mercoledì 20 gennaio 2010

Il Polo nord magnetico terrestre in spostamento verso est

Il Polo Nord magnetico della terra è in movimento verso la Russia a quasi 40 miglia (64 chilometri) all’anno a causa di modifiche magnetiche nel nucleo del pianeta, secondo i risultati di una nuova ricerca. Il nucleo è troppo profondo per gli scienziati per rilevare direttamente il suo campo magnetico. Ma i ricercatori possono dedurre i movimenti del campo tramite la registrazione come campo magnetico terrestre in cambiamento in superficie e nello spazio.

Ora,i dati appena analizzati suggeriscono che c’è una regione di magnetismo sulla superficie del centro, forse creata da un misterioso “flusso” del magnetismo derivante dal più profondo del nucleo, in rapido mutamento. “Ed è questa regione che potrebbe essere la responsabile dello spostamento del polo magnetico lontano dalla posizione naturale di lunga data in Canada settentrionale”,ha affermato Arnaud Chulliat, un geofisico all’Institut de physique du Globe de Paris in Francia.

Il Nord magnetico, che è il luogo dove effettivamente puntano gli aghi della bussola è vicino,ma non esattamente nello stesso luogo come il Polo Nord geografico.Attualmente,il Nord magnetico è vicino all’isola di Ellesmere del Canada.
I Navigatori hanno utilizzato il Nord magnetico per secoli per orientare loro stessi… Anche se i sistemi di posizionamento globali hanno sostituito in larga misura tali tecniche tradizionali,molte persone ancora utilizzano le bussole per muoversi sott’ acqua, o dove non si è in grado di comunicare con i satelliti GPS.

Il Polo Nord magnetico si è spostato poco dal luogo scoperto dagli scienziati nel 1831. Quindi nel 1904, il Polo ha iniziato lo spostamento a nordest ad un ritmo costante di circa 9 miglia (15 chilometri) all’anno. Nel 1989 si è avuta una accelerazione, e nel 2007 gli scienziati hanno confermato che il Polo è ora al galoppo verso la Siberia a 34,37 miglia (55,60 chilometri) all’ anno. La terra ha un campo magnetico perché il nucleo è costituito da un centro di ferro solido circondato da filature di metallo liquido. In questo modo si crea un “Dinamo” che guida il nostro campo magnetico.

Gli scienziati sospettano che,poiché il nucleo fuso è costantemente in movimento, i cambiamenti nel suo magnetismo potrebbero essere associati alla posizione di superficie del Nord magnetico. Sebbene la nuova ricerca sembra eseguire il backup di questa idea, Chulliat non è pronto a dire se il Nord magnetico attraverserà poi la Russia. “È troppo difficile da prevedere”, ha detto Chulliat.

Ps..questa notizia potrebbe essere rilevante anche ai fini degli studi meteoclimatici,in quanto uno spostamento del polo magnetico rilevante e costante,potrebbe portare a sconvolgimenti del nostro pianeta,e anche l’attività solare potrebbe avere un ruolo…..

fonte Paolo Lui Staff WpsMeteo
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Il Cromlech di Calçoene, indizio di antiche conoscenze astronomiche

Il Giornale OnlineInviata da brig.zero

Nell’Europa occidentale hanno vissuto, intorno al 3000 a.C., alcuni popoli che svilupparono una cultura particolare, detta megalitica. Le costruzioni principali di quell’epoca sono i Cromlech, grosse pietre disposte in circolo, sai per motivi rituali che calendariali, i Dolmen, delle urne funerarie costituite da due pietre verticali sovrastate da un lastrone orizzontale, e i Menhir, pietre verticali conficcate nel suolo, che probabilmente avevano la funzione di rendere omaggio al sole.
I più importanti siti archeologici di questa antica cultura si trovano a Stonehenge (il cui monumento fu però rimaneggiato, intorno agli anni 60’ del secolo scorso), in Bretagna, Irlanda, Corsica, Sardegna, Malta e Portogallo, dove si trova il misterioso Cromlech di Almendres.

Fino ad ora si pensava che monumenti megalitici di questo tipo esistessero solo in Europa. Con il ritrovamento e l’attenta analisi, nel 2006, del Cromlech di Calçoene (pronuncia: calsueni), nel nord del Brasile, presso il litorale atlantico, si può affermare che la cultura megalitica giunse anche in America. Calçoene è un paese situato a circa venti chilometri dall’oceano, nello stato di Amapá. E’ una zona pioviosissima, praticamente piove tutti i giorni. Durante la giornata numerosi acquazzoni si alternano a momenti ventosi e soleggiati. A circa venti chilometri dal paese si trova il Cromlech, che è situato su un monticolo di circa 7 metri d’altezza. E’ formato da una trentina di pietroni alti fino a 4 metri, disposti in circolo. Il diametro del Cromlech è di circa 30 metri. Alcuni lastroni sono caduti o inclinati e questo può far supporre che il monumento sia molto antico.

All’interno del circolo vi sono 2 pietroni molto particolari, uno di questi riporta un foro poco sopra la metà della sua altezza, mentre l’altro è disposto diagonalmente. Secondo il ricercatore brasiliano Josè Elias Ávila la pietra bucata ha la funzione d’individuare l’esatto momento del solstizio d’inverno, il 22 dicembre di ogni anno. La luce del sole, all’alba del 22 dicembre, entra nel foro della prima pietra e, colpendo la seconda, non causa ombre laterali. Nel sottosuolo del Cromlech vi sono due fossi a forma di stivale, uno profondo 1,3 metri e l’altro profondo 1,9 metri. Entrambi hanno un diametro di circa 1,7 metri. All’interno dei fossi sono state trovate alcune ossa umane (ma non crani), e della ceramica, che è stata datata intorno al 1000 d.C. Ho intervistato l’archeologa Mariana Petry Cabral, che fa parte dell’equipe che ha studiato il sito archeologico.

Secondo lei il monumento fu costruito all’incirca all’inizio dell’era Cristiana. Come è giunta a tale conclusione? La ceramica ritrovata nei fossi e anche alcuni frammenti di terracotta ritrovati nelle fondamenta del monumento farebbero pensare che il monumento stesso sia stato costruito dagli artefici della ceramica, che è propriamente amazzonica, (stile denominato Aristé), ma differisce dalla ceramica Marajoara dell’isola di Marajó.

I costruttori del monumento megalitico sarebbero stati pertanto indigeni amerindi, discendenti dei popoli asiatici che giunsero in America dallo stretto di Bering e dalla Melanesia e Polinesia, circa 30 millenni or sono.
Dall’analisi geografica del luogo, ma anche in seguito ad altre considerazioni di natura storica e culturale si può proporre una teoria alternativa sull’origene del Cromlech di Calçoene.
Innanzitutto bisogna evidenziare che il Cromlech in questione è l’unico monumento megalitico circolare, di questo tipo, nell’intero continente americano. Se la tradizione megalitica fosse stata comune nei popoli amerindi si sarebbero già trovati altri Cromlech sia nell’America settentrionale che meridionale. E’ vero che gli indigeni sud-americani hanno un conoscimento basico sulle eclissi e il solstizio d’inverno, ma se la tradizione di costruire Cromlech fosse stata tipica di un particolare popolo amerindio che viveva nella zona di Caçoene, perché successivamente questa cultura si è perduta?

A mio parere il Cromlech di Calçoene, che è allo stesso tempo un monumento archeoastronomico e un mausoleo, è molto più antico.
Bisogna considerare attentamente dove è situata la zona di Calçoene: Con una latitudine nord di 2 gradi e 29’ e una longitudine ovest di 50 gradi e 56’ si trova praticamente affacciata sull’Oceano Atlantico, proprio nella zona di mare dove soffiano costanti gli alisei dalle Isole Canarie.
Secondo la mia interpretazione è possible che un piccolo gruppo di umani, di origine caucausoide, abbia attraversato l’oceano con imbarcazioni di fortuna. Questo antico viaggio transoceanico avrebbe potuto aver luogo in seguito ad una immane catastrofe, magari in seguito all’innondazione di vastissime terre attigue alle coste continentali europee e africane, nel periodo compreso tra il 9500 e il 7500 a.C.

Questo limitato gruppo di caucasoidi (non piú di una ventina), potrebbe essersi ritrovato isolato in seguito a devastanti alluvioni. Una volta salvatosi con una imbarcazione di fortuna, potrebbe essere stato spinto nverso sud-ovest dagli alisei, giungendo presso le coste di Calçoene, com un viaggio non lunghissimo, di circa 30 giorni. Questo piccolo gruppo di navigatori continuò la tradizione megalitica che era propria delle sue terre ancestrali.
La consistenza numerica di questi “megalitici”, era però molto bassa e, non potendo dominare le altre culture aborigene già presenti sul territorio, ne furono assorbiti.

Forse alcuni “megalitici” viaggiarono in lungo e in largo per il continente sud-americano e così fecero i loro geni, la prova di questa mia supposizione sono gli occhi verdi e la pelle chiara (tipici del gruppo umano caucasoide), presenti in alcuni indigeni americani, come gli Yanomami. Alcuni di questi “megalitici” rappresentarono la loro Storia e le loro tradizioni, in alcuni pittogrammi e petroglifi dell’Amazzonia, spesso codici indecifrabili, per molti osservatori.

Secondo questa mia tesi, è possibile che nei secoli successivi, alcuni indigeni amerindi abbiano occupato la zona del Cromlech, ritenendola sacra e praticando nelle vicinanze le loro tradizioni. Così si potrebbe spiegare l’origine della ceramica amazzonica ritrovata presso il Cromlech e nei due fossi situati proprio al di sotto di esso.
Siamo solo agli inizi dello studio archeologico dell’Amazzonia, un’area del mondo che fino a poço tempo fa si riteneva erroneamente poco colonizzata dall’uomo prima dell’arrivo degli europei.

YURI LEVERATTO Copyright 2009

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A Massa è febbre da Morgan
massa li 19 gennaio 2009
Tutto esaurito al Guglielmi per il concerto di oggi

Massa, 19 gennaio 2010 - "Per strade secondarie e tortuose sfreccia la mia smania di evasione, non prima di aver messo in discussione il senso generale delle cose. I punti di A ed a A sono distanti da un lato solamente da un lato confinanti". C’è moltissimo di Morgan, al secolo Marco Castoldi, in questi versi de 'Da A ad A': tortuoso è il suo pensiero, la stessa gestualità che riversa su se stesso, palpabile, nel modo di esprimersi, di vestire, la smania di evasione. Notevole la capacità dialettica, per mettere in discussione il senso generale delle cose e su due punti che mai si toccano pare vederlo agitarsi, in bilico.

L’attesa è altissima per Piano Solo, concerto in programma al teatro Guglielmi di Massa, stasera, nel contesto della rassegna 'Lezioni di piano', patrocinata dall’assessorato alla cultura del Comune. L’evento è sold out da giorni e gli organizzatori sono stati presi d’assalto per la cospicua richiesta di biglietti. Tutti vogliono sentire cantare e suonare dal vivo, in un concerto dai toni intimi, l’estroso musicista che, nato assieme ai Bluvertigo per poi divenire solista, si è fatto recentemente conoscere dal grande pubblico, grazie al programma di Rai2 'X Factor' e i suoi cantanti allo sbaraglio.

Un po’ insegnante, un po’ opinionista, parecchio verboso e poco incline alla diplomazia, con le sue strambe acconciature, gli abiti retrò, Castoldi–Morgan ha saputo attrarre un’ondata di fan, soprattutto donne, stregate dall’aria di ragazzino ribelle, un po’ filosofo, un po’incompreso. Per vederlo ancora sullo schermo non bisognerà attendere molto: sarà in gara a Sanremo col brano La sera. Il suo concerto, dove il piano è l’unico accompagnamento della particolarissima voce, vedrà in scaletta brani dal disco Da A ad A, dal precedente Canzoni dell’appartamento e dal suo best E’ successo a Morgan. Previsti omaggi e cover, dai brani dei Bluvertigo ai cantatutori liguri, vera passione di Morgan: Tenco, Bindi, De André.

Castoldi nasce a Milano il 23 dicembre del 1972, nell’86 inizia il sodalizio musicale con Andrea Fumagalli, con cui nel ‘91 , assieme a Sergio Carnevale e Marco Pancaldi, poi sostituito da Livio Magnini, fonda i Bluvertigo. Nel ‘95 il gruppo pubblica il primo album, Acidi e basi. Nel 1997 Metallo non metallo, cui segue Zero (1999) che chiude la 'trilogia chimica'. I tredici brani che compongono Zero verranno pubblicati dalla Bompiani in una raccolta poetica dello stesso Morgan con il titolo Dissoluzione. Al libro è allegato un cd contenente Canone inverso, esperimento dei Bluvertigo e dei poeti Alda Merini, Manlio Sgalambro, Enrico Ghezzi e Murray Lachlan Young. Nel maggio del 2003 esce Canzoni dell’appartamento, il primo album da solista di Morgan con il quale vince il premio Tenco.

È del 2004 la prima colonna sonora dell’artista, composta per il lungometraggio di Alex Infascelli Siero delle vanità. Nel Giugno 2006 Morgan compone la colonna sonora del film di Marco Costa Il Quarto Sesso con protagonista Claudio Santamaria. Nel 2007 esce Da A ad A e il 21 aprile 2009 Morgan partecipa alla registrazione del singolo Domani 21/04.09 voluto da Jovanotti e dai Negramaro per sostenere la ricostruzione dell’Aquila a seguito del terremoto. "Sono glaciale, emotivamente non mi smuove nulla", ha recentemente dichiarato alla trasmissione 'L’era glaciale' condotta da Daria Bignardi, salvo poi contraddirsi: "In verità è che, sotto la scorza, si trova una persona senza filtri, libera, inafferrabile".
fonte - la nazione