!   ATTENZIONE !!!!!  ATTENZIONE !!!!!  ATTENZIONE !!!!!  ATTENZIONE !!!!!
la canzone che sentite proviene dal player sotto se volete interromperla cliccate il tasto stop sul player stesso sennò aspettate che venga eseguita un unica volta dopo di che si stopperà da se ( questo ogni volta che viene aperta l' intera pagina web dove questo post si trova  oppure  questo singolo post)
 
deep purple - soldier of fortune


sabato 15 settembre 2012

SANDRO PERTINI un esempio per i politici di sempre

SANDRO PERTINI UN VERO UOMO, UN VERO POLITICO , UN ESEMPIO PER TUTTI.


Alessandro Pertini detto Sandro (San Giovanni di Stella, 25 settembre 1896 – Roma, 24 febbraio 1990) è stato un politico, giornalista e antifascista italiano. Fu il settimo presidente della Repubblica Italiana, in carica dal 1978 al 1985, il secondo socialista (dopo Giuseppe Saragat) a ricoprire la carica.
Durante la prima guerra mondiale, Pertini combatté sul fronte dell'Isonzo, e per diversi meriti sul campo gli fu conferita una medaglia d'argento al valor militare nel 1917. Congedato con il grado di capitano, nel dopoguerra aderì al Partito Socialista Italiano e si distinse per la sua energica opposizione al fascismo. Perseguitato per il suo impegno politico contro la dittatura di Mussolini, nel 1925 fu condannato a otto mesi di carcere, e quindi costretto a un periodo di esilio in Francia per evitare una seconda condanna. Continuò la sua attività antifascista anche all'estero e per questo, dopo essere rientrato sotto falso nome in Italia nel 1929, fu arrestato e condannato dal Tribunale Speciale per la sicurezza dello Stato prima alla reclusione e successivamente al confino.
Nel 1943, alla caduta del regime fascista, fu liberato, e partecipò alla battaglia di Porta San Paolo nel tentativo di difendere Roma dall'occupazione tedesca. Contribuì poi a ricostruire il vecchio PSI fondando insieme a Pietro Nenni il Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria. Nello stesso anno fu catturato dalle SS e condannato a morte, ma riuscì a salvarsi grazie a un intervento dei partigiani dei GAP.
Divenne in seguito una delle personalità di primo piano della Resistenza italiana e fu membro della giunta militare del Comitato di Liberazione Nazionale in rappresentanza del PSIUP. Da partigiano fu attivo soprattutto a Roma, in Toscana, Val d'Aosta e Lombardia, distinguendosi in diverse azioni che gli valsero una medaglia d'oro al valor militare. Nell'aprile 1945 partecipò agli eventi che portarono alla liberazione dal nazifascismo, organizzando l'insurrezione di Milano, e votando il decreto che condannò a morte Mussolini e altri gerarchi fascisti.
Nell'Italia repubblicana fu eletto deputato all'Assemblea Costituente per i socialisti, quindi senatore nella prima legislatura e deputato in quelle successive, sempre rieletto dal 1953 al 1976. Ricoprì per due legislature consecutive, dal 1968 al 1976, la carica di Presidente della Camera dei deputati, per essere infine eletto Presidente della Repubblica Italiana l'8 luglio 1978.
Andando spesso oltre il semplice ruolo istituzionale, il suo mandato presidenziale fu caratterizzato da una forte impronta personale che gli valse una notevole popolarità, tanto da essere spesso ricordato come il "presidente più amato dagli italiani"

FONTE : WIKIPEDIA

descrizione abbinata al video sopra

Militante socialista, ricercato, esiliato, recluso,confinato, fuggito e poi catturato dalle SS e condannato a morte. Protagonista della Liberazione d'Italia dal fascismo, rappresentante dell'Assemblea Costituente, eletto presidente della Camera e infine, nel 1978, all'età 82 anni, Presidente della Repubblica Italiana.
Per molti Sandro Pertini è stato il presidente più amato dagli italiani, per altri un esempio di onestà, di laicità, di etica politica. Il documentario ripercorre, con immagini in parte inedite e testimonianze esclusive, la lunghissima e straordinaria vita di Sandro Pertini, il cui ricordo è ancora vivo nel cuore di tutti gli italiani. Di Alessandro Varchetta, montaggio Igor Francescato, musica originale di Virginia Guastella. Puntata di La Grande Storia, prodotta e trasmessa da RAITRE il 3 agosto 2007.



"Per me, libertà e giustizia sociale, che poi sono le mete del socialismo, costituiscono un binomio inscindibile: non vi può essere vera libertà senza giustizia sociale, come non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà.

Ecco: se a me, socialista, offrissero la realizzazione della riforma più radicale, di carattere sociale, ma privandomi della libertà, io la rifiuterei, non la potrei accettare. Se il prezzo fosse la libertà, io questa riforma la respingerei, perché la libertà è un bene troppo prezioso. Ce la dà madre natura la libertà: l'uomo dev'essere libero di esprimere i suoi pensieri, i suoi sentimenti, e quindi la libertà deve essere unita alla giustizia sociale. Ecco come io sono socialista.




" Mi dica, in coscienza, lei può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli e educarli? Questo non è un uomo libero! Sarà libero di bestemmiare, di imprecare, ma questa non è la libertà che intendo io".
Sandro Pertini



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LINK UTILI
http://www.fondazionepertini.it/index.asp
http://it.wikipedia.org/wiki/Sandro_Pertini
http://www.lagrandeguerra.net/ggpertini.html
http://www.pertini.it/
http://www.quirinale.it/qrnw/statico/ex-presidenti/Pertini/per-biografia.htm
https://www.facebook.com/sandropertini
http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntata.aspx?id=356
http://www.oriana-fallaci.com/pertini/intervista.html
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MEMORABILIA

a distanza di tanti anni dalla scomparsa di PERTINi io ho di lui un buon ricordo segno che a mio giudizio la persona meritava davvero
ispirava fiducia e simpatia, le sue idee, i suoi ideali  espressi  ( da lui ) sempre in maniera chiara e   coerente gli ispiravano  un onorabilità un senso del rispetto che difficilmente altri politici da ma hanno avuto ( non parliamo poi dei tristi personaggi attuali )
la sua storia parla da se, le sue parole  malgrado il passare del tempo restano genuine e attuali segno che il personaggio era vero e non costruito a tavolino , che parlava per vera fede e non per tornaconto

ricordo la sua felicità ai mondiali quando l'ITALIA vinse contro la GErmania ai mondiali 1982 , anche in quel momento era quello che è sempre stato un uomo vero . esponente della migliore ITALIA che in quel momento rappresentava in maniera egregia nel comportamento e nei fatti.



celebri molti dei suoi discorsi tra cui spicca quello fatto a CRAXi quando questi era all' apice del sucecceso , in buona sostanza PERTINI consigliava a Craxi, Martelli etc di andarsi a suicidare presso la tomba

" Voi due fate una cosa. Tornate a Verona, suicidatevi sulla tomba di Giulietta e io vi porto in aereo a Roma. Vediamo se il Psi prende voti."

http://www.enricoberlinguer.it/qualcosadisinistra/2012/07/06/quella-volta-in-cui-pertini-disse-a-craxi-e-martelli-suicidatevi/

magari ci fossero oggi più Pertini tra i politici d'oggi
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lunedì 7 maggio 2012

ALDO, ANGELINA CROFF e il magico mondo di Catelletti ex istituto Croff



non sono molti quelli che conoscono questa storia, anzi anche se presi numericamente tutti assieme rimangono sempre numericamente pochi, eppure quei pochi hanno in se dei grandi ricordi, una grande storia , tutta da raccontare , quasi una favola d'altri tempi


tutto inizio quando i coniugi Croff decisero di aprire un collegio per bimbi orfani, fortemente voluto da ANGELINA Croff  meglio conosciuta ai futuri ospiti come Mamma Angelina  il collegio andò avanti per una ventina d'anni durante i quali molti orfani di varia provenienza sia sociale che geografica ebbero l' opportunità di vivere un ' infanzia da favola
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Gianluigi Boselli, Andrea Pellegrini, Angelo Pellegrini, Dario Cavagna, Antonio Biondo, Armando Sari, Gaetano Castiglia, Stefania Ciardi, Guido Rodighiero, Francesco e ANtonio Tassone,Tanini Mario, Vignoli Vasco, Cea Gianni, Benito Di Biase, Franco Passeretti, Luca Ciacci, Gaetano Leto, Sergio Bianchini, Andrea e Alessio Rocchini, Antonino Cacciato, Angelo Palumbo .......................
.. questi sono solo alcuni dei nomi di quelli che son cresciuti sotto le ali protettive dei coniugi Croff.

questi sono solo alcuni dei nomi che ancora oggi ricordano e ringraziano due grandi benefattori ( per tanti 2 genitori ) che senza niente chiedere in cambio hanno aiutato molti bambini a crescere nella migliore maniera possibile , in questo post non si racconterà nulla di tutta quanta la storia (  lo spazio dovrebbe essere molto più grande di un semplice post di un piccolo blog ) ma per i veramente interessati c'è un luogo virtuale creato apposta ne troverete l' indirizzo poco più sotto

http://www.facebook.com/groups/113659241999940/

è un gruppo chiuso ma una volta entrati ritroverete magari vecchi amici creduti persi per sempre e comunque troverete molti ricordi scritti in molti dei quali vi ritroverete in pieno , per non parlare delle rarissime foto in cui magari vi ritroverete e in cui riconoscerete i compagni di un  tempo ormai lontano ma non per questo dimenticato.
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la canzone che sentite proviene dal player sotto se volete interromperla cliccate il tasto stop sul player stesso sennò aspettate che venga eseguita un unica volta dopo di che si stoppera da sè ( questo ogni volta che viene aperta l' intera pagina web dove questo post si trova  oppure  questo singolo post stesso medesimo )

John Lennon - mind games

martedì 19 luglio 2011

METALLO ITALIANO : LE ORIGINI ----------------------- METALLO ITALIANO : LE ORIGINI -----------------------

Vanadium 1982-1995 (8 Album)

i Vanadium uno dei primi gruppi a portare la musica metal in Italia, musicisti che malgrado le contrarieta' del mercato i blocchi imposti dalle radio e tv nazionali , la malveduta da parte dei benpensanti e della gente comune , l' onnipresenza ovunque della musica pop e leggera e la quasi negazione della musica Metal da ogni tipo di media con le difficolta ' intrinseche per chiunque di portare avanti un progetto sifatto in terra Italiana furono coraggiosi e continuarono per la loro strada maestra senza tentennamenti

i Vanadium musicisti che credevano in quel che facevano e con orgoglio portavano avanti il loro modo di fare musica senza compromessi senza vendersi al mercato, è cosi' che diventarono una delle band metal piu' importanti d' Italia, è cosi' che diventarono famosi anche all' estero, e nsfornarono 8 dischi ormai introvabili ma entrarti di diritto nella leggenda della musica METAL

ma chi erano questi VANADIUM? da chi era composto il gruppo?
ecco una breve cronologia dei componenti abbinata alla cronologia di appartenenza alla band

Pino Scotto - voce (1981-1990 e 19951996)
Stefano Tessarin - chitarra (1983-1990 e 1995-1996)
Domenico Prantera - basso (1981-1990 e 1995-1996)
Lio Mascheroni - batteria (1981-1990 e 1995-1996)
Ruggero Zanolini - tastiere (1981-1990 e 1995-1996)
Claudio Asquini - chitarra (1981-1983)

la biografia secondo il web

I Vanadium sono stati senza ombra di dubbio, tra le primissime band a portare l'Heavy Metal in Italia e in assoluto, la prima band ad avere successo anche all'estero.
Siamo agli inizi degli anni '80 e il successo che riuscirono ad ottenere, ha dello strepitoso.

Le influenze sono state quelle dei Deep Purple, Led Zeppelin e Judas Priest; proposero un hard rock di buona fattura grazie alle loro capacità tecniche e compositive che via via affinarono fino a trovare il proprio stile musicale che poi diventerà un vero e proprio marchio di fabbrica.
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discografia



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LINK UTILI

http://it.wikipedia.org/wiki/Vanadium

dopo lo scoglimento del gruppo i vari musicisti formarono altre band con alterni successi tra cui i fire trails , i rustless etc ma quello che ha piu' successo e che s'attiva di piu' è .............( rullo di tamburi )

PINO SCOTTO - cantante e leader dei Vanadium di sempre ha continuato sempre a fare musica ,.tra l' altro conduce una trasmissione musicale DATABASE su ROCKTV , canale trasmesso da sky, che parla di musica rock trasmettendo filmati sempre di musica rock in cui lancia duri commenti a destra e a manca contro tutti quelli ritenuti da lui dei " PEZZI DI MERDA VENDUTI"

ha intrapreso una carriera solista che continua ancora oggi, è l' Ozzy Osbourne italiano padrino di una musica che in ITalia non ha mai veramente attecchito ma che comunque esiste ed è fucina continua di gruppi nuovi e proposte interessanti

discografia da solista di PIno

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materiale youtube

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MEMORABILIA

dei Vanadium comprai 2 dischi di mia scelta , non sapevo in realta' chi fossero vista anche la scarsa informazione che c'era al' epoca riguardante tale musica, a distanza di tanti anni mi ricordo e canticchio ancora delle loro canzoni, canzoni che credo siano sconosciute ai piu' in quanto non credo siano disponibili nel mercato discografico attuale e ancor meno vengano trasmesse da qualche radio che infarciscono quasi tutte le loro trasmissioni delle solite canzoni, comunque io le canticchio e cio' vuol dire che all'epoca per me viaggiavano al pari con mostri sacri quali IROIN MAIDEN, OZZY, BLACK SABBATH etc certo questi le conosco di piu e certamente sono gruppi migliori dei Vanadium ma questo non vuol dire che I vanadium valghino poco anzi........
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PLUS !----------- PLUS !----------- PLUS !----------- PLUS !----------- PLUS !----------- PLUS !-----------

martedì 17 maggio 2011

I DEEP PURPLE raccontati da un fan

I DEEP PURPLE raccontati da un fan



Lo storico mark II. Da sinistra a destra: Ian Gillan, Ritchie Blackmore, Jon Lord, Ian Paice e Roger Glover.


MEMORABILIA

conobbi i Deep Purple all' incirca nel 1972 grazie a mio fratello maggiore che aveva la cassetta di " MACHINE HEADS " quindi da " quasi " sempre , è un gruppo che ho seguito fino allo scioglimento del 1976 salvo riprenderlo alcune occasione , vedi la reunion di perfect strangers etc

praticamente son cresciuto con ( anche ) la loro musica quindi potrei scrivere anche una specie di loro storia vista da un loro fan , poi pero' girando su' internet ho trovato un bel post che centra perfettamente l' obbiettivo e mi fa' risparmiare un bel po' di tempo e per questo lo replico qui o meglio poco piu' sotto

rimane da dire che amo sia i Deep Purple di Gillan, Blackmoore, Lord,Paice sia quelli di Blackmoore, Coverdale, HUghes etc e pure quelli senza Blackmoore e con Bolin etc e che uno qualsiasi dei loro album ( almeno fino al 1976 ) vale oro e merita di essere ascoltato per intero.
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I " Deep Purple "

(post preso da un forum sul web congratulazioni all' autore originale )

Voce: Rod Evans (fino al 1969), Ian Gillan (dal 1969 al 1973, dal 1984 al 1990 e dal 1993), David Coverdale (dal 1973 al 1975), Joe Lynn Turner (dal 1990 al 1993)

Kitarra: Ritchie Blackmore (fino al 1975 e dal 1984 al 1993), Tommy Bolin (1975), Steve Morse (dal 1993)

Tastiere: Jon Lord (fino al 2001), Don Airey (dal 2001)

Basso: Nick Simper (fino al 1969), Roger Glover (dal 1969 al 1973 e dal 1984), Glenn Hughes (dal 1973 al 1975)

Batteria: Ian Paice

I Deep Purple nascono ufficialmente nel 1968 dall'unione tra 2 amici, il kitarrista Ritchie Blackmore e il tastierista Jon Lord, entrambi appassionati d musica rock e classica; a completare l'ensemble arrivano il bassista Nick Simper e, dagli M15, il cantante Rod Evans e il batterista Ian Paice. Nello stesso anno la band incide il proprio debutto discografico, intitolato "Shades of Deep Purple"; le sonorità qui presenti si dimostrano palesemente influenzate dal rock britannico anni '60 (Beatles su tutti) nn presentando nessuna sostanziale innovazione; x tale motivo l'album viene completamente ignorato in Inghilterra, ciononostante il singolo "Hush" riscuote 1 inaspettato successo negli Stati Uniti, dove entra nella top ten delle vendite. L'anno successivo è la volta d "The book of Taliesyn" ke si rivela 1 vero e proprio flop in termini d vendite, essendo anke qualitativamene inferiore all'esordio; ecco xkè Blackmore, mastermind dei Purple, corregge il tiro e sempre nel '69 fornisce le giuste coordinate musicali x il 3° lavoro della band, intitolato semplicemente "Deep Purple". Sebbene il gruppo vivakki sempre nell'anonimato in madrepatria, negli States conquista 1a discreta notorietà; ecco xkè, sempre in quell'anno, i Purple ottengono d fare da supporters ai Cream d Eric Clapton in alcune date nella terra a stelle e striscie; l'esperienza xò si risolve in poke esibizioni, dato ke l'entourage dei Cream mal sopportava l'atteggiamento d Blackmore sul palco ke a loro dire "scimmiottava" Clapton (o forse lo umiliava? Troppo bravo? Mah...).




Tornati in Inghilterra, x i Deep Purple è tempo d bilanci. C si rende conto ke Evans e Simper sono troppo inferiori rispetto al resto della band: ecco ke quindi, nel luglio del 1969, il vocalist ed il bassista vengono liquidati. Comincia la ricerca dei sostituti; dopo poco tempo, ecco spuntare i nomi dei 2 nuovi arrivati: Ian Gillan e Roger Glover, entrambi provenienti dagli Episode Six. Signori, tenete bene a mente questa formazione: Ian Gillan alla voce, Ritchie Blackmore alla kitarra, Jon Lord all'organo Hammond, Roger Glover al basso e Ian Paice alla batteria; vi dico questo xkè questa sarà la formazione ke sconvolgerà d lì a poco la storia della musica. Ma andiamo con ordine...


Messo a punto il nuovo assetto, Lord convince gli altri a tenere 1 concerto sperimentale, riarrangiando alcuni pezzi della band con l'accompagnamento d 1'orkestra sinfonica (e con buona pace d Blackmore, nn certo entusiasta...); tale prova, discreta ed innovativa, viene immortalata sul disco "Concerto for group and orchestra", edito alla fine del '69. Ma è ora d tornare in studio; ora i Purple possono vantare 2 armi in +: l'incredibile potenza vocale d Gillan (x me la + grande voce d sempre) e le capacità compositive d Glover; dopo poki mesi d gestazione, ecco ke vede la luce 1 nuovo album in studio, intitolato emblematicamente "In rock". Il disco esplode con l'effetto d 1a bomba atomica nel panorama musicale; dimenticatevi i Deep Purple degli esordi, qui troviamo 1a band ke suona rock'n'roll ad altissimo voltaggio come nessuno aveva mai osato fare 1ª. L'Inghilterra si accorge improvvisamente della band, ke sciocca tutti con incredibili composizioni come "Speed king", "Bloodsucker" e "Child in time" dove Gillan mostra a tutti il suo valore; in realtà è tutta la band a suonare alla grande e "In rock" passa subito alla storia come capolavoro dell'hard rock.




La copertina d "In rock"



X i Purple è l'inizio dell'escalation al successo, le date dei tour si moltiplicano in maniera vertiginosa, la fama cresce e in tutto questo cominciano anke i primi dissidi tra i vari componenti della band; difficile tenere a bada 5 geni d questo calibro ma x il momento tutto si risolve in infuocate sfide sul palco, dove i Profondo Porpora costituiranno la loro vera essenza.

Esaurito il successo d "In rock", la band torna non senza difficoltà in studio x procedere alle registrazioni del nuovo album, ben consapevole ke bissare lo strepitoso successo del lavoro precedente sarebbe stata impresa ardua; sebbene Blackmore e soci siano alquanto provati dall'estenuante tour appena tenuto, viene fuori "Fireball". Difficile descrivere con precisione 1 disco del genere, dove diversi generi musicali come country e blues vengono a confronto in 1'inedita commistione; nn mancano le bordate in puro stile Purple, vedesi a tal proposito la title-track d'apertura, gli episodi migliori vengono xò da "No one came" e soprattutto da "Fools", strepitoso brano con 1 stacco centrale in cui Blackmore si diletta col violoncello... Cioè no, è sempre la sua fida Stratocaster ke xò suona come 1 violoncello (magie da geni...). Sebbene sia 1 grande lavoro, "Fireball" delude in termini d vendite, considerato soprattutto ke il pubblico si aspettava a tal punto la stessa devastante potenza d "In rock"; lo stesso Ritchie si dikiarerà + volte insoddisfatto dell'alkimia musicale del disco. A mettere a tacere i malcontenti giungono xò le solite grandi prestazioni nei concerti, dove xò nn mancano alcune tensioni; l'episodio + noto al riguardo sicuramente è il fastidio ke Blackmore provava nel vedere Gillan ke pestava sui tamburi durante i suoi assoli... Ciononostante, la popolarità dei Purple aumenta ancora e l'hard rock è pienamente nelle loro mani. Ma è nel 1972 ke la band raggiunge l'apice della propria carriera: ecco ke infatti viene dato alla stampe "Machine head" ke si attesterà come l'album + venduto nella storia dei Profondo Porpora; il disco, oltre ad avere il merito d riprendere le coordinate musicali d "In rock" e d essere stato registrato in condizioni assolutamente pietose (la band si ritrovò ad incidere in 1 albergo abbandonato...), contiene capolavori immortali della musica rock come "Highway star", "Space truckin'", "Lazy" ed ovviamente "Smoke on the water", probabilmente il riff + noto d tutti i tempi (ed anke 1 dei + facili da suonare... Quando la genialità risiede nella semplicità, maestro Blackmore!). "Machine head" diviene in breve 1 classico dei classici e xmetterà alla band d intraprendere 1a maestosa tourneè in giro x il mondo. Alla fine delle date americane la band si trova xò a fronteggiare diversi problemi: Lord è stremato, Blackmore dà forfeit e costringe la band ad arrestare il tour, in tutto questo inoltre continuano i dissapori del kitarrista con Gillan. Le acque si calmano e i Purple volano in Giappone x continuare i concerti ed è in quel d Osaka e Tokyo ke la band markierà a fuoco la storia della musica con 1a serie d prestazioni stellari, immortalate nell'incredibile live "Made in Japan", probabilmente il + grande live d tutti i tempi. In 3 giorni il gruppo propone i grandi classici del proprio repertorio ("Highway star", "Child in time", "Smoke on the water", "Strange kind of woman", "The mule", "Lazy", "Space truckin'", "Black night, "Speed king", "Lucille") stravolti da straordinarie improvvisazioni ke li rendono unici e inimitabili: ascoltatevi la prestazione d Gillan su "Child in time", l'assolo d batteria d Paice su "The mule" o il macello ke combina Blackmore su "Space truckin'" se volete farvi 1'idea sulla bravura musicale.

I Deep Purple non torneranno mai a questi pikki in tutta la loro carriera ed il successo è fragoroso; anche troppo. Le gelosie all'interno della band sono oramai insostenibili, Blackmore e Gillan sono 2 galli nello stesso pollaio, Glover vorrebbe scrivere di più , Lord vuole cambiare coordinate musicali. Il tutto viene tenuto insieme finchè si può ma la prova che i Purple si stanno sfaldando arriva col nuovo disco "Who do we think we are", edito nel 1973; sebbene contenga "Woman from Tokyo", l'album mette a nudo 1 calo d compositività ke di lì a poco sfocierà nel peggiore dei modi: Gillan e Glover decidono infatti d lasciare il gruppo, per la gioia d Blackmore e lo sconforto dei fans.

Da qui comincia 1'altra pagina nella storia dei Deep Purple, mentre Ritchie e Jon si danno da fare nella ricerca d 2 degni sostituti. Blackmore ha 1 kiodo fisso ke si kiama Paul Rodgers, grande voce dei Free e dei Bad Company ma, incassato il "no" del cantante, si vede costretto a guardare altrove. Mette 1 annuncio su Melody Maker ke viene letto da David Coverdale, commesso d'abbigliamento con la passione x il rock; il buon David registra 1 piccolo demo e lo spedisce alla casa discografica dei Purple, dopo poki giorni è Blackmore in xsona a contattarlo x proporgli 1'audizione: detto fatto, Coverdale è il nuovo cantante dei Deep Purple. Ma parallelamente a Ritchie si era mosso Lord, il quale aveva scritturato il bassista-cantante dei Trapeze, Glenn Hughes. Questa è la morale, la band si ritrova adesso con 1 nuovo bassista ma anke con 2 nuovi cantanti con voci abbastanza diverse fra loro, Hughes ha 1a timbrica + vicina a quella d Gillan mentre Coverdale ha la verve d 1 vero bluesman ma è quello ke Blackmore desiderava. Il nuovo disco dei Deep Purple, "Burn", conferma il tutto: grande hard rock ma con venature blues, dove tuttavia Hughes viene decisamente relegato a 2ª voce; ciò non toglie ke il disco sia ottimo, con perle del calibro d "Mistreated" e soprattutto della title track, immenso capolavoro da molti considerato il pezzo + bello mai scritto dalla band.




1a delle prime foto ufficiali del mark III. Da sinistra a destra: Lord, Hughes, Coverdale, Paice e Blackmore

I Profondo Porpora sono + vivi ke mai a quanto sembra, in tourneè Coverdale e Hughes danno vita a grandi xformance, oltre ovviamente ai soliti Lord e Blackmore. Tuttavia se Ritchie pensava d essersi finalmente liberato d Gillan, ora si ritrova "fra i piedi" 1 Glenn Hughes ke vuole dire la sua in fatto d songwriting. Ecco infatti ke l'album successivo, "Stormbringer", presenta 1a decisa sterzata verso certo funk, genere amato dal bassista (ed odiato dal kitarrista...); inammisibile convivere con quest'ambiente x Blackmore ke prende la storica decisione alla fine del 1974 d lasciare i Deep Purple. Questa notizia è scioccante x i fans della band inglese ke vedono il mastermind del gruppo andarsene e con lui tutto quello ke d buono avevano ancora i Porpora. Ritchie d lì a poco fonderà i Rainbow ma questa è 1'altra storia...

Ora quindi sono Lord e Hughes ad avere in mano le redini del gioco; è lo stesso bassista a reclutare il nuovo axeman della band, Tommy Bolin. Ecco "Come taste the band" e il funk diventa predominante x lo scontento d tutti; nn ke l'album sia brutto sia ben kiaro ma l'identità dei Deep Purple è oramai svanita: le varie gelosie ardono il gruppo dall'interno, il tempo d qualke concerto e la band, consumata dai continui litigi, si scioglie ufficialmente nel 1976. Coverdale fonderà i Whitesnake portando con sè Lord e Paice, Bolin morirà d overdose e Hughes intraprenderà la carriera solista alternandola a collaborazioni varie. Storia finita? Neanke x sogno...

Lo scioglimento dei Deep Purple dà l'avvio ad 1'intensa attività speculativa ke vede l'uscita d numerosi album live registrati in varie epoke; tra questi vale la pena segnalare "Made in Europe", ke raccoglie il meglio della tourneè d "Stormbringer, il doppio "In concert", contenente 2 esibizioni registrate x la BBC nel '70 e nel 72, e "Live in London", registrato nel 1973 in 1a delle date del tour d "Burn". Tutto questo materiale nn fa altro ke aumentare il rimpianto dei fans destinato xò a nn durare; dopo 8 anni dalla scioglimento, 1a notizia clamorosa scuote il mondo del rock: Gillan, Blackmore, Lord, Glover e Paice ricostituiscono i Deep Purple, x la gioia incontenibile d tutti gli appassionati. Lo storico "mark II" torna a far parlare d sè e lo fa alla grande con 1 grande disco, "Perfect strangers", ottimo album ke dimostra ancora 1a volta la classe immensa d questi musicisti; il lavoro della 2ª vita della band contiene pezzi come "Knocking at your backdoor", "A gypsy's kiss" e la stessa title-track ke diventeranno subito dei classici del repertorio.





"Perfect strangers", l'album della rinascita


Sebbene Blackmore e compagni nn siano + quelli degli anni '70 il valore rimane indiscusso e l'immenso successo del tour è lì a dimostarlo; sulla scia vengono pubblicati nel 1987 "The house of blue light" e, l'anno successivo, il live "Nobody's perfect" il cui valore effettivo viene xò in parte offuscato da 1 altro grandissimo live edito nello stesso anno, "Scandinavian nights", registrato nel 1970. Il successo continua, i fans sono entusiasti... Tutto risolto? Purtroppo no xkè viene d nuovo fuori la profonda incompatibilità tra Blackmore e Gillan ke dimostrano ancora 1a volta d nn sopportarsi. Ecco ke quindi il singer è d nuovo fuori dal gruppo e Ritchie è prontissimo a proporre il suo sostituto: Joe Lynn Turner, già suo fedele compagno d'avventura nei Rainbow e sempre odiato dai fans dei Profondo Porpora. Con questo stato d cose, la band torna in studio ed incide "Slaves and masters", ke con Turner nel ruolo d frontman dovrebbe rappresentare il nuovo corso del gruppo; l'esperienza xò si rivela a dir poco disastrosa, a cominciare dalla qualità del disco fino ad arrivare allo scontento del pubblico ai concerti.




Il cantante nn si integra affatto nell'universo Porpora e viene cacciato a pedate (si fa x dire); Lord, Glover e Paice impongono a Blackmore il ritorno d Gillan. In 1 clima a dir poco surreale, la band registra l'ottimo "The battle rages on", tanto x dimostare ke i veri Deep Purple sono quelli del mark II; ma Ritchie oramai è segnato nel profondo dalla presa d posizione dei sui compagni d'avventura e, complici gli ennesimi dissidi con Gillan, decide d lasciare il gruppo nel bel mezzo della tourneè d supporto all'album. I Purple decidono xò d continuare e reclutano nientepopodimenoke Joe Satriani a sostituzione d Ritchie; grazie al nuovo innesto i fans accorrono a frotte ai concerti nei quali il grande Joe sprizza classe da tutti i pori. Blackmore si vede costretto xò, x obblighi contrattuali, a partecipare ad alcune date della band come quella a Birmingham ke verrà incisa sul disco intitolato "Come hell or high water", 1 live scialbo dove Ritchie si limita in maniera palese a fare la presenza.

Terminato il tour, scattano immediate le trattative x convincere Satriani a rimanere in pianta stabile nel gruppo ma tutto sfuma; ecco ke quindi comincia la ricerca d 1 degno sostituto d Blackmore e dopo varie selezioni, spunta 1 nome: Steve Morse, grande kitarrista ex Kansas e membro fondatore dei Dixie Dregs, sicuramente 1 degli axeman + quotati degli ultimi 15 anni.




Il grande Steve Morse

Il nuovo arrivato si integra immediatamente nella band ke dà alla luce nel 1995 "Perpendicular", ennesima grande prova in xfetto stile Purple con songs stupende quali "Ted the mechanic" e "Sometimes I feel like screaming". Il tour d supporto è 1 vero successo e il "Live at the Olympia '96" fotografa alla xfezione lo stato d grazie dei Purple, con 1 Morse immenso ke davvero nn fa rimpiangere il sempre meno rimpianto Blackmore; il nuovo kitarrista riesce a dar vita a xformances d'altri tempi, districandosi in favolosi duetti con Gillan e Lord (nn come c riusciva Ritchie, xò...). "A.band.on", uscito 2 anni dopo, conferma la ritrovata verve della band, immortalata x l'ennesima volta nello stupendo live "Total abandon Australia '99". L'anno successivo è quello del grande concerto celebrativo "Live at the Royal Albert Hall" x festeggiare i 30 anni d attività dei Deep Purple; accompagnata da 1'orkestra sinfonica (esattamente come 30 anni 1ª), la band offre 1a prestazione + ke dignitosa, conclusa dal tripudio finale d "Smoke on the water" con il duetto tra Gillan e Ronnie James Dio, altra leggenda vivente del panorama hard rock. Tutto sembra procedere x il meglio ma nel 2001 giunge 1 nuovo intoppo; Lord aveva già dimostrato in + d 1'occasione d nn saper reggere + i ritmi del gruppo e, dopo 1 infortunio, decide d dimettersi dai Purple x dedicarsi all'altra sua grande passione, la musica classica; lo storico tastierista tuttavia continuerà a scrivere x la band. C vogliono 2 anni affinkè venga fuori il nome del sostituto: è Don Airey il nuovo "Hammondista", già al fianco d Blackmore nei Rainbow (ma non solo).

Da qui in poi si arriva praticamente ai giorni nostri... "Bananas" è del 2003, sempre sulle stesse coordinate, quindi l'ultima fatica, intitolata eblematicamente "Rapture of the deep", dove si fa fatica a credere d aver a ke fare con degli ultracinquantenni; sopra le righe, come sempre, Gillan e Morse, oltre ad 1 soprendente Glover.

É stata 1a faticaccia me ce l'ho fatta. Nonostante ciò, nn ho descritto in maniera accurata nemmeno 5 anni d carriera dei Deep Purple; probabilmente, c sarebbero volute almeno 1a decina d pagine, tuttavia credo ke la mia modesta recensione sia 1 buon punto d partenza x tutti coloro ke volessero avventurarsi nel mondo Porpora. Tutto questo tralasciando ciò ke ha fatto Ritchie Blackmore con i Rainbow, David Coverdale con i Whitesnake e le attività solostike degli altri membri.

I Deep Purple sono ormai 1a leggenda vivente del mondo della musica, 1a band ke ha saputo rivoluzionare il rock come poki, ke nonostante siano passati 40 anni dagli esordi continua a fare musica fottutamente buona ed ad estasiare le platee come nessuno saprebbe fare dopo 4 decenni d attività, ke ha visto tra le sue fila tutti musicisti d caratura immensa ke a loro volta hanno scritto pagine memorabili del rock e del metal. Questa è storia della musica signori miei, ke vi piaccia o no, nn fosse altro x la penetrazione nell'immaginario collettivo ke ha avuto "Smoke on the water"... Difficilmente credo ke sia mai esistito e ke mai esisterà 1 collettivo del genere. Via i pregiudizi e nn xdete l'occasione d aver a ke fare con le leggende della musica...



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lunedì 31 gennaio 2011

nei ricordi ... per sempre



Fabrizio Cristiano De André (Genova, 18 febbraio 1940 – Milano, 11 gennaio 1999)




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http://it.wikipedia.org/wiki/Fabrizio_De_Andr%C3%A9
http://www.fondazionedeandre.it/index.html
http://www.premiofabriziodeandre.it/home.html
http://www.faberdeandre.com/
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memorabilia
il mio approccio con De Andre e stato ostico e tortuoso , in casa giravano dei suoi dischi , penso di mia sorella,, ma a me quelle canzoni cosi' serie sembravano roba per vecchi , non li ascoltavo con l' attenzione necessaria il procedere lento delle musiche all' epoca mi sapeva di morti di sonno e quindi semplicemente non le ascoltavo poi, piu' in la mi accorsi che in realta molte sue canzoni le avevo assimilate , pur non sapendo realmente che erano sue le conoscevo erano quelle piu' famose , la canzone di marinella, geordie, il pescatore , ancora piu' in la nel tempo poi iniziai ad ascoltarlo con la dovuta attenzione rendendomi conto del genio che era , cosi' dopo tanti dischi sentiti distrattamente dopo tante canzoni avute di passaggio comprai in prima persona un suo cd e da allora continuai fino ad avere tutta la sua produzione; li comprai fino al giorno in cui purtroppo un giorno Fabrizio ci lascio, dare un titolo di una canzone che lo rappresenti è impossinìbnile tante sono le piccole gamme da lui create, il suo era un lavoro di fino m pensato per essere popolare ma in una maniera impagnarìta e colta gli ultimi lavori come i primi semplicemente sono opere d'arte e al pari di altre opere d'arte meriterebbero di stare nei musei a umana memoria.



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Biografia di Fabrizio De André

Fabrizio De André nasce a Genova il 18 Febbraio 1940. Il padre, antifascista rifugiato nell'astigiano durante la guerra, torna a Genova con la famiglia solo nel '45. Qui Fabrizio frequenta le elementari, le medie, poi gli studi liceali, avvicinandosi alla poesia, alla musica e al teatro e stringendo amicizia con personaggi destinati come lui a diventare famosi, come Luigi Tenco, Bruno Lauzi, Paolo Villaggio e il regista Aldo Trionfo. Si iscrive alla facoltà di Legge, ma intanto suona chitarra e violino in concerti jazz e folk e scrive le prime ballate, sotto l'influenza di George Brassens e della musica trobadorica medievale: vocazione artistica che lo allontana inesorabilmente dal destino di avvocato e lo porta a rinunciare alla laurea. Il suo primo disco (ormai dimenticato) esce nel '58, seguito da altri episodi a 45 giri, ma la svolta artistica matura diversi anni dopo, quando Mina gli incide "La Canzone di Marinella", che si trasforma in un grande successo.
"Se una voce miracolosa non avesse interpretato la "Canzone di Marinella", con tutta probabilità avrei terminato gli Studi in Legge per dedicarmi all'avvocatura. Ringrazio Mina per aver truccato le carte a mio favore…", Comincia così solo nella seconda metà degli anni Sessanta per lui il vero "mestiere della musica". Intanto nel 1962 si sposa con Enrica, una ragazza genovese da cui ha il suo primo figlio, Cristiano (oggi cantautore come il padre, e collaboratore nell'album "Anime Salve") e nel 1965 pubblica in Lp la sua prima raccolta di ballate. Ma il 1967-68, gli anni della Contestazione Studentesca, diventano gli anni chiave della sua carriera. L'etichetta Belldisc gli pubblica l'album "Fabrizio De André Volume I", che contiene molte delle sue canzoni divenute oggi dei classici. Poi è la volta di "Tutti morimmo a stento" e di "Volume II", dischi che nell'atmosfera surriscaldata di quegli anni divengono quasi oggetti di culto. Seguono alcuni anni di straordinarie conferme. Nel 1970 pubblica "La Buona Novella", un lavoro che si ispira liberamente ai Vangeli Apocrifi, e nel 1971 "Non al denaro non all'amore né al cielo", rilettura dalla celeberrima "Antologia di Spoon River" di Edgard Lee Master. Del 1973 è l'Lp "Storia di un Impiegato", che si ispira criticamente alle istanze della Contestazione, mentre l'anno successivo nell'album "Canzoni" rende omaggio ai suoi "numi tutelari" (Brassens, Dylan e Cohen) traducendoli, e unendo ad essi alcune sue canzoni degli anni Sessanta. Il 1975 è l'anno di "Fabrizio De André Vol.7", nato dalla collaborazione con Francesco De Gregori, e del suo primo tour. Intanto matura il progetto di trasferirsi in Sardegna: acquista una tenuta agricola, l'Agnata, presso Tempio Pausania, e lì si dedica all'agricoltura e all'allevamento. Due anni dopo, dalla relazione con la cantante Dori Ghezzi (che sposerà in seguito), nasce una figlia, Luisa Vittoria. Nel 1978 pubblica l'album "Rimini", e nel 1979, dal tour con la PFM, ricava uno "storico" doppio live. Il 28 agosto dello stesso anno accade l'episodio più traumatico della sua vita: lui e Dori Ghezzi vengono sequestrati da banditi sardi. Da quell'esperienza scioccante, durata quattro mesi, De André trae nel 1981 un bellissimo album di riflessione sulla realtà della gente sarda. L'Lp, che non ha titolo, viene ricordato come "L'indiano". Il 1984 è un altro anno decisivo. Con la collaborazione del musicista ex-PFM Mauro Pagani, realizza l'Lp "Crueza de mâ", che i critici riconoscono non solo come il miglior album dell'anno ma anche dell'intero decennio. Si tratta in effetti di una vera e propria svolta: in totale controtendenza, De André salda l'uso altamente poetico della lingua nativa (genovese) alle sonorità folk della tradizione mediterranea. I risultati compositivi e poetici sono sorprendenti, e mettono in luce anche inedite qualità espressive nella vocalità dell'artista. Nel 1988 sposa la compagna Dori Ghezzi, e nel 1989 intraprende una collaborazione con Ivano Fossati (da cui nascono brani come "Questi posti davanti al mare"). Nel 1990 pubblica "Le nuvole", grande successo di vendite e di critica, che è accompagnato da un tour trionfale. Segue l'album live del '91 e il tour teatrale del 1992, poi un silenzio di quattro anni, interrotto solo nel 1996, quando torna sul mercato discografico con "Anime Salve", altro disco molto amato dalla critica e dal pubblico. Nel '97 infine pubblica "Mi Innamoravo di Tutto", una raccolta di vecchi brani scelti fra i suoi prediletti e tra i meno compresi dal pubblico. Ad essi unisce la versione originale del classico "Bocca di Rosa" e una preziosa "La canzone di Marinella" in duetto con Mina.
Nel 1998 continua il tour teatrale, interrotto nel periodo estivo per motivi di salute. L'11 gennaio 1999 Fabrizio De André muore a Milano, stroncato da un male incurabile. I suoi funerali si svolgono il 13 gennaio a Genova alla presenza di oltre diecimila persone.;
Nel 1999 esce postumo il live "De André in concerto", in cui sono raccolti i brani di "Anime Salve" e "La Buona novella", oltre a classici mai eseguiti in concerto come "Geordie".
Nel 2000, in occasione della prima commemorazione della sua morte esce, la raccolta "Da Genova", con brani meno conosciuti al grande pubblico, tra cui "Girotondo" e "Canzone per l'estate"..................

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Discografia
TUTTO FABRIZIO DE ANDRE' (1966)
FABRIZIO DE ANDRE' VOLUME 1° (1967)
LA CANZONE DI MARINELLA (1968) ristampa di Tutto Fabrizio De Andrè con diverso titolo e copertina.
TUTTI MORIMMO A STENTO (1968)
FABRIZIO DE ANDRE' VOLUME 3° (1969)
NUVOLE BAROCCHE ( 1969)
LA BUONA NOVELLA (1970)
NON AL DENARO NON ALL'AMORE NE' AL CIELO (1971)
IDEA (1972) istampa in doppio album di Tutto Fabrizio De Andrè e Nuvole Barocche.
STORIA DI UN IMPIEGATO (1973)
CANZONI (1974)
FABRIZIO DE ANDRE' VOLUME 8° (1975)
FABRIZIO DE ANDRE' (1976)
RIMINI (1978)
IN CONCERTO CON LA PFM (VOLUME PRIMO) (1979)
IN CONCERTO CON LA PFM (VOLUME SECONDO) (1980)
FABRIZIO DE ANDRE' (1981)
FABRIZIO DE ANDRE' (1982)
FABRIZIO DE ANDRE' (1982)
CREUZA DE MÄ (1984)
FABRIZIO DE ANDRE' (1987)
FABRIZIO DE ANDRE' (1987)b cofanetto di quattro dischi comprendente Volume 1°,Volume 3°, Volume 8° e Rimini.
IN CONCERTO (1989)ristampa in doppio album dei concerti con la PFM.
LE NUVOLE (1990)
IL VIAGGIO (1991)
CONCERTI (1991)
ANIME SALVE (1996)
MI INNAMORAVO DI TUTTO (1997)
DE ANDRE' IN CONCERTO (1999)

testi 1
testi 2
testi 3

BOOK FOTOGRAFICO, Ittibre 2026 ( 5 )