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lunedì 23 marzo 2026

Dante e la divina versione boccaccesca ( v.m. 18 ? )

  Dante e la divina versione 1



Nel mezzo di cammin di nostra vita,

mi ritrovai nel culo una matita.

Ahi che gioia,

ahi che dolor

era una carioca dodici color.

Esta selva m'incula si' forte

tanto e' duro che poco e' piu' morte.

Ma per dir del pen che vi beccai

mai potro' scordar quel che provai. 


Tant'era nero lo mio culo a quel punto

che parea un orango m'avesse smunto.


La ove terminaa quel grosso bel fallo

li' sovvemmi un nero crudo callo

che' esto orango facemmi molto mallo.

Tal si ergea si' grosso e bello,

che pareami la torre di un castello.


Una lonza vidi,

caddi supino,

mi disse: "Ma quanto sei cretino".

Venne la lupa,

di paura ancor tremo,

mi disse: "Ma quanto sei scemo".


Mi si avvicino' una figura umana,

mi disse: "Tua madre fa la puttana".

Ribattei io, con voce rotta,

"La tua fa la mignotta".

L'uomo indico', la' verso il ruscello,

e nel mentre mi tocco' l'uccello.


Diss'io: "Sei grosso come un bastione".

Rispuosemi ello: "No, sono un ricchione".




sabato 21 marzo 2026

il canto della mosca





 Il "Canto della Mosca" è il canto più antico che si conosca.

Veniva cantato dagli antichi Liguri ancor prima dell'arrivo dei Romani in onore del capo o di un eroe da esaltare, che veniva alzato in piedi sugli scudi.


"Il canto della mosca

quello che tu non sai,

io,te lo insegnerò....oh..oh.


Queste sono le tuegrazie

Questi i tuoi doni


......... (tutti gridono il nome)

Levati dai Coglioni


Tanto in "culo."

tanto in culo  

c'è l'hai già

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 testo completo

Il canto della mosca quello che tu non sai

E se imparar lo vuoi noi te lo insegneremo

Queste son le nostre grazie, questi sono i nostri doni

Vai fuori dai coglioni tanto in culo, tanto in culo ce l'hai già!

Genti liguri sotto l'assedio

Dai Romani cercavan rimedio

Quella guerra durata cent'anni

Quella terra segnata dai danni

Il finale purtroppo era scritto

Roma avrebbe schiacciato l'insetto

Ma la mosca che è fastidiosa

Li percula in maniera giocosa

Col canto della mosca quello che tu non sai

E se imparar lo vuoi noi te lo insegneremo

Queste son le nostre grazie, questi sono i nostri doni

Vai fuori dai coglioni tanto in culo, tanto in culo ce l'hai già!

Fu così che divenne un successo

La cantavano pure sul cesso

Se di vincita c'era avvisaglia

Lo intonavano pure in battaglia

Se battuti cadevano al suolo

Sempre pronti intonavano in coro

I soldati alzavan gli scudi

I generali cantavano nudi

Il canto della mosca quello che tu non sai

E se imparar lo vuoi noi te lo insegneremo

Queste son le nostre grazie, questi sono i nostri doni

Vai fuori dai coglioni tanto in culo, tanto in culo ce l'hai già!

In sostanza cos'è che rimane

Forse il suono delle campane

Ma rimane anche quella canzone

Da cantare se hai un capo coglione

Te la prendi e il nemico ci gode

Se lo offendi almeno un po' rode

La lezione ben presto è servita

Canta sempre anche in fin di vita

Il canto della mosca quello che tu non sai

E se imparar lo vuoi noi te lo insegneremo

Queste son le nostre grazie, questi sono i nostri doni

Vai fuori dai coglioni tanto in culo, tanto in culo ce l'hai già!



mercoledì 14 luglio 2021

a SILVIA versione OSE ' - unrated version v.m. 18

 Il Leopardi è autore che tutti abbiamo studiato. Poesie come Il sabato del villaggio, Passero solitario, Canto notturno di un pastore errante dell’Asia, La quiete dopo la tempesta, Alla luna, L’infinito, La ginestra, A Silvia sono poesie che fanno parte del nostro bagaglio culturale

Ma proprio la lirica “A Silvia” è frutto di contenzioso coi puristi del genio di Recanati che mal sopportano l’idea che il testo giunto a noi sia – nei fatti – un rifacimento edulcorato del testo originale – qui riportato – e che il Conte Monaldo occultò per non far sapere a tutti che, nella realtà, ‘’Minuccio’’ era uno cui piaceva anche scrivere volgare.

Ma tant’è. Una domestica perspicace ha trovato il manoscritto originale che il buon Monaldo aveva inquattato e…come finirà non sappiamo. Ci consola sapere che il ‘’geniaccio’’ era anche…umano.

Ecco la versione ‘’originale’’.

A Silvia

Silvia, rimembri ancora

il tempo del pizzicore,

quando maliziosa t’infrattavi

e con tutti scoxxvi

lieta e goduriosa

facendo con me solo

la preziosa?

Sonavano le quiete stanze

e le vie d’intorno

al tuo lieto canto di piacere.

E poi al lavoro andavi

assai contenta,

come volevano i sindacati

cui la tessera pagavi:

si fa per dire visto che

pure alla triplice la mollavi.


Era come adesso

il maggio odoroso

e tu così solevi

menare il giorno.


Io gli studi del caxxo,

a volte lasciando,

in bagno mi chiudevo

e lì spendevo di me

la miglior parte:

altro che studi

altro che carte!


E poi ascoltavo la tua voce

che mai diceva “basta”

e allora la mia mano veloce

percorreva tutta l’asta!


Lingua mortal non dice

che sega meravigliosa,

che godimento, oh Silvia mia.

pensando alla tua patatina rosa!


Poi ti sei sposata

e le mie seghe giovanili,

oh natura! oh natura!

ho continuato a farle

pensando a te,

che da trxxa pura,

tradivi tuo marito

col dottor Bonaventura

e con chi

ti capitava a tiro


Anni dopo ci trovammo,

tu eterna meretrice

mi sorridesti

a mo’ d’attrice!

Ci salutammo

e verso casa tua ci avviammo.


“Ora me la molla”

pensavo tra me e me

e ricordavo le mille seghe

fatte pensando a te.

Ma… oh natura, oh natura,

perché inganni i figli tuoi?

Non trattavasi di scoxxre te

ma del tuo amante bisex

che voleva fare il culo a me!


giovedì 26 novembre 2020

canzoni goliardiche, un tantinello maleducate - natasha

 tra le canzoni goliardiche più famose certamente c'è " la canzone del cosacco" che sull'aria di una popolare canzone russa cantava un testo dissacrante , maleducato ma non osè, e quindi adatto anche a ragazzetti cresciutelli. la canzone è meglio conosciuta come la canzone di Natasha quella che fa la piscia ... 

originalmente la canzone era una canzone triste che narrava le tristi emozioni di una donna il cui uomo era partito per andare in guerra, nel tempo alla prima stesura del testo se ne aggiunsero molti altri che, se dapprima ricalcavano lo spirito triste dell'originale, pian piano iniziarono a discostarsene fino ad arrivare a versioni decisamente dissacranti una delle quali è quella che qui proponiamo

ecco il testo da cantare

" Ohi Natasha hai fatto tu la piscia

sì Dimitri ne ho fatti sette litri

Fosti tu che allagasti la steppa dove sorge il sol dell'avvenir

Fosti tu che allagasti la steppa dove sorge il sol dell'avvenir

Ohi cosacca hai fatto tu la cacca

sì Vasilij ne ho fatti tre barili

Fosti tu che impestasti la steppa

dove sorge il sol dell'avvenir

Fosti tu che impestasti la steppa

dove sorge il sol dell'avvenir

Olga Olga non farla più nel Volga

sei volgare e poi lo fai puzzare

Caterina la fa nella latrina

dove sorge il sol dell'avvenir

Caterina la fa nella latrina

dove sorge il sol dell'avvenir.

Con la ranza ci viene il mal di panza

che boato qualcuno ha scoreggiato

Quanto odore in tutta la steppa

dove sorge il sol dell'avvenir

Quanto odore in tutta la steppa

dove sorge il sol dell'avvenir."

sotto uno dei tanti video rintracciabili sulla rete

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durante la seconda guerra mondiale sulla base musicali fu messo un testo in Italiana cantato  dalle truppe Italiche  e non solo, la canzone venutasi a formare fu intitolato "Fischia il vento" e il testo lo trovate sotto

"Fischia il vento ed infuria la bufera
Scarpe rotte e pur bisogna andar
A conquistare la rossa primavera
Dove sorge il sol dell'avvenir
...a conquistare la rossa primavera
Dove sorge il sol dell'avvenir
Ogni contrada è patria del ribelle
Ogni donna a lui dona un sospir
Nella notte lo guidano le stelle
Forte il cuor e il braccio nel colpir
...nella notte lo guidano le stelle
Forte il cuor e il braccio nel colpir
E se ci coglie la crudele morte
Dura vendetta verrà dal partigian
Ormai sicura è già la dura sorte
Del fascista vile traditor
...ormai sicura è già la dura sorte
Del fascista vile traditor
Cessa il vento, calma è la bufera
Torna a casa il fiero partigian
Sventolando la rossa sua bandiera
Vittoriosi, e alfin liberi siam!
...sventolando la rossa sua bandiera
Vittoriosi, e alfin liberi siam!
Fischia il vento ed infuria la bufera
Scarpe rotte e pur bisogna andar
A conquistare la rossa primavera
Dove sorge il sol dell'avvenir
...a conquistare la rossa primavera
Dove sorge il sol dell'avvenir"


della canzone ne furono fatte innumerevoli versioni in tutte le lingue sotto proponiamo la versione in Italiano cantata da Dori Ghezzi dal titolo " CASATSCHOK (IL BALLO DELLA STEPPA ) "


Casatchok è il ballo della steppa

"Se vorrai andare nella steppa
Tu dovrai cercare Casatchok
Questo è il nome di un piccolo cosacco
Che il suo ballo a tutti insegnerà
Corri, corri dal piccolo cosacco
Balla balla insieme a casatchok

Casatchok è il ballo della steppa
Balla, balla e il freddo se ne va
Casatchok l’inverno passa in fretta
Come vodka le tue notti infiammerà

Non avrai l’amore di nessuno
Se non sai ballare il casatchok
Mentre balli nel cuore della steppa
Il tuo cuore forte batterà
Un’orchestra di mille balalaike
Nella notte l’accompagnerà

Casatchok è il ballo della steppa
Balla, balla e il freddo se ne va
Casatchok l’inverno passa in fretta
Come vodka le tue notti infiammerà


Ras dva tri!
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per saperne di più sulla storia della canzone andate  a 'sto link e leggetevi tutta la storia clicca e vai

sotto la canzone in versione originale (che se non sai il Russo non capisci niente)


sabato 3 ottobre 2020

canzoni scollacciate , maleducate, volgari e osè , v.m. 18 ? - ho comprato ...

HO COMPRATO - VERSIONE X TUTTI


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VERSIONi OSè PeR ADULTI



di "HO COMPRATO " ne esistono numerosi versioni, chiunque volendo può cambiare il testo con rime più o meno sboccate l'importante è che rispettino tempo e metrica dello sfondo sonoro ma anche no

la canzone veniva cantata nelle osterie , nei raduni familiari, nelle gite fuori porta  etc e cantata lontano da orecchie innocenti e ancora oggi viene eseguita anche se sempre più raramente nei medesimi contesti

TESTO LEGGERMENTE DIVERSO

Ho comprato una sciarpa di lana, l'ho comprata soltanto per te; ho saputo che fai la puttana: la sciarpa di lana la tengo per me. 
Ho comprato una radio Marelli, l'ho comprata soltanto per te; ho saputo che lecchi gli uccelli: la radio Marelli la tengo per me. 
Ho comprato una radio Phonola, l'ho comprata soltanto per te; ho saputo che fai la spagnola: la radio Phonola la tengo per me. 
Ho comprato un bel vaso di vetro, l'ho comprato soltanto per te; ho saputo che vendi il didietro: il vaso di vetro lo tengo per me. 
Ho comprato un bel fiasco di vino, l'ho comprato soltanto per te; ho saputo che vai nel casino: il fiasco di vino lo tengo per me. 
Ho comprato un bel paio di guanti, li ho comprati soltanto per te; ho saputo che hai molti amanti: il paio di guanti lo tengo per me. 
Ho comprato le azioni Arrigoni, le ho comprate soltanto per te; ho saputo che lecchi i coglioni: le azioni Arrigoni le tengo per me. 
Ho comprato una moto Gilera, l'ho comprata soltanto per te; ho saputo che chiavi ogni sera: la moto Gilera la tengo per me. 
Ho comprato due belle calosce, l'ho comprate soltanto per te; ho saputo che fai gli infracosce: le belle calosce le tengo per me. 
Ho comprato un'Isotta Fraschini, l'ho comprata soltanto per te; ho saputo che fai dei pompini: l'Isotta Fraschini la tengo per me. 
Ho comprato una vacca ed un mulo, li ho comprati soltanto per te; ma da quando lo prendi nel culo la vacca ed il mulo li tengo per me. Ho comprato Annabella ed Amica, le ho comprate soltanto per te; ma da quando tu dai via la fica Annabella ed Amica le tengo per me. 
Ho comprato una mazza da polo, l'ho comprata soltanto per te; ma da quando mi hai dato lo scolo la mazza da polo la tengo per me. 
Ho comprato due lunghi bastoni, li ho comprati soltanto per te; ma da quando mi hai rotto i coglioni i lunghi bastoni li tengo per me. 

fiori e linguaggio dei fiori