lunedì 15 marzo 2010

GLI ELHOIM chi sono ?. cosa sono ? e che fanno ?

vediamo cosa c'e' su internet

Gli Elohim tra dubbi e certezze

articolo scritto da Fabio Sebastio di Veritas2012

Ti loderò davanti agli Dèi(SALMO 138,1),Lodate il Dio degli Dèi(SALMO 136,2),Dio è il Dio degli Dèi(Deuteronomio 10,17).Ma DIO non è uno solo?Occorre ricordare che nella Bibbia ebraica sono presenti due "soggetti divini": Elohim e JHWH.
·Elohim significa «gli Dèi»; è il plurale della parola "divinità".
·JHWH designa il nome personale di Dio.



Nella Bibbia ebraica il nome JHWH compare migliaia di volte dal passo 2,4 della Genesi, mentre nella Bibbia ufficiale della CEI non compare mai.Per quale motivo?JHWH, in quanto nome proprio, conferiva a Dio una caratteristica troppo umana che contrastava apertamente con il concetto di Assoluto e infinito.L'impronta umana di Dio è pur presente in tante manifestazioni di Dio [le vendette di Dio, le ire di Dio...], ma l'incoerenza del "nome proprio" di Dio era intollerabile.Quindi si è arrivata alla conclusione da parte dei cristiani e degli ebrei di escludere il nome di Dio evitando cosi troppe incogruenze.La Bibbia ebraica ha abrogato il nome JHWH con il divieto di pronunciarne la parola. JHWH non lo si poteva cancellare dal testo perché era impresso nella tradizione orale. E così fu ideata la soppressione indiretta: presente nel testo, ma impronunciabile nella lettura (articificio ebraico).La Bibbia cattolica, senza scrupoli traduttivi, ha soppresso il "sacro nome" JHWH sostituendolo con la voce generica "Signore, Dio, Dominus…(artificio cristiano).
Effettivamente nelle due versioni della genesi biblica (composta da due documenti, il "Codice J", più antico, diffuso tra le genti di Giuda nel 700 a.C., ed il "Codice P", del VI sec. a.C., all'epoca della cattività babilonese; i due codici furono accorpati nel 500 a.C.) emerge netta la differenza tra il dio creatore del mondo e dell'uomo, denominato El (o Elohim, che significa Le Potenze) e lo Yahweh del "Codice P" (Geova, secondo un'errata traduzione), che aiuta gli ebrei a lasciare l'Egitto; quest'ultimo sarebbe stato una divinità minore, addirittura, secondo alcuni, un angelo creato da Dio e poi rivoltatosi contro.
Nel racconto della creazione (Genesi 1,1) compaiono prima gli Dèi (Elohim) che hanno creato i corpi inanimati (il cosmo, la terra, l'acqua, il Sole...) e dopo viene il Dio (JHWH - Genesi 2,4) che ha creato gli esseri viventi (gli animali e l'uomo).
JHWH prende il sopravvento sugli Dèi - il sommo «Dio tra gli Dèi» - perché ha realizzato la creazione più importante,cioè gli esseri umani.
Quindi andiamo ad analizzare le parole con cui inizia il versetto 26 del 1° Capitolo della Genesi - nella Bibbia - quello dedicato alla Creazione del mondo e dell’umanità:
“Dio disse: facciamo l'uomo a nostra immagine e somiglianza […]” (Genesi 1,26). Forse, in un primo momento, non ci si fa neppure caso… ma Dio stava parlando con qualcuno! Con chi? Si stava forse rivolgendo agli Elhoim ? Altrimenti, perché usò il plurale?Oppure dobbiamo supporre che la frase sia stata pronunciata dagli Elhoim stessi? Il fatto è che l’autore del capitolo della Genesi in questione, nel testo originale, scrive: “E Elhoim disse: […]” e non: “E El disse: [...]". Usò il plurale: la parola plurale Elhoim.Per quanto riguarda invece la famosa cacciata di Adamo ed Eva dall'EDEN dopo il “peccato originale ” (avendo assaggiato il “frutto proibito”), sempre nella Bibbia , Dio disse: “… ecco, l’uomo è diventato come uno di noi”... come se fosse preoccupato per averlo fatto troppo "DIO". Perché usò ancora il plurale? Nel testo originale, infatti, viene usata ancora la parola Elhoim.Inoltre la creazione viene raccontata in modo diverso secondo concezione elohista(nata nel regno settentrionale di Israele) oppure quella jahvista e quindi monoteista(sorta nel Regno meridionale di Giuda).Nella prima creazione (politeista) tutti i frutti potevano essere mangiati (mela compresa), mentre nella seconda creazione (monoteista) fu esclusa la mela per introdurre la novella di Adamo ed Eva.
1ª creazione di provenienza Elohim, Genesi 1,29
"ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo."
2ª creazione di provenienza JHWH, Genesi 3,3
"del frutto dell'albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, altrimenti morirete".

Una bella differenza no?Quindi qualunque cosa si possa pensare delle due tesi sopra ricordate occorre sottolineare che gli "elohim" o "dei minori" del Vecchio Testamento non furono mai e poi mai oggetto di adorazione (Apocalisse 22,8-9), furono creati (Ebrei 1,5) e furono considerati figli di Dio (Giobbe 1,6; Salmo 29,1; Salmo 89,7) solo per adozione. Dio comandò a Mosé di rappresentare due cherubini d'oro sopra l'arca dell'alleanza (Esodo 25,18) proprio perché avevano funzioni decorative e non erano oggetto di culto (Esodo 20,4). Sta infatti scritto:

· "Io sono Jahvé, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d'Egitto, dalla condizione di schiavitù: non avrai altri dei di fronte a me" (Esodo 20,2-3);

· "or vedete che solo io sono Dio e che non c'è altro dio accanto a me" (Deuteronomio 32,39);

· "prima di me non fu formato alcun dio e dopo di me non ne sarà formato alcuno" (Isaia 43,10);

· "sono io Jahvé che ho fatto tutto, che da solo ho spiegato i cieli ed ho disteso la terra, senza che ci fosse alcuno con me" (Isaia 44,24);

· “Io sono Jahvé e non c’è alcun altro, fuori di me non c’è dio” (Isaia 45,5).

A questo punto ci si rende conto che le contraddizioni sono tante ma dovute anche ad un altro motivo.Sappiamo che la Bibbia è un insieme di racconti “approvati” e messi insieme. Altri documenti, di epoca precedente, sono andati perduti o magari eliminati apposta; la loro esistenza è però inconfutabile, per il fatto che se ne parla in altri testi.Ad esempio in alcuni capitoli della Bibbia:1) Il Libro della posterità di Adamo (Genesi V,1) - 2) Il libro di Jahweh (Isaia 34, 16) - 3) Cronache dei figli di Levi - 4) Gli Atti di Salomone - 5) Il libro della Genealogia .
Oltre le contraddizioni troviamo anche qualcosa di piu...un ipotesi molto suggestiva ma anche logica da seguire e da non escludere...quella extra-terrestre!
Facciamo alcuni esempi:

1). Ezechiele : “Le ruote e la loro struttura erano splendenti come il topazio. Tutt’e quattro avevano forma identica: apparivano, nella loro struttura, come se una ruota fosse nell’altra.” (1,16)

2). 2° libro dei Re: “ […] stando Jahweh per sollevare in cielo Elia in un turbine […] (2,1) – […] ecco un carro di fuoco e cavalli di fuoco si interposero fra di loro ed Elia salì in cielo nel turbine. (2,11)

3). Esodo : “Durante il giorno, infatti, la nube di Jahweh stava sulla Dimora e durante la notte c’era un fuoco, visibile a tutta la casa di Israele in tutti i loro spostamenti!” (40,38)

4). Numeri : “La nube coprì la Dimora, la Tenda della Testimonianza, e restò dalla sera fino al mattino sulla Dimora sotto forma di fuoco.” (9,15)

5). Vangelo di Giuda : “Alza il tuo sguardo e guarda la nuvola e la luce al suo interno e le stelle che la circondano.La stella che guida è la tua stella".Giuda alzò lo sguardo e vide una nuvola luminosa e vi entrò dentro(58)

Cosa ci ricordano queste frasi?Un astronave?Descritta naturalmente con un pò di ingenuità e mancanza di riferimenti,visti i tempi in cui erano state descritte dagli autori ,è altamente probabile.Oltre la descrizione esteriore di queste "astronavi",troviamo anche riferimenti agli effetti che producono.Per esempio nell'ESODO è scritto:"Yahweh discese in una nube ed ivi stette con Mosè, invocando: Yahweh, Yahweh. Mosè si gettò a terra, si prostrò".
Capitanati da Mosè, gli israeliti lasciarono l'Egitto per puntare verso la terra promessa.

Erano guidati da uno Yahweh che di giorno appariva in forma di nube e di notte come colonna di fuoco, in pratica secondo la stessa iconografia dei moderni dischi volanti. "Ecco, io sto per venire verso di te in una densa nube", afferma Yahweh in Esodo (19,9); "al terzo giorno, sul far del mattino, ci furono tuoni, lampi, una nube densa sul monte Sinai ed un suono fortissimo di tromba. Tutto il popolo fu scosso dal terrore. Il monte Sinai era tutto fumante" (Es., 19, 16-17). Troviamo la comparsa di Dio in una nube in Esodo (33, 7-11) e Levitino (16, 2); anche durante le peregrinazioni nel deserto e nelle battaglie contro i nemici Dio viaggiava in una nube sopra gli ebrei per proteggerli (Esodo 13, 21).
Quindi questa famosa nube presentava le stesse manifestazioni tipiche di un velivolo elettromagnetico: scosse e boati, luci e fischi ("lampi e trombe") ed effetti fisici, tipici dell'esposizione a campi elettromagnetici, sulla pelle degli sventurati che osavano avvicinarsi senza cautela. Come Maria, sorella di Mosè, contro la quale "divampò l'ira di Yahweh; la nuvola si ritirò di sopra la sua tenda ed ecco, Maria coperta di lebbra come neve" (Numeri.12, 9).
Per rimanere nel contesto,come non fare riferimento a Enoch!
Secondo la tradizione, Enoch salì al Cielo – da vivo – e scrisse i libri al ritorno sulla Terra. Inoltre, a Enoch fu annunciato che non appena avesse scritto tutto quello che aveva visto e imparato, e istruito i suoi figli, sarebbe stato trasportato “in cielo” definitivamente (infatti, un giorno sparì e non fu più visto). Impossibile non vedere le analogie con THOT...

Dal libro apocrifo dei Giubilei , cap.4: “…fu in quei giorni che gli Angeli del Signore discesero sulla Terra, gli Angeli che vengono chiamati i Veglianti , al fine di istruire i figli degli uomini e di insegnare loro il senno e la rettitudine sulla Terra. Enoch fu il primo fra i nati sulla Terra ad apprendere la scrittura, la scienza e la saggezza dei Veglianti , e che descrisse in un libro le costellazioni del cielo secondo l’ordine dei mesi loro propri, affinché gli uomini potessero conoscere le stagioni dell’anno secondo l’ordine dei diversi mesi…” e ancora: “…Egli (Enoch ), fu per lo più presso gli Angeli di Dio , che gli fecero vedere tutto quello che è sulla Terra e nei cieli, ed egli scrisse tutto ciò che vide. Egli recò testimonianza anche ai Veglianti che (gli Angeli ) avevano prevaricato con le figlie degli uomini, giacché avevano cominciato ad unirsi alle figlie degli uomini e si erano in tal modo contaminati..." Dal libro apocrifo dei Giubilei, cap. 5, 6-9: “…Dio si adirò profondamente contro gli Angeli che Egli aveva inviato sulla Terra e diede ordine che essi fossero spogliati d’ogni loro autorità e li fece imprigionare…

La rilettura in stampo ufologico della Bibbia venne presentata nel 1950 dall'astronomo Jessup con "La Bibbia e gli UFO" e poi ripresa dal team Leslie ed Adamski.
Sicuramente la verità in merito agli ELOHIM ce la dirà solo il tempo.Se questi "dei" dovessero ripresentarsi sulla Terra nel prossimo futuro,questa volta gli esseri umani non sarebbero impreparati e l'enigma verrebbe risolto.

Se volete esprimere domande,chiarimenti e opinioni contattatemi quiIndirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo o al sito http://www.veritas2012.135.it/
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Gli Elohim

La Torah , che comprende i cinque libri del Pentateuco (Genesi , Esodo , Levitico , Numeri , Deuteronomio ). Torah, cioè la parola הרות, che significa “legge ” - ma anche “istruzione ” - è il testo originale ebraico dei rotoli (i codici ) che furono tradotti in tutte le lingue. E che la tradizione vuole dettati da Dio (Elohim ) a Mosè , Elohim , Jahweh , Adamo ed Eva , Creazione , Peccato Originale , Angeli , Israele ...

Bisogna fare una precisazione: la Bibbia è il risultato dell’unione di due diversi “codici ”: il codice J (da Judah , quindi giudeo - scritto nel 700 a. C.) e il codice P (da Priester = sacerdotale, scritto nel 500 a. C., quindi poco prima del “montaggio” dei due codici). La diversità più importante è quella relativa al nome dato a Dio : nel codice P è Elohim , mentre nel codice J è JHWH o YHVH , cioè Jahweh . Alla luce di quanto appena spiegato:

La parola Elhoim è un termine ebraico plurale ( אלחים ) che non significa Dio , ma Dèi , essendo il plurale della parola El o Elhoa, che è il vocabolo usato per Dio . Questo termine, plurale di EL , sembrerebbe addirittura richiamare un certo collegamento con l’ENLIL sumerico .

La parola “Dio ” - da Deus in latino - ha radice indo-europea dalla parola Deiwos , e significa celeste, o luminoso.

Nella Bibbia , in realtà, Dio viene chiamato con molti nomi: JHWH , YHVH , Elohim , El , El Elyon , El Saddai , Adonay …

La parola Nefilim , dall’ebraico Nafal (la caduta, la discesa, o il participio passato del verbo cadere, discendere), è un termine plurale che significa letteralmente "Coloro che scesero in Terra dal cielo".

Il termine Anunnaki , come abbiamo già visto nel capitolo dedicato a Nibiru e al Pianeta X , in lingua sumera significa “Coloro che scesero in Terra dal cielo”. Dunque si potrebbe tradurre in ebraico con Nefilim . A questo punto, vorrei sottolineare le parole con cui inizia il versetto 26 del 1° Capitolo della Genesi - nella Bibbia - quello dedicato alla Creazione del mondo e dell’umanità:

“Dio disse: facciamo l’uomo, che sia la nostra immagine, conforme alla nostra somiglianza […]” (Genesi 1,26). Forse, in un primo momento, non ci si fa neppure caso… ma Dio stava parlando con qualcuno! Con chi? Si stava forse rivolgendo agli Elhoim ? Altrimenti, perché usò il plurale?[1] O forse dobbiamo supporre che la frase in questione sia stata pronunciata dagli Elhoim stessi? Il fatto è che l’autore del capitolo della Genesi in questione, nel testo originale, scrive: “E Elhoim disse: […]” e non: “E El disse: [...]". Usò il plurale: la parola plurale Elhoim : אלחים.

Nell’episodio relativo alla cacciata di Adamo ed Eva dall’Eden , dopo il “peccato originale ” (avendo assaggiato il “frutto proibito”), sempre nella Bibbia , Dio disse: “… ecco, l’uomo è diventato come uno di noi”... come se fosse preoccupato per avergli dato troppa intelligenza. Perché usò ancora il plurale? Nel testo originale, infatti, viene usata ancora la parola Elhoim : אלחים. *

*Il monoteismo ebraico distingue spesso con la parola אלחים "Elohim " gli Angeli della Corte Celeste (Salmo 138,1). Alcuni famosi studiosi di lingue antiche ritengono che a causa della maggior semplicità della lingua ebraica rispetto quella greca - nella quale il termine angelo (αγγελoς) è assai diverso dal termine Dio (θεός)[2] (per cui è impossibile confondersi) -, si sia venuta a creare una certa confusione di nomi, laddove la radice può essere in qualche modo oggetto di equivoco. Effettivamente, fu con il Cristianesimo che il monoteismo diventò più assoluto, per lo meno all’inizio. E poi c’è la nota teoria che vorrebbe la Bibbia “un testo iniziatico”; questo spiegherebbe le contraddizioni, le incongruenze, le pagine enigmatiche, le assurdità… etc. (in questo caso – se qualcuno volesse dedicarsi ad un’investigazione specifica – sarebbe interessante capire CHI l’ha scritta, e COSA nasconde in realtà).

In ogni caso, gli “Elohim ” biblici non erano assolutamente creature divine (Apocalisse 22,8/9). Essi vennero creati(Ebrei 1,5) e identificati come figli di Dio (Giobbe 1,6; 29,1; 89,7), ma solo in senso lato. Jahweh comandò a Mosè di foggiare due “cherubini ” d’oro sopra il coperchio dell’Arca dell’Alleanza (Esodo 25,18): probabilmente furono scelti anche in quanto oggetto non di culto (Esodo 20,4), ma – come vedremo più avanti - la scelta delle due “figure alate contrapposte” non fu solo “a scopo decorativo”. Da molti versetti biblici salta agli occhi che Jahweh non volesse assolutamente che gli Elohim fossero scambiati per divinità, tanto più che - per evitare che gli ebrei fossero indotti ad adorarli – lo sottolineò spesso:

“Io sono Jahweh, tuo Dio , che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto , dalla condizione di schiavitù: non avrai altri dèi di fronte a me” (Esodo 20,2/3);

“Vedete che solo io sono Dio e che non c’è altro Dio accanto a me” (Deuteronomio 32,39);

"Prima di me non fu formato alcun Dio e dopo di me non ne sarà formato alcuno” (Isaia 43,10);

“Sono io Jahweh che ho fatto tutto, e che da solo ho spiegato i cieli e disteso la terra, senza che ci fosse alcuno con me” (Isaia 44,24);

“Io sono Jahweh e non c’è alcun altro; fuori di me non c’è Dio ” (Isaia 45,5);

“Io sono l’ Eterno e non c’è nessun altro Dio fuori di Me”(Isaia 45,22); "Io sono l’ Eterno e nessuno è simile a Me”(Isaia 46,9).

La Bibbia è un insieme di racconti “approvati” e messi insieme. Altri documenti, di epoca precedente, sono andati perduti o magari eliminati apposta; la loro esistenza è però inconfutabile, per il fatto che se ne parla in altre fonti. Vorrei citarne solo uno per tutti, perché, almeno dal titolo, secondo me doveva essere di sconcertante interesse. Si tratta del “Libro delle guerre di Jahweh ”. Alcuni capitoli della Bibbia , invece, appaiono assolutamente leggendari, e contengono spesso riferimenti ad antichi miti: 1) Il Libro della posterità di Adamo (Genesi V,1) - 2) Il libro di Jahweh (Isaia 34, 16) - 3) Cronache dei figli di Levi - 4) Gli Atti di Salomone - 5) Il libro della Genealogia .

Altri capitoli contengono brani che rivelano la presenza di un’astronave, che l’autore ha cercato di descrivere con ingenuità.

1. Ezechiele : “Le ruote e la loro struttura erano splendenti come il topazio. Tutt’e quattro avevano forma identica: apparivano, nella loro struttura, come se una ruota fosse nell’altra.” (1,16)

2. Esodo : “Durante il giorno, infatti, la nube di Jahweh stava sulla Dimora e durante la notte c’era un fuoco, visibile a tutta la casa di Israele in tutti i loro spostamenti!” (40,38)

3. Numeri : “La nube coprì la Dimora, la Tenda della Testimonianza, e restò dalla sera fino al mattino sulla Dimora sotto forma di fuoco.” (9,15)

4. 2° libro dei Re: “ […] stando Jahweh per sollevare in cielo Elia in un turbine […] (2,1) – […] ecco un carro di fuoco e cavalli di fuoco si interposero fra di loro ed Elia salì in cielo nel turbine. (2,11)

Dopo il “riconoscimento ufficiale” della Bibbia (dal greco byblos, cioè papiro) ebraica [3], la produzione letteraria d’ispirazione divina non si fermò per nulla, quasi a voler rendere più comprensibile quanto già canonizzato, anche se veniva pressoché ignorata dal clero. Benché trattati con sufficienza, cominciarono a distinguersi molti autori di libri apocrifi [4], che si limitavano per lo più a raccontare leggende e aneddoti; e queste fonti supplementari - tradotte dall’aramaico [5] o da rotoli proto-giudaici - non potevano essere né proibite, né censurate visto che gli autori ribadivano il puro monoteismo, e per giunta vantavano un’ispirazione divina… In questo modo cominciò a formarsi una bibliografia alternativa, utilissima oggi per mettere a confronto alcuni racconti biblici tra i più ermetici. Alcuni ambientati in Egitto . I testi più importanti sono i “Libri di Enoch ”[6], che contengono le rivelazione ricevute sui Segreti dell’Universo e sul futuro dell’umanità. Secondo la tradizione, Enoch salì al Cielo – da vivo – e scrisse i libri al ritorno sulla Terra. Inoltre, a Enoch fu annunciato che non appena avesse scritto tutto quello che aveva visto e imparato, e istruito i suoi figli, sarebbe stato trasportato “in cielo” definitivamente (infatti, un giorno sparì e non fu più visto). Impossibile non vedere le analogie con THOT...

Dal libro apocrifo dei Giubilei , cap.4: “…fu in quei giorni che gli Angeli del Signore discesero sulla Terra, gli Angeli che vengono chiamati i Veglianti , al fine di istruire i figli degli uomini e di insegnare loro il senno e la rettitudine sulla Terra. Enoch fu il primo fra i nati sulla Terra ad apprendere la scrittura, la scienza e la saggezza dei Veglianti , e che descrisse in un libro le costellazioni del cielo secondo l’ordine dei mesi loro propri, affinché gli uomini potessero conoscere le stagioni dell’anno secondo l’ordine dei diversi mesi…” e ancora: “…Egli (Enoch ), fu per lo più presso gli Angeli di Dio , che gli fecero vedere tutto quello che è sulla Terra e nei cieli, ed egli scrisse tutto ciò che vide. Egli recò testimonianza anche ai Veglianti che (gli Angeli ) avevano prevaricato con le figlie degli uomini, giacché avevano cominciato ad unirsi alle figlie degli uomini e si erano in tal modo contaminati..." Dal libro apocrifo dei Giubilei, cap. 5, 6-9: “…Dio si adirò profondamente contro gli Angeli che Egli aveva inviato sulla Terra e diede ordine che essi fossero spogliati d’ogni loro autorità e li fece imprigionare…

La Bibbia fu scritta sicuramente allo scopo di accreditare il monoteismo . In particolare, per quanto riguarda quella ebraica, si tratta di una raccolta di 39 libri, suddivisa in tre parti:

La Torah , che comprende i cinque libri del Pentateuco (Genesi , Esodo , Levitico , Numeri, Deuteronomio ). Torah, cioè la parola הרות, che significa “legge ” - ma anche “istruzione ” -, è il testo originale ebraico dei rotoli (i codici ) che furono tradotti in tutte le lingue. E che la tradizione vuole dettati da Dio (Elohim ) a Mosè .
I Profeti, divisi in anteriori e posteriori;
Gli Scritti (proverbi, salmi, e cronache: libri di svariati profeti, sacerdoti e scribi tra il XI e il I sec. a. C.)

ARTICOLO A CURA di Daniela Bortoluzzi TRATTO DAL SITO http://www.misteria.org/ dove troverete innumerevoli altri misteri et affini
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GLI ELOHIM DELL'ANTICO TESTAMENTO

TI LODERO' DAVANTI AGLI DEI

(SALMO 138,1)

Nella Sacra Scrittura la parola "dio" (אלחים = ehlojm in ebraico e θεος = theos in greco), oltre che al Padre, è applicata anche:

· agli angeli (Salmo 8,6 e Salmo 138,1);

· ai giudici (Salmo 82,6; Giovanni 10,34);

· ai profeti (Esodo 4,16 e 7,1);

· ad esseri potenti (1 Samuele 28,13);

· al Re Messia (Isaia 7,14; Isaia 9,5; Salmo 45,7);

· a Gesù Cristo (Matteo 1,23; Giovanni 1,1; Giovanni 20,28; Tito 2,13; Ebrei 1,8; 2 Pietro 1,1; 1 Giovanni 5,20);

· alla casa di Davide (Zaccaria 12,8);

· agli idoli (Isaia 41,23);

· a cosiddetti dei (Galati 4,8);

· ai falsi dei (1 Corinzi 8,5);

· ai demoni (2 Corinzi 4,4).

Di fatto, il monoteismo ebraico faceva largo uso della parola אלחים "elohim" soprattutto per designare alcuni esseri potenti come gli angeli della corte celeste (Salmo 138,1). Secondo alcuni ciò sarebbe dovuto al fatto che la lingua ebraica era meno evoluta di quella greca, che distingue sempre il termine angelo (αγγελoς) dal termine dio (θεός) (si confrontino ad esempio Salmo 97,7 ed Ebrei 1,6). Secondo altri il monoteismo ebraico avrebbe accettato l'esistenza di dei minori senza cadere nella monolatria; sarebbero stati i cristiani ad adottare forme di monoteismo molto più strette e radicali.

Qualunque cosa si possa pensare delle due tesi sopra ricordate occorre sottolineare che gli "elohim" o "dei minori" del Vecchio Testamento non furono mai e poi mai oggetto di adorazione (Apocalisse 22,8-9), furono creati (Ebrei 1,5) e furono considerati figli di Dio (Giobbe 1,6; Salmo 29,1; Salmo 89,7) solo per adozione. Dio comandò a Mosé di rappresentare due cherubini d'oro sopra l'arca dell'alleanza (Esodo 25,18) proprio perché avevano funzioni decorative e non erano oggetto di culto (Esodo 20,4). Sta infatti scritto:

· "Io sono Jahvé, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d'Egitto, dalla condizione di schiavitù: non avrai altri dei di fronte a me" (Esodo 20,2-3)


· "or vedete che solo io sono Dio e che non c'è altro dio accanto a me" (Deuteronomio 32,39);

· "prima di me non fu formato alcun dio e dopo di me non ne sarà formato alcuno" (Isaia 43,10);

· "sono io Jahvé che ho fatto tutto, che da solo ho spiegato i cieli ed ho disteso la terra, senza che ci fosse alcuno con me" (Isaia 44,24);

· “Io sono Jahvé e non c’è alcun altro, fuori di me non c’è dio” (Isaia 45,5).

Le forme di omaggio tributate a Gesù Cristo dagli angeli quando fu introdotto nel mondo (Ebrei 1,6), dai magi quando gli portarono i doni (Matteo 2,11), dal cieco nato quando recuperò la vista (Giovanni 9,38), dai discepoli quando apparve risorto in Galilea (Matteo 28,17), dagli apostoli all'ascensione (Luca 24,52), alla destra di Dio dopo il ritorno in cielo (Apocalisse 5,13 e Filippesi 2,10-11) ed alla fine dei tempi nella Nuova Gerusalemme sul trono di Dio e dell'Agnello (Apocalisse 22,1 e 22,3), provocavano non pochi problemi ai giudei convertiti al cristianesimo prima della definizione del dogma della trinità. Gesù Cristo risultava infatti essere l'unico vero figlio di Dio, generato e non creato, di natura divina e non angelica (Filippesi 2,6; Colossesi 2,9; Ebrei 1,5-1,8), onorato come il Padre (Giovanni 5,22-23).

Il monoteismo ebraico pur ammettendo l'esistenza di altri "elohim" di natura umana o angelica negava infatti l'esistenza di un "elohim" di natura jahvista: l'accettazione di Gesù Cristo come figlio naturale di Jahvé conduceva inevitabilmente alla monolatria. Poiché Gesù Cristo era chiamato senza problemi Signore e Dio (Kurios e Theos in greco a cui corrispondono Adonay o Jahvé ed Elohim in ebraico) molti monoteisti (come ad esempio Aquila del Ponto) erano probabilmente scandalizzati[1]. Di fatto nei primi secoli, gli ebrei muovevano ai cristiani accuse:

· di bestemmia, di idolatria e di politeismo (adorazione di due o più dei) se si sosteneva che il Messia Figlio di Dio era Dio come il Padre (Giovanni 10,33);

· di monolatria (adorazione di un Dio maggiore e culto relativo di un dio minore) se si affermava che il Figlio era un dio minore (Deuteronomio 32,39; Isaia 43,10; Isaia 44,24; Isaia 45,5).

In conclusione il monoteismo ebraico, pur ammettendo l'esistenza di esseri potenti di natura angelica o umana, negava con fermezza che questi "elohim":

· fossero di natura jahvista [2];

· si trovassero con Jahvé alla creazione del mondo;

· potessero ricevere ogni potere ed essere onorati come Dio;

· finissero per sedere nei cieli sullo stesso trono del Padre alla fine dei tempi.
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[1] Nei confronti di Gesù Cristo e del culto sono state finora possibili tre posizioni:

· il monoteismo ebraico, con fede in un solo Dio padre e rifiuto di Gesù Cristo come figlio di Dio;

· la monolatria (Ario, Socino, Newton, Unitari, Testimoni di Geova) cioè l'adorazione di un Dio grande (il Padre) ed il culto relativo di un dio piccolo (il Figlio); per alcuni Gesù Cristo avrebbe natura divina mentre per altri sarebbe solo una creatura angelica;

· il trinitarismo cioè la fede in un solo Dio che ha cognome Jahvé e che si è manifestato nelle persone del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

[2] Sembra logico pensare che come la carne può essere animale o umana, la natura spirituale (o elohista) possa essere angelica o jahvista: i monolatri e gli antitrinari che pensano che il Figlio abbia la stessa natura del Padre ma minor onore e dignità commettono un errore meno grave degli antitrinitari che attribuiscono al Figlio una natura (umana o angelica) totalmente diversa dal Padre. Nel primo caso Gesù Cristo rimarrebbe figlio naturale di Dio, mentre nel secondo caso Gesù Cristo sarebbe figlio di Dio solo in senso adottivo. Come acutamente osservò un cristiano dell'antichità "se qualcuno dicesse che il figlio [di un ariano] non è come lui ma di natura diversa, il figlio preferirebbe essere diseredato dal padre piuttosto che essere così considerato" Agostino, Replica al sermone degli ariani, 36.
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per approfondimenti
http://it.wikipedia.org/wiki/Elohim

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[1] Bisogna sottolineare che gli Ebrei non avevano l’abitudine di usare il “plurale majestatis”.

[2] Come si riscontra nel Salmo 97,7 ed Ebrei 1,6

[3] Questo canone contiene le fonti ufficiali adottate in seguito dai cristiani ; la Bibbia cattolica, invece, escluse alcune parti ritenendole apocrife . Nel presente libro, per Bibbia s’intende quella giudeo-cristiana.

[4] E’ interessante l’uso di questo termine, che significa FALSI, in quanto non riconosciuti.

[5] Lingua originaria del popolo degli Aramei (di derivazione Amorrea) e diffusa anticamente presso tutti i popoli semiti.

[6] Settima generazione di Adamo , visse 365 anni.