martedì 14 aprile 2026

a proposito di uccelli etc.: il passero o la passera domestico/a

 

Il passero domestico (Passer domesticus) vive accanto agli esseri umani da circa 10.000 anni ed è tra gli uccelli più studiati in ambiente urbano.

Alcune delle capacità documentate dalla ricerca:

Gerarchia sociale: i passeri monitorano e aggiornano le relazioni sociali con i vicini di colonia senza ricorrere sistematicamente a conflitti fisici, riducendo i costi energetici della competizione.

Visione ultravioletta: come molti passeriformi, il passero vede nella gamma ultravioletta. 

Questa capacità influenza la selezione del cibo e il riconoscimento dei compagni.

Adattamento al rumore urbano: studi di bioacustica hanno documentato modifiche nel canto dei passeri urbani in risposta al rumore di fondo della città — sia in frequenza che in struttura.

Apprendimento per osservazione: i giovani apprendono tecniche di foraggiamento osservando gli adulti, un meccanismo documentato anche in altri passeriformi.

Il passero domestico è tra le specie selvatiche che convivono più strettamente con l'uomo — e tra quelle in maggior declino nelle aree urbane europee, principalmente a causa della riduzione dei siti di nidificazione.

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il calo costante del passero comune



Ci sono 247 milioni di passeri domestici in meno in Europa rispetto al 1980, secondo un nuovo studio: uno degli uccelli un tempo più comuni e diffusi sul continente si sta avviando lentamente all’estinzione. Il passero domestico non è l’unico uccello europeo a vivere questo triste destino: negli ultimi quattro decenni si è assistiti alla scomparsa di un sesto degli uccelli – una perdita di quasi 600 milioni di esemplari. Fra le specie più colpite da questa estinzione ci sono la cutrettola gialla (97 milioni di esemplari in meno), lo storno (75 milioni in meno) e l’allodola (68 milioni di uccelli in meno). Lo studio ha analizzato i dati relativi a 378 delle 445 specie di uccelli nativi dell’Unione Europea e del Regno Unito, osservando che il declino degli uccelli è passato dal 17% al 19% nel periodo compreso fra il 1980 e il 2017. Il declino nella popolazione degli uccelli è particolarmente evidente fra quelle specie che vivono in aree coltivate. 

Quella del passero domestico è la specie che ha subito le perdite maggiori, arrivando a perdere quasi metà della sua popolazione – mentre il suo parente più vicino, la passera mattugia, ha visto la perdita di più di 30 milioni di esemplari. Entrambe le specie si stanno estinguendo a causa dei cambiamenti nelle pratiche di coltivazione, ma il passero domestico risulta sparito anche dai cieli di molte città per ragioni che gli scienziati non sono riusciti ancora a comprendere – ma che probabilmente includono la scarsezza di cibo, l’inquinamento e malattie come la malaria aviaria.

Le tecniche di agricoltura intensiva stanno provocando la distruzione degli ecosistemi e la perdita dell’habitat per molti insetti, che rappresentano il “cibo” di numerose specie di uccelli migratori – come il luì grosso o la cutrettola gialla. Anche uccelli chionidi come pavoncelle e piviere hanno visto un declino nella loro popolazione.

Speriamo che il nostro studio sia un riflettore che illumini la tangibile minaccia dell’estinzione degli uccelli – dichiara Fiona Burns, autrice dello studio. – Abbiamo bisogno di un’azione trasformativa dell’intera società per contrastare la crisi climatica: questo significa aumentare gli effetti dell’agricoltura sostenibile, proteggere le specie a rischio, praticare allevamento e pesca sostenibili, creare una rete di protezione degli animali.

Per fortuna, non tutte le specie di uccelli stanno assistendo al loro declino: 203 delle 378 specie studiate hanno addirittura visto un aumento della loro popolazione – fra queste la capinera, il merlo, il cardellino e il colombaccio. Gli esemplari di 11 specie sono più che raddoppiati dal 1980 (fra essi ricordiamo l’aquila dalla coda bianca, il falco pellegrino e la poiana comune) – anche se, trattandosi si specie già rare, la loro popolazione resta ancora limitata.


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Lo chiami passero. Non gli hai mai dato un secondo sguardo. In realtà è l'uccello che sta scomparendo più velocemente dalle città europee — e nessuno se ne accorge perché nessuno lo guardava neanche prima.

Il passero domestico (Passer domesticus) era l'uccello più abbondante del pianeta. La specie più legata all'uomo dopo il piccione — non per caso ma per coevoluzione. Il passero vive dove vive l'uomo da diecimila anni. Non è un uccello selvatico adattato alla città — è un uccello che non esiste senza la città. Non lo trovi nei boschi. Non lo trovi nelle campagne senza case. Lo trovi dove ci sono edifici, granaglie, e cavità nei muri. È un animale domestico che non abbiamo mai riconosciuto come tale.

LA SCOMPARSA

In Gran Bretagna la popolazione è crollata del settanta per cento in trent'anni. A Londra è praticamente scomparso. In Italia il declino è documentato in tutte le grandi città — Roma, Milano, Firenze. Le piazze che vent'anni fa avevano centinaia di passeri oggi ne hanno decine. La scomparsa è così graduale che nessuno la nota — perché il passero era l'uccello che non guardavi.

Le cause sono tre — e sono tutte umane. Gli edifici moderni non hanno fessure. Il passero nidifica nelle cavità dei muri — sotto le tegole, nelle fessure dei cornicioni, dietro le grondaie. Un palazzo ristrutturato con cappotto termico e ogni fessura sigillata è un palazzo senza passeri. Un quartiere intero ristrutturato è un quartiere senza passeri.

La seconda causa è il cibo. I pulcini di passero mangiano esclusivamente insetti nelle prime due settimane — ragni, afidi, bruchi. Un giardino trattato con insetticida, un prato senza fiori, una siepe di lauroceraso senza insetti = fame per i pulcini. Gli adulti sopravvivono con i semi. I pulcini no.

La terza causa è la solitudine. Il passero è coloniale — ha bisogno di un gruppo minimo per riprodursi con successo. Sotto una certa soglia di popolazione, le coppie isolate non riescono a difendere il nido, a trovare cibo efficientemente, a reagire ai predatori. Il declino si autoalimenta — meno passeri significa meno successo riproduttivo per i passeri rimasti.

IL SUO CERVELLO

Il passero non è stupido. I maschi con la macchia nera sulla gola più grande dominano nel gruppo — e la dimensione della macchia è un segnale onesto di testosterone e aggressività. I maschi con bavaglio grande vincono i confronti senza combattere — il rivale vede la macchia e si ritira. È un sistema di comunicazione gerarchica basato su un badge visivo, studiato per decenni come modello di segnalazione onesta in biologia evolutiva.

Il bagno di polvere del passero — quel rituale in cui il gruppo si sdraia nella terra asciutta e si agita insieme — non è solo igiene. È un comportamento sociale sincronizzato che rafforza il legame del gruppo. I passeri che fanno il bagno di polvere insieme restano nello stesso gruppo più a lungo.

Il cinguettio che senti dal cespuglio e che liquidi come "rumore di passeri" è una conversazione — richiami di contatto, segnali di allarme, inviti al cibo, dispute territoriali. Il passero ha un repertorio vocale più complesso di quanto la sua reputazione suggerisca.

Quello che non vedi più in piazza non è un uccello banale che è andato altrove. È un uccello che stava con noi da diecimila anni — e che se ne sta andando perché abbiamo chiuso le porte 




https://it.wikipedia.org/wiki/Passer_domesticus








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