La Versilia continua a bruciare. Trovati gli inneschi dell'ultimo rogo
Settanta ettari di bosco in fumo. Si tratta di un piromane seriale

Non cessa la sfida del piromane di Camaiore (Lucca) autore della lunga serie di incendi dolosi, almeno 36, che dalla primavera scorsa sta devastando il comune della Versilia con centinaia di ettari di bosco distrutti (70 solo da ieri sera). Anche oggi le fiamme hanno colpito le località Migliano e Gombitelli. Per spengerle sono in azione tre aerei Canadair, un elicottero, squadre di vigili del fuoco e volontari. Gli incendi a Camaiore proseguono nonostante l'attenzione e i richiami delle autorità. Il sindaco Giampaolo Bertola addirittura si è augurato che i piromani possano morire "abbrustoliti" chiedendo ai cittadini di collaborare con le indagini della Forestale e auspicando un intervento dell'esercito. Intanto sul fronte delle indagini emerge che il Corpo forestale dello Stato ha trovato una decina di inneschi, pronti a sviluppare fiamme, rimasti intatti. Si tratta di congegni rudimentali assemblati dalla stessa 'mano' con materiali di uso domestico. Secondo la Forestale generano fuoco in un intervallo di tempo variabile da 15 a 60 minuti, quanto serve agli incendiari per scappare. Il materiale è stato sequestrato e portato per accertamenti nel laboratorio di polizia scientifica del Corpo forestale dello Stato a Padova.
E' un piromane seriale, potrebbe non agire da solo e da mesi sta incendiando i boschi di Camaiore (Lucca), in Versilia. Usa inneschi rudimentali, assemblati con materiale di uso comune, anche fiammiferi, e tali da sviluppare il fuoco dopo un tempo variabile dai 15 ai 60 minuti, il tempo di scappare. Le forze dell'ordine gli stanno dando la caccia ma l'incendiario ha aperto una specie di sfida e nonostante i controlli serrati anche oggi due incendi hanno devastato le colline di Camaiore. In particolare nelle ultime 24 ore il totale di ettari di bosco e vegetazione distrutti è salito a 70, e tre Canadair, un elicottero e decine di volontari, uomini della Forestale e vigili del fuoco stanno fronteggiando l'emergenza. Dalla primavera scorsa, invece, sono 36 i roghi dolosi nel comune versiliese, un record a cui si sommano le parecchie centinaia di ettari dati alle fiamme. Una specie di sfida. Il Corpo forestale dello Stato sta conducendo indagini per individuare l'autore, o gli autori, degli incendi, sicuramente dolosi. Dai sopralluoghi pare finalmente emersa una prima traccia utile, cioé una decina scarsa di inneschi rimasti intatti, senza aver sviluppato fiamme. Subito sequestrati, gli investigatori della Forestale li hanno spediti per accertamenti al laboratorio di polizia scientifica del corpo a Padova. Secondo quanto appreso saranno oggetto di vari esami, anche il rilievo di eventuali impronte digitali e del Dna. E alle indagini sta arrivando anche un contributo importante della popolazione, esasperata dagli incendi. Numeri di targa di automobili e di motorini visti transitare nelle vicinanze dei boschi, in orari compatibili con lo sviluppo dei fuochi, sono stati girati alla Forestale. Indizi da verificare, ma anche una prima concreta risposta all'appello del sindaco di Camaiore, Giampaolo Bertola, che ha chiesto ai cittadini di collaborare con le forze dell'ordine. Bertola ha anche auspicato un intervento dell'esercito e non ha lesinato disprezzo per i piromani augurando loro di poter morire bruciati dalle fiamme da loro stessi appiccate. Sempre oggi altri roghi hanno colpito boschi del Valdarno pisano e sulle colline intorno a Lucca. In Liguria un vasto incendio si è sviluppato nella notte interessando l'entroterra della provincia di Imperia, tra i comuni di Perinaldo e Vallebona, in una zona impervia lontana dalle abitazioni ma anche poco raggiungibile dai mezzi di soccorso. Evidente la causa di un altro incendio nel Parco del Conero, nelle Marche: un razzo segnalatore, lanciato da un natante in mare, ha raggiunto la costa facendo bruciare cinque-sei ettari di vegetazione.
Settanta ettari di bosco in fumo. Si tratta di un piromane seriale

Non cessa la sfida del piromane di Camaiore (Lucca) autore della lunga serie di incendi dolosi, almeno 36, che dalla primavera scorsa sta devastando il comune della Versilia con centinaia di ettari di bosco distrutti (70 solo da ieri sera). Anche oggi le fiamme hanno colpito le località Migliano e Gombitelli. Per spengerle sono in azione tre aerei Canadair, un elicottero, squadre di vigili del fuoco e volontari. Gli incendi a Camaiore proseguono nonostante l'attenzione e i richiami delle autorità. Il sindaco Giampaolo Bertola addirittura si è augurato che i piromani possano morire "abbrustoliti" chiedendo ai cittadini di collaborare con le indagini della Forestale e auspicando un intervento dell'esercito. Intanto sul fronte delle indagini emerge che il Corpo forestale dello Stato ha trovato una decina di inneschi, pronti a sviluppare fiamme, rimasti intatti. Si tratta di congegni rudimentali assemblati dalla stessa 'mano' con materiali di uso domestico. Secondo la Forestale generano fuoco in un intervallo di tempo variabile da 15 a 60 minuti, quanto serve agli incendiari per scappare. Il materiale è stato sequestrato e portato per accertamenti nel laboratorio di polizia scientifica del Corpo forestale dello Stato a Padova.
E' un piromane seriale, potrebbe non agire da solo e da mesi sta incendiando i boschi di Camaiore (Lucca), in Versilia. Usa inneschi rudimentali, assemblati con materiale di uso comune, anche fiammiferi, e tali da sviluppare il fuoco dopo un tempo variabile dai 15 ai 60 minuti, il tempo di scappare. Le forze dell'ordine gli stanno dando la caccia ma l'incendiario ha aperto una specie di sfida e nonostante i controlli serrati anche oggi due incendi hanno devastato le colline di Camaiore. In particolare nelle ultime 24 ore il totale di ettari di bosco e vegetazione distrutti è salito a 70, e tre Canadair, un elicottero e decine di volontari, uomini della Forestale e vigili del fuoco stanno fronteggiando l'emergenza. Dalla primavera scorsa, invece, sono 36 i roghi dolosi nel comune versiliese, un record a cui si sommano le parecchie centinaia di ettari dati alle fiamme. Una specie di sfida. Il Corpo forestale dello Stato sta conducendo indagini per individuare l'autore, o gli autori, degli incendi, sicuramente dolosi. Dai sopralluoghi pare finalmente emersa una prima traccia utile, cioé una decina scarsa di inneschi rimasti intatti, senza aver sviluppato fiamme. Subito sequestrati, gli investigatori della Forestale li hanno spediti per accertamenti al laboratorio di polizia scientifica del corpo a Padova. Secondo quanto appreso saranno oggetto di vari esami, anche il rilievo di eventuali impronte digitali e del Dna. E alle indagini sta arrivando anche un contributo importante della popolazione, esasperata dagli incendi. Numeri di targa di automobili e di motorini visti transitare nelle vicinanze dei boschi, in orari compatibili con lo sviluppo dei fuochi, sono stati girati alla Forestale. Indizi da verificare, ma anche una prima concreta risposta all'appello del sindaco di Camaiore, Giampaolo Bertola, che ha chiesto ai cittadini di collaborare con le forze dell'ordine. Bertola ha anche auspicato un intervento dell'esercito e non ha lesinato disprezzo per i piromani augurando loro di poter morire bruciati dalle fiamme da loro stessi appiccate. Sempre oggi altri roghi hanno colpito boschi del Valdarno pisano e sulle colline intorno a Lucca. In Liguria un vasto incendio si è sviluppato nella notte interessando l'entroterra della provincia di Imperia, tra i comuni di Perinaldo e Vallebona, in una zona impervia lontana dalle abitazioni ma anche poco raggiungibile dai mezzi di soccorso. Evidente la causa di un altro incendio nel Parco del Conero, nelle Marche: un razzo segnalatore, lanciato da un natante in mare, ha raggiunto la costa facendo bruciare cinque-sei ettari di vegetazione.
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