quando i dati non coincidono ... c'è qualcosa che non torna ?
Ad agosto 2026 l’inflazione sale a +3,3% (da +2,9% di luglio), sostenuta dall’andamento dei prezzi dei beni energetici (da +11,6% a +17,0%), che risentono ancora delle tensioni internazionali.
Nel settore alimentare la dinamica dei prezzi continua ad essere moderata (stabile a +1,1%), esercitando un freno alla crescita dell’indice generale.
Un effetto di contenimento si deve inoltre ad alcune tipologie di servizi, tra cui quella dei servizi ricreativi, culturali, e per la cura della persona e dei servizi relativi ai trasporti.
Il cosiddetto “carrello della spesa” rimane stabile (a +1,0%), mentre l’inflazione di fondo scende lievemente (da +1,6% a +1,5%). L’inflazione acquisita ad agosto, per il 2026, sale a +2,9%.
I dati emessi dall'ISTAT nel corso del 2026 evidenziano forti discrepanze tra la narrativa di stabilità del governo e le reali criticità strutturali del Paese, provocando tensioni politiche e frizioni interne alla maggioranza.
Nonostante il quadro occupazionale mostri una tenuta numerica, sono le metriche sociali, demografiche e salariali a destare la massima preoccupazione.
(https://www.infodata.ilsole24ore.com/2026/05/22/rapporto-annuale-istat-2026-dati-italia/),
Ecco le principali aree in cui i dati certificati mettono sotto pressione l'esecutivo:
Povertà ed Emergenza Sociale
Il quadro sociale italiano descrive un contesto di profonda vulnerabilità:
Povertà assoluta: Oltre 5,7 milioni di individui e 2,2 milioni di famiglie vivono in povertà assoluta.
Minori e disagio: La povertà tra i minori si attesta al 13,8%, il valore più alto registrato dal 2014.
Rischio povertà: Ulteriori 11 milioni di persone si trovano in una fascia di forte precarietà economica, con il 9,3% della popolazione colpito da insicurezza alimentare.
Erosione dei Salari Reali e Potere d'Acquisto
Sebbene il tasso di occupazione sia numericamente salito al 62,5%-62,9%, la qualità del lavoro rimane un nodo irrisolto:
I salari reali italiani hanno subito una pesante perdita del potere d'acquisto pari all'8,6% rispetto al 2019.
I nuovi contratti continuano a essere caratterizzati da forte vulnerabilità (lavoro a termine o part-time involontario), intrappolando oltre 4 milioni di lavoratori nella precarietà.
Rinuncia alle Cure Sanitarie
Uno dei dati più politicamente sensibili riguarda il Servizio Sanitario Nazionale.
A causa delle difficoltà economiche e delle lunghe liste d'attesa, la percentuale di persone costrette a rinunciare a visite specialistiche ed esami è salita al 9,9% (rispetto al 7,5% degli anni precedenti), traducendosi in milioni di cittadini che non possono più permettersi di curarsi.
Il Crollo Demografico Permanente
Le proiezioni sul futuro della popolazione italiana delineano uno scenario macroeconomico insostenibile per la tenuta del sistema previdenziale:
(https://www.infodata.ilsole24ore.com/2026/05/22/rapporto-annuale-istat-2026-dati-italia/)
I residenti in Italia sono stimati in calo costante, passando dai circa 58,9 milioni attuali a 55 milioni nel 2050, fino a scendere a 45,8 milioni nel 2080.
Il rapporto intergenerazionale vede già oggi circa 6 anziani sopra i 65 anni per ogni bambino sotto i 6 anni, con circa 6,6 milioni di cittadini che hanno dichiarato di aver rinunciato al progetto di avere figli per ragioni strettamente economiche.
Crescita Economica e Finanza Pubblica
Sul fronte macroeconomico, le previsioni di crescita del PIL italiano si attestano allo 0,7% per il 2026.
Questo dato, pur indicando una minima espansione, risente del rallentamento della domanda estera, dell'incertezza geopolitica e dei costi energetici ancora elevati, frenando le promesse di una decisa svolta economica e lasciando il deficit e il debito pubblico sotto stretta osservazione da parte dei mercati e delle autorità europee
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Oggi l’abolizione della legge Fornero compie 1413 giorni.
E’ record!!!!!
La promessa di Matteo Salvini di abolire la legge Fornero è diventata uno dei più famosi slogan della politica italiana, ma non è mai stata realizzata.
La promessa e le campagne elettorali
Matteo Salvini ha promesso più volte di cancellare la legge Fornero "al primo Consiglio dei ministri".
Ha definito la riforma previdenziale ingiusta e un danno per i lavoratori.
Durante la campagna elettorale del 2022, arrivò a dire che se il centrodestra avesse vinto e non l'avesse abolita introducendo Quota 41 (pensione con 41 anni di contributi), i cittadini sarebbero stati liberi di "spernacchiarlo".
La realtà al governo
La legge Fornero è ancora in vigore e costituisce l'architrave del sistema pensionistico italiano.
I governi in cui la Lega è stata presente (inclusi gli esecutivi con misure parziali come Quota 100, 102 o 103) non hanno mai proceduto all'abolizione totale promessa.
Anzi, nel corso del tempo i requisiti per l'uscita anticipata sono stati spesso resi più rigidi, scatenando le critiche delle opposizioni e l'accusa di aver disatteso l'impegno preso con gli elettori.





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