lunedì 15 marzo 2010

Come fare la carta in casa

La carta è formata da molte fibre che unite tra loro danno consistenza al foglio.
Se proviamo a strappare un foglio di carta assorbente, un foglio di carta da lettere ed una pagina di un giornale quotidiano ci accorgeremo che, guardando in contro luce il bordo dei fogli strappati, si noteranno che spuntano delle piccole fibre. Tali fibre sono diverse e, in particolar modo, più lunghe o più corte a seconda del tipo di foglio che abbiamo strappato.
Se poi ripetiamo l'esperimento strappando gli stessi fogli dall'altro lato, longitudinale invece che da quello trasversale, o più semplicemente dal lato più lungo piuttosto che dal lato più corto, noteremo che innanzitutto il foglio si è strappato la prima volta seguendo una linea abbastanza retta e la seconda volta, o viceversa, seguendo una linea più obliqua. Le fibre hanno una lunghezza diversa nei due casi, ed è questo il motivo per cui lo strappo non ha seguito la stessa linea. Quando lo strappo segue il verso delle fibre si avrà una linea abbastanza retta, viceversa lo strappo seguirà una linea più obliqua. E più le fibre sono lunghe, come nel caso della carta assorbente, più lo strappo in senso trasversale seguirà una linea molto obliqua. Meno obliqua sarà nel caso del foglio di carta da giornale che è meno fibroso, cioè che ha fibre meno lunghe.
Ciò premesso, per fare in casa un foglio di carta è semplicemente sufficiente riprodurre il procedimento che si applica in una cartiera. Prendiamo un foglio di carta assorbente, uno di carta da lettere ed uno di giornale, li strappiamo in piccoli pezzi, li mettiamo in un frullatore con dell'acqua e li frulliamo fino a renderli una poltiglia semi-densa. Rovesciamo poi il contenuto del frullatore prima in un colino e poi su un fazzoletto aperto sopra ad un asciugamano.
Stendiamo bene l'impasto con il classico mattarello per stendere la pasta, in modo da far uscire l'acqua in eccesso.
Solleviamo il fazzoletto su cui ora è ben disposto l'impasto e poniamolo su un'asse da stiro e ci passiamo sopra un ferro da stiro ben caldo fino a fare asciugare completamente l'impasto.
A questo punto abbiamo prodotto un foglio di carta.
Le sue caratteristiche sono intermedie a quelle originarie dei tre fogli di carta usati.
Il suo colore sarà più scuro della carta assorbente, ma più chiaro della carta da giornale, in quanto gli inchiostri contenuti nel giornale si sono in parte dispersi nell'acqua ed in parte distribuiti anche nelle fibre originariamente bianche della carta assorbente e della carta da lettere. In una cartiera si segue un procedimento analogo, con l'utilizzo di materie prime che vanno dalla pura cellulosa ai maceri di recupero e con in più l'aggiunta di altri materiali quali collanti, amidi, sostanze minerali di carica, che in base alle percentuali usate rendono la carta adatta ai più svariati usi.
Le principali caratteristiche di una carta sono identificabili a grandi linee anche senza l'uso di strumenti di laboratorio: la grammatura e la planarità sono rilevabili al tatto; la resistenza strappando il foglio o rompendolo nel centro con le dita; la distribuzione delle fibre ("speratura") si può osservare sia allo strappo che guardando la carta in controluce.
Si può inoltre valutare:
la scrivibilità passando un pennino inchiostrato sul foglio ed osservando se l'inchiostro sbava;
l'opacità sovrapponendo il foglio ad un altro foglio stampato e verificando se si legge quanto è scritto sotto;
il grado di bianco confrontando fogli diversi sia alla luce del sole che alla luce artificiale.
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Lavorare la carta in casa
Utilizzi e lavorazioni
Glossario

Breve storia della carta
Le prime iscrizioni di cui si ha notizia risalgono a 4.000 anni prima di Cristo e sono quelle su pietra, su tavolette di argilla e legno. Da allora il supporto di scrittura ha subito la seguente evoluzione:

Il papiro in Egitto, sin dal 3000 a.C, fu il supporto scrittorio più comune. Il midollo della omonima pianta veniva tagliato in strisce sottili che, sovrapposte in due strati perpendicolari, asciugandosi formavano un foglio con un lato a strisce orizzontali ed un lato a strisce verticali. Con il III secolo d.C. il papiro venne sostituito dalla pergamena.
La pergamena fu il supporto di scrittura dal III secolo d.C. ottenuto dalla pelle di agnello, pecora o capra, che, dopo essere rimasta a macerare nella calce, veniva poi seccata e levigata.
Con il XIII secolo venne definitivamente sostituita dalla carta ed attualmente viene prevalentemente usata solo per rilegature di lusso e paralumi.
La carta è un foglio ottenuto dalla feltratura di un impasto di fibre di varia natura. Viene utilizzata oltre che per scrivere anche per avvolgere e per usi industriali.
I Cinesi per primi utilizzarono i bozzoli del baco da seta come fibra per ottenere dei fogli; e già dal II secolo d.C. utilizzarono la scorza del gelso, gli steli del bambù, le fibre di ramiè ricavate dal china-grass, la canapa. L'uso della carta si diffuse a partire dall'VIII secolo in Asia Minore; successivamente in Africa e Spagna e con il XIII secolo in tutta Europa. Con l'impiego della gelatina animale la carta risultava resistente ai liquidi e quindi permetteva la scrittura.
I cascami dell'industria tessile e gli stracci continuarono ad essere la materia prima.
Con il XVII secolo e l'introduzione del cilindro olandese, le cui lame metalliche riducevano gli stracci in poltiglia, la preparazione dell'impasto divenne più rapida, non necessitando più di lunghi tempi di macerazione. Nell'800 con l'invenzione della macchina piana per carta ideata da L. N. Robert e della macchina in tondo ideata da M. Leistenschneider iniziò la produzione industriale della carta. Ricavate dal legno furono le materie prime che col tempo presero il posto degli stracci: la pasta di legno meccanica, ottenuta sfibrando il legno delle latifoglie con delle mole di pietra; la pasta chimica, o comunemente detta cellulosa, ottenuta dalla cottura del legno delle conifere con soluzioni di bisolfito di calcio o solfato.
La carta riciclata è la carta prodotta con maceri, refili di stampa, resi di giornali o riviste, scatoloni o cartonaggi in genere ecc., cioè senza l'utilizzo di pasta di legno o cellulosa vergini.
L'impiego, ove possibile, di queste materie prime derivanti da prodotti cartari già utilizzati permette di limitare l'utilizzo di materie prime derivanti dal legno ai soli usi in cui è richiesta una migliore qualità, una maggiore resistenza della carta o un migliore grado di bianco.
Diminuendo la necessità di legno, si evita un ulteriore disboscamento, salvaguardando in tal modo gli eco-equilibri, ed inoltre, il riutilizzo dei maceri limita il ricorso allo smaltimento degli stessi nelle discariche, con intuibili risparmi economici per la collettività.
La carta riciclata può venire anche disinchiostrata. In questo modo si raggiunge un miglior grado di bianco utilizzando anche carta da giornale stampata.
Carta ecologica è la carta, di cellulosa o riciclata, per la cui produzione si è limitato al massimo il danno eco-ambientale e si sono ridotti il più possibile i consumi di acqua ed energia.
Le cellulose devono essere prodotte con legnami per i quali si è provveduto ad un regolare e costante rimboschimento. Il processo di sbiancamento deve essere effettuato con procedimenti e prodotti che non danneggiano l'ambiente. Si evita l'utilizzo del cloro a favore dell'ossigeno e si evita che alcun prodotto dannoso vada disperso al di fuori dei circuiti interni della cartiera.
Per le carte riciclate si preferisce la disinchiostrazione all'utilizzo di sbiancanti ottici, e gli inchiostri e le eventuali impurità eliminate devono essere stoccati per venire loro stessi poi riutilizzati per altri usi. Le stesse carte prodotte con l'utilizzo di rifiuti organici di difficile smaltimento, come le alghe, che in alcuni mari si sviluppano in modo eccessivo, possono dare un valido contributo all'ecologia.
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Prova a fare la carta
riciclata utilizzando vecchi fogli DI QUADERNI
Cosa
serve
  • vecchi quaderni
  • 4 listelli di legno (lunghezza
    21 cm, larghezza 2,5 cm, spessore 1,5 cm)
  • 4 listelli di legni (lunghezza
    29 cm , larghezza 2,5 cm, spessore 1,5 cm)
  • rete metallica tipo zanzariera
    a rete (6 mm) di queste dimensioni: rettangolo 22cm x 30 cm
  • rete metallica tipo zanzariera
    a rete finissima (2 mm) di queste dimensioni: rettangolo 22cm x 30 cm
  • una bacinella larga, considera
    che devi immergerci il telaio
  • chiodini
  • un secchio
  • un mixer da cucina (frullatore
    ad immersione per frullati e passati di verdura)
  • acqua
  • stracci
  • spugnette
Chi
ben comincia è a metà dell'opera
  1. innanzitutto costruisci 2
    telai delle stesse dimensioni ( 21 cm x 29 cm) con i listelli di legno
    che hai preparato e alcuni chiodini. Otterrai due rettangoli. Ricopri
    il primo telaio con il velo a rete più larga (6 mm), usa la sparapunti
    per attaccare la rete ai bordi superiori del telaio. Poi ricopri la
    prima rete con quella a maglia più fine (2 mm). E' importante tenere
    ben teso il velo (non deve formare delle conche).

    Ora appoggia il secondo telaio (senza rete) sopra al telaio completo
    di rete. E' come se applicassi una cornice. Questo farà in modo che
    il foglio di carta riciclata abbia i bordi ben definiti.
  2. prendi alcuni quaderni, tagliali
    o strappali in striscioline e mettili in un secchio pieno d'acqua calda
  3. lascia macerare la carta dei
    quaderni per una notte
  4. quando le striscioline sono
    diventate una poltiglia, toglila dal secchio, mettila nella bacinella
    e utilizza il mixer (metodo più rapido)
  5. aggiungi acqua calda in quantità
    doppia rispetto alla carta e mescola bene l'impasto
  6. prendi il telaio e immergilo
    nella bacinella tenendo il velo di rete rivolto verso l'alto; agita
    bene il telaio fino a quando l'impasto non ha formato sul velo uno strato
    omogeneo, dopo di che solleva il telaio
  7. lascia sgocciolare l'impasto
    e con alcune spugnette tampona la parte inferiore del velo per eliminare
    l'acqua in eccesso
  8. ricopri il telaio con uno
    straccio di dimensioni adeguate (più grande del telaio), stando attento
    che non si formino delle pieghe e capovolgi rapidamente il telaio su
    un supporto rigido (piano del banco)
  9. con l'aiuto delle spugnette
    tampona per assorbire l'eventuale acqua rimasta
  10. solleva delicatamente il
    telaio tenendo ben tirato lo straccio sottostante: il foglio di carta
    riciclata rimane aderente allo straccio
  11. lascia asciugare in modo
    che non si formino delle pieghe nel foglio.
Ecco
fatto!

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