venerdì 2 novembre 2012

TOSCANA DA SEMPRE ALL' AVANGUARDIA NELLE QUESTIONI " UMANE "



grandi personaggi della storia TOSCANA :   PIETRO LEOPOLDO 


la Toscana terra bellissima è da sempre culla di civiltà, patria nativa di grandi menti ma anche residenza scelta per una ragione o per l'altra di grandi personaggi passati alla storia per le loro gesta opere siano esse letterarie , artistiche o di altra materia , molti personaggi Toscani di nascita o per d'adozione son passati alla storia tra i tanti c'è Pietro Leopoldo granduca di Toscana chiamato affettuosamente dai Fiorentini CANAPONE a causa della grande capigliatura " stopposa " che ricordava appunto la corda di canapa, egli oltre ad essere un grande personaggio pubblico aveva una mente fina, lungimirante e illuminante non solo per la TOSCANA ma bensì per tutti i popoli restanti nel mondo medioevale, tra le sue gesta quella che brilla su tutte è l'abolizione della pena di morte sancita attraverso la riforma della giustizia da lui promulgata il 30 Novembre 1786

 con questa riforma LA TOSCANA fu il primo paese al mondo che bandì questa   pena 

chi era PIETRO LEOPOLDO


Leopoldo II d'Asburgo-Lorena, nacque a Vienna il 5 Maggio 1747 - morì a Vienna il 1 Marzo 1792;  nono dei 16 figli di Maria Teresa d'Asburgo e dell'Imperatore Francesco I di Lorena. Col nome di Pietro Leopoldo I, fu Granduca di Toscana dal 1765 al 1790 e alla morte del fratello maggiore Giuseppe II, ricevette la corona imperiale col nome di Leopoldo II.
Imperatore del Sacro Romano Impero dal 1790 al 1792.

Pur legato all'impero austriaco per ragioni dinastiche e di interessi politico-strategici, egli operò innanzitutto per rendere autonomo il proprio Stato da Vienna. Diede quindi seguito a un'azione riformatrice, di chiaro stampo illuministico, che interessò gli ambiti giuridico, economico e persino religioso.
Circondatosi di collaboratori capaci, come lo statista fiorentino Pompeo Neri, subordinò la propria politica a un duplice obiettivo: da una parte attuare provvedimenti di "buon governo", che migliorassero l'efficienza dello Stato; dall'altra sforzarsi di contrastare i privilegi dell'aristocrazia e del clero, introducendo nello Stato principi di giustizia.
Nel primo indirizzo, per esempio, rientrano la bonifica della Maremma e della Val di Chiana, un provvedimento per quei tempi davvero rivoluzionario, così come la pubblicazione del bilancio statale e il riordino dell'amministrazione pubblica secondo principi di forte decentramento.
Promosse vaste bonifiche delle zone paludose della Toscana; diede notevole impulso all'agricoltura, all'industria e al commercio adottando un sistema liberistico e promuovendo la costruzione di un moderno sistema di comunicazioni stradali; promosse la cultura fondando scuole, accademie, musei e rinnovando le università di Pisa e Siena.
Nel secondo, invece, si può annoverare la capitale modifica della procedura giudiziaria e del diritto penale, ora ispirati dalle tesi del Beccaria.
Il 30 novembre del 1786, con un atto di illuminata civiltà, il granduca Pietro Leopoldo promulga il nuovo Codice criminale abolendo, per la prima volta nella storia degli Stati moderni, la pena di morte e la tortura.
Inoltre soppresse antichi e consolidati privilegi feudali, come il maggiorascato, grazie al quale solo il figlio maggiore ereditava i beni della famiglia, e abolì le immunità fiscali a vantaggio dell'aristocrazia.
Agì infine con energia affinché la borghesia potesse accedere alle cariche pubbliche locali, tentando per tale via di rinnovare la classe dirigente.
La riforma comunitativa, che instaurò il principio dell'autonomia locale, rendendo elettivi i Sindaci e i Consigli comunali; il perseguimento di una politica di pace, una nuova impostazione dei rapporti fra Stato e Chiesa.
  www.consiglio.regione.toscana.it/ presidente/festatoscana2001/leopoldo.htm


il Codice Leopoldino

Il 30 novembre del 1786 la Toscana, con un provvedimento senza precedenti, abolì la pena di morte: dal 2000 proprio in questa data si commemora l'avvenimento, celebrando la cosiddetta "Festa della Toscana".


ecco l’Editto del Granduca Pietro Leopoldo 


(Trascrizione del Proemio e dell’articolo LI Abolizione della pena di morte
della Legge di riforma criminale del 30 novembre 1786, n. LIX.)
PIETRO LEOPOLDO
PER GRAZIA DI DIO
PRINCIPE REALE D’UNGHERIA E DI BOEMIA
ARCIDUCA D’AUSTRIA
GRANDUCA DI TOSCANA

Fino dal Nostro avvenimento al Trono di Toscana riguardammo come uno dei Nostri principali doveri l’esame, e riforma della Legislazione Criminale, ed avendola ben presto riconosciuta troppo severa, e derivata da massime stabilite nei tempi meno felici dell’Impero Romano, o nelle turbolenze dell’Anarchia dei bassi tempi, e specialmente non adattata al dolce, e mansueto carattere della Nazione, procurammo provvisionalmente temperarne il rigore con Istruzioni, ed Ordini ai Nostri Tribunali, e con particolari Editti, con i quali vennero abolite le pene di Morte, la Tortura, e le pene immoderate, e non proporzionate alle trasgressioni, ed alle contravvenzioni alle Leggi Fiscali, finché non ci fossimo posti in grado mediante un serio, e maturo esame, e col soccorso dell’esperimento di tali nuove disposizioni di riformare intieramente la detta Legislazione.

Con la più grande soddisfazione del Nostro paterno cuore Abbiamo finalmente riconosciuto che la mitigazione delle pene congiunta con la più esatta vigilanza per prevenire le reazioni, e mediante la celere spedizione dei Processi, e la prontezza, e sicurezza della pena dei veri Delinquenti, invece di accrescere il numero dei Delitti ha considerabilmente diminuiti i più comuni, e resi quasi inauditi gli atroci, e quindi Siamo venuti nella determinazione di non più lungamente differire la riforma della Legislazione Criminale, con la quale abolita per massima costante la pena di Morte, come non necessaria per il fine propostosi dalla Società nella punizione dei Rei, eliminato affatto l’uso della Tortura, la Confiscazione dei beni dei Delinquenti, come tendente per la massima parte al danno delle loro innocenti famiglie che non hanno complicità nel delitto, e sbandita dalla Legislazione la moltiplicazione dei delitti impropriamente detti di Lesa Maestà con raffinamento di crudeltà inventati in tempi perversi, e fissando le pene proporzionate ai Delitti, ma inevitabili nei respettivi casi, ci Siamo determinati a ordinare con la pienezza della Nostra Suprema Autorità quanto appresso.
(…omissis…)
         
LI. Abbiamo veduto con orrore con quanta facilità nella passata Legislazione era decretata la pena di Morte per Delitti anco non gravi, ed avendo considerato che l’oggetto della Pena deve essere la soddisfazione al privato, ed al pubblico danno, la correzione del Reo figlio anche esso della Società e dello Stato, della di cui emenda non può mai disperarsi, la sicurezza nei Rei dei più gravi ed atroci Delitti che non restino in libertà di commetterne altri, e finalmente il Pubblico esempio, che il Governo nella punizione dei Delitti, e nel servire agli oggetti, ai quali questa unicamente è diretta, è tenuto sempre a valersi dei mezzi più efficaci col minor male possibile al Reo; che tale efficacia, e moderazione insieme si ottiene più che con la Pena di Morte, con la Pena dei Lavori Pubblici, i quali servono di un esempio continuato, e non di un momentaneo terrore, che spesso degenera in compassione, e tolgono la possibilità di commettere nuovi Delitti, e non la possibile speranza di veder tornare alla Società un Cittadino utile, e corretto; avendo altresì considerato, che una ben diversa Legislazione potesse più convenire alla maggior dolcezza, e docilità di costumi del presente secolo, e specialmente nel popolo Toscano, Siamo venuti nella determinazione di abolire come Abbiamo abolito con la presente Legge per sempre la Pena di Morte contro qualunque Reo, sia presente, sia contumace, ed ancorché confesso, e convinto di qualsivoglia Delitto dichiarato Capitale dalle Leggi fin qui promulgate, le quali tutte Vogliamo in questa parte cessate, ed abolite.
(…omissis…)

Tale è la Nostra volontà, alla quale Comandiamo che sia data piena Esecuzione in tutto il nostro Gran-Ducato, non ostante qualunque Legge, Statuto, Ordine, o Consuetudine in contrario.

         Dato in Pisa li 30. Novembre 1786.

         PIETRO LEOPOLDO
         V. ALBERTI.
         CARLO BONSI.


(Trascrizione del Proemio e dell' articolo LI (Abolizione della pena di morte) della Legge di riforma criminale del 30 novembre 1786, n. LIX conosciuta anche come Codice Leopoldino o Leopoldina)

per saperne di più .......

http://www.itinerarilorenesi.it/?sezione=12&dettaglio=311
http://www.artelabonline.com/articoli/view_article.php?id=2907

http://www.archiwebmassacarrara.com/percorsi_dettaglio.php?ID=119
http://www.bagnonemia.com/Pietro%20Leopoldo/leopoldo_doc.htm
http://www.google.it/url?
http://it.wikipedia.org/wiki/Leopoldo_II_del_Sacro_Romano_Impero
sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=15&cad=rja&ved=0CIEBEBYwDg&url=http%3A%2F%2Fwww.luciorizzotto.it%2Fclasse4%2Fstoria%2FLA%2520TOSCANA%2520DI%2520PIETRO%2520LEOPOLDO.doc&ei=n9aTUPOfI_DP4QTvm4BY&usg=AFQjCNFaA7ptuqRVZ-Vxf_M6JomSFAzVzA&sig2=b1RFevjjXkCXba4YhW1fyg

http://it.wikipedia.org/wiki/Codice_leopoldino
http://www.lalivornina.it/DESCRIZIONI%20PERSONAGGI%20FAMOSI/Leopoldo%20I.htm

l'editto etc su google libri
http://books.google.it/books?id=4WVFAAAAcAAJ&printsec=frontcover&dq=%22Pietro+Leopoldo%22&hl=it&sa=X&ei=vN-TULzeMc7a4QS9l4HQDA&ved=0CDEQ6AEwAQ
http://books.google.it/books?id=DPhKAAAAcAAJ&printsec=frontcover&dq=%22Pietro+Leopoldo%22&hl=it&sa=X&ei=vN-TULzeMc7a4QS9l4HQDA&ved=0CDMQ6AEwAg
http://books.google.it/books?id=rAdK36ew-p4C&printsec=frontcover&dq=%22Pietro+Leopoldo%22&hl=it&sa=X&ei=vN-TULzeMc7a4QS9l4HQDA&ved=0CDkQ6AEwBA#v=onepage&q=%22Pietro%20Leopoldo%22&f=false


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