sabato 19 gennaio 2013

fine di un mito!- la Germania è più economica dell'Italia

una volta si diceva "in Germania ( o altrove ) si guadagna di più ma la vita è più cara quindi ...
e così si tacciavano tutti i possibili discorsi o paragoni, da un po di tempo però purtroppo non è più così,da un po di tempo grazie ai nostri governanti ( non ultimo il mago MOnti ) etc etc in ITALIA non solo si guadagna di meno ( anche 2,3 volte meno ) ma si spende di più in quasi tutti i campi.
 sembra incredibile ma è proprio così ,a cominciare dagli affitti che in Germania sono ancora abbordabili e non come in ITALIA proibitivi  fino ad arrivare a generi di consumo quotidiano quali dentifrici biscotti etc etc



una bell cammino  quello dell' ITALIA ,un paese che piano piano riesce a diventare sempre più invivibile da bel paese a paese è m........
di questo chi dovremo  ringraziare ?, l'euro?,le nbanche?, la politica?,ilmercato ? ,.......
pensateci su e se non trovate la risposta bhé allora vi meritate  tutto quello che vi casca e cascherà addosso

c'è poi da non dimenticare e lo rimarchiamo ulteriormente che anche a parità di prezzi in Germania gli stipendi sono molto più alti e quindi la vita è comunque più facile per tutti
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alcune testimonianze dirette trovate in rete


Buongiorno, appena rientrata in Italia, mi ritrovo a fare i conti con le differenze marcate che ho potuto constatare in questi giorni mentre ero in viaggio tra Germania e Olanda.
1) Stipendi: un operaio specializzato guadagna da un minimo di 2500 euro per 7/8 ore di lavoro
poi ci sono i vari premi di produttività e di presenza. Un apprendista contabile intorno alle 1500 euro.
2) Affitti: un appartamento medio (70 mq) costruito intorno agli anni 70/80/90, 400 euro mensili, in vendita neanche 50.000 euro, con cantina e garage. (Zona Colonia, Essen, Eindoveen)
Gli appartamenti sono normalmente riscaldati con acqua calda che circola in tubi esterni alle pareti, ed è proveniente da una centrale che ricicla quella di scarto delle aziende circostanti.
E già a livello uno si ha un buon potere riscaldante
Per cucinare si usa l’ elettricità che costa meno della metà che qui da noi.
3) Non esiste accattonaggio fuori da supermercati o nelle strade, e i molti extracomunitari sono integrati e quasi tutti in possesso di attività propria, e/o comunque di un lavoro.
Diversamente, viene espulso.
4) Generi di consumo di prima necessità: pane (industriale) 1 euro al chilo, al forno da 1,28 a 2 euro max, latte, formaggi e yogurth meno della metà che qua, esempio breve yogurth da 200 gr. al costo di 0,19, un litro di latte 0,40.
E il discorso vale anche per carne, verdura e frutta.
Non c’è molta dispersione di marchi, e in genere i prodotti sono locali, tranne che nelle grandi catene di distribuzione (LIDL, PLUS, KAUFLAND, REAL), inoltre per i prodotti con prossima scadenza a 7 o 10 giorni, vengono effettuate delle vantaggiosissime svendite, così è possibile acquistare un cartone di yogurth da 30 pezzi a 1 euro, un cartone da 12 litri di latte a 2 euro e via di questo passo.
La vigilia di Pasqua, mi trovavo in Olanda e al costo di due euro abbiamo comprato un sacco trasparente contenente 5 Kg di frutta fresca mista, confezionata per tipo: fragole, uva, banane, ananas, mango etc..
E anche per la verdura uguale, stesso peso, varietà diverse, stesso costo.
In italia invece, piuttosto li buttano.
Anche i cosmetici, gli stessi prodotti e le stesse marche costano circa il 70% in meno, guardate che è tantissimo.
I trasporti ferroviari sono leggermente più cari che in Italia, ma comfort e pulizia si evincono alla grande, inoltre le ferrovie tedesche hanno sempre una buona quantità di offerte al 50% sia per trasporti nazionali che internazionali.
Non lo so, mi sembra tutto una bella favola, ed invece è la triste realtà di un confronto di quello che viviamo qua in Italia.
Lo so già, che qualcuno mi risponderà: e perchè non te ne vai allora?
Ma sia chiaro che, la mia non è una lamentela, solo un voler riportare alcuni paragoni di paesi europei in cui, come in Italia, vige l’ euro, E’ così difficile e irraggiungibile per noi un traguardo del genere?
P.S. i DVD 15 centesimi di euro cad.
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Costo della vita in Germania

Il sito Numbeo può fornire utili informazioni per quello che riguarda il costo della vita in Germania.
Esso viene calcolato grazie all’input degli utenti del sito stesso. Chiunque può contribuire a questo sito fornendo i prezzi pagati per articoli individuali facenti parte di un paniere di beni di consumo standard. Fornendo la propria città, quindi la propria nazione, Numbeo riesce a calcolare il costo della vita a livello di città e a livello di nazione. Oltre a fornire il costo medio, il sito fornisce anche la gamma di prezzi riscontrati per farvi capire come si è arrivati a questa media.

Ovviamente la validità di questi dati dipende da tantissimi fattori e quindi vi invito a vedere queste cifre come indicative piuttosto che come verità assolute. Tantissimo dipende dalla città dove sono stati rilevati i costi e dal tipo di negozio dove sono stati acquistati beni.

Sono sicuro che nella vostra situazione personale troverete costi relativi alla vita di tutti giorni diversi a seconda del vostro stile di vita. Per chi però non ha la minima idea di quanto costi vivere in Germania, questo può essere un punto di partenza sul quale costruire la propria conoscenza.

Riassumendo, sembra che il costo della vita in Germania sia inferiore rispetto a quello che si riscontra in Italia. La situazione viene poi accentuata se si prendono in considerazione i salari e si calcola il potere d’acquisto. La Germania ne esce vittoriosa.

Per quello che riguarda i prezzi al consumo, la Germania costa il 10% in meno dell’Italia. I prezzi al ristorante sono del 26% inferiori in Germania. Gli affitti sono del 13 % inferiori in Germania.

Alcuni esempi di differenza dei prezzi medi tra Germania e Italia (validi a ottobre 2011 e relativi ad un campione di 243 contributi in Italia e 283 contributi in Germania):

ristorante poco costoso -39% (Germania rispetto all’Italia)
mezzo litro di birra -30%
cappuccino +65%
lattina di coca cola -10%
1 l di latte -41%
mezzo chilo di pane +10%
12 uova -10%
un chilo di formaggio -22%
un chilo di mele +20%
un chilo di arance +48%
bottiglia da 1 l e mezzo di acqua +68%
pacchetto di sigarette +3%
biglietto mensile autobus +83%
bollette -10%
collegamento Internet -8%
abbonamento mensile palestra -17%
Jeans Levis 501 -9%
scarpe da ginnastica Nike -21%
scarpe in pelle da uomo -21%
affitto appartamento una camera centro città -22%
costo al metro quadro per comprare appartamento in centro città -33%
salario – medio mensile netto +52%

Queste cifre grosso modo sono confermate dallo studio della UBS riguardante il costo della vita ed il potere d’acquisto nelle maggiori città mondiali.

I prezzi a Monaco di Baviera e Berlino sono relativamente simili a quelli di Milano e Roma. Quello che fa la differenza sono i salari, più alti in Germania, che rendono il vivere in Germania relativamente più “semplice” che non in Italia dal punto di vista del potere d’acquisto.
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mercoledì 16 gennaio 2013

7 copertine per RIHANNA

 Complex dedica a Rihanna non una ma 7 cover ( e non solo) ecco l' intero set ( o quasi )














immagini strappate alla mente


gioielli della musica mondiale



omaggio ai grandi led zeppelin

martedì 15 gennaio 2013

BERLUSCONI ALL' ATTACCO- le ultime sul cavaliere in tv

BERLUSCONI RITORNA in scena e sbaraglia tutti gli scenari messi su dalla ( e non solo ) destra in caso di sua assenza ,a prescindere dal pensiero sul' uomo e sui suoi metodi è innegabile la forza e il carisma di quest' uomo che comunque la si possa pensare ha una vitalità etc che è difficile non invidiare



http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/15/elezioni-2013-berlusconi-monti-leaderino-sotto-choc-colpa-sondaggi/469744/
http://www.italiachiamaitalia.it/articoli/detalles/12282/SilvioOBerlusconiO2013%20OlaOsfidaOdelOCavaliereO%20VIDEO%20OcOdiOAndreaOLorusso.html
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/20/berlusconi-2013-debolezze-e-punti-di-forza/451442/
http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/15/elezioni-2013-berlusconi-monti-leaderino-sotto-choc-colpa-sondaggi/469744/
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lunedì 14 gennaio 2013

del POP ?

DIDO - no doubt - Aquileira - Nelly Furtado

domenica 13 gennaio 2013

dù risate con MAURIZIO

alcune gag del celebre comico MAURIZIO BATTISTA da schiantà dalle risate






Maurizio Battista-I ristoranti-Colorado Cafè... di Marko_Lupini





molte altre su YOUTUBE,daily motion ............. alla tv ed in teatro dal vivo
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MAURIZIO BATTISTA - info in breve

Maurizio Battista (Roma29 giugno 1957) è un attore e comico italiano, attivo in teatro, in televisione e al cinema.
Come comico, molto spesso la sua satira prende di mira i comportamenti delle donne, negli aspetti della quotidianità, portandoli all'eccesso. Molto famosi anche i suoi sketch in cui ironizza su bizzarri articoli di giornale o annunci, tutti realmente pubblicati. Fa parte della ItalianAttori.


sito ufficiale http://www.mauriziobattista.com/

curiculum vitae


Teatro Ha lavorato in alcuni tra i più prestigiosi teatri della capitale, tra cui: Agorà, Eliseo, Anfitrione, Le Salette, Orione, Satiri, Bagaglino, Servi, Olimpico, Belli, Parioli, Sala Umberto, Anfiteatro Romano di Ostia Antica .

2009 - 2010:
 "Sempre più convinto" autore attore

2008 - 2009: "Cari amici miei" autore attore

2008: “Faccio tutto da solo dalla A alla L” autore attore

2007: “Qualcuno dovra pur dirglielo” autore attore

2006: “E’ tutta una guerra” autore attore

2006: “L’isolato” autore attore

2005: “News” autore attore

2004: “Brothers - Il DNA non è un opinione” autore attore

2004: “Era meglio da piccoli” autore attore

2003: “Chi ha toccato le ciambelline” tour (con Nadia Rinaldi) come autore attore

2002: “Che faresti se morissi?” autore attore

2001: “Vatte a fidà” autore attore


Televisione 

2010:
 Ballando con le stelle (Rai 1)

2006 - 2007: Buona domenica (Canale 5) ospite fisso

2006: Tintoria (Rai 3)

2005-2006: Due sul divano (La 7)

2004 - 2008: Colorado café live (Italia 1) 1° 2° 3° 4° ediz.

2004: Notti mediterranee (Rai 2) ospite fisso

2004: Domenica in (Rai 1) ospite 8 puntate

2004: Orlando (La 7) ospite opinionista

2004: Pubblicità Peugeot (La 7) protagonista

2004: Maurizio Costanzo Show (Canale 5)

2004: Assolo (La7)

2003: Scherzi a parte (Canale 5) attore protagonista

2003: Assolo (La7)

2003: Una città per sorridere (Rai 2)

2003: Le due verità (Rete 4)

2003: Premio Antonio De Curtis (Rai 1)

2002: La sai l’ultima (Canale 5)

Cominciamo bene (Rai 2)

Scherzi a parte (Canale 5) V° edizione

Tempi Moderni (Italia 1)

Seven Show (Europa 7)

Amore per amore, con B. D’Urso e R. Siena (Odeon TV)

Caramelle, con il Maestro Mazza (Rai 2)

Partita doppia, con P. Baudo (Rai 1)

Servizio a domicilio, con G. Magalli (Rai 1)

Cinema e fiction

2010: "Il figlio più piccolo" di Pupi Avati

che ne sai tu delle note musicali ?


NOTE MUSICALI e loro origini

Forse non tutti conoscono l'origine della nomenclatura utilizzata per definire le note musicali. Le note musicali, infatti, prendono il loro nome da un canto latino, e precisamente da questo inno religioso:

«Ut queant laxis
Resonare fibris
Mira gestorum
Famuli tuorum
Solve polluti
Labii reatum
Sancte Iohannes»

(Traduzione: Affinché i tuoi servi possano cantare con voci libere le meraviglie delle tue azioni, cancella il peccato del loro labbro contaminato, oh San Giovanni)

E' solo nel diciassettesimo secolo che la nota Ut viene ribattezzata Do, anche se i francesi continuano ad utilizzare l'antico nome... i soliti sciovinisti!

In Inghilterra invece le note musicali vengono identificate con le seguenti lettere, disposte in quest'ordine: C, D, E, F, G, A, B. Però se ricordate il film "Tutti insieme appassionatamente", noterete che nella versione originale americana hanno mantenuto i nomi della note secondo tradizione latina, poichè il film è ambientato in Austria (sebbene la nota Si venga chiamata Ti in onore di una antica variante del suo nome).

Allora, ricordate la canzone del film in italiano? E' questa:

Do se do qualcosa a te
Re è il re che c'era un dì
Mi è il mi per dire a me
Fa la nota dopo il mi
Sol è il sole in fronte a te
Là se proprio non è qua
Sì se non ti dico no
e così ritorno al do...
Questa invece è la versione originale in americano:

Do, a deer, a female deer
Re, a drop of golden sun
Mi, a name I call myself
Fa, a long, long way to run
So, a needle pulling thread
La, a note to follow so
Ti, a drink with jam and bread
That will bring us back to Do...

messaggi d'erore di WINDOWS ormai datati


GLI ERRORI di " WINDOWS "

Ecco una raccolta dei più frequenti messaggi d'errore di Windows:

1. Comando o nome di file errato! Vai in castigo nell'angolo.

2. Errore di salvataggio del file! Formattare il disco fisso adesso?

3. File non trovato. Me lo invento? (S/N)

4. Sbatti la fronte sulla tastiera per continuare.

5. Runtime error 6D at 417A: 32CF: user incompetente.

6. Windows Viruscan 1.0: Trovato Windows. Rimuoverlo? (S/N)

7. La cartella specificata non esiste. Contattare Invicta? (S/N)

8. Il programma Netscape Communicator ha provocato il sistema operativo. Reagire? (S/N)

9. Premere Invio per terminare il processo, $ per corrompere i giurati.

10. Memoria insufficiente ad eseguire... che stavo scrivendo?

11. Operazione riuscita. Se la situazione persiste contattare il fornitore del sistema operativo.

12. Il disco nell'unità CD-ROM non mi piace. Non hai nulla di meglio?

13. Tastiera non collegata. Premere F1 per continuare.

14. Inserisci qualsiasi numero primo di 11 cifre per uscire.

15. Premi qualunque tasto per continuare o qualunque altro per uscire.

16. Premi qualunque tasto tranne... no, No, NO, NON QUELLO!

17. Premi Ctrl-Alt-Canc adesso per iniziare test sul tuo quoziente di intelligenza.

18. Chiudi gli occhi e premi ESC tre volte.

20. Questo interromperà la sessione di Windows. Vuoi fare un'altra partita?

21. WinErr 16547:LPT1 non trovata. Usare backup (CARTA & MATITA SYS)

22. User Error. Cambiare user.

23. La cancellazione di questo file potrebbe aver influenzato l'esecuzione di altri programmi. Sei pentito di averlo eliminato? (S/N)

24. Il programma ha provocato un'eccezione. Confermare la regola? (S/N)

25. Backup non trovato: (A)nnulla (R)iprova (P)anico.

26. Spazio su disco insufficiente. Cancellare Windows? (S/N)

continua .....

e BERTA filava,e berta dal gran piè ma chi era 'sta BERTA ?


Ai tempi che Berta filava
Ai tempi che berta filava Il modo di dire: “Ai tempi che Berta filava” è assai comune nella lingua italiana, è descritta di seguito la sua origine e significato.     Al tempo dei tempi, chissà  quando nel passato. Chi fosse questa Berta (nome molto comune nel Medioevo) e quale l’origine del detto, nessuno lo sa. C’e’ chi risale a ‘Berta dai grandi piedi, supposta madre di Carlo Magno. Comunque si dice spesso: Non sono più i tempi che Berta filava, come nostalgico richiamo al passato, o come invito ad aggiornarsi, a togliersi dalla mente illusioni retrograde. Gli ombrelli vanno di moda? L’ombrello fu inventato in Cina prima del XIII secolo A. C. e giunse in Europa, probabilmente attraverso la Grecia, si pensa attorno al V secolo a.C. Con la caduta dell’impero Romano prima e di Bisanzio poi, l’uso di ombrelli e parasole nella vita quotidiana si perse però completamente, e fino al XV secolo l’ombrello rimase unicamente accessorio liturgico o da cerimonia pubblica. Ombrelli e parasole per uso civile fecero la loro ricomparsa durante il Cinquecento, ma furono accolti con diffidenza, anche a causa del notevole peso e ingombro che li caratterizzava. E’ solo con il XVIII secolo, grazie anche a progressi tecnologici che permisero di realizzare esemplari sempre piu’ leggeri e maneggevoli, che l’ombrello divenne oggetto di moda e comincia a diffondersi. Nell’Ottocento l’ombrello parasole era ormai un accessorio immancabile, prezioso completamento di ogni abito femminile. Accessorio di moda, ma anche di bellezza, destinato a riparare il viso dal sole mantenendo la pelle candida, indispensabile requisito di bellezza per ogni donna del XIX secolo. Nel 1839 fu brevettato un modello di ombrello con manico pieghevole e calotta orientabile. Gli ombrelli di questi tipo erano detti marquise e, anche grazie alle ridotte dimensioni che li caratterizzavano, erano adatti per essere utilizzati nelle carrozze aperte dove potevano essere orientati nella direzione del sole. Erano spesso ornati da lunghe frange, e coronati da un anello in cima alla calotta per poterli portare come una borsetta appesi ad un dito. Questo tipo di parasole rimase in voga dagli anni ’40 ai primi anni ’70 dell’Ottocento.        Gli anni a cavallo fra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo videro un progressivo allungarsi degli ombrelli che divennero, ora dell’inizio del Novecento, slanciati come bastoni da passeggio a cui appoggiarsi elegantemente.
BERTA DAL GRAN PIE’
Il detto di Berta dal gran piè
• In tempi lontanissimi. Il detto originale dice “non sono più i tempi che Berta filava”, e indica quindi un’epoca non solo molto remota ma anche finita.
• Il detto si riferisce a un episodio storico da cui il troviero Adenet le Roi, vissuto attorno al 1275, trasse un romanzo la cui protagonista, moglie di Pipino il Breve e madre di Carlomagno e di Carlomanno, è detta “Berta dal gran piede” poiché aveva un piede più lungo dell’altro. Durante il viaggio intrapreso per raggiungere il futuro sposo, la principessa fu sostituita con la figlia della sua dama di compagnia, ma riuscì a fuggire e trovò asilo nella casa di un taglialegna presso il quale visse per anni mantenendosi con il lavoro di filatrice. In seguito la sostituzione fu smascherata, permettendo a Berta di prendere posto sul trono che le spettava. Un’altra versione sostiene che la Berta in questione sia invece Genoveffa di Brabante, la cui storia è più o meno simile a quella riferita da Adenet le Roi e ci è tramandata da Andrea da Barberino nei reali di francia. La favola, invece, narra che un tempo viveva una vedova di nome Berta, molto povera ma molto devota al suo re. Un giorno volle filare una lana sottilissima per donarla al sovrano, e questi, saputa la misera condizione della donna, la coprì di denaro e le garantì un comodo e sicuro avvenire. Quando si seppe di quel gesto generoso, tutti i sudditi si affrettarono a donare al re filati più o meno pregiati, ma il sovrano a tutti rispose: “Non sono più i tempi che Berta filava”.

lo sai cosa bevi ? lo WHISKY


La parola whisky (al plurale 'whiskies) è generalmente usata per indicare quelli distillati in Scozia e in Canada, mentre con la parola whiskey (al plurale whiskeys) si indicano generalmente quelli distillati in Irlanda e negli Stati Uniti. Il whisky canadese è anche chiamato"rye". Il più famoso però è sicuramente quello prodotto in Scozia dove si producono due categorie di acquaviti profondamente diverse: whisky di malto ricavato dalla distillazione di solo orzo, operata solitamente con alambicco discontinuo, e il blended whisky ottenuto dalla miscelazione di whisky di cereali (distillato con alambicco continuo), con whisky di malto.

Accordi internazionali riservano l'utilizzo del termine Scotch whisky solo a quelli prodotti in Scozia, obbligando i produttori di altre regioni che utilizzano lo stesso stile di produzione a utilizzare nomi differenti. Analoghe convenzioni sono utilizzate nei confronti di Irish whiskey e Canadian whisky.

Bourbon è un termine con il quale si identifica il whiskey prodotto negli Stati Uniti per fermentazione e distillazione di grano, segale e malto d'orzo e che deve il nome alla contea omonima del Kentucky, dove storicamente ne fu iniziata la produzione
Mercato

Il whisky raccoglie appassionati in molte parti del globo. In Giappone ci sono alcune distillerie che producono whisky secondo il disciplinare scozzese ed esiste anche una distilleria a Bangalore in India che produce il marchio Amrut la cui caratteristica, data dal clima tropicale, è di avere un angel share molto elevato (circa il 12%) e quindi di assumere caratteristiche di invecchiamento molto precoci (già al quarto anno in botte).

Molti marchi e distillerie sono attualmente in mano a grandi gruppi nel settore beverage.

Due dei maggiori gruppi sono la Pernod Ricard, che detiene più di 30 marchi (tra i quali Jameson, Chivas, Paddy, The Glenlivet, Scapa, Aberlour, Four Roses), e il gruppo Diageo (J&B, Johnny Walker, Cragganmore, Glenkinchie, Dalwhinnie, Cardhu).

Ci sono segnali di deconcentrazione con l'apertura o riapertura di nuove distillerie indipendenti e la ridistribuzione di marchi ad altri gruppi quali Glen Grant passato nel corso del 2006 al gruppo Campari.
Storia del whisky

Non esistono testimonianze storiche certe sulla data della prima distillazione del whisky, sia essa avvenuta in Scozia o Irlanda. Esiste invece rivalità tra queste due regioni nel rivendicare la paternità del distillato.

Il commercio del whisky risale al XV secolo però l'anno ufficiale di nascita viene tradizionalmente fissato al 1494, grazie a John Cor e ai monaci delle Highlands; non è tuttavia da escludere la leggenda secondo cui il distillato nacque dalle mogli dei coltivatori d'orzo irlandesi che distillavano il cereale per i loro mariti.

Esistono numerose testimonianze nei documenti della storia scozzese per quel che riguarda lo Scotch whisky. Il mito di John Barleycorn che impersonifica whisky e birra è diffuso nei paesi anglosassoni e vi sono tracce di questi canti fin dal XVII secolo. Una loro versione famosa è contenuta nel disco John Barleycorn Must Die della band Traffic.

Nel 1707 il whisky assunse il ruolo e il simbolo della libertà americana nei confronti degli inglesi, in seguito all'inizio del suo contrabbando che durò 150 anni.

Oggi il whisky è il distillato più prodotto e consumato al mondo e il suo mercato è in continua evoluzione (circa un milione di bottiglie l'anno).

Durante il fascismo il nome della bevanda fu italianizzato in "spirito d'avena"

Preparazione delle materie prime

Le materie principali sono l'acqua (sorgiva), i cereali (i più utilizzati sono segale, grano, mais e orzo che può essere sia maltato oppure no); la torba impiegata per essiccare il malto, e il lievito. La preparazione prevede i seguenti processi:

Macerazione
Fermentazione
Distillazione
Maturazione
Miscelazione
Imbottigliamento

Il whisky viene fatto maturare per alcuni anni (da un minimo di due a un massimo che può superare anche i 20 anni) in botti che di solito sono di rovere. Il tempo minimo di maturazione è determinato per legge dai vari stati in cui viene prodotto.
Tipi di botte

Le botti sono in legno di rovere, solitamente di 80 a 100 anni di età. Ne esistono di due tipi: in rovere europeo o in rovere americano. Il risultato finale dipende anche e soprattutto dal tipo di legno utilizzato e da ciò che era stato contenuto nella botte. Quasi tutte le botti utilizzate per la produzione di whisky sono state precedentemente impiegate anche per la produzione di bourbon o sherry e trasportano quindi, nella loro anima, gli aromi di questi liquori; in genere quasi tutti i single malts vengono posti a maturazione in botti di rovere americano

fonte - vai
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link utili
http://www.whisky.it/
http://www.sceltedivino.it/public/index.php/selezioni-e-degustazioni/liquori/513-viaggio-alla-scoperta-del-whisky-i-tappa-le-origini-e-i-luoghi
http://www.saperebere.com/whisky/
http://www.diwinetaste.com/dwt/it2003097.php
http://www.buonissimo.org/whisky/storia.asp
http://it.wikipedia.org/wiki/Whisky




PIN UP OSTERIA ULISSE 2013

PIN UP OSTERIA ULISSE - THE OK SET

Sono disponibili in forma gratuita le prime 4 PIn-UP della serie " OK SET " gli interessati le possono ritirare presso l' osteria stessa ,nel caso affrettarsi poiché il numero di copie disponibili è talmente basso che mentre scriviamo stanno già esaurendosi, in tutti i casi anche se non le troverete più nulla e nessuno vieta di stamparsele da se ovvero per conto proprio

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Continua ......