lunedì 24 agosto 2026

orrori della guerra - eccidio di Vinca ( per non dimenticare )

 


L'eccidio di Vinca fu una brutale strage nazifascista compiuta tra il 24 e il 27 agosto 1944 nel borgo di Vinca e nelle frazioni vicine ai piedi delle Alpi Apuane, nel comune di Fivizzano (Massa Carrara). Reparti delle SS tedesche e Brigate Nere uccisero 174 civili inermi, in gran parte donne, bambini e anziani. [1, 2, 3]

I fatti e i responsabili

Data: Dal 24 al 27 agosto 1944.

Luogo: Il paese di Vinca e le località della valle del Lucido (Fivizzano, provincia di Massa Carrara).

Vittime: 174 civili trucidati con estrema ferocia, spesso con l'uso di lanciafiamme e fucilazioni di massa.

Forze coinvolte: Militari della 16. SS-Panzergrenadier-Division "Reichsführer-SS", guidati dal maggiore Walter Reder, insieme a reparti della Luftwaffe e a militi della XL Brigata Nera "Vittorio Ricciarelli". [1, 2, 3, 4]

Il contesto storico

La strage rientra in una più ampia e sanguinosa opera di rastrellamento e rappresaglia contro la popolazione civile attuata lungo l'area della Linea Gotica per snidare e colpire il sostegno ai gruppi partigiani locali. [1, 2, 3]

L'area apuana fu duramente colpita in quello stesso periodo da altri tragici e simili eccidi (come a San Terenzo Monti e Bardine), pianificati per terrorizzare gli abitanti e isolare la Resistenza. [1]

La memoria

Il paese di Vinca, quasi interamente distrutto durante i giorni dell'attacco, conserva oggi monumenti e percorsi dedicati al ricordo.

Ogni anno, il 24 agosto, si tengono cerimonie solenni di commemorazione istituzionale per non dimenticare le vittime di una delle pagine più dolorose della storia della Resistenza e della Seconda guerra mondiale in Italia


Tra il 24 e il 27 agosto 1944 si consuma una delle stragi nazifasciste più sanguinose, ovvero quella di Vinca, piccolo borgo ai piedi delle Alpi Apuane, e delle frazioni limitrofe. 

Qui, a seguito della crescente azione partigiana e della volontà tedesca di “ripulire” l’intero settore occidentale della Linea Gotica, viene organizzato un grande rastrellamento. 

A comandare le operazioni è Walter Reader, già responsabile della strage di Sant’Anna di Stazzema. 

Dalle prime ore del mattino circa 1.500 uomini, tra cui i militi della 40ª Brigata nera "Vittorio Ricciarelli" di Livorno, raggiungono l’area deputata e procedono come previsto a rastrellamenti, incendi ed esecuzioni. 

Contemporaneamente, per evitare ogni possibile fuga degli abitanti del luogo, altri reparti muovono da sud. Soltanto a Guadine i fascisti della Xª MAS uccidono undici civili. 

Intanto i militi della Brigata nera si adoperano per assassinare donne e bambini che cercano di scappare dai massacri scatenati nell’intera vallata di Vinca.

Tra le violenze più efferate va ricordato l’impalamento di Ercolina Papa, lo sventramento di Alfierina Marchi, incinta, lasciata col feto tra le braccia, e il tiro a segno su Annunziata Battaglia, una bambina lanciata in aria e usata come bersaglio.

I partigiani del Monte Sangro, venuti a conoscenza delle stragi, attaccano i nazifascisti e li impegnano duramente, impedendo che le efferatezze proseguano ulteriormente.

Alla fine del massacro si contano 173 morti.

https://it.wikipedia.org/wiki/Eccidio_di_Vinca

https://www.regione.toscana.it/-/-vi-racconto-io-la-strage-di-vinca-

https://www.noipartigiani.it/lauretta-federici/




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