domenica 24 giugno 2012


LE COSE DA SAPERE ******    LE COSE DA SAPERE ******    LE COSE DA SAPERE ******    






leggendo le ENCICLOPEDIE si sa s' imparano tante cose più o meno utili, tra le tante ve ne sono alcune di cui si può anche farne a meno mentre altre che bisogna assolutamente sapere che potrebbe andarne della propria vita ...... in questa rubrichetta tratteremo pian piano proprio quest' ultimo tipo di sapere .......


a cura di a.s.s.nm. 
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LA FLAUTULENZA - ESEGESI DELLA SCOREGGIA

fonte : http://it.wikipedia.org/wiki/Flatulenza

La flatulenza (popolare: scoreggia, scorreggia o scureggia) è una miscela di gas (prodotta dai batteri simbiotici e dai lieviti che vivono nel tratto gastrointestinale dei mammiferi) e di particelle aerosolizzate di feci rilasciata sotto pressione attraverso l'ano generalmente associata ad un caratteristico suono e un odore sgradevole.


Indice

* 1 Quantità e componenti
* 2 Cause
* 3 Meccanismo d'azione
* 4 Rimedi
o 4.1 Dietetici
o 4.2 Farmacologici
o 4.3 Cosmetici
* 5 Effetti sulla salute
* 6 Negli animali
* 7 Impatto ambientale
* 8 La flatulenza nella letteratura, nell'arte, nel costume
o 8.1 Nelle opere letterarie
o 8.2 Nel cinema e nella cultura popolare
* 9 Note
* 10 Voci correlate

Quantità e componenti

L'uomo rilascia mediamente dai 0.5 a 1.5 litri di gas al giorno suddivisi in 11-25 flatulenze circa. Una flatulenza è composta principalmente da gas inodori come l'azoto (ingerito), l'ossigeno (ingerito), il metano (prodotto da archea anaerobici), il biossido di carbonio (prodotto dai batteri anaerobici o ingerito) e l'idrogeno (prodotto da alcuni e consumato da altri).[1] L'azoto è il principale gas rilasciato. Il metano e l'idrogeno sono infiammabili, perciò alcune flatulenze, se innescate, possono prendere fuoco. Non tutti gli esseri umani producono un flatus contenente metano. Per esempio, in uno studio delle feci di nove adulti, solo cinque campioni contenevano batteri capaci di produrre questo gas.[2] Il gas rilasciato ha di solito un cattivo odore che deriva principalmente da una piccola percentuale di acidi grassi come l'acido butirrico (odore di burro rancido) e da composti di zolfo come il solfuro di idrogeno (odore di uova marce) e il solfato di carbonile che sono il risultato della scomposizione delle proteine.[3] L'incidenza di componenti odorose nelle flatulenze aumenta negli erbivori, come i bovini, agli onnivori ai carnivori, come i gatti.

Cause

Il gas intestinale è formato al 90% da cause esogene (aria ingerita attraverso il naso e la bocca) e al 10% da cause endogene (gas prodotto nel tratto digestivo). I gas endogeni sono generati come un sottoprodotto della digestione di certi alimenti. I cibi che provocano flatulenza sono solitamente ricchi di carboidrati complessi (specialmente oligosaccaridi come l'inulina) e comprendono fagioli, latte, cipolle, patate dolci, scorze di agrumi, formaggio, castagne, anacardi, broccoli, cavolo, carciofi, avena, lievito presente nel pane, ecc. Un' eccessiva flatulenza provoca motilità intestinale e quindi feci liquide.

Nei fagioli, i gas endogeni sembrano derivare dagli oligosaccaridi, carboidrati resistenti alla digestione: essi passano attraverso l'intestino superiore pressoché inalterati, e quando raggiungono l'intestino inferiore vengono assaliti dai batteri che se ne cibano, producendo abbondanti quantità di gas.

Meccanismo d'azione

Il rumore comunemente associato alle flatulenze è causato dalla vibrazione dell'apertura anale. Il suono varia a seconda della tensione dello sfintere e della velocità del gas espulso e anche per mezzo di altri fattori come l'umidità e la quantità di grasso corporeo.

La flatulenza giunge all'ano con lo stesso meccanismo delle feci, causando una sensazione simile di urgenza e disagio.[4]

Rimedi
Pastiglie di carbone.
Dietetici
Alcune spezie neutralizzano la produzione di gas intestinali, specialmente cumino, anice e gli affini curcuma, assafetida e kombu (un'alga marina detta anche kelp utilizzata nella cucina giapponese).

Alcune persone dichiarano che riducendo l'apporto dei carboidrati più raffinati (come quelli contenuti nel riso, nella pasta, nelle patate e nel pane) la quantità di flatulenze può diminuire sensibilmente.

Anche i probiotici (yogurt, kefir, acidophilus, bifidus, ecc.) e i prebiotici possono ridurre la flatulenza se usati per ristabilire l'equilibrio della flora intestinale; usati in eccesso, tuttavia, possono creare uno squilibrio che aumenterebbe la flatulenza.

È stato riportato che anche le tavolette di carbone vegetale sono efficaci nel ridurre l'odore e la quantità delle flatulenze se prese subito prima dei pasti.

Farmacologici
Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo: non sono riferibili né a prescrizioni né a consigli medici – Leggi le avvertenze

L'integrazione di enzimi digestivi può ridurre sensibilmente la quantità di flatulenze se queste sono causate da alcune componenti non digerite dei cibi. Gli enzimi lattasi, lipasi, proteasi, cellulasi, saccarasi, invertasi, diastasi di malto e pectinasi sono disponibili, da soli o in combinazioni, nei prodotti commerciali. Quando non interessano la produzione stessa dei gas intestinali, agenti con una bassa tensione superficiale possono ridurre le spiacevoli sensazioni legate alla flatulenza, aiutando il dissolvimento dei gas in materia liquida o fecale.

È anche utile ingerire piccole quantità di liquidi acidi insieme ai pasti, come succo di limone o aceto, per stimolare la produzione di acido cloridrico, che a sua volta incrementa la produzione di enzimi. Questo facilita la digestione e può limitare la produzione di gas.


Cosmetici 
Biancheria intima e imbottiture al carbone attivo possono effettivamente ridurre gli odori delle flatulenze, ma questi prodotti non attutiscono il suono. Maggiore sicurezza si può ottenere con l'uso di deodoranti e profumi. Bisogna prestare attenzione alla scelta del profumo usato per combattere l'odore, con note floreali e agrumi piuttosto che muschio, che potrebbe mettere in risalto l'odore sgradevole.

Effetti sulla salute 
Come normale funzione del corpo, l'emissione di flatulenze è un importante segnale di normale attività intestinale e non deve essere fonte di vergogna. Non vi è nessun danno nel trattenere le flatulenze. La flatulenza non è velenosa, è una componente naturale dei vari contenuti dell'intestino. Comunque, può svilupparsi del disagio dovuto all'accumulo della pressione dei gas. In teoria, trattenendo le flatulenze si può verificare una distensione patologica dell'intestino che può condurre alla stipsi.

Negli animali 
Di fatto tutti gli animali emettono flatulenze, compresi molti invertebrati. Anche gli uccelli, i vermi, le formiche, i pesci e i rettili emettono flatulenze.


Impatto ambientale 
La flatulenza contribuisce solo in minima parte alle emissioni di metano prodotte dai bovini.

La flatulenza è considerata erroneamente una significativa fonte di gas serra in base alla considerazione che il flatus del bestiame conterrebbe elevate percentuali di metano.[5] Il bestiame, infatti, è responsabile di circa il 20% delle emissioni globali di questo gas nell'atmosfera[6], ma tuttavia la quasi totalità (90-95%) di queste emissioni sono rilasciate attraverso la respirazione e l'eruttazione.[7].



Quando la flatulenza fa spot 
Un fenomeno naturale - e scatologicamente pertinente - come la flatulenza non poteva passare inosservato neppure per la creatività dei pubblicitari televisivi che, in tempo diversi, hanno fatto ricorso - in chiave evidentemente comica - ad una sua rappresentazione grafica (e sonora) per reclamizzare i prodotti più disparati, come patatine fritte, caramelle al mentolo e griffe di moda. Sulla scia delle imprese del Gigante Gambipiombo[8], personaggio della fantasia destinato all'infanzia, per tali spot pubblicitari sono stati usati sia cartoni animati con simpatici animaletti sia attori in carne, ossa, e aria

In molte culture, la flatulenza è vista come imbarazzante e scortese; ciò è anche dovuto al fatto che si tratta di un argomento tabù, e quindi un soggetto naturale per il cosiddetto toilet humour. È il motivo per cui, in molti ambiti, ci si sforza di trattenere un peto in pubblico, assumendo posizioni tali da occultarne eventualmente il rumore e l'odore.

La flatulenza può essere considerata comica dalla gente, a causa sia del suono sia dell'odore prodotto. È pratica goliardica e cameratesca, diffusa soprattutto tra gli adolescenti, il dare fuoco ai peti.

È curioso come, in condizioni di privacy, un certo numero di persone provi piacere nell'annusare l'odore della propria flatulenza (petofilia)[senza fonte].

Nelle opere letterarie

La flatulenza viene citata nella letteratura fin dall'antichità, come nel commediografo greco Aristofane, famoso per utilizzarla con fini parodistici (perfino degli omina divini) e nel Satyricon di Petronio Arbitro (I secolo), in cui il patrizio Trimalcione intrattiene i suoi convitati con una lunga dissertazione sull'argomento.

* Nella Divina Commedia di Dante Alighieri, l'ultima riga del Canto XXI dell'Inferno recita: «ed elli avea del cul fatto trombetta» in riferimento all'atto del diavolo Barbariccia che dà inizio alla marcia della sua cricca di diavoli.
* Nel Gargantua di François Rabelais sono presenti numerose ricorrenze della parola "peto".
* Nel Racconto di Miller (uno dei I racconti di Canterbury di Chaucer), il personaggio di Nicholas sporge il suo posteriore da una finestra e scorreggia in faccia al rivale Absalom. Absalom marchia, quindi, il sedere di Nicholas con un attizzatoio ardente.
* Nell'Ulisse di James Joyce, il personaggio principale Leopold Bloom fa un «vento» nel capitolo "Sirene".
* Ne I Miserabili, Victor Hugo fa scoreggiare una pingue prostituta («quattuor denarios aut unum bombum»).
* Ne La Terra (quindicesimo volume della serie "Les Rougon-Macquart") di Émile Zola, Fouan il maggiore può scorreggiare a comando e vincere bevande gratis scommettendo sulla sua abilità.
* In Niente di nuovo sul fronte occidentale di Erich Maria Remarque, un soldato scoreggia commentando: «ogni fagiolino fa il suo versino».

Nel "Simplicius" di Grimmelshausen, il protagonista Simplicio viene convinto che per trattenere le flatulenze a tavola bisogna spingere più che si può pronunciando tre volte le parole "je pète, je pète, je pète!" con il comico risultato opposto.

Nel cinema e nella cultura popolare 

* Joseph Pujol, in arte Le Pétomane (il petomane), fu un apprezzato artista francese della belle époque che si esibiva emettendo flatulenze. La sua storia - narrata parodisticamente nel film Il petomane con protagonista Ugo Tognazzi - ha ispirato anche il personaggio di Maurice, un artista girovago che si esibisce come petomane, nel film La teta y la luna di Juan José Bigas Luna (1994).
* Nel monologo Sesso con Luttazzi, il comico satirico Daniele Luttazzi elenca i «cinque fatti poco noti sulle scoregge».
* Nel film comico Mezzogiorno e mezzo di fuoco di Mel Brooks si assiste ad una scena di peti fatti da un gruppo di cowboy. Lo stesso Brooks interpreta il Governatore William J. -LePetomaine-.
* Nel film Splatters - Gli schizzacervelli di Peter Jackson, un brioso intestino umano si diletta nell'emettere sporadicamente flatulenze contro i protagonisti.
* Nel film cartone animato Shrek di Andrew Adamson si afferma che la flatulenza è meglio che stia fuori anziché dentro.
* Nel film Pierino colpisce ancora con Alvaro Vitali storica è la scena dove spiega le 3 tipologie di "scoregge" associandole ad altrettanti nomi di battesimo, lo stesso Vitali dimostra con una candela l'infiammabilità di una sua potente scoreggia.
* In Tra(sgre)dire di Tinto Brass l'odore anale è anche un mezzo di eccitazione per l'uomo come si vede nella scena in cui Bernard (Mauro Lorenz) dapprima esegue un massaggio anale su Carla (Yuliya Mayarchuk) penetrando con le dita il solco delle sue natiche e poi porta le dita al naso per annusarne l'odore.
* Nell'episodio della serie televisiva Dr. House - Medical Division "C'est la vie", George Hagel, omone di più di 300 chili, emette una flatulenza, quando i vigili del fuoco tentano di sollevarlo di peso dal suo letto
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La scommessa tra un uomo e il diavolo…


Un tizio muore e va all’inferno.
Giunto al cospetto del diavolo dice: “Diavolo, ti propongo una scommessa: se vinco mi rimandi su per una decina d’anni”.
Il diavolo accetta e l’omino tira una scoreggia dicendo: “Rincorrila!”.
Il diavolo e’ colto di sorpresa e il nostro amico ritorna sulla terra per dieci anni.
Durante questo periodo il diavolo si allena, e 10 anni dopo, pronto nuovamente alla scommessa, si trovare il tizio che gli ripropone un’altra scommessa.
Il diavolo accetta; l’omino scoreggia e grida: “Pitturala!!”.
E’ proprio il caso di dire che il diavolo rimane di merda ed e’ costretto a pagare di nuovo la scommessa.
Passano altri 10 anni nei quali il diavolo si allena nel rincorrere e pitturare le scoregge.
Dieci anni dopo il nostro amico si presenta al diavolo,  con uno scolapasta.
Si rinnova la scommessa: la posta in palio questa volta e’ pero’ l’ascesa al Paradiso.
L’omino si mette lo scolapasta sotto il sedere e tira una scoreggia, con il diavolo che aveva gia’ in mano i pennelli.
“Da che buco e’ uscita ?”.
Il diavolo non crede alla semplicita’ della domanda e, dopo aver annusato lo scolapasta, sentenzia trionfalmente: “Da quello in alto a destra vicino al bordo!!”.
E l’ uomo: “No, coglione, dal mio buco del culo !!!”.
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