lunedì 22 marzo 2010

------------------------------------------- ARTE -----------------------------
rubrica tesa a diffondere le immagini con qualche informazione dei piu' importanti quadri a liovello mondiale onde aiutare chi ne è in cerca a scegliere quello che piu' piace e se è possibile comprarselo
a cura di assm

Renoir "Bal au Moulin de la Galette"





Sull'opera: "Bal au Moulin de la Galette" è un dipinto autografo di Renoir realizzato con tecnica ad olio su tela nel 1876l 1883 ed il 1884, misura 131 x 175 cm. ed è custodito al Museo d'Orsay Parigi.

Renoir coglieva i naturali eventi quotidiani con grande passione e maestria. In questo dipinto, capolavoro della pittura impressionista, l'artista riesce a centrare il bersaglio concentrandosi in un momento di vita parigina nella creazione di un ambiente felice e spensierato. Qui Renoir rende assai vibrante, dinamico e vivace il movimento che anima le figure nelle conversazioni di gruppo e nella danza. L'assenza di un impianto di disegno è quasi totale, per cui è il cromatismo che deve rendere il movimento attraverso giustapposizioni di variatissimi toni. Si può ad esempio osservare come gli abiti delle singole coppie si contrastino gradevolmente: quelli delle dame spiccano in modo deciso su quelli maschili per le numerose e diversificate pennellate. Non esiste in questo dipinto un soggetto principale, e le coppie danzanti, insieme ai vari gruppi di persone in conversazione, contribuiscono a creare quella profondità prospettica, rafforzata soprattutto dalla variazione del colore.






http://it.wikipedia.org/wiki/Pierre-Auguste_Renoir
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Raffaello Sanzio

MADONNA DELLA SEGGIOLA (1514)


Raffaello Sanzio (1483-1520)

Galleria Palatina – Palazzo Pitti – Firenze XVI secolo Tela diametro cm. 71


Opera di devozione privata, la MADONNA DELLA SEGGIOLA fu probabilmente eseguita per un personaggio di rilievo della corte papale, se non addirittura per Leone X stesso.

Dal 1589 è citata a Firenze negli inventari delle Collezioni medicee, che ne attestano la presenza agli Uffizi e il successivo passaggio a Palazzo Pitti nel 1698. Alla fine del XVIII secolo fu inviata a Parigi dai commissari di Napoleone. Esposta al Louvre, venne in seguito collocata nell’appartamento dell’imperatrice Giuseppina, nel castello di Saint-Cloud. Dopo la sua restituzione, la tela fu nuovamente esposta in Palazzo Pitti dal 1816.

Opera tra le più famose di Raffaello, oggetto di numerose copie, incisioni e oleografie, la MADONNA DELLA SEGGIOLA è tra i capolavori della pittura italiana del XVI secolo. Le leggende che furono costruite sul suo conto nell’Ottocento, come quella che identifica la figura femminile nella figlia del vinaio, ritratta insieme ai suoi figli dal pittore sul fondo di una botte, trasformarono questa colta e calibratissima composizione in una sorta di geniale improvvisazione simile ad un’istantanea fotografica.
Tali interpretazioni sono tuttavia ampiamente contraddette dalla complessità formale della scena, frutto di una ricerca assidua condotta da Raffaello sul tema della Madonna col Bambino e San Giovannino. Ne è prova un foglio del Musée des Bains-Arts di Lille con i disegni preparatori per la MADONNA D’ALBA (Monaco, Alte Pinakothek), che porta sul margine superiore un piccolo schizzo riconducibile ad una prima elaborazione della MADONNA DELLA SEGGIOLA.
Memore di Michelangelo, Raffaello crea una composizione costruita in funzione del formato tondo di derivazione classica. La forma circolare si ripercuote nel movimento rotatorio delle figure, definito dai piedini del Bambino, dalle ginocchia della Madonna, dall’inclinazione delle teste, ma la studiata composizione, in cui la linea verticale della spalliera bilancia il moto oscillante delle figure, nasconde i suoi artifici dietro l’apparente semplicità di un abbraccio materno tenero e avvolgente. L’alta qualità pittorica, la mirabile cromia, la libertà della pennellata, insieme alla maturità formale dell’opera, portano generalmente gli studiosi a collocare la MADONNA DELLA SEGGIOLA intorno al 1514, vicino agli affresco della Stanza di Eliodoro in Vaticano.


Nato il 6 aprile 1483 ad Urbino, figlio di un pittore legato alla corte dei Montefeltro, Raffaello Sanzio impronta la prima parte della sua opera all’esempio peruginesco. Distaccandosi dalla grazia un po’ leziosa del maestro, già nello SPOSALIZIO DELLA VERGINE (Milano, Brera, 1504) dà prova di sicuro dominio prospettico e spaziale, realizzando un impianto compositivo nitido e luminoso.

Il soggiorno fiorentino è caratterizzato dalla produzione di serie di Madonne col Bambino (nella variante della Sacra Famiglia e del Bambino con San Giovannino), sullo sfondo di paesaggi dolci e pieni di grazia, che determineranno il suo grande successo presso il pubblico contemporaneo. Importanti sono anche i ritratti dei membri delle famiglie dell’aristocrazia mercantile cittadina… ad esempio Agnolo e Maddalena Doni (Firenze – Pitti - …che presenterò più avanti nel tempo), ispirati a modelli leonardeschi, nei quali concentra la propria attenzione sulla fusione atmosferica tra personaggio e ambiente circostante.

Bramante lo chiama a Roma nel 1508 a lavorare per l’appartamento di Giulio II della Rovere, che rifiutava di abitare l’appartamento Borgia. I lavori vaticani costituiscono una tappa fondamentale dell’iter dell’artista in quanto bene interpretano i nuovi ideali e le aspirazioni della corte pontificia. Nascono così gli affreschi delle quattro stanze (della segnatura, di Eliodoro, di Costantino e dell’incendio di Borgo), che rappresentano il punto più alto di fusione del patrimonio culturale classico con gli elementi della spiritualità cristiana.
Fu anche architetto della fabbrica di San Pietro e sovrintendente alle antichità di Roma.

Raffaello Sanzio morì a 37 anni, il 6 aprile del 1520 nel giorno del suo compleanno.

http://it.wikipedia.org/wiki/Raffaello_Sanzio
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