venerdì 25 settembre 2026

testimonianze, ELODIE

 ELODIE: «AL QUARTACCIO A VOLTE NON AVEVO L’ACQUA CALDA E FATICAVO A PAGARE LE BOLLETTE. POI HO CAPITO CHE NON DEVO SENTIRMI SEMPRE ALL’ALTEZZA»

«Vengo dal Quartaccio, un quartiere popolare di Roma che può essere crudele, onesto e straordinario allo stesso tempo. 

È un posto pieno anche di persone arrabbiate e io ero una di loro. 

Quel quartiere mi ha dato tanto, ma mi ha tolto anche tanto.

Ci sono stati momenti in cui non avevo l’acqua calda, facevo fatica a pagare le bollette o semplicemente ad arrivare alla fine del mese. 

Eppure proprio da lì è nato qualcosa di enorme: il coraggio di sognare.

Ho sempre desiderato fare musica, ma mi sembrava un sogno troppo grande per me. 

Non mi sentivo all’altezza, non amavo la mia voce e pensavo di non avere gli strumenti necessari. 

Tante volte sono stata proprio io la prima a non concedermi una possibilità.

Non ho finito il liceo, non ho preso la patente e non ho studiato canto. 

Quando cresci in determinati contesti può diventare difficile persino concentrarti su chi vorresti essere.

Prima devi pensare a tutto il resto e imparare a sopravvivere alla quotidianità. Puntare su te stessa non è così scontato.

A un certo punto avevo persino deciso che con la musica fosse finita. 

Non cantavo più nemmeno sotto la doccia. 

Poi ho incontrato Mauro Tre, un pianista jazz, e attraverso di lui è arrivata quella possibilità che io stessa non ero riuscita a concedermi.

Il jazz mi intimoriva. 

Mi sembrava troppo elegante per me.

Ma ho scoperto che la musica non si preoccupa dei nostri pregiudizi e delle nostre insicurezze. 

Quell’incontro mi ha insegnato qualcosa che porto ancora con me: non bisogna necessariamente sentirsi all’altezza prima di fare qualcosa.

Bisogna avere il coraggio di cominciare.

Poi ci si aggiusta in corsa.

Per tanto tempo mi sono domandata se fossi abbastanza brava, abbastanza preparata, abbastanza adatta ai luoghi in cui mi trovavo. 

Adesso posso anche salire su un grande palco, davanti a un’orchestra e a tantissime persone, e pensare di non essere all’altezza.

Ma sapete una cosa? Essere all’altezza non è più un mio problema.

Vengo dal Quartaccio, da una realtà nella quale sognare non era sempre semplice.

 Ed è proprio da lì che ho imparato che qualche volta bisogna smettere di chiedersi se meritiamo una possibilità e cominciare semplicemente a prendercela.»

https://www.gliscritti.it/blog/entry/5523



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