martedì 11 maggio 2010

TOSCANA : CASTELLI E VILLE DEI MISTERI ( e non )

IL CASTELLO DI LARI ( PISA )

m. 135 s.l.m., ab.8092. Toscana, provincia di Pisa

Il Castello di Lari si trova sull'intersezione di tre crinali delle colline pisane superiori sorge l'abitato di Lari, piccolo borgo abitato fin da epoca etrusca (del materiale fittile del IV-III a.c. è conservato nell'antiquarium del castello). Al centro del paese si erge la massiccia sagoma del castello, già documentato nell'alto Medio Evo, anche se la struttura attuale è della prima metà del '600.
Grazie alla sua posizione dominante su tutto il valdarno (dalle sue mura la vista spazia libera dai monti pisani alla costa livornese, a nord ed ovest, rispettivamente, fino alle balze di Volterra, a sud) è stato un importante presidio militare della Repubblica Pisana fino a che questa non venne conquistata da Firenze, nell'ottobre del 1406. I fiorentini riconfermarono al castello una funzione di controllo facendolo sede di Vicariato. Hanno abitato il castello Vicari facenti parte delle più importanti famiglie fiorentine (Medici, Pitti, Peruzzi, Degl'Albizzi,...) e un Vicario è rimasto a Lari fino al 1848, anno in cui fu abolita questa figura.
Durante questo periodo, da Lari si amministrava una larga estensione di territorio, fino ad un terzo dell'attuale provincia di Pisa alla fine del '500. Un Vicariato e` rimasto a Lari fino a che questa istituzione non e` stata abolita, nel 1848. E' stato quindi sede per più di un secolo di Prefettura. Solo negli ultimi dieci anni l'edificio ha avuto una meritata rivalutazione storico-culturale grazie alla collaborazione tra il Comune di Lari e l'Associazione Culturale "Il Castello".
All'interno si possono ammirare le Sale affrescate del Vicario, il salone dei tormenti (recentemente restaurato), l'aula dell' Udienza, i sotterranei e le carceri. Il cortile è ornato con gli stemmi di 94 Vicari, alcuni realizzati da Giovanni della Robbia.
Il castello è difeso da una cinta muraria esterna, con tre porte di accesso: Porta Fiorentina, Pisana e Volterrana. Quest'ultima era la via principale di accesso al borgo ed era provvista di ponte levatoio, eliminato poi nel 1798. Da segnalare poi la chiesa prepositura, intitolata a S. Leonardo e S. Maria Assunta, risalente al sec. XV, con tele del Melani e due statue marmoree attribuite a Andrea Pisano, oltre che le logge del mercato, il cui impianto originale è della fine del '500, mentre l'aspetto attuale è della metà dell'ottocento, quando un terremoto ne danneggiò profondamente la struttura.
Lari è comunque un borgo da visitare senza fretta, a piedi, per scoprire passo passo le mille meraviglie che nasconde nelle vie che dal borgo si dipanano nella campagna circostante. "Venni a Lari e dalla sua rocca mostrai paese vasto, la parte più bella della Toscana", come ebbe a dire il Granduca di Toscana Leopoldo II quando visitò questo piccolo paese.



le parti visitabili

Le parti visitabili del castello:l’atrio: è costituito da uno spiazzo rettangolare nel quale si trovano la cappella della Vergine e la cisterna dell’acqua e dal quale si possono ammirare le pareti esterne del castello di Lari sulle quali si trovano numerosi stemmi realizzati dai Della Robbia.la cappella castellare consacrata alla Vergine: è una piccola cappella che si trova nell’atrio centrale. Al lato esterno sinistro si trovano 5 celle che, in passato, venivano utilizzate affinchè i condannati potessero rivolgere le loro preghiere rivolgendosi verso l’altare della Madonna.la cisterna dell’acqua: sempre nell’atrio si trova un pozzo che aveva il compito di convogliare tutta l’acqua raccolta dalle grondaie del castello.il tribunale: è una grande sala nella quale venivano eseguite le sentenza riguardanti i condannati tenuti nelle carceri del castello. Fino al 1970 nella sala del tribunale si trovava la gabbia degli imputati.il salone dei tormenti: in passato era adibito a stanza di tortura per i condannati. Le pareti del salone sono in parte ricoperte da dipinti raffiguranti stemmi nobiliari (tra cui quello della famiglia Pitti e degli Strozzi) e dal dipinto della Madonna davanti alla quale i condannati dovevano chiedere perdono. Nel 1786 Piero Leopoldo di Toscana abolì la pena di morte e il salone dei tormenti fu quindi adibito ad altra funzione, quella di ingresso del castello.la cancelleria: in questa sala il cancelliere, nobile fiorentino, amministrava il territorio e raccoglieva le sentenze. L’ultimo ad aver posseduto questo titolo fu Annibale Badalassi.le segrete del castello: vi si accede attraverso un tunnel in fondo al quale si scorge un piccolo spazio nel quale venivano condotti i prigionieri i quali erano costretti a restarvi per una durata di 2 settimane.sala dell’inquisizione: in questa sala i criminali venivano processati dinnanzi a un giudice. Nei casi in cui l’interrogato non confessasse, questo veniva sottoposto a tortura.la sala delle armi: una vasta zona al primo piano del castello, un tempo adibito a celle per i carcerati, è oggi allestita con decine e decine di armi utilizzate nel corso dei secoli.le carceri: dismesse negli anni venti del secolo scorso, le carceri erano divide in due sezioni, civile e criminale. Nella sezione civile venivano rinchiusi coloro che avevano commesso un reato che andava contro le leggi dello stato. Nella sezione criminale, invece, erano rinchiusi gli assassimi e i ladri. Questi ultimi, ammassati in celle comuni, non avevano la possibilità di uscire fino allo scadere del termine della loro pena. Per i bisogni corporali essi potevano utilizzare dei secchi chiamati buglioli, riposti in un piccolo scomparto all’interno delle celle. Una curisità interessante è quella che riguarda le porte delle celle. Queste, infatti, non sono mai state sostituite: sono dunque dei reperti originali. A dimostrazione di ciò, su ciascuna porta si possono trovare frasi o messaggi scritti lasciati dai prigionieri.
Per informazioni più dettagliate è possibile consultare il sito internet del castello: www.castellodilari.it

Le visite guidate, nei giorni festivi, al Castello dei Vicari sono curate dall'Associazione Culturale "Il Castello" con orario: 15-18 (ottobre-aprile) 15.30-19.00 (maggio-settembre)

Per informazioni, Tel. 333 4185411 email: visite@castellodilari.it

Manifestazioni principali: ultima domenica di maggio, prima di giugno Sagra delle Ciliege, durante i mesi di luglio e agosto "In castello sotto le stelle" (spettacoli di arte varia), Settembre Larigiano (eventi folcloristici), 26 Dicembre "Presepe Vivente".
Come arrivare: Lari e` un borgo situato circa 30 km a sud-est di Pisa. Provenendo dalla superstrada Firenze-Pisa-Livorno si esce a Pontedera-Ponsacco. Da qui basta seguire le indicazioni. La stazione ferroviaria piu` vicina e` quella di Pontedera, collegata a Lari da autobus con cadenza pressoche` oraria.

cosa c'è di misterioso

tutto nasce da dei fatti successi anni fa fatti che trovate narrati subito a seguire :
Giovanni Princi, meglio conosciuto come il "Rosso della Paola", morì il 16 dicembre 1922 nel Carcere del Castello dei Vicari di Lari. Il giovane bracciante agricolo di quarantuno anni era figlio di Luigi Princi e Paola Giannessi. Ancora scapolo, fu tradito dalla sua avversione al regime fascista. Varie sono le azioni, mai particolarmente violente, da lui condotte contro i fascisti di cui la tradizione orale larigiana ha ancora memoria. Fu proprio una di queste a farlo arrestare e condurre nel carcere di Lari dove sarà sottoposto ad interrogatorio. Era il 15 dicembre 1922 quando il Princi oltraggiò un gerarca del regime fascista. Che cosa sia avvenuto quella notte tra il 15 ed il 16 dicembre del 1922 è ancora avvolto da fitto mistero.
Di certo c’è che il mattino seguente il "Rosso" fu portato cadavere alla propria abitazione. Secondo la versione ufficiale dell’autorità fascista il Princi si era impiccato all’inferriata della propria cella, la numero cinque; quindi si trattava di suicidio. Sebbene tale versione non fosse molto credibile, i familiari preferirono non indagare, dato il clima dell’epoca. Ma già in paese, nei consueti ritrovi tra una partita a carte ed un bicchiere di vino, le voci e le diverse versioni si inseguivano l’un l’altra. L’avanzare del regime fascista, la guerra ed il trascorrere del tempo portarono a dimenticare questa tragica storia. Chiuso il carcere nel 1962, l’ex guardiano Annibale Badalassi e famiglia continuarono ad abitare la struttura e affermavano che ogni anno la notte del 15 dicembre, sul castello gravava l’anima inquieta del "Rosso". Forte vento, sibili, sbattiti di porte e rumori di catene rendevano l’atmosfera davvero inquietante e terrificante. Tant’è che la moglie dell’ex-guardiano terrorizzata, quella sera proibiva al marito di andare al bar affinchè restasse in casa con lei. Molte sono le testimonianze di coloro che affermano di essere testimoni di fatti inspiegabili. R. B., inquilino del Castello sino al 1990, afferma di aver visto una notte mentre rientrava a casa un gatto nero, subito dopo udì un sibilo sinistro e vide un’ombra, alta quando un uomo, dileguarsi velocemente nell’oscurità. Un’operaia comunale, pochi anni fa, mentre si trovava nel castello per fare delle pulizie, vie in prossimità della sala del Tribunale, un uomo che, avvolto da una strana nebbia, attraversava velocemente le pareti. Tuttora S.N. persona capace di sentire determinate presenze e frequentatrice del Castello per motivi di lavoro, afferma di aver avvertito più volte la presenza del "Rosso" nel Castello ed in particolare in prossimità della cisterna. Tale persona è stata in grado di "parlare" con Giovanni (il "Rosso") e quindi di sapere con una certa sicurezza cosa avvenne quella lontana notte del 1922. Secondo questa testimonianza, il Princi, dopo essere stato tradotto nel carcere, fu sottoposto ad un duro interrogatorio, nel quale date le percosse, trovò la morte. Quindi si trattò di omicidio e non di suicidio. Per rivendicare l’ingiusta sorte, l’anima inquieta del "Rosso" si fa sentire nelle prigioni del castello, da determinate persone, la notte tra il 15 ed il 16 dicembre.
Tratto dal "Registro degli atti di morte dell’anno 1922" conservato presso l’ufficio dello Stato Civile del Comune di Lari (Parte I, n.90 pag 24)
"L’anno millenovecentoventidue addì 16 di Dicembre a ore 11 e minuti 30 avanti a me Avv. Renato Melani segretario delegato con atto del Sindaco in data 22 giugno millenovecentoventidue debitamente approvato ufficiale dello stato civine del comune di Lari, sono comparsi Badalassi Annibale di anni quarantadue impiegato domiciliato in Lari e Garzetti Pietro di anni trentanove donzello domiciliato in Lari i quali mi hanno dichiarato a ore 7 e minuti 30 di oggi nella casa posta in Lari al numero… è morto Giovanni Princi di anni quarantuno bracciante e residente in Lari nato in Lari da fu Luigi e Giannessi Paola atta a casa e domiciliata in Lari, celibe. (..)A quest’atto sono stati presenti quali testimoni Romoli Francesco di anni ventitre, agente agrario e Cammilli Vittorio di anni trentadue, falegname entrambi residenti in questo comune. Letto il presente atto a tutti gli intervenuti lo hanno questi meco firmato".
Badalassi Riccardo Romoli Francesco Cammilli Vittorio Garzetti Pietro Meloni Renat
Non tutti sono disposti ad ammettere di essere stati testimoni di strane cose. Niente è mai stato scritto sulla misteriosa morte di Giovanni Princi, nessuno ha avuto il coraggio di approfondire le indagini. Oggi possiamo solo limitarci a riportare le testimonianze tramandate oralmente e a convivere con questa presenza incapace di nuocere a chi che sia, ma solo desiderosa che la sua ingiusta morte non venga dimenticata.
Pubblicazione realizzata dall’Associazione Culturale "Il Castello" e tratta daL SITO " Dal tramonto all’alba" http://www.daltramontoallalba.it/luoghi/castellodilari.htm

scritto da http://www.castellodilari.it/Associazione Culturale "Il Castello"Per informazioni, Tel. 333 4185411 email: visite@castellodilari.it
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descrizione 2

Il Castello di Lari

Protetto da maestose mura, adibito a carcere fino alla seconda guerra mondiale, dal 1991 è restituito al patrimonio artistico italiano


Il Castello di Lari risulta facilmente individuabile per l’inconfondibile planimetria circolare con doppio giro di mura, al centro delle quali si erge tutt’oggi, su un maestoso basamento scarpato, quanto rimane dell’antico edificio. Non si conosce quando il primo nucleo castellano sia stato costruito sebbene non sia difficile farlo risalire all’alto Medioevo, trovandosi Lari su una delle direttrici scoperte e sfruttate dai duchi longobardi nelle loro azioni di penetrazione in Toscana e verso il Meridione d’Italia. Si accede alla rocca mediante una rampa di 95 scalini; a metà di essa si trova una cisterna costruita nel 1448 e sovrastata dallo stemma dei Pitti e degli Scali, vicari di Lari. La struttura attualmente visibile risale alla prima metà del Seicento. Nel piazzale della fortificazione, dotata di altissime mura fortemente scarpate costruite in mattoni, spicca il Palazzo Pretorio con la facciata ancora ricoperta dei numerosi stemmi dei vari podestà succedutisi in Lari. Il cortile è dotato anche di una cappella. Il complesso fu adibito a carcere fino alla Seconda Guerra Mondiale, durante la quale subì gravi danneggiamenti a causa dei bombardamenti sia tedeschi che alleati. Nel 1991 è iniziata la rivalorizzazione storica dell’edificio che è stato reso visitabile grazie ai volontari dell’Associazione Culturale "Il Castello" sostenuti dall’Amministrazione Comunale. Dopo pochi anni sono iniziati i primi restauri per restituirlo all’antica bellezza. Di frequente la rocca ospita nelle sue sale mostre di vario genere, dalla pittura alla poesia e perfino esposizioni di reperti bellici.
Il Castello è visitabile tutto l’anno, con orari diversi in base ai diversi periodi dell’anno: estivo 15.30 19.00 (solo festivi); invernale 15.00-18.00 (solo festivi) Le visite sono guidate, in italiano. Il biglietto di ingresso è di € 3,00.

Il Castello di Lari (Lari - Pisa)
Ringraziamo il sito http://www.castellodilari.it/ per averci fornito questo articolo