domenica 30 maggio 2021

strumenti di tortura - La gabbia sospesa

 


l'essere umano è stato sempre bravo nell'inventare strumenti di tutti i tipi, fra tutti i generi in cui ha usato la sua immaginazione. il suo estro la sua intelligenza c'è anche quello in cui la parte oscura della mente umana quella  che non ha rispetto della vita  ma anzi gode nel maltrattarla fino all'inverosimile  ha  preso il sopravvento, le armi atte a torturare in maniera più o meno crudele altri esseri umani fanno parte di questo lato dell'essere umano quello malvagio, cattivo senza pietà etc. etc.  seppur non da elogiare per quanto esso abbia saputo inventare bisogna dire che anche in questo campo l'essere umano è andato oltre l'immaginabile tirando fuori invenzioni geniali che seppur intrise di malvagità fanno capire ancora una volta di cosa sia capace l'essere umano ogni qualvolta voglia raggiungere un risultato ... fra i numerosi strumenti di tortura si potevano trovare armi od oggetti pensati per arrivare ad uno scopo prefissato in  maniera veloce e altri un po più lenti e forse per questo ancora più terribili uno di questi era la gabbia sospesa , di per se niente di eccezionale , semplice sia come idea che come costruzione ma di una malvagità abnorme , fu usata nel medioevo un periodo oscuro in cui spesso ,l'uomo ha mostrato il peggio di se in questo e in altri campi ....

La gabbia sospesa

è stato uno strumento di tortura e morte in uso dal medioevo fino agli inizi del XIX secolo.

A seconda delle diverse parti d'Europa in cui fu utilizzata, lo scopo e la struttura della gabbia cambiava:
Ad esempio in paesi come l'Italia la gabbia era cilindrica e il suo scopo era quello di giustiziare il condannato e lasciarlo esposto durante la decomposizione come esempio per abitanti e passanti.
In paesi come l'Inghilterra la gabbia era invece di forma umana e non concedeva al condannato alcuna possibilità di muoversi, aumentando l'agonia.
Ma poteva essere usata anche come sistema di deturpamento post impiccagione o decapitazione, dando la possibilità al boia di fare a pezzi il corpo del condannato e ricomporlo all'interno della gabbia.
L'abolizione di questa pratica risale al 1834.
Lorenzo Coladonato





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