domenica 24 ottobre 2010

MAGAZINE NUMERO DOPPIO - che non-è-il.numero.vero_e_proprio_del-numero.che-per_quellodoveteaspettare_l'estrazionidell'8_di_domanil'altroancora_sempreche.,ci,siano

MUsica et commpany

xfactor 4 - gli eliminati sono quelli col vero xfactor ?


comunque e' stata eliminata cassandra , c'e la sensazione che il programma sia sempre meno un cerca talent ma una specie di presa di culo via etere

nelly furtado dal vivo alla tele













tutto è bene quel che finisce bene ma....




un po' d'attenzione in piu' eviterebbe tanti incidenti
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31 ottobre - HALLOW’EN E LA NOTTE DI OGNISSANTI

Quella di Hallow’en sta diventando una festa molto sentita dai bambini e dai giovani anche in Italia, più per la voglia del divertimento che da sempre accompagna questa festa nei film americani, che per la reale conoscenza delle origini e del significato che la Vigilia di Ognissanti e del Giorno dei Morti avevano nell’antichità celtica, poiché è da questo popolo che ci giunge Hallow’en. L’1 novembre è il giorno limite fra un anno agricolo e quello nuovo: finiti di raccogliere i frutti, la terra si prende un periodo di meritato riposo fino alla primavera successiva, quando la natura tornerà a splendere; addirittura i Celti del nord accendevano un grande falò, con il quale auguravano al Sole buon viaggio attraverso l’inverno, salutato dal passaggio continuo dei pipistrelli. Nelle terre abitate dai Celti era il Capodanno, il Samuin, e la notte precedente, per intenderci quella fra il 31 ottobre ed il 1 novembre, era la notte detta Nos Galan-gaeaf (notte delle calende d’inverno): questa notte era considerata il punto di maggior contatto tra il mondo dei vivi e quello dei morti, quando tempo e spazio sono sospesi, ed era celebrata con una grande festa, ma festa pagana. Furono i cristiani franchi che istituirono in questa data la festa di Ognissanti, originariamente celebrata il 13 maggio, sotto la sponsorizzazione di Alcuino, consigliere di Carlo Magno, per oscurare il culto pagano. In seguito fu Ludovico il Pio ad estenderla su tutto il regno franco, ma solo nel 1475 Sisto IV la rese obbligatoria in tutta la Chiesa d’Occidente. Il giorno successivo, si celebra per la cristianità il giorno dei Morti e oggi la giornata assume un’aria triste: ma è un retaggio moderno che nulla ha a che fare con la vera spiritualità della giornata. Per i Celti era un momento di pace, durante il quale si portavano fiori nei cimiteri per dare l’idea del Paradiso, ed i clan irlandesi avevano l’abitudine di riunirsi nei cimiteri perché, come scriveva Yeats, "il mondo dei vivi non è poi distante da quello dei morti: sono così vicini che le cose del mondo paiono delle ombre dell’aldilà". Era poi un’usanza praticata l’accatastare teschi, pensando che il morto appartenesse per un certo periodo ad entrambi i mondi: in questo modo, il cranio "aveva la facoltà di profetare a beneficio dei rimasti in vita, irradiando inoltre su di loro energie paradisiache" (M. Riemschneider). Durante la veglia funebre i teschi venivano dipinti e la notte passava cantando, mangiando e bevendo: una vera festa fra questo mondo e quell’altro. E anche gatti e gufi erano protagonisti: i primi, nella varietà nera, hanno la facoltà di prevedere il futuro, i gufi, invece, erano spiriti cattivi che si nutrivano delle anime dei moribondi.

Da queste note si comprende come la festa che oggi viene celebrata per Hallow’en sia solo una pallida eco del vero significato che ad essa era attribuito originariamente: i giovani girano per le case travestiti da scheletri, fantasmi o streghe, come i presunti abitanti dell’altro mondo, rabbonendo e minacciandone gli occupanti. "Trick or treat?", dolcetto o scherzetto? Mica poi tanto scherzetto: uova, schiuma da barba, vernice, fino alle armi da fuoco e poi, via alla fantasia. La tradizione del travestimento esiste da secoli: nel XVII e XVIII secolo era normale vedere gente travestita che girava cantando, forse per esorcizzare tante vecchie paure e già alla fine del XVIII secolo i bambini ne avevano fatto un momento di gioco.

In tutto questo, che cosa c’entra la famosa zucca? Questa è il ricordo, forse l’unico veramente rimasto, della lanterna che veniva portata nei cimiteri durante le visite e le veglie: la zucca viene scavata ed all’interno viene posta una candela, che rilascia una luce fioca, così come ancora oggi gli irlandesi, nelle notti di Ognissanti e dei Morti, portano lumini nei cimiteri. La zucca è poi anche simbolo di abbondanza e di rinascita, grazie ai suoi molti semi. La zucca intagliata ed illuminata viene detta Jack O’Lantern.

Un’altra tradizione vuole che nella notte di Hallow’en si svolgessero i sabba delle streghe: dalla fine del XVI secolo era convinzione che durante queste riunioni, cui arrivavano a cavallo delle loro scope, le streghe, in un numero variabile fra le 100.000 dei presunti testimoni e le 50-100 delle interessate, entrassero in comunicazione fisica e spirituale con il Diavolo. Il termine sabato ha la stessa radice etimologica di sabba: in pratica, il sabba è l’aspetto notturno del simbolo del settimo giorno, perché quando Dio si riposa, i diavoli si scatenano.
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xfactor 4 - mara maionchi concorrente in incognito ?




ha giudicare dalla canzone è meglio faccia il giudice perche la canzone fa letteralmente cagare
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videogiochi

Chi preordina Dead Space 2 ha in omaggio Ignition

Electronic Arts ha comunicato che chiunque effettuerà, presso i rivenditori che aderiscono all'offerta, il preordine dell'attesissimo action game orrorifico Dead Space 2, riceverà un codice per poter scaricare dal Marketplace e in forma del tutto gratuita Dead Space Igniton, disponibile da ieri per il download

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i Flintstones festeggiano il loro 50esimo compleanno.

Gli antenati, i Flintstones festeggiano il loro 50esimo compleanno.

Infatti era il 30 settembre 1960 quando veniva mandato in onda il primo episodio del cartone animato della Hanna & Barbera ambientato nell'età della pietra. Chi non conosce i simpaticissimi personaggi della famiglia Flinstones: c'è Fred, la moglie Wilma, Barney Rubble e sua moglie Betty.
Tutti e quattro vivono a Bedrock, una tranquilla città all'avanguardia in ogni campo: è dotata di aeroporto, centri commerciali, banche, alberghi e soprattutto di bowling e drive-in. Non solo, perchè la famiglia Flintstones girano in automobili a propulsione "pedestre" e poi ci sono enormi sauri volanti come aeroplani, animali vari impiegati alla stregua di elettrodomestici. Tutti questi elementi hanno fatto di questo cartone animato uno dei più amati e longevi della televisione che per mezzo secolo hanno fatto divertire generazioni di grandi e piccini.
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varie ed eventuali cose successe e non

50 anni di Flintstones, oggi Google li celebra con il suo logo

Oggi il logo di Google è dedicato a una delle serie di cartoni animati più amate di sempre: "I Flintstones", che proprio oggi compiono 50 anni. Infatti la prima puntata della serie, in Italia conosciuta anche come "Gli Antenati", andò in onda sulla ABC il 30 settembre 1960.
Automobili a propulsione "pedestre", enormi sauri volanti come aeroplani, animali vari impiegati a mo' di elettrodomestici, sono solo alcuni degli elementi che caratterizzavano le storie della serie che aveva come protagonisti Fred Flintstone, la moglie Wilma e gli amici Barney Rubble e la di lui moglie Betty: tutti che vivevano nella alquanto movimentata città di Bedrock.
Creati da William Hanna e Joseph Barbera, i Flintstones sono il primo cartone animato che racconta vere e proprie storie, spesso mettendo in scena momenti di vita familiare, tipici della società americana di quel tempo. Fino alla messa in onda degli Antenati, infatti, i cartoni televisivi erano basato soprattutto su brevi gag comiche che lasciavano poco spazio alla storia.
I personaggi dei Flintstone, invece, in ogni storia venivano coinvolti in esilaranti avventure nelle quali gli elementi che caratterizzano il mondo moderno venivano "anticipati" con soluzioni spesso fantasiose oltre ogni limite.
E oggi se serie televisive come i Simpson, American Dad, i Griffin o South Park hanno un grande successo di pubblico, lo devono soprattutto ai Flintstones che aprirono la strada alla possibilità che i cartoni non fossero solo un momento d'intrattenimento per bambini ma che anche gli adulti potessero apprezzarli.
Il trattare storie più "mature", spesso affrontando temi sociali molto dibattuti all'epoca come ad esempio la condizione della donna, faceva sì che i più piccoli molte volte non riuscivano nemmeno a cogliere i tanti passaggi a carattere morale. Ma i bambini rimanevano comunque affascinati dalle avventure di Fred e Barney e magari sognavano di avere anche loro un giorno un piccolo cucciolo di dinosauro come animale domestico.


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Salute: pronta la pillola dell'eterna giovinezza

Ancora due anni e la 'pillola dell'eterna giovinezza' sara' sul mercato. Ne e' sicuro Vladimir Skulachev, uno scienziato russo.Al Daily Mirror ha annunciato l'avvio dei primi test sull'uomo dei suoi 'Skulachev ions', capaci di frenare gli effetti dell'invecchiamento. La molecola sviluppata dal ricercatore, che ci lavora da 40 anni e che l'ha testata su se stesso, e' un derivato di un antiossidante chiamato Sqk1, che si sarebbe rivelata in grado di allungare la vita di molti animali.

fonte web
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NUOVA SCOPERTA - E' Italiano il nuovo antidolorifico è senza effetti collaterali

Elimina il dolore, senza far male. Non dà dipendenza e nemmeno sonnolenza. E’un antidolorifico che agisce solo dove serve e non penetra nel cervello. Elimina quindi gli effetti collaterali. Un traguardo raggiunto dal professor Daniele Piomelli che dirige il dipartimento dell’Istituto italiano di tecnologia – IIT – di Genova, dedicato alla scoperta e allo sviluppo di nuovi farmaci.

Un analgesico di nuova generazione, un po’ rivoluzionario rispetto a quelli in commercio. In cosa si differenzia?
La maggior parte degli analgesici attualmente in commercio che vengono utilizzati come gli oppiacei per il controllo di forti forme di dolore, penetrano nel cervello e agiscono soprattutto nel cosiddetto sistema di nervoso centrale. Cioè nel midollo spinale e nel cervello. Il nuovo composto invece ha un’azione limitata ai tessuti periferici, quindi extra-celebrali.

Come siete arrivati a questa scoperta?Ci siamo arrivati perché abbiamo ipotizzato che un sistema analgesico naturale che agisce sia nel cervello, sia al di fuori del cervello, possa essere controllato attraverso dei farmaci che ne inibiscono la degradazione. Mi spiego: ci sono una serie di sostanze naturali che controllano il dolore. Queste sostanze naturali sono prodotte sia del cervello - per esempio gli oppioidi, sono un classico esempio di sostanze naturali analgesiche – sia al di fuori del cervello. E tra quelle che sono prodotte al di fuori del cervello ce n’è una che si chiama l’Anandamide che viene normalmente eliminata e distrutta da un sistema biologico, da una proteina che si chiama FAAH. Noi abbiamo creato degli inibitori per questa proteina – la FAAH – che vanno ad interferire, quindi con la distruzione delle Anandamide, aumentano i livelli di questo composto analgesico, al di fuori del cervello e perciò bloccano il dolore, prima che lo stimolo dolorifico arrivi al sistema nervoso centrale. La novità di questi composti, in particolare, è che sono stati disegnati in maniera tale da ridurre ed eliminare la penetrazione al livello del cervello. Quindi l’inibizione di questo enzima viene soltanto al di fuori del sistema nervoso centrale

Quindi evita anche gli effetti collaterali?
Ricorrendo a questo tipo di approccio, tanti effetti collaterali sono evitati. Diciamo che gli inibitori dell’enzima non hanno fortissimi effetti collaterali, già ne sono stati creati altri dal nostro gruppo e da altri gruppi. Però c’è sempre un rischio quando si va ad interferire con processi celebrali. Perché il cervello è un oggetto molto complesso ed è facile, interferendo con i processi di trasmissione sinaptica all’interno del cervello, di avere degli effetti indesiderati. Quindi evitare l’ingresso di una molecola all’interno del cervello, garantisce - già a priori - un maggior livello di sicurezza.

Quando saranno in commercio questi nuovi farmaci?La scoperta e lo sviluppo di farmaci è un processo lungo e complesso. Però in questo caso siamo abbastanza fiduciosi che questa molecola, e altre che abbiamo identificato, possano essere trasformate in tempi relativamente brevi – e sottolineo relativamente – in farmaci di uso clinico.

Quali sono i tempi?
Io penso che nel giro di 18/24 mesi dovremmo poter decidere se questa molecola è in grado di entrare in test clinici. Per fare questo c’è bisogno di tutta una serie di test - detti pre-clinici - che vengono realizzati nell’animale.

Alessia Ceccarelli - Francesco Mortola

FONTE WEB
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Che cosa sono i puntini luminosi che vediamo quando strizziamo gli occhi?


Quando strizziamo gli occhi o li strofiniamo con un po' di energia abbiamo per qualche secondo la sensazione di vedere dei lampi di luce, delle scie colorate o delle scintille. E più la stimolazione è forte, più la sensazione è intensa. Com'è possibile, visto che gli occhi sono chiusi e non penetra alcuna luce?

Si tratta di un fenomeno entopico, cioè interno all'occhio stesso, noto con il nome di fosfene. È provocato da un inganno perpetrato dalla retina ai danni del nostro cervello. Strofinando gli occhi, ma anche strizzandoli con forza, esercitiamo sulla retina una pressione che eccita i fotorecettori. Questi, stimolati dall'azione meccanica, inviano al cervello un segnale del tutto analogo a quello luminoso e in questo modo lo spingono a credere di vedere macchie colorate e lampi di luce.

Ma i fosfeni possono essere provocati anche in altri modi, alcuni dei quali pericolosi e sconsigliabili: per esempio per stimolazione elettromagnetica, oppure fissando per alcuni istanti una fonte luminosa molto intensa (non fatelo, rischiereste danni alla vista), o facendo uso di droghe. In quest'ultimo caso i fosfeni non vanno confusi con le allucinazioni da sostanza stupefacente, che hanno origine nel cervello e non nell'occhio (per approfondire clicca qui). A volte possono essere sufficienti una forte emicrania o un raffreddore, che creando un aumento di pressione all'interno dell'occhio possono generare i fosfeni.
In alcuni casi i fosfeni non vanno sottovalutati perchè possono essere sintomo di patologie come il distacco della retina o del vitreo.

fonte web
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cucina in liberta'- ricette varie da fare quando c'e' il tempo

lingue di gatto

n una delle lezioni del corso di pasticceria abbiamo fatto le cialde e con lo stesso impasto le lingue di gatto. Non essendo un corso di cucina gluten free la prima cosa che ho fatto quando sono tornata a casa è riprodurre questo impasto. Non ho provato a fare le cialde, mi sono solo limitata a riprodurre i biscotti. Buoni, con un sapore che ricorda molto quello dei pavesini.

240g di farina
200g burro
200g zucchero
4 albumi
1 limone

In un mixer lavorare a bassa velocità il burro con l'albume. Una volta che il composto si è ben amalgamato, aggiungete lo zucchero, la farina e la buccia grattuggiata di un limone. Mettete in una sac a poche una bochetta liscia, non troppo piccola, riempitela del composto. Formate delle righe larghe un cm e mezzo, ben distanziate tra loro.Infornate in forno caldo a 200° per 7 min circa o fino a quando non risultano ben dorati. La superfice delle lingue di gatto può essere ricoperta con granella di zucchero.
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dosi ridotte per circa 50 lingue di gatto
Burro 100 gr
Farina 100 gr
Uova 4 albumi
Vanillina 1 bustina
Zucchero a velo 100 gr





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coglioni si nasce






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allora è vero che gli asini volano






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motizie tristi

MUORE A 83 ANNI TOM BOSLE IL PAPÀ DI 'HAPPY DAYS'

Hollywood
Morto a 83 anni Tom Bosley, il papà di Happy Days
L'attore ucciso da un infarto, dopo una lunga malattia
Francesca Piras 19:12
Tom Bosley, il papà Howard Cunningham della famiglia protagonista di Happy Days, è morto oggi all'eta' di 83 anni. Dopo una lunga lotta contro il cancro, se ne e' andato a causa di un infarto.

TV Guide aveva classificato Bosley, nelle vesti di Howard Cunningham, al posto numero 9 della classifica dei "50 Greatest Dads of All Time Tv" nel 2004, i 50 più grandi 'papà' della storia della Tv.

La serie televisiva aveva debuttato nel 1974 ed era proseguita per ben 11 stagioni, dopo aver introdotto personaggi diventati classici della cultura popolare, come il bullo Arthur Fonzarelli (Fonzie), e il bravo ragazzo Ricky Cunningham.

Dopo Happy Days, Bosley aveva avuto un ruolo ricorrente nella serie "La Signora in Giallo" nelle vesti dello sceriffo Amos Tuppler.





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le videobarzellette
barzelletta

























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plus!!!!! ricetta