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martedì 31 marzo 2026
l'astuzia ( o perfidia ?) del serpente NELLE FAVOLE
Il serpente, la rana, il grillo e il topo…
Un giorno, il serpente rimase gravemente ferito dopo un brutale scontro con il cinghiale.
Strisciò fino alla sua caverna, dove rimase per giorni senza poter cacciare, soffrendo una fame insopportabile. Il dolore era così forte che non poteva più sopportarlo.
Disperato, con gli occhi pieni di lacrime, chiamò il colibrì.
— Colibrì, per favore, presto… Sto morendo e non posso portare nella tomba il peso delle mie crudeltà. Chiama la rana, devo chiederle perdono per aver divorato suo fratello.
Vai anche dal grillo, perché devo chiedergli scusa per aver divorato i suoi genitori.
Chiama anche il topo, perché ho mangiato i suoi piccoli e non voglio morire con questo peso. Ti prego, non tardare… Devono arrivare prima che io parta…
Le lacrime del serpente si mescolavano alla terra, come burro fuso, e la sua supplica commosse persino il colibrì. Volando rapidamente, andò a chiamare la rana, il grillo e il topo.
Anche sapendo della crudeltà del serpente, gli animali, vedendo la sua sofferenza, non poterono resistere alla compassione e, piangendo, andarono a salutarlo.
Il primo ad arrivare fu il grillo.
— Le mie condoglianze, signora serpente. Accetti il mio cordoglio. Mi dispiace per lei.
Il serpente rispose tristemente:
— Entra, mio amico grillo. Oggi voglio cancellare l’immagine di una crudele traditrice che tutti hanno di me.
Poi arrivò il topo.
— Le mie condoglianze, signora serpente, accetti il mio cordoglio.
— Entra, mio amico topo. Sono distrutta, la tua vecchia amica. Ora rimuovi quei denti affilati, così posso abbracciarti per il perdono.
Infine arrivò la rana.
— Le mie condoglianze, signora serpente. Accetti il mio cordoglio.
— Entra, mio amico rana. E pulisci quelle zampe viscide, così posso abbracciarti. Ti chiedo anche di chiudere l’ingresso della grotta, per non essere disturbati.
Gli animali, profondamente commossi, spinsero una pietra bloccando l’ingresso.
Nessuno li vide mai più. Diventarono vittime della grande inganno del serpente.
Morale: Nella vita, ci sono persone che si fingono vittime, versano lacrime di coccodrillo, nascondendo le loro cattive intenzioni. E molte persone dal cuore buono finiscono per soffrire. Perché il serpente cambia pelle, ma resta sempre serpente.
IL SERPENTE E LA LUCERTOLA
Un serpente aveva preso una lucertola per la coda; quando spalancò la gola per ingoiarla, quella afferrò un rametto che era lì per terra, e tenendolo di traverso stretto forte tra i denti, con questo ingegnoso impedimento ostacolò le avide fauci. Il serpente lasciò cadere dalla bocca l'inutile preda.
Quando manca la pelle del leone, bisogna cucirsi addosso quella della volpe: cioè, quando mancano le forze, bisogna servirsi dell'astuzia.
il serpente e il topolino
di mrestaino (Medie Inferiori)
C’era una volta un topolino bianco e irrequieto di nome Livio che gironzolava per il bosco. Un giorno, mentre cercava da mangiare, vide il serpente, l’animale più temuto dalla stirpe dei topi.
Allora Livio cercò di scappare ma il serpente era molto più veloce di lui e lo acchiappò per la coda.
Il topolino pregò di essere liberato e di risparmiargli la vita.
Il serpente era molto malvagio e anche affamato, ma decise di lasciarlo stare, a patto che avesse partecipato a una gara di nuoto: il serpente non lo avrebbe mangiato solo se il topo fosse riuscito a vincere.
Allora il topo andò subito nella sua casetta e raccontò l’accaduto alla sua famiglia. La moglie del topolino era molto preoccupata e gli propose di lasciare il quartiere di Topolandia e trasferirsi in un altro bosco.
Livio, essendo un topolino sincero e molto onesto, decise di partecipare comunque, così prese ferie al lavoro e iniziò ad allenarsi per la sfida.
Il serpente tornò ancora da Livio per decidere la gara.
Il serpente si meravigliò vedendo il topolino nuotare ma non gli voleva far capire che aveva paura di lui, anzi, lo provocò: Livio però non gli diede importanza e continuò ad allenarsi.
Passarono settimane e mesi, alla fine arrivò il giorno deciso: al lago era arrivato il serpente, mentre il topolino non si era visto.
Il serpente era molto arrabbiato ma all'improvviso dal bosco spuntò il topolino, che era già in costume. Il giudice gabbiano fece iniziare la gara: i due stavano nuotando più forte che potevano, il serpente stava vincendo, però prese uno masso e affondò a picco.
Livio, essendo un topolino veramente buono, lo salvò. Il serpente , visto il gesto nobile del topolino, lo lasciò libero e gli promise che la stirpe dei serpenti non avrebbe più minacciato i topi.
Il popolo dei topi ne fu molto felice e decise di costruire una statua del serpente e di Livio a Topolandia perché tutti ne ricordassero la storia.
la morale
la morale è che qualche volta i nemici , gli inaffidabili etc. si ravvedono e decidono di agire correttamente
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