lunedì 14 settembre 2009

C'è chi ha proposto
una taglia sui piromani

Piromani, chi sono? Perché lo fanno? Come scoprirli e soprattutto come metterli in grado di non colpire più, visto che di disastri ne hanno compiuti troppi? Non si parla d'altro all'ombra del Serra e della Verruca. Il monte pisano mostra tutte le ferite inferte dal fuoco





CALCI. Piromani, chi sono? Perché lo fanno? Come
scoprirli e soprattutto come metterli in grado di non colpire più,
visto che di disastri ne hanno compiuti troppi? Non si parla
d'altro all'ombra del Serra e della Verruca. Il monte pisano mostra
tutte le ferite inferte dal fuoco. La gente è sgomenta. C'è
l'auspicio di vedere punire i killer capaci di distruggere un
patrimonio ambientale di straordinaria bellezza.

Tra l'altro riserva naturale per la qualità della vita.
Ci sono persone che hanno pianto e continuano a piangere, ancora
incredule. Gli incendiari perché lo hanno fatto? L'interrogativo
non trova una qualsiasi logica. Ipotesi, congetture. Prendono corpo
alcune critiche circa la prevenzione, i controlli, le verifiche, la
pulitura del sottobosco.


Giuste o non giuste queste valutazioni? Non ci si rassegna. È la
rabbia che spazia in ogni direzione. La gente cerca un capro
espiatorio. Qualcuno, come un consigliere comunale di "Calci nel
cuore", propone una taglia per favorire la cattura dei piromani. Le
indagini sono in pieno svolgimento. Stretto il riserbo.

C'è chi parla di strani individui visti aggirarsi da queste parti
nei giorni precedenti allo scempio. Potrebbero però essere semplici
turisti. O sono i piromani? Esiste effettivamente qualche elemento
certo? Al momento bocche cucite. Dall'opinione pubblica sale
impellente e imperiosa la richiesta di operare concretamente. La
storia antica e recente del monte è fatta anche di piromani. Alcuni
sono stati smascherati. Senza andare troppo lontano nel tempo, nel
2001 il coordinamento tra corpo forestale e gruppo volontari portò
a organizzare appostamenti che dettero buoni risultati. Dopo un
rogo, appena appiccato, sul Cascetto, furono presi caldi caldi (è
il caso di dirlo) due giovani in fuga su una moto. Appartenevano a
famiglie-bene.


Processati, confessarono e vennero condannati. Una pena
obiettivamente troppo blanda. Nel 2004 altra proficua operazione di
tipo repressivo: alla guida di un fuoristrada un uomo di mezza età
finì nella trappola tesa dai carabinieri di Vicopisano. Aveva a
bordo pigne imbevute di benzina e materiale altamente infiammabile.
La denuncia, l'ammissione della colpa però il quasi perdono nelle
aule giudiziarie del tribunale.

Ieri è continuata la bonifica del territorio anche con
bombardamenti di sostanze schiumogene da parte degli elicotteri
mentre in basso si è proceduto con la messa in sicurezza di dove
era bruciato. Particolarmente curata la superficie nella quale
sorgeva la magnifica pineta, seminata all'inizio degli anni 40 e
oggi sostituita da cenere e tizzoni anneriti. Lo spettacolo è
quantomai deprimente. Quasi tutti gli ettari andati a fumo
appartengono a privati, il demanio possiede solo una modesta area
marginale.



I proprietari, come ci conferma Adolfo Cappelli, dell'ufficio
forestazione del Comune, si sono fatti avanti recandosi in
municipio chiedendo che venga riconosciuto lo stato di calamità
naturale. Il discorso riguarda principalmente i danni subiti dagli
oliveti. Oltre i mancati raccolti, è scontato, esiste il dato di
fatto della cancellazione di migliaia di piante che rappresentavano
anche una ricchezza ambientale e paesaggistica di incommensurabile
pregio.


(11 settembre 2009)

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