mercoledì 28 gennaio 2015

una vacanza circondati dal ghiaccio ^

in Lapponia nei presi del Lago di Hornavannasce sorge l'hotel di soli igloo

L'ultima variazione sul tema degli alberghi di ghiaccio. La struttura
nasce su uno specchio d'acqua ghiacciato. Nella profonda Lapponia Svedese



Settanta chilometri a sud del Circolo Polare, in piena Lapponia, sul lago di Hornavan, il più profondo della Svezia, l'inverno 2015 procede con una eclatante novità: tra il bianco delle nevi, poco fuori la cittadina di Arjeplog, è stato inaugurato l'Iglootel. Il nome può trarre in inganno: non si tratta di un hotel a forma di igloo ma di un grande edificio - di duemila metri quadri - fatto di neve che collega ben tredici igloo.

Dormire dentro un igloo è una esperienza a dir poco indimenticabile - la temperatura interna varia da 0 a -5 gradi quindi bisogna entrarci con il giusto abbigliamento - ma anche andare a cena in un igloo non è da meno, tra le pareti sferiche di "mattoni" di neve pressata, montati in cerchi via via più stretti e inclinati verso l'interno. Nel nuovissimo Iglootel, le sale da pranzo sono due igloo: il primo ha un bar, ovviamente di ghiaccio, mentre il secondo funziona come lounge. Se proprio non ve la sentite di cenare al freddo, è stata studiata un'alternativa calda, a meno di 200 meri dall'Iglootel: il ristorante dentro l'hotel Kraja. Anche le stanze per dormire sono di ghiaccio: altri dieci igloo, fino a sei posti letto, per chi ha la curiosità di completare fino in fondo l'esperienza. L'ultimo igloo è forse il più particolare: non ha un tetto, è una sorta di stanza sotto le stelle che viene usata per riunirsi attorno al fuoco e per rilassarsi nelle tre vasche di legno colme di acqua calda, oltre che nei due tipi di sauna. Magia, nel silenzio della natura artica, un bagno tra i ghiacci.



Altra particolarità che distingue l'Iglootel da altri hotel di neve o ghiaccio è il pavimento di legno in tutti e tredici gli igloo, sicuramente apprezzabile nello svegliarsi tra i ghiacci. E, una volta svegli, cosa si fa? Non c'è di che annoiarsi: dallo sci da discesa o di fondo alle esplorazioni dei circuiti ricavati nelle centinaia di laghi ghiacciati che circondano Arjeplog: qui le grandi marche automobilistiche testano i loro prototipi. Perché dunque non provare il brivido di guidare una macchina piuttosto che lanciarsi in una escursione in motoslitta o con i cani? Per i più esigenti, una gita in elicottero e, ovviamente, una visita ad una famiglia sami, per scoprirne la forte identità culturale - che ha saputo resistere al processo di totale assimilazione ai modelli svedesi, norvegesi o finlandesi - ed il loro particolare rapporto con la loro più importante risorsa: le renne.


Interessante anche la pesca nel ghiaccio (se il tempo lo permette): rilassatevi nel silenzio, circondati dal bianco. Osservando il foro nel ghiaccio, lasciate andare via ogni pensiero, perdetevi nell'atmosfera unica, rilassante in attesa del sobbalzo della canna da pesca: un'emozione che risveglia l'ancestrale istinto della caccia. Ovviamente, dovrete indossare vestiti caldi: tuta termica, calzature calde, cappello e guanti sono indispensabili.

L'Iglootel offre diversi tipi di pacchetti, dalla semplice visita al pernottamento con cena. Per arrivarci, l'aeroporto più vicino si trova nella cittadina di Arvidsjaur (85 km da Arjeplog) e si raggiunge con la compagnia aerea locale Nextjet da Stoccolma. Se invece preferite un fly&drive per scoprire sia la costa sia l'entroterra potete arrivare a Skellefteå con la SAS o a Luleå (con la SAS o Norwegian) e da lì noleggiare una macchina per raggiungere Arjeplog (237 km)


OPERE D'ARTE INDISCUTIBILI - IL DAVID DI MICHELANGELO

David di Michelangelo Buonarroti



Galleria dell’Accademia, Firenze

Nel 1504 Michelangelo Buonarroti completò il David, commissionatogli dall'Opera del Duomo che si occupava della costruzione e della manutenzione dei monumenti della Firenze rinascimentale, il 16 agosto del 1501.
La statua è alta 4,23 metri e la storia narra che venne ricavata da un unico blocco di marmo che Michelangelo prese nel cortile dell’edificio Opera del Duomo e che era stato abbandonato da uno scultore suo amico, Agostino di Duccio.










La maestosità di questa statua rese necessaria una riunione del popolo e delle cariche fiorentine per scegliere una collocazione adeguata. In un primo momento si pensò di esporla nel Duomo, ma poi fu giudicata di tale valore, da meritare una collocazione più celebrativa. Fu così che una commissione composta da Leonardo da Vinci, Sandro Botticelli, Giuliano Da Sangallo e Filippino Lippi decisero di collocare la colossale statua, raffigurante il personaggio biblico in attesa di combattere con il Gigante Golia, in Piazza della Signoria come simbolo della libertà e della forza della Repubblica Fiorentina.


Nell'autunno del 1504, quindi, i fiorentini assistettero a un evento eccezionale: dopo quattro giorni di viaggio per le vie della città, trasportato con le attenzioni destinate solo ai grandi eventi, all'interno di una gabbia di legno che scorreva su travi unte di grasso, arrivava finalmente a destinazione, in Piazza della Signoria, quello che fu immediatamente celebrato come uno dei massimi capolavori del Rinascimento. (Nel 1873 la statua del David di Michelangelo Buonarroti fu spostata per motivi di sicurezza; quella attualmente visibile in Piazza della Signoria è una copia del 1910) e collocata all’interno della Galleria dell’Accademia di Firenze dove l’architetto Emilio De Fabbris progettò la “Tribuna” per dare maggior risalto all'opera.)

Le cronache ci riferiscono l'immenso stupore e la meraviglia che il popolo fiorentino manifestò, al momento in cui la statua venne scoperta.
Mai s'era vista né a Firenze né altrove un'opera tanto superba; i fiorentini, che lo battezzarono da subito il "gigante", lo considerarono la più esplicita rappresentazione dello spirito della Nuova Repubblica, che nel 1494 aveva cacciato i Medici da Firenze.Durante il tragitto, un gruppo di giovani fedeli alla fazione filo-medicea, estromessa dal potere, aggredì la statua prendendola a sassate, in quanto simbolo riconosciuto del governo repubblicano.
Il David destò anche moltissimo scalpore all'epoca, perché era la prima statua nudo in epoca rinascimentale, come attestano le fonti dell'epoca:

“E veramente che questa opera ha tolto il grido a tutte le statue moderne et antiche, o greche o latine che elle si fossero....Perché in essa sono contorni di gambe bellissime et appiccicature e sveltezza di fianchi divine, né grazia che tal cosa pareggi, né piedi né mani né testa che a ogni suo membro di bontà, d'artificio e di parità né di disegno s'accordi tanto. E certo chi vede questa non dee curarsi di vedere altra opera di scultura fatta nei nostri tempi o negli altri da qual si voglia artefice.(Giorgio Vasari, Vite de' più eccellenti architetti, pittori et scultori)”

Michelangelo rifinì il David sul posto dipingendo in oro il tronco d'albero dietro la gamba destra e aggiungendo delle ghirlande di ottone con foglie in rame dorato che cingevano la testa e la cinghia della fionda. Nel 1512 una saetta colpì il basamento accentuando la fragilità del marmo del David di Michelangelo che presentava delle crettature, ovvero dei cedimenti all'altezza delle caviglie.

Ai tempi in cui realizzò il David, Michelangelo non aveva nemmeno trent'anni, ma aveva già eseguito opere di grandissimo valore, come il Tondo Doni, che oggi è conservato agli Uffizi. E il successo del David fu tale che egli fu richiamato a Roma addirittura dal Papa, Giulio II, per il quale avrebbe in seguito eseguito la famosissima Cappella Sistina.

Realizzò il David dopo un'attenta analisi dei particolari anatomici del corpo umano: lo si evince dalla torsione del collo attraversato da una vena e dalla struttura dei tendini, nelle vene sulle mani e sui piedi, dalla tensione muscolare delle gambe e la perfetta muscolatura del torso.

Sono poche le inesattezze come ad esempio un muscolo sul polso destro inesistente nella realtà, che Michelangelo inventa per dare più forza espressiva al suo movimento, e una riduzione innaturale della spalla dovuta alla mancanza di materiale su cui lavorare.

Michelangelo ingrandisce alcune parti, la testa e le mani, che paiono sproporzionate, anche se dal disegno perfetto; questo perché il progetto iniziale dell'opera prevedeva una visione dal basso ad una grande distanza che richiedeva accorgimenti ottici per una migliore resa espressiva del corpo. Questo effetto parzialmente visibile anche durante la sua esposizione in Piazza della Signoria si è ulteriormente attenuato in seguito al suo trasferimento alle Gallerie dell'Accademia di Firenze dove è stato collocato su un piedistallo più basso di 63 centimetri.

La figura nuda del David si erge su un basamento marmoreo di forma irregolare.
Il braccio sinistro è piegato verso la spalla, sulla quale il David poggia la fionda e corrisponde alla gamba destra in tensione, sorretta dal puntello, sulla quale poggia l’intero peso del corpo.

Il braccio destro è rilassato nonostante la tensione della mano che regge il sasso. La gamba sinistra sporge leggermente verso l’esterno, poggiando il piede sul limite estremo del basamento; il tallone è sollevato ad indicare che si sta preparando al movimento. La testa è volta verso sinistra e il viso mostra un’espressione corrucciata a sottolineare la tensione che precede la battaglia.Michelangelo, infatti, coglie David nel momento che precede la lotta con Golia.

Sono evidenti nelle membra e nelle vene a fior di pelle la tensione e la concentrazione che precedono l'azione. La mano destra sproporzionata e i muscoli delle gambe sono espedienti per sottolineare la tensione fisica che corrisponde a quella psicologica.



Studi recenti affermano che la mano sinistra che «oggi stringe la tasca della fionda, ma nel progetto precedente forse teneva la cocca di un mantello» dice lo storici Risaliti.

Inoltre arriva a una scoperta inedita: «David portava un’arma segreta di cui mai si era parlato prima» continua lo storico. «La mano destra nasconde l’impugnatura cilindrica di un oggetto che potrebbe essere identificato con la parte alta di un bastone da congiungere alla cinghia della fionda in modo da formare un’arma conosciuta come fustibolo».

Il bastone da pastore è citato più volte nel racconto biblico del duello tra Davide e Golia e l’esistenza del fustibolo è testimoniata anche da due disegni di Leonardo da Vinci.

RESTAURI:

Il 26 Aprile del 1527, durante la seconda cacciata dei Medici da Firenze, ci furono dei tumulti in città: un gruppo di repubblicani asserragliati in Palazzo Vecchio per difendersi dagli oppositori lanciarono dalle finestre pietre, tegole e mobili, che danneggiarono seriamente la statua, causando la frantumazione del braccio sinistro in tre pezzi e la scheggiatura della fionda all'altezza della spalla.

* Nel 1813 il dito medio della mano destra fu ricostruito in seguito ad un danneggiamento.
* Nel 1843 lo scultore Lorenzo Bartolini direttore delle "Regie Fabbriche" incaricò Aristodemo Costoli del restauro che fu eseguito con un metodo drastico di pulitura a base di Acido cloridrico che nel corso degli anni si rivelò nefasto in quanto danneggiò in maniera irreparabile la superficie del marmo.
* Il 29 agosto 1846 il fonditore Clemente Papi fece il calco in gesso che doveva servire come base della futura gettatura in bronzo della copia che attualmente si trova in Piazzale Michelangelo.

Nel 1991 un folle danneggiò la statua con un martello, rompendo l'alluce del piede sinistro prima di venire fermato. Un'altra copia della statua è stata offerta dalla città di Firenze alla città di Gerusalemme nel 2004 per celebrare il 3000 anniversario della conquista della città da parte di David.


L'ultimo intervento di restauro, fonte di polemiche sul tipo di pulizia da effettuare, è del 2003. Sono state utilizzate metodi modernissimi, come la scansione al laser dell'intera superficie, al fine di simulare le zone di maggiore esposizione alla pioggia e agli altri agenti atmosferici ed inquinanti. Il David è stato diviso in 68 zone fotografate digitalmente, ognuna delle quali è stata analizzata secondo quattro tipologie di problemi conservativi: difetti del marmo, depositi di materiali in superficie, rotture, residui di lavorazioni precedenti. Questo lungo lavoro è stato realizzato per celebrare il cinquecentenario della realizzazione dell'opera nel 2004.



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materiale YOUTUBE ***  materiale YOUTUBE ***  materiale YOUTUBE ***  







RIASSUMENDO

Il David - scolpito da Michelangelo Buonarroti tra il 1501 e l'inizio del 1504. Ritrae l'eroe biblico nel momento in cui si appresta ad affrontare Golia. La statua, di marmo bianco e alta 5,16 metri.
Attualmente esposto presso la Gallera dell'Accademia, Firenze

http://it.wikipedia.org/wiki/David_(Michelangelo)
http://www.accademia.org/it/esplora-il-museo/le-opere/il-david-di-michelangelo/
http://www.raiscuola.rai.it/articoli/michelangelo-buonarroti-il-david/3480/default.aspx

martedì 27 gennaio 2015

E FATTELA UNA CANTATA EPISODIO N° 40

E FATTELA UNA CANTATA ***** E FATTELA UNA CANTATA ! ***** E FATTELA UNA CANTATA !

 rubrica che fornisce il necessario per farsi una cantata in proprio , fare una bella cantata liberatoria ogni tanto distende il sistema nervoso , in questo caso poi esegue anche un test veloce sulla vista, sulle capacita di lettura , sull 'udito ( se qualcuno dall' appartamento di fronte vi bussa urlandovi " e basta !!! " vuol dire che siete o sordo o mezzo umbriaco ) il test si puo' eseguire anche in 2 o piu' persone in tal caso fornisce ulteriori test quali la capacita' di   sincronizzazione col prossimo , etc etc - 


rubrica a cura di I.O. 


n.b. si consiglia , se presente, di stoppare il player che esegue la canzone in automatico in qualche post di questa pagina che così vi concentrerete meglio, questo se avete aperto l'intera pagina del blog, sennò continuate pure e fate finta che sto consiglio non ci sia 

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la canzone di ' sto post è ................................................................


 -----------------------   NON CREDERE  celebre successo composto da (Mogol/Ascri(Luigi Clausetti)/Roberto Soffici) e incisa  per  prima dalla grande MINA MAZZINI nel 1969

come sempre per prima cosa ascoltatela per bene carpitene tutte le sfumature ,insomma  ascoltatela fino ad amarla che così tutto vi riuscirà meglio



fatto ? bene è tempo allora d' impararne il testo come fosse una poesia ma pensando a quanto esso dice, descrive ed esprime per immedesimarsi nel giusto stato d'animo senza per questo arrivare a piangere o dar di matto

il testo originale


Non credere (Mogol/Ascri(Luigi Clausetti)/Roberto Soffici)

Arrangiamento: Augusto Martelli; Edizioni: Fonofilm/PDU cantato/ inciso primariamente da Mina nel 1969


No, no, no non crederle,

non gettare nel vento
in un solo momento
quel che esiste fra noi
no, no, no, ascoltami
tu per lei sei un giocattolo
il capriccio di un attimo
e per me sei la vita
se lei ti amasse io
se lei ti amasse io
saprei soffrire e anche morire
pensando a te
ma non ti ama, no
lei non ti ama, no
ed io non voglio vederti morire per lei
no, no, no non crederle
non gettare nel vento
in un solo momento
quel che esiste fra noi
se lei ti amasse io
se lei ti amasse io
saprei soffrire e anche morire
pensando a te
ma non ti ama, no
lei non ti ama, no
ed io non voglio vederti morire per lei
ma non ti ama, no
lei non ti ama, no
ed io non voglio vederti morire per lei.

fatto anche questo ?, mah! facciam finta di crederci ,... ora che avete l'approccio giusto e sapete pure testo, tonalità etc guardatevi per bene qualcunadelle interpretazioni che la stessa Mina ha dato alla canzone





finito ? ....
ora che lo avete pluriascoltato e credete di aver finalmente e davvero memorizzato testo, tempi, pause, cambi di tonalità etc  del cantato guardate il video sotto e confrontatevi con esso cantandolo sopra la voce di MINA



ora e finalmente se avete fatto tutto correttamente e siete convinti di voi stessi provate  a farne la vostra versione personale cantandola in proprio sulla ba
se che trovate sotto



riprovate con quest'altra base finché non sarete padroni della canzone come volevate



bene ora dovreste essere pronti per registrar
ne una vostra versione e magari di pubblicarla su YOUTUBE o canali similari sapendo che facendolo verrete  probabilmente visti e forse giudicati da gente di ogni luogo lingua e razza quindi prima di pubblicarlo in rete pensateci un pochettino su che le figuracce son sempre alla porta se poi ve ne strafregate e la vostra versione comunque sia venuta vi pare "degna " pubblicatela comunque che al limite farà fare due risate e come si sa ridere fa bene sempre e comunque alla salute

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altre versioni e possibilità



se poi siete ormai partiti e vi credete capaci di tutto cantatela anche in francese ma stavolta il testo ve lo imparate a memoria che

noi non ve lo mettiamo



fatto? , ma davvero? allora fatelo anche in Tedesco 






link utili


http://it.wikipedia.org/wiki/Non_credere/Dai_dai_domani




bene anche per stavolta è tutto non ci resta che salutarvi e dirvi .


ALLA PROSSIMA!

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ATTENZIONE !!!  ATTENZIONE !!!  ATTENZIONE !!!  ATTENZIONE !!!

la canzone che sentite non proviene dall' "ADE" ma dal player sottostante, se vi da noia potete stopparla interagendo col comando apposito sennò sentitela tutta , il player la eseguirà un'unica volta , questo ogni volta che aprirete questo post o la pagina in cui questo post si trova

domenica 25 gennaio 2015

a propositi di alieni etc


extraterrestri, robe non decodificabili o baggianate varie ?


Undeniable proof of alien existence from CyberWalker on Vimeo.

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Mauro Biglino e gli Elohim venuti dal lo spazio


“Quelli là”. Li chiama proprio così, Mauro Biglino, (gli Elohim) gli dei che i libri antichi hanno tramandato fino a noi. Nei testi vedici, nell’epica mesopotamica, nella poesia greca, nella Bibbia, riconosce gli stessi protagonisti: individui arrivati da un altro mondo, per dominare il nostro. Esseri assai avanzati dal punto di vista tecnologico, ma per nulla spirituali. Anzi. Fin troppo materiali, iracondi, vendicativi, passionali, gelosi. Tutto, fuorché entità trascendenti.

Biglino ha espresso queste sue teorie nei vari saggi che ha scritto fino ad oggi: “Il libro che cambierà per sempre le nostre idee sulla Bibbia”, “Il Dio alieno della Bibbia”, “Non c’è creazione nella Bibbia”, e l’ultimo, ”La Bibbia non è un libro sacro.” Teorie che ripete nelle sue conferenze, in giro per l’Italia, sempre affollatissime. 

Le ha elaborate traducendo il Codice di Leningrado, scritto in ebraico masoretico: da questa pergamena, risalente all’XI secolo, derivano tutte le Bibbie che noi abbiamo in casa. Scartando le interpretazioni teologiche, metaforiche, allegoriche, simboliche e concentrandosi solo su quella letterale, lo studioso è arrivato ad una conclusione scioccante: nell’Antico Testamento di Dio non c’è traccia.

“Sì esattamente, tra i tanti dubbi che ho, questa è una delle mie poche certezze: la Bibbia non parla di Dio. Quando parla di Jahwè, intende un individuo che fa parte di un gruppo di individui chiamati Elohim, guidati da uno che chiamava Eliòn. Questi individui hanno avuto un rapporto con l’umanità, ma un rapporto speciale, nel senso che la sono un po’ fabbricata. Jahwè era uno di questi, tra l’altro anche uno dei meno importanti. Emerge insomma una realtà che è confermata dai libri sacri degli altri popoli, di tutti i continenti della Terra, che nella sostanza ci raccontano esattamente le stesse cose, ovviamente con una terminologia diversa perchè sono lingue diverse, culture diverse… Ma la realtà è sempre quella.”
Una visione sconcertante e destabilizzante, come ho avuto modo di dire più volte allo stesso autore. In sostanza, in quelle pagine che abbiamo letto e studiato più o meno tutti a catechismo, sarebbe raccontata una storia ben diversa da quella che ci hanno spiegato. A partire dalla stessa Genesi, racconto simbolico – ci hanno insegnato- di come dal nulla Dio abbia generato l’intero creato, umanità inclusa. Ma Biglino dissente in toto, in virtù dell’ etimologia del verbo ebraico utilizzato per descrivere la nascita dell’Universo.


Sarebbero vari i passi “incriminati” da quali emergerebbe una realtà tutt’altro che divina di queste entità- quelli là, direbbe Mauro Biglino. Ad esempio, vengono citati i mezzi sui quali si spostavano nel cielo, con precise caratteristiche materiali: sono pesanti, metallici, lucenti e pure pericolosi. Descrizioni- al di là delle traduzioni teologiche- che sembrano coincidere con i moderni OVNI- oggetti volanti non identificati

“Certo- conferma lo studioso delle religioni- oltre alla Genesi ci sono altri libri dell’Antico Testamento che danno indicazioni completamente diverse: penso al Libro di Ezechiele, piuttosto che al Libro di Zaccaria, in genere interpretati come allegorie e metafore, ma che al contrario sono di una chiarezza evidente. Questi libri in particolare ci raccontano degli strumenti sui quali questi signori si muovevano.”

Tutto molto inquietante. E assurdo. Ma a voler credere all’ interpretazione- letterale- del testo ebraico così come lo traduce Biglino, allora quelli lì, gli Elohim, chi erano? Se davvero si trattava di creature in carne ed ossa, da dove erano arrivate? E cosa volevano?
“Purtroppo la Bibbia non ce lo dice, ma erano sicuramente individui dotati di tecnologia superiore, inarrivabile per i tempi, forse in parte inarrivabile anche per noi. Si sono spartiti la Terra, come afferma il Libro del Deuteronomio, come ci racconta Platone nel Crizia, come ci tramandano i popoli di tutti i continenti della Terra. Insomma si sono suddivisi il pianeta e l’hanno governato comportandosi come normali colonizzatori. Jahwè era uno di questi. Tra l’altro, Jahwè è definito dalla Bibbia “uomo di guerre”, quindi combatteva”.
Uno dei libri più noti di Mauro Biglino, non a caso, ha un titolo emblematico: “Il dio alieno della Bibbia.” Fino a poco tempo fa, a tutti coloro che gli domandavano quale ne fosse il pianeta d’origine, lo scrittore rispondeva sempre di ignorarlo e di voler parlare solo delle cose che conosceva, ovvero quelle scritte dagli autori veterotestamentari. Ma proprio da quel testo e da analogie scoperte in altre culture antiche, adesso è giunto quanto meno ad una ipotesi, per spiegare la provenienza di questa presunta stirpe di dominatori extraterrestri.


“C’è un’indicazione del termine Nephilim, un termine plurale, che indica però una razza diversa rispetto a quella degli Elohim. Il termine Nephilà al singolare, in aramaico, indica la costellazione di Orione. Questo mi fa venire in mente quello che c’è scritto nei testi vedici, dove si parla di una possibile provenienza di questi qui da una zona vicino alla stella Betelgeuse, che corrisponde alla spalla destra della costellazione di Orione, una zona che veniva chiamata Mrigashira- ovvero, testa d’antilope- perché il cacciatore Orione se la portava sulla spalla destra.
Quindi ci sarebbe una corrispondenza tra dei possibili Orioniani, diciamo così, o comunque provenienti da quella parte del cielo, indicati dal termine Nephilim, e almeno una parte di quegli altri che in Oriente dicevano provenire dalla stessa porzione di cielo. È solo un’ipotesi, ovviamente. Tra l’altro Betelgeuse- ed è una cosa molto curiosa- deriva dall’arabo Ibn al-Jawzā. Ma Beth El significa Casa di El, cioè Casa dell’Elohim. Chissà…”

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