sabato 5 giugno 2010

concimare : istruzioni d' uso

rubrica senza alcuna velleita' che sforna consigli su quale cocime e quanto/quando usare per ogni singola pianta sia essa da frutto che da giardino , con fiori o senza.

prefazione ( tratta dal web )

CONCIMAZIONE DEI TERRENI

La pianta per vivere ha bisogno di molti alimenti nutritivi che trova nel terreno e che assorbe disciolti dall'acqua. Alcuni di questi elementi sono necessari in quantità rilevanti come azoto, fosforo, potassio e calcio; altri sono sufficienti in tracce, come ferro, manganese, zinco, rame, ecc. Poiché l'uomo con il raccolto allontana la pianta dal terreno, tutte le sostanze assorbite dall'organismo vegetale vengono sottratte alla terra che ogni anno, con le colture, si impoverisce degli elementi più importanti.
Per riparare le perdite subite dal terreno mediante le colture ed i raccolti è necessario ridare gli elementi di fertilità con un'operazione detta concimazione.
I concimi sono quindi sostanze che, aggiunte al terreno, lo rendono adatto a nuove colture aumentandone il grado di fertilità. Possono essere organici ed inorganici e, a seconda dell'elemento che contengono in maggiore quantità, si possono classificare in: azotati, fosfatici, potassici, calcici.

azoto
L'azoto è l'elemento quantitativamente più importante per le piante; infatti influisce sullo sviluppo totale, da alle foglie un bel colore verde intenso, prepara la fioritura ed irrobustisce la pianta.
Fra i concimi azotati ricordiamo il nitrato di sodio ad azione molto rapida che da risultati dopo solo sette giorni dalla distribuzione. Il nitrato di calcio oltre all'azoto contiene il calcio e serve a correggere terreni acidi. 11 solfato ammonico ha un'azione più lenta ma accelera la decomposizione delle sostanze organiche che formeranno l'humus. L'urea è un concime sintetico introdotto nell'agricoltura da non molto tempo: contiene il 46% di azoto ed è uno dei concimi più attivi. Viene diluito in proporzione di 1:1000 con acqua; per la sua forte efficacia, se viene sparso in polvere deve essere mescolato a sabbia per avere una distribuzione più uniforme e meno concentrata.

fosforo

II fosforo è l'elemento che aiuta la pianta nella fioritura e durante la maturazione del frutto. I concimi fosfatici più importanti sono i perfosfati minerali ed i perfosfati d'ossa, molto adatti a terreni calcarei.

potassio

Il potassio fra le altre sue proprietà possiede quella di accentuare il colore ai fiori ed il sapore ai frutti; fra i concimi potassici ricordiamo il solfato di potassio ed il nitrato potassico che contiene anche azoto ed è parlicolarmente indicato per il giardinaggio.

calcio

Il calcio è un fertilizzante fondamentale per molte piante ma non per tutte; viene somministrato quindi solo ai terreni che ne difettano o per coltivazioni di piante con specifiche esigenze. È più facile arricchire di calcio un terreno povero che eliminarlo da un terreno che lo contiene e su cui si intende coltivare piante che non lo desiderano. Le piante che non amano il calcio, quando lo trovano sul terreno, si ammalano di un disturbo chiamato clorosi, per cui le foglie ingialliscono e la pianta soffre.


I concimi complessi sono il migliore ritrovato dell'industria chimica negli ultimi decenni. Si tratta di sostanze chimicamente combinate fra loro, contenenti diversi elementi di fertilità del terreno. Non si tratta di miscele, come si potrebbe immaginare, ma di prodotti ottenuti per sintesi in cui gli elementi sono uniti fra loro secondo leggi chìmiche. Nei concimi complessi i vari elementi come azoto, fosforo e potassio, nonché gli altri necessari in minime quantità, sono presenti in forma solubile, prontamente assimilabile e perfettamente equilibrata secondo le proporzioni ideali per il benessere della pianta.
I concimi complessi si dicono binari se contengono due elementi di fertilità, come ad esempio il 25-10 che contiene azoto e fosforo ma manca di potassio, si dicono te mari se contengono i tre elementi necessari, cioè azoto, fosforo e potassio.
I vantaggi offerti dai concimi complessi sono molti: maggiore facilità di trasporto e di conservazione (minore ingombro) semplicità di distribuzione sul terreno e notevole risparmio di tempo, migliore utilizzazione da parte della pianta, dovuto soprattutto al fatto che tali concimi vengono preparati in forma granulare per cui ogni granulo è un piccolo alimento completo contenente tutti i principi nutritivi. E necessario aggiungere che nei nostri paesi, dove in linea di massima la preparazione tecnica dell'agricoltore è ancora piuttosto scarsa, usando i concimi di vecchio tipo si potrebbero più facilmente commettere errori di scelta e di equilibrio fra gli elementi di fertilità; tali errori sono ridotti con l'impiego di concimi complessi già equilibrati e pronti per l'uso.
Tali concimi vengono messi in commercio con nomi che ne indicano nello stesso tempo la composizione e il titolo cioè la percentuale degli elementi presenti. Ad esempio il concime complesso
chiamato 8-12-19 contiene azoto con titolo 8%, fosforo con titolo 12% e potassio al 9%.

I concimi di natura organica sono molti ed il loro uso è antichissimo. Il più noto e di gran lunga più importante è il letame o stallatico. In seguito alla meccanizzazione dell'agricoltura il numero dei bovini da lavoro è diminuito moltissimo e quindi è difficile trovare letame in quantità sufficiente alla fertilizzazione del terreno. È il concime ideale perché ricco di elementi di fertilità, rende più compatti i terreni sciolti e più sciolti i terreni compatti; per le fermentazioni che lo trasformano riesce ad alzare la temperatura del terreno ed è usato per la preparazione dì semenzai e letti caldi.
Altri concimi organici sono il sangue secco proveniente dai macelli ed opportunamente lavorato, la farina di ossa, le alghe marine, la cenere di legna, ecc.

fine prefazione
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- la pianta del caco -

nome botanico:Diospyros kaki
famiglia:ebenaceae
breve descrizione:albero a foglie decidue dal gradevole valore ornamentale, specie per il magnifico colore autunnale delle foglie, seguito, dopo la loro caduta da quello dei frutti. Presenta fusto eretto con corteccia piuttosto scura a finemente screpolata. Le foglie hanno una forma ovata di colore verde scuro sulla pagina superiore e grigiastro su quella inferiore, in autunno assumono tonalità giallo-arancio e poropra. I fiori sono di piccole dimensioni e di un giallo delicato.
durata:perenne
periodo di fioritura:i fiori sbocciano in maggio e giugno.
area di origine:Asia, America, Africa, Europa
clima:temparato
uso:la pianta si coltiva in piena terra.
concimazione: Non ha particolari esigenze, è sufficiente intervenire anche con abbondanti concimazioni organiche, letame maturo e stallatico, durante la fine dell'inverno.

accorgimenti e cure
esposizione e luminosità
:predilige esposizioni in pieno sole ma tollera anche la mezz'ombra. E' opportuno collocarlo in una zona protetta dai venti freddi e dall'umidità.
temperatura:le piante adulte sono resistenti, le piante giovani devono essere protette durante l'inverno con una buona pacciamatura.
substrato:predilige un terreno umido e fertile ben drenato, ricco di sostanza organica ben matura.
irrigazione:si deve intervenire dopo la messa a dimora e per le piante giovani in caso di prolungata siccità.
concimazione:utilizzare dello stallatico ben maturo.
propagazione:la pianta si mette a dimora in autunno.
potatura:la potatura si effettua sulle piante giovani solo se lo si vuole formare a vaso o piramide.
avversità:e' una pianta resistente alle malattie ma può essere colpita da parassiti quali le cocciniglie e le larve di rodilegno.
piccoli consigli:solo le piante femminili producono frutti commestibili

qualora il vostro caco arivera a far maturare i propri frutti vedrete la ( poca ) fatica fatta ben ricompensata.
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il pomodoro

Coltivazione e maturazione

Allevate le piante a cordone, staccando i getti che si formano alle ascelle delle foglie (ossia dove le foglie si inseriscono sul fusto o sui rami). Ricordate che questi getti ascellari sono sterili, mentre i grappoli di frutti si formano sui rami diretti del fusto. Staccate quindi i getti sterili man mano che compaiono: in tal modo viene aumentata la produttività delle piante. Se siete un fumatore e le vostre dita sono sporche di tabacco lavate le bene prima di iniziare il lavoro oppure usate un coltello a serramanico. I pomodori sono molto sensibili al virus del tabacco e c'è pericolo che lo trasmettiate con le vostre dita! Mentre le piante continuano il loro sviluppo bisogna legarle bene ai loro sostegni, ad intervalli regolari, per mantenerle perfettamente verticali, oppure far passare loro attorno una apposita funicella. Le cultivar nane sono meno esigenti in fatto di sostegni oppure non ne necessitano affatto. Un modo molto facile di applicarli è quello di usare aste piuttosto corte e di legare le piante in un solo punto; quindi si fa correre una cordicella alternativamente al di qua e al di là delle piante, da un'asta all'altra. Le piante tenute a cespuglio posseggono fusti che ramificano naturalmente più numerosi e più flessibili. Esse non richiedono sostegni, ma quando i frutti si ingrossano il loro peso farà curvare il ramo fino a terra. Quindi sarà bene posare nei pressi alcune esche per lumache e stendere della paglia, del fieno, della torba o del polietilene nero sotto i frutti affinchè non si sporchino di terra e non marciscano per eccesso d'umidità. Alcune delle piante tenute a cespuglio tendono a produrre più foglie di quanto sia necessario, particolarmente quando si trovano in un buon terreno. Pressappoco all'inizio di luglio, controllate le attentamente e tagliate le foglie in eccesso ai fusti che stanno producendo ancora fiori, spuntando anche gli steli perchè essi non potrebbero ulteriormente dare fiori che maturino prima della fine della stagione.
Acqua a volontà
La somministrazione dell'acqua pone sempre dei problemi: non vi sono regole rigide, ma per i pomodori allevati in serra valgono alcune norme generali. Quando trapiantate, date molta acqua alle piante; dopo di che, somministrate acqua soltanto saltuariamente, quando nuove radici iniziano a formarsi e si manifesta un nuovo sviluppo. Da questo momento in poi, aumentate la somministrazione d'acqua man mano che le piante crescono. Quando i frutti sono maturi è quasi inutile eccedere con l'acqua, ma quando la temperatura è elevata può essere necessario raddoppiare la somministrazione. Per le piante che si trovano nei cassoni o sotto altre protezioni, togliete i ripari e rimuovete i vetri di protezione quando la pioggia è imminente. Per le piante che si trovano sotto protezioni occorre ricordare che esse trarranno l'acqua di cui necessitano soltanto dai lati, dopo che l'acqua d'irrigazione o piovana sarà penetrata nel terreno.
La fruttificazione e la concimazione
Quando le piante sono in fioritura, è possibile facilitare l'allegagione dei frutti scuotendo leggermente verso mezzogiorno le aste di sostegno e le corde per favorire la caduta del polline. Per le piante nane o a cespuglio questo trattamento non è necessario. Non iniziate a concimare fino a che i primi frutti non abbiano iniziato ad ingrossarsi, usate un buon fertilizzante liquido di tipo adatto, attenendovi alle istruzioni indicate sul prodotto. Se avete preparato bene il terreno della coltura, le piante nane o a cespuglio non dovrebbero avere bisogno di concimazione; in particolare, se si sarà esagerato con i concimi, le piante a cespuglio tenderanno a produrre molto fogliame a discapito dei frutti.
La maturazione dei frutti
Quando il sole comincia a farsi meno caldo e la temperatura notturna si abbassa, inevitabilmente la maturazione rallenta Se disponete di una serra tiepida e di un impianto di riscaldamento, verso la metà di settembre iniziate a lasciarlo acceso durante la notte in modo da permettere la maturazione dei frutti restanti. Qualora abbiate fatto nascere le piantine in un cassone e le abbiate quindi fatte crescere a cordone, tagliate le funicelle che legano le piante ai loro sostegni, rimuovete questi ultimi e poi stendete le piante su di uno strato di paglia o di polietilene nero. Seguite la stessa procedura con piante che sono cresciute fuori delle protezioni. Rimettete alloro posto i ripari dei cassoni o le protezioni e i frutti continueranno a crescere fino ad ottobre inoltrato. Raccogliete tutti i frutti delle piante che si sviluppano senza protezioni verso la fine di settembre e fateli maturare in casa. Non è conveniente porre i frutti su di una finestra soleggiata e neppure è necessario staccare dalle piante tutte le foglie (a meno che non siano ingiallite naturalmente o siano malate) per esporre meglio i frutti al sole. I pomodori matureranno senza bisogno della luce solare purchè la temperatura sia sufficientemente elevata. Infatti è abbastanza frequente trovare dei frutti maturi nascosti fra il fogliame di una pianta di pomodoro allevata a cespuglio. Per far maturare bene i pomodori in casa dovrete porli in un cesto, coprirli con un pezzo di tessuto pulito e conservarli in un locale mediamente riscaldato. Un altro buon metodo, particolarmente adatto ai frutti più verdi, consiste nel porli su strati di cotone idrofilo, in una cassetta, sempre in una camera riscaldata. Tutti i frutti che nella serra, nel cassone o sotto le protezioni non sono maturati entro la fine di ottobre, possono essere portati in casa e trattati nel modo suddetto.
Parassiti e malattie
Il pomodoro è una pianta soggetta a numerose malattie, molte delle quali possono instaurarsi durante la fruttificazione. Diamo un elenco delle principali.
Ruggine della patata
Cosi denominata perchè colpisce comunemente la patata. Le piante infette presentano macchie brunastre e nere sui frutti (sui tuberi nel caso della patata) che si deteriorano rapidamente. Non c’è rimedio, ma la malattia può essere controllata se si raccolgono le foglie e i frutti non appena mostrano sintomi di infezione. E’ possibile prevenirla somministrando un adatto fungicida verso la fine di maggio, seguito da un secondo trattamento due settimane più tardi. E’ anche utile tenere le piante di pomodoro lontane da quelle di patata, onde evitare il contagio. In genere questa malattia appare solo sulle piante coltivate all'aperto, ma a volte compare anche su quelle nei cassoni e sotto protezioni.
Muffa delle foglie
E’ una malattia molto grave per le piante allevate in serra. I sintomi si manifestano con una muffa grigiastra sulla pagina inferiore delle foglie e macchie gialle su quella superiore. Staccate e bruciate le foglie infette e spruzzate le piante con un fungicida sistemico. La causa della malattia è dovuta a carenza di circolazione dell'aria, quindi, una ventilazione adeguata è la migliore salvaguardia. La malattia è più comune in alcune serre piuttosto che in altre; se vi accorgete che la vostra zona ne è colpita, fate un trattamento con un fungicida in maggio e poi ancora in giugno, usando ogni precauzione. La cultivar "Supercross" e alcuni ceppi della "Eurocross" pare siano immuni da questa malattia, almeno sino ad ora.
Marciume apicale
In genere una malattia che si manifesta in serra. L'estremità apicale del frutto diviene di colore bruno-nerastro, si rattrappisce e, infine, marcisce. Non esiste un rimedio; la causa è dovuta ad innaffiature irregolari e difettose.
Ingiallimento
Non si tratta di una malattia da parassiti ma di una alterazione fisiologica. l frutti colpiti presentano una grossa macchia gialla e indurita e in quella zona il frutto non matura. Può essere causato da eccessiva esposizione al sole e da una deficienza di potassio. Pare che le cultivar "Eurocross" e "Alicante" siano tra quelle moderne che resistono di più all'inglallimento.
Spaccature dei frutti
Sono causate da innaffiature abbondanti a piante da tempo carenti d'acqua. I frutti, in queste condizioni, non possono assorbire in modo sufficientemente celere l'acqua per cui la loro epidermide si fende. A volte è difficile prevenire il fenomeno all'aperto, quando a periodi di siccità seguono notevoli piogge, a meno che non provvediate ad innaffiare regolarmente durante i periodi asciutti.
Arricciamento fogliare
Quando le foglie si arricciano verso l'alto, ciò dimostra in genere che le piante trovano nel terreno un eccesso di azoto. Saltuariamente l'arricciamento può essere causato da piccole quantità di un erbicida selettivo. I pomodori sono particolarmente vulnerabili a questi prodotti e la loro somministrazione, nei pressi delle piante, deve essere eseguita con molta attenzione.
Ragnetto rosso
Questo piccolissimo acaro può essere molto dannoso nelle serre, mentre in genere, in piantagioni all'aperto, non causa danni evidenti. L'ambiente secco lo agevola. I ragnetti rossi vivono e si nutrono sulla pagina inferiore delle foglie che diventano quindi macchiate e a volte anche gialle. Per debellarli irrorate o impolverate con un prodotto adatto. I ragnetti rossi non gradiscono l'acqua, quindi una regolare irrorazione ne limiterà la diffusione.
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Concimazione del pomodoro
Durante il suo ciclo colturale, il pomodoro necessita di fertilizzazioni equilibrate.
L’uso di letame o compost maturo (3-4 kg/metro quadrato del primo, 3 del secondo) può risultare molto utile, in quanto fornisce elementi nutritivi ed esercita un’azione positiva sulla struttura del terreno.
È possibile integrare la concimazione organica con fertilizzanti minerali, ma in quantità più ridotte rispetto alle consuete varietà da mensa, specialmente per quanto riguarda l’azoto.
La fornitura degli elementi minerali favorisce il regolare sviluppo vegetativo e riduce i rischi di squilibri o carenze a carico di piante e frutti. L’azoto, che influisce sulla vigoria, la produzione e la pezzatura dei frutti, viene distribuito in pre-impianto e in copertura. Il fosforo incide sull’allegagione e sullo sviluppo dei frutti mentre il potassio migliora la qualità delle produzioni; i loro apporti vengono frazionati in pre-impianto, durante la rifinitura del terreno e in copertura.
Prima dell’impianto si possono impiegare 50-60 g/metro quadrato di perfosfato minerale-19 e 40-50 g/metro quadrato di solfato di potassio-50 distribuiti metà al momento della vangatura e metà con le lavorazioni che precedono il trapianto.
Subito prima del trapianto, solo nel caso in cui non sia stato impiegato letame o compost, oppure in presenza di terreni molto poveri, è possibile spargere 10-15 g/metro quadrato di nitrato ammonico-26. Nella coltura in atto (in copertura) si possono distribuire concimi in due volte, alla distanza di 10-15 giorni, quando i frutti iniziano a ingrossarsi, nella dose di 8 grammi di nitrato ammonico-26 per metro quadrato; la distribuzione si può eseguire praticando piccoli fori sulla pacciamatura.
Chi dispone di nitrato di calcio-15 (il calcio può aiutare a prevenire il marciume apicale) può impiegarlo al posto del nitrato ammonico-26 (nella dose di 14 g/metro quadrato). Non volendo adoperare i concimi indicati sopra è possibile utilizzare un fertilizzante che contiene guano (derivato dall’accumulo delle deiezioni di uccelli, soprattutto marini, avvenuto in luoghi asciutti e desertici nel corso dei secoli) attenendosi per i quantitativi da impiegare alle istruzioni riportate sulla confezione.

Migliorare un terreno povero di azoto
La fertilità di un terreno dipende da molti fattori di tipo fisico (struttura), chimico (dotazione di elementi nutritivi per le piante) e biologico (attività degli organismi utili).
L’analisi chimico- fisica del suolo è un notevole aiuto nel caso in cui se ne voglia migliorare la fertilità, miglioramento che però si può ottenere solo nel corso degli anni.
Per apportare azoto al terreno si può distribuire, specialmente prima dell’inizio delle colture, pollina umificata (15-20 kg/100 metri quadrati) riservando questa concimazione alle coltivazioni più esigenti come pomodoro, peperone, melanzana, zucchino (quindi non a lattughe, piselli, fagiolini, fave).
Bisogna comunque attenersi alle istruzioni allegate alle confezioni del concime per quanto riguarda le quantità da impiegare e le modalità di distribuzione. La pollina, che viene quasi sempre commercializzata in pellet, deve venire subito interrata e ben mescolata al terreno. Questo concime è ammesso nelle colture biologiche solo per necessità riconosciuta dall’organismo di controllo.
Per favorire un apporto azotato continuativo si possono poi impiegare, soprattutto per le colture più esigenti, concimi a lenta cessione tanto prima dell’avvio della coltivazione quanto in copertura attenendosi anche in questo caso alle istruzioni d’uso. Le quantità da impiegare possono variare infatti da coltura a coltura.
Qualsiasi concime si adoperi è importante non esagerare mai con i quantitativi usati perché potrebbero produrre effetti negativi sulle colture (danni da salinità, cali di produzione, eccessiva vegetazione, maggiore facilità di attacchi di malattie) e accumulare prodotti tossici per la nostra salute (nitrati).
Quando i concimi si spargono in copertura è sempre consigliabile frazionare gli apporti per verificare come reagiscono le colture e non correre il rischio di eccedere nelle quantità.

La concimazione prima del trapianto in serra di pomodori, peperoni e melanzane
Se le piantine si presentano poco rigogliose, ma sane, non sono consigliabili interventi di concimazione. Una volta avvenuta la messa a dimora, le piantine si riprendono velocemente e di regola non pongono problemi per la crescita. Un eccesso di concimazione può invece favorire troppo la vegetazione con il risultato che si avranno piantine molto sviluppate, deboli (spesso filate) e che, una volta trapiantate, faticheranno maggiormente ad adattarsi al nuovo ambiente di coltura. Solo nel caso in cui la crescita si presentasse veramente stentata è opportuno intervenire con delle irrigazioni fertilizzanti (fertirrigazioni). La prudenza è comunque d’obbligo.
Concimi solubili in acqua e con elevati contenuti in elementi fertilizzanti sono da evitare perché, specialmente per pochi litri d’acqua, sono difficilmente dosabili. In ogni caso maggiore è il quantitativo di elementi fertilizzanti (cioè il titolo che rappresenta la percentuale in peso dell’elemento o degli elementi fertilizzanti contenuti nel prodotto) più elevata dovrà essere la diluizione in acqua (si può arrivare a 50 o anche 25 g di concime per ettolitro; in qualsiasi caso non si superano i 200 g per ettolitro pari a 2 g per litro). Meglio evitare concimi che contengono molto azoto.
Un piccolo produttore può utilizzare anche i fertilizzanti liquidi per impiego generale che si possono trovare presso molti rivenditori di articoli per il giardinaggio, tipo concime universale 7 N (azoto) + 7 P2O5 (anidride fosforica) + 7 K2O (ossido di potassio) + microelementi (ferro e altri). Per l’uso bisogna attenersi alle istruzioni allegate alle confezioni.
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la pianta del limone

nome botanico:Citrus acida
famiglia:Rutaceae
breve descrizione:Pianta vigorosa sempreverde con fogliame di color verde intenso, da esterno, ma coltivabile anche in vaso. I frutti sono di media pezzatura. E' caratterizzato da foglie ovali, fiori bianchi profumati, frutti gialli molto succosi e profumati con buccia rugosa ricca di oli essenziali
durata:Perenne
periodo di fioritura:Può rifiorire in qualsiasi periodo dell'anno con fiori molto profumati. Per stimolare la fioritura il limone deve avere un periodo di basse temperature (circa 10°C) per circa 1 mese. Per questo motivo è bene non riporre con eccessivo anticipo la pianta
area di origine:Sud-est asiatico
clima:Temperato
uso:Viene coltivato all'aperto nella bella stagione per poi metterlo al riparo quando il clima si fa più rigido. I frutti sono utilizzati in cucina come condimento di cibiaccorgimenti e cure
esposizione e luminosità:Esporre in luoghi luminosi. Il limone si coltiva in pieno sole. La produzione di fiori (e, conseguentemente, di frutti) è direttamente proporzionale alla quantità di sole diretto che ricevono; sotto un certo limite la produzione quasi si annulla
temperatura:Non sopporta il freddo eccessivo. E' consigliabile ripararlo in serra, anche fredda, durante il periodo invernale, ed attendere che la primavera sia ben sopraggiunta prima di portarlo all'esterno. Il ricovero invernale deve preservarlo dalle temperature sotto 5°C. Evitare bruschi shock termici
substrato:Universale; piuttosto compatto con prevalenza di terra
irrigazione:Le annaffiature devono essere tali che tra l'una e l'altra il terreno arrivi ad asciugarsi in superficie. In inverno un po' più rare. La siccità eccessiva è dannosa alla produzione dei frutti e può provocarne la cascola
concimazione:Non è richiesto alcun concime particolare. Fornire ogni tanto un concime liquido specifico per agrumi
propagazione:Per seme che germina abbastanza rapidamente. La semina si effettua in marzo in piccoli vasi con terreno di torba e 1/3 di sabbia, tenendoli un paio di cm. sotto la superficie. Condizioni di ambiente moderatamente caldo ed in luce. Mantenere il terreno sempre un po' umido, ma non troppo bagnato. Annaffiare quotidianamente utilizzando uno spruzzatore per non smuovere il terreno e non disturbare il seme. Dopo la germinazione metterli in ambiente luminoso, protetto dal gelo, ma abbastanza fresco. In giugno si dovrebbero avere già delle piantine "visibili" che, per i primi mesi, dovranno essere tenute al riparo dal sole diretto. Posizionare ognuna in un vaso con terriccio leggero, fertile e ricco di sostanza organica, avendo, però, cura di non danneggiare il pane di terra che avvolge le radichette
rinvaso:A seconda del tipo di coltivazione, piuttosto raramente. Quando la pianta è troppo grossa e non è più possibile procedere alla sostituzione del vaso, si deve fare una rinterratura, ossia va sostituita della terra.
potatura:Si effettua in estate, per cui non potare prima di metà luglio. Con la potatura si deve dare la forma alla pianta e rinnovare i nuovi rami che dovrebbero avere un portamento abbastanza allargato e senza intrichi, in maniera da favorire, oltre ad una facile raccolta dei frutti, la libera circolazione dell'aria tra le foglie e l'insolazione regolare di tutti i rami
avversità:Non si segnalano particolari malattie o parassiti
piccoli consigli:E' possibile coltivarla su spalliera o libera. Evitare ristagni d'acqua. Non necessitano di cure particolari

approfondimenti

Concimazione
Una corretta concimazione del terreno richiede non soltanto l’analisi del terreno, ma anche un'analisi fogliare, che permette di verificare i livelli nutrizionali raggiunti dalla pianta ad un dato stadio della crescita e consente di correggere eventuali stati di carenza o di eccesso dei vari elementi nutritivi, intervenendo con una corretta concimazione. Sono le foglie infatti che, durante la fase vegetativa, raccolgono la maggior parte degli elementi nutritivi. L’analisi fogliare si effettua tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno, prelevando da rami non fruttiferi foglie emesse cinque-sette mesi prima.

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Lo schema qua sotto riproduce le caratterisctiche ottimali del terreno destinato alla coltivazione dei limoni:

profondo
uniforme
medio impasto
argilla 15-20%
limo 15-20%
sabbia 40-60%
calcare 5-10%
scheletro 5-10%

Concimazione
ti consiglio. questo concime, io lo utilizzo ed ho limoni sani e forti, con bei frutti e foglie. Cocime COMPO per limoni e agrumi( circa 7 euro)
L'alto contenuto di Azoto, Potassio e Magnesio favorisce lo sviluppo equilibrato delle foglie, dei germogli e la formazione dei frutti. La presenza di CROTODUR, l'azoto a lenta cessione, consente di ridurre i trattamenti. I microelementi e il magnesio combattono ingiallimenti e disseccamenti fogliari e favoriscono la formazione e la piena maturazione dei frutti.
Dosi e modalità d'impiego
Concimare al momento del trapianto, tra la fine dell'inverno e l'inizio della primavera e alla fine dell'estate. Distribuire il concime COMPO per limoni e agrumi ornamentali sulla superficie del terreno, interrare leggermente ed innaffiare. Prima del rinvaso miscelare il concime al terriccio.
Piante in vaso: 4/5 g (1 cucchiaino da caffè colmo) ogni litro di terriccio contenuto nei vasi. Un vaso dal diametro di ca. 30 cm contiene 15 l di terriccio: impiegare ca. 60 g di concime (1 cucchiaio da tavola colmo contiene circa 20 g di prodotto).
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fonte del tutto - il web
fine cap 1