ma la società reagisce: qui solo terre autorizzate
Gli abitanti (almeno quelli del Comitato contro la riclassificazione della ex Cava Fornace) tengono alta preoccupazione e attenzione sul sequestro di cemento amianto operato da Arpat
MONTIGNOSO. Gli abitanti (almeno quelli del
Comitato contro la riclassificazione della ex Cava Fornace) tengono
alta preoccupazione e attenzione sul sequestro di cemento amianto
operato da Arpat. I responsabili di Programma Ambiente apuana Spa
tornano a spiegare che non ci sono pericoli ed è tutto (o quasi) un
equivoco.
«Speriamo che quanto dice Programma Ambiente sia vero, che la
vicenda del sequestro dei sacconi contenenti amianto sia solo "una
questione di codici" e che non via sia alcun pericolo per
l'ambiente. Noi, però siamo preoccupati lo stesso», dicono quelli
del Comitato.
Preoccupati perchè, da quanto risulta ai cittadini, «almeno uno
dei sacconi provenienti da Venezia è stato trovato parzialmente
aperto, in contrasto con le norme che ne impongono la chiusura
ermetica durante le fasi di trasferimento e stoccaggio».
Ma anche perchè «durante un accertamento fatto d'urgenza nel
cantiere per la costruzione del palazzo del cinema di Venezia il 27
agosto scorso, due giorni dopo il controllo dell'Arpat a
Montignoso, è emerso che cento big bags di materiale e terra erano
pronti per essere trasferiti alla discarica per rifiuti speciali
pericolosi di S. Martino Buon Albergo (provincia di Verona)».
Perchè, si chiede il comitato, questi 100 sacconi sono stati
destinati a questa particolare discarica per sostanze pericolose,
«quando quelli sequestrati a Montignoso, provenienti dalla stesso
cantiere, sono finiti nella discarica ex Viti per "non
pericolosi"?»
Replica l'ingegner Pierfrancesco Lavaggi, presidente di Programma
Ambiente Apuane. «La discarica ex cava Fornace è autorizzata a
ricevere rifiuti speciali non pericolosi. In un bacino separato,
però, può accogliere in deroga rifiuti pericolosi, come il cemento
amianto. Come in questo caso. Quella di San Martino Buon Albergo,
poi, non è una discarica di rifiuti pericolosi, ma sito di
stoccaggio per rifiuti speciali, in cui i big bags sono giunti con
lo stesso codice dei sacconi arrivati a Montignoso, codici a noi
contestati».
Intanto il Comitato se la prende anche con le istituzioni: parla
di «assordante silenzio» di Comune e Provincia a cui chiede la
convocazione d'urgenza della commissione comunale (che ha già
effettuato un sopralluogo in discarica) e provinciale Ambiente, con
il sindaco Federico Binaglia «per fare chiarezza sulla
vicenda».
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