sabato 12 gennaio 2013

il rapporto ideale


Il perfetto rapporto sessuale secondo la donna :

Lei arriva a casa di lui con 45 minuti di ritardo, ampiamente giustificato dalla scelta del vestito. Lui riceve in smoking, musica soft, luce soffusa che viene da candele profumate, un enorme mazzo di rose rosse offertole in ginocchio. Lei sorride soddisfatta e accetta l'omaggio floreale.  A tavola, cena preparata da lui: carpaccio di spada, tagliolini al tartufo bianco, aragosta alla griglia e champagne. Il tutto in porzioni calibrate alla perfezione per via della dieta di lei. Finita la cena, regalino: anello di brillanti dentro la coppa di champagne che le offre mentre l'accompagna in salotto vicino al caminetto. Accetta con un sorriso.  Accende l'impianto, diffondendo per la casa la sua canzone preferita. Ballo lento stretta al suo petto ampio e caldo. Poesia d'amore scritta appositamente per l'occasione, sussurrata all'orecchio  Labbra che si sfiorano e poi finalmente si incontrano in una passione senza fine.  Mani di lui, mantenute perfettamente da una sessione di manicure, che scorrono gentili sul corpo di lei. Abbandono tra le sue braccia.   Lui che la solleva e la porta, sempre guardandola negli occhi, in camera, dove li aspetta un enorme letto a baldacchino bianco e cuscini dappertutto.  La spoglia lentamente con baci leggeri su tutto il corpo e l'adagia comodamente sui cuscini. Lui si spoglia lentamente come uno spogliarellista professionista, corpo statuario di lui che scivola sul corpo di lei e si sofferma con la bocca nella sua intimità. Lei raggiunge l'apice del piacere almeno un paio di volte, cercando di trattenere le sue sedate voglie.  Piatto forte: la sua perfetta virilità la riempie; lei rilassata, lui fa tutto il lavoro, con dolcezza e abilità. Lei raggiunge parecchi orgasmi, in attesa di quello del suo uomo. Lui le fa i complimenti, lei si sente bella come un angelo e focosa come un diavolo. Si appaga quando vede che con le sue grazie riesce a far raggiungere l'orgasmo anche a lui.  Lui che si sdraia nel letto al suo fianco ed inizia una pratica di coccole, grattini e bacini che continuano anche durante il sonno di lei.  Sonno profondo da bambina, la mattina dopo colazione a letto.

Il perfetto rapporto sessuale secondo l'uomo :

Arrivo a casa di lei, lei apre la porta vestita di pizzo nero, reggiseno a balconcino (quarta), giarrettiere senza mutande. Si mette a quattro zampe e lo accompagna direttamente in camera da letto.  Dopo aver miagolato si lecca le labbra e apre la bocca invitante. Lo sventrapapere esce dalla tana fiero e scattante. Spontaneo "oooh" di ammirazione di lei. Dice: "Ma tu con quel coso fai male alle donne. Mi ci starà dentro?"  Aperitivo alla bolognese (fellatio) di 10 minuti, senza orgasmo, con lei che mugola e gli prende le mani e se le mette sulla testa chiedendo di essere usata; primo orgasmo di lei, senza alcun contatto fisico  Schiocco delle dita di lui e lei si alza in piedi. Altro schiocco: i (pochi) vestiti di lei cadono a terra.  Prima penetrazione: lui sta in piedi e se la carica addosso. Lei spalanca gli occhi incredula di tanta virilità. Lui la regge per un quarto con le braccia e per tre quarti con il pene. Durata 18 minuti, durante i quali lui la porta in giro per la casa e guarda quà e là, tanto per ambientarsi. Cambio posizione: alla pecorina, 25 minuti, con lei con i gomiti appoggiati al tavolo. Piatti e bicchieri che cadono a terra. Lei ha un orgasmo ogni 30-40 secondi, con ululati che confermano a tutto il condominio la possenza virile del vero maschio latino.  Cambio posizione: a terra, stile missionario e variante acrobatiche, totale 23 minuti. Lei si frattura un'ulna contro un mobile ma gode talmente tanto che non se ne accorge. Altro cambio: smorzacandela, 36 minuti. Lei urla, si sente impalata e implora di continuare. Al quarantesimo orgasmo avviene il miracolo dell'eiaculazione femminile. Lei si scusa e pulisce tutto leccando. Va in cucina e si beve un paio di vov e prende alcune fialette di carboidrati a rilascio immediato, per recuperare le forze.  E' passata più di un'ora di rapporto continuato e, nonostante la pausa, lei si scusa che "le brucia un po'". Gli strizza l'occhiolino facendo intendere che ci sono anche altre strade disponibili.  Sodomia, 38 minuti: lei viene venti volte e lo implora di sculacciarla perchè è una cattiva bambina. Le sculacciate vengono elargite.  Veloce detersione del membro.  Gran finale: pompino con eiaculo-inondazione. Lei come se avesse passato l'ultimo mese nel deserto senz'acqua. Fuochi di artificio e applausi fragorosi di tutti gli abitanti  del quartiere.  Riposo del guerriero: lei stremata sussurra che si è sentita scopata davvero per la prima volta. Lui di tutta risposta emette un rumoroso peto, lei si eccita e implora di poter eseguire una nuova fellatio, che le viene concessa.  Dormita epocale con russata.

La realtà:

Si conoscono in discoteca, escono e adesso sono sulla fiat uno di lui. Limonano. Fiato di lui: 2 margarita e 2 tequila sunrise. Fiato di lei: 12 sigarette. Praticamente una distilleria clandestina che lecca un  portacenere. Lui le mette le mani addosso; a lei non dà fastidio, e ricambia vagamente.  Lui la crede infoiata, sbottona i pantaloni, le mette una mano dietro la nuca e cerca di spingerle la testa verso il basso. Il collo di lei diventa marmoreo. Lui insiste poco, poi si stanca e la pastrugna ancora un po'.  Illuminazione di lui: "se gliela lecco io, lei non potrà rifiutarsi di ricambiare". Si fionda tra le sue gambe e le alza la gonna. Cerca di infilarle la lingua da qualche parte, ma complice la cellulite a materasso e il tanfo di gnu in putrefazione il compito è arduo. Alla fine riesce a trovare qualcosa, ma la barba incolta nonchè la palese inettitudine rendono l'esperienza scarsa. Lei reagisce freddina, lui capisce che il pompino è ormai un miraggio.  Nuovo piano. Lui si alza con sguardo da mandrillo e estrae il portafoglio.  Da sotto lo scudetto della squadra del cuore estrae un preservativo  Fallisce il primo tentativo di apertura del preservativo perchè gli scivola sotto il sedile. Fallisce il secondo perchè lui si mangia le unghie e non riesce ad aprire la bustina. Lei in un momento di compassione gli apre il preservativo. Lui estrae fiero il suo membro. Lei lo guarda e gli passa il preservativo annunciando che non ha una manualità sufficiente per metterglielo. Dopo tre tentativi lui riesce a infilarsi il preservativo. Osserva fiero che gli arriva a metà senza capire che l'ha solo messo male  Lui si mette in qualche modo sopra di lei e inizia a pompare come un forsennato. Lei lo lascia fare per una decina di secondi, poi gli suggerisce che in realtà non l'ha ancora penetrata. Inizia la penetrazione. Venti secondi intensissimi. Orgasmo di lui.  Riposo del guerriero: lui ansima sudato sopra di lei. Lei infastidita cerca la manovella del finestrino per liberarsi dell'odore acre delle ascelle di lui.  Lui si rimette a posto, si controlla i capelli al finestrino, la guarda e ha le palle di chiederle: "sei venuta?"  Romanticismo bruscamente interrotto dalla testa del guardiano notturno che spunta dal finestrino. Accensione del motore e sgommata veloce. Gran finale: il preservativo era rotto. Gravidanza indesiderata e matrimonio riparatore.

venerdì 11 gennaio 2013

notizie dai blog ( Gennaio 2013 )

SPECIALE COSA C'ERA IN TV IERI?

MasterChef Italia 2012, quinta puntata - eliminato Guido l'idfraulicoMasterChef Italia 2, quinta puntata: eliminato Guido
Nuova eliminazione a MasterChef Italia 2012, a lasciare la cucina del talent show, nel corso della quinta puntata, è stato Guido. Il romano che si è poco impegnato nel corso delle varie prove l’ha presa con filosofia e fossero tutti così questo programma sarebbe godibile e forse un po’ troppo noioso. Nella seconda parte, i tre giudici hanno, invece, graziato Suien e Daiana. Nel corso della quinta puntata, i nostri hanno avuto a che fare con degli ingredienti anni ’80, hanno imparato da uno degli chef e pasticcieri più noti d’Italia e in esterna hanno cucinato del finger food per un esclusivo golf club e per l’ospite d’eccezione: Simona Ventura. Ecco cosa è successo ieri aMasterChef Italia 2!
Prima parte (in realtà si tratta del nono episodio) dedicata alla Mystery Box e all’Invention test. Questa volta, i nostri aspiranti cuochi si sono misurati con la cucina degli anni ’80, l’abbinamento da eseguire era infatti il tipico mari e monti ed ecco gli ingredienti: filetto di vitello, funghi champignon, gamberoni, zucchine tonde, arance, peperoni, fregola sarda, nocciole, sedano rapa e scarola. Il trucco è cucinare al meglio che mescoli al meglio i due ingredienti simbolo della cucina di due decadi fa. Daiana, grazie all’aiuto dei giudici, scopre che l’ingrediente per legare alla perfezione tutto è l’arancia. Agnese è confusa, Marika si becca un’altra strigliata da Cracco su come pulire i gamberi, Andrea commette un errore, Tiziana discute (ovviamente con Cracco) su come cucinare la fregola. Come sempre, vengono chiamati i tre piatti migliori: Maurizio e il suo Non diamoci troppe arie (scelto perché non ha usato il sifone ascoltando il consiglio di Barbieri), Tizianae Daiana.
Vince il copywriter che sceglie l’ingrediente dell’invention test, Natale è già passato ma la base della prova sarà panettonepanforte o turdilli. Maurizio sceglie il panforte ed è panico in cucina, ad aiutare gli chef ci sarà Iginio Massari, uno dei padri della pasticceria italiana. Agnese non sa da dove iniziare, Tiziana decide di puntare su due dacquoise, ma quando Massari le chiede cos’è va nel panico più totale, male anche Maurizio, Guido e Marika. Il primo a essere chiamato è il copywriter, non passa il test, Agnese manda su tutte le furie Cracco, l’unica che sembra strappare un sorriso è Paola. Guido ha creato un temuto mappazzone, lui Agnese e Nicola i peggiori: alla peggio il romano eliminato da Massari stesso che lo accusa di aver fatto poco. Vince Tiziana sarà lei a scegliere la squadra per l’esterna.
La scheda di Guido
Prova in esterna di un certo livello al Barlassina Country Club di Lentate sul Seveso in Brianza, i nostri giudici si presentano in caddy e presentano la prova: preparare del finger food e la cena per 60 ospiti del club, fra cui Simona Ventura. Tiziana, forte della vittoria, sceglie colore e membri del suo team: Andrea, Maurizio, Michele e Marika; l’altra la rossa elegge a capitano Paola e viene composta con il meccanismo a catena. Paola sceglie Nicola, Nicola chiama Ivan, Ivan sceglie Daiana, la casaligna sceglie Suien e manda al pressure test Agnese. Decisi i menù, i rossi dovranno preparare Calamaretti spillo in insalata di mandorle fresche, melanzane e alghe di mare; come secondo un Filetto di manzo al midollo con salsa al vino rosso, fagiolini e scalogno candito. La squadra blu, invece, Millefoglie di mare con pomodoro fresco; per dessert una Crema bruciata al limone con pistacchio di Bronte in una schiuma di albicocche. Le squadre vengono divise fra cena e finger food, a occuparci degli aperitivi saranno Nicola e Maurizio. Tempo scaduto, c’è solo il tempo di ricordare l’ennesimo battibecco fra Tiziana e Maurizio. Il capitano della squadra blu si becca anche la rabbia dello chef Barbieri: Simona Ventura gradisce tutto, per votare i due menù le palline blu o rosse da mettere in buca. Vince Tiziana e i suoi, i rossi e Agnese vanno al pressure test.
Il pressure test di questa settimana è preparare un pesto alla genovese. Sembra facile, ma Suien va nel pallore. Le migliori trofie del pesto sono quelle di Agnese, Ivan ha preparato un pesto perfetto, bene anche Nicola e Paola. Chi sarà la peggiore fra Suien e Daiana?
Le due aspiranti chef sono anche amiche e fra loro è una valle di lacrime, Suien si salva per il colore del suo pesto, Daiana che sconsolata ha già tolto il grembiule viene graziata dai giudici: ‘Asciugati quelle lacrime e torna dai tuoi compagni’, per questa volta solo un’eliminazione. Anche i tre giudici hanno un cuore!
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BERLUSCONI VS SANTORO


vai al canale youtube servizio pubblico
https://www.youtube.com/show/serviziopubblico
http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/10/servizio-pubblico-berlusconi-da-santoro-riguarda-tutti-video-della-decima-puntata/466578/

ELECTRO è tra noi


l' uomo elettrico ovvero Slavisa Pajkic

Slavisa Pajkic, è originario della Serbia e grazie alle sue straordinarie capacità da supereroe è conosciuto con il nome di “Battery Man”, uomo batteria.
Slavisa è in grado di resistere all’alta tensione senza farsi alcun male. A lui piace pensare che la corrente non abbia alcun amico all’infuori di se stesso.
La scoperta di queste incredibili capacità è avvenuta quando aveva 17 anni e da allora, l’uomo ha mostrato a tutti quella che sembra essere una capacità fuori dal comune.

E’ risaputo che tensioni superiori ai 50 Volt se applicate al corpo umano possono provocare gravi problemi, eppure Slavisa detiene il Guinness dei Primati dal 1983 per aver ricevuto una scossa di 20mila Volt.

Nel 2003 ottenne un nuovo record per essere stato in grado di riscaldare una tazza di acqua fino a 97 gradi in 1 minuto e 37 secondi.
Slavisa afferma di essere in grado di fare da isolante, conduttore, accumulatore di corrente o di calore, a seconda dei casi.
Finora gli scienziati non sono stati in grado di spiegare come possa fare tutte queste cose.
Slavisa, chiamato dagli amici Biba, è in grado di accendere una lampadina e di infiammare materiali imbevuti di alcol.

Straordinaria poi la sua capacità di accumulare energia, tanto da diventare una batteria umana.
Secondo alcuni specialisti questi suoi poteri potrebbero derivare da un difetto genetico. Il signor Pajkic infatti non ha ghiandole sudoripare e salivari e gli scienziati sospettano che l’energia non passi all’interno del suo corpo, bensì all’esterno, agendo come un isolante naturale.


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ENEL VS Slavisa

l' enel ha spedito al tipo già diverse bollette tramite raccomandata , l' intento sarebbe  quello di far pagare a Slavisa almeno il canone Enel rimandando, per ora, il calcolo dell' energia elettrica che secondo sempre l'Enel Slavisa Pajkic assorbirebbe dalle line elettriche anche se inconsapevolmente ogni santogiorno
Slavisa Pajkic da parte sua ha dato fuoco ha ogni bolletta  ritenendo ogni richiesta di denaro da parte di' Enel nei suoi confronti ingiusta e priva di ogni fondamento

giovedì 10 gennaio 2013

gli eroi della nostra infanzia - Davy Crockett

David Crockett ( da tutti chiamato Davy ) una leggenda comunque
tra i tanti personaggi del mitico West resi famosi, almeno in Italia, grazie ai film,telefilm, fumetti etc un posto d'onore certamente lo occupa DAVID CROCKETT.

noi che all'epoca di quei film eravamo bimbi o ragazzi lo abbiamo conosciuto  come un eroe , abile  guerriero, gran cacciatore, vestito col classico abbigliamento da trapper e con un cappello particolare fatto con la pelliccia di un procione  o Opossum/Tasso  o tutti e 2 o 3 con tanto di coda.
ma davvero poi nella realtà 'sto David Crockett  fu quello che i film Americani ci hanno rappresentato in tanti  gloriosi film? davvero era l'eroe che noi credevamo essere ?

guardiamo un po su internet cosa ne dicono e poi forse lo sapremo,comunque sia ,comunque vada certamente ne sapremo di più
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biografia in breve

Di origini scozzesi, Davy, come era familiarmente chiamato in tutti gli Stati Uniti, nacque il 17 agosto 1786 a Greene County, nel North Carolina, da John e Rebecca Hawkins e morì ad Alamo, 6 marzo 1836

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biografia un pochino più lunghina


Davy Crockett è un eroe leggendario della storia americana e per tale motivo compare in numerosi film western del cinema hollywoodiano. E' presente anche in "Alamo - gli ultimi eroi", diretto nel 2003 da John Lee Hancock: a vestirne i panni è Billy Bob Thornton.
Davy Crockett naque in Tennessee da una famiglia di coloni molto poveri. La sua infanzia e adolescenza non furono perciò delle più felici, dovendo egli aiutare il padre nel lavoro. La sua grande passione era la caccia e diventò famoso come cacciatore di orsi. Viene spesso raffigurato con pantaloni di cuoio e giacche di pelle di daino o camoscio, intorno alla vita un grosso cinturone con un pugnale e in testa un berretto di pelle di procione. Non si separava mai dal suo fucile.
Nel settembre del 1813 partì per raggiungere il generale Andrew Jackson, impegnato nella guerra contro una tribù di indiani Creek, pronti ad attaccare un villaggio di coloni. Davy si battè con coraggio e astuzia, riuscendo a sopperire ai piani fallimentari di Jackson e infine sconfiggere i pellerossa. La sua impresa gli permise di essere eletto prima giudice di pace, poi colonnello.
Alle elezioni si candidò come deputato e nel 1828 entrò a far parte del Congresso degli Stati Uniti. La popolazione lo stimò soprattutto per l'opposizione politica contro Andrew Jackson, divenuto Presidente, il quale intendeva con un disegno di legge violare il trattato di pace stipulato con i pellerossa. Tale battaglia politica gli costò la terza legislatura da deputato, tuttavia la fama di Crockett crebbe a dismisura.
Lasciato il Congresso, decise di partire per Alamo con una compagnia di sedici soldati, pronti a combattere per l'indipendenza del Texas dal Messico. La battaglia di Alamo fu memorabile e Davy Crockett lottò come una furia insieme a patrioti uniti per la causa. La sera del 5 marzo 1836 cinquemila messicani comandati dal generale Sant'Anna accerchiarono il forte e riuscirono ad aprire una breccia. Gli assediati vennero tutti trucidati e Crockett andò incontro alla morte da eroe. Il resto è storia: Sam Huston, che non potè arrivare in tempo, si scontrò successivamente con Sant'Anna e vendicò i caduti di Alamo, rendendo il Texas definitivamente indipendente.
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biografia più esaustiva


Nato a Greene County, nello stato del Tennessee, fu figlio di coloni poveri e trascorse una infanzia ed una adolescenza difficili, perché i genitori avevano perso la casa e tutti i loro averi a causa dello straripamento del fiume Nalichucky. Il padre convinto che Davy fosse "un buon a nulla", decise di aprire una locanda, la "Locanda Crockett", in una regione più sicura dello stato. Davy, perciò venne cresciuto dal padre a suon di vergate e per sfuggirgli si adattò a fare l'aiutante dei carovanieri diretti verso la Virginia ed il mandriano: in questo modo si spinse fino a Boston, ma senza trascurare mai la sua vera passione: la caccia nei boschi di piccoli animali dalla pelle pregiata come i tassi e gli opossum. Fu così che crebbe senza ricevere una vera istruzione. Solo poco prima di sposarsi con la prima moglie Polly imparò a leggere, scrivere e far di conto. Intanto lavorò sodo per pagare i debiti del padre e non abbandonò mai la passione per la caccia che finì per diventare il suo vero lavoro. Divenuto uomo si specializzò nella "caccia grossa" e divenne popolare e famoso in tutto il Tennessee come cacciatore di orsi, al punto che qualche amico lo considerava il più grande cacciatore di tutto l'Ovest.
Davy Crockett viene spesso raffigurato con indosso pantaloni di cuoio e giacche di pelle di daino o camoscio, costeggiate da una caratteristica sfrangettatura di pelle lungo le gambe, dietro le maniche e in corrispondenza dei pettorali, delle spalle e del torso. Intorno alla vita aveva un grosso cinturone con un pugnale da cacciatore e a sinistra appeso ad una bandoliera un corno pieno di polvere da sparo. Nella mano sinistra stringeva il suo inseparabile fucile. In testa portava un berretto di pelle di tasso o di procione, con una lunga coda dietro, ricavato dal corpo dello stesso animale. Sembra comunque che il vero Davy Crockett, non abbia mai usato questo tipo copricapo: questa fu un'invenzione dell'attore che a teatro ne raccontava le gesta leggendarie.

Un giorno del settembre 1813 venuto a sapere che gli indiani della sua regione stavano sul sentiero di guerra e si preparavano ad attaccare i coloni, salutò la moglie e i bambini e raggiunse al galoppo l'esercito del generale Andrew Jackson per combattere nella campagna contro gli indiani Creek come esploratore. Dopo i primi scontri le sorti della guerra contro gli indiani si rivelarono incerti e il generale Jackson deciso ad avere la meglio ipotizzò un piano di battaglia in base al quale i Creek dovevano essere intrappolati nelle acque del fiume Enotachopco. Il piano del generale però fallì e solo grazie al coraggio e al valore di Davy Crockett e dei suoi esploratori gli indiani furono definitivamente sconfitti. Ritornato alla vita civile era diventato famoso come eroe della guerra contro gli indiani Creek e gli abitanti della sua regione, che lo stimavano come uomo onesto e giusto, lo elessero prima giudice di pace e poi colonnello del reggimento che doveva proteggere le loro abitazioni in caso di necessità.
Intanto riprese anche la sua attività di cacciatore di orsi e quando giunse il tempo delle elezioni si candidò come deputato. Così nel 1828 fu eletto al Congresso degli Stati Uniti. Al tempo di Davy Crockett il Tennessee era il sedicesimo stato che aveva aderito all'Unione e sulla bandiera rossa, bianca e blu a stelle e strisce vi erano ancora 15 stelle solamente. Tuttavia Davy Crockett per il suo passato di eroe e di famoso cacciatore di orsi fu eletto deputato per due legislature consecutive. Si dice che in questa occasione, per non essere additato pubblicamente come il deputato dal berretto di pelle di opossum, si fece prestare da un amico i soldi per comprarsi un vestito da gentleman per essere più presentabile.

Fu a questo punto della sua vita che Davy Crockett si trovò in difficoltà per aver combattuto durante la guerra contro i Creek. Quindici anni prima, infatti, il generale Jackson aveva firmato con loro un trattato di pace in base al quale essi potevano occupare per sempre le terre ad Est del fiume Mississippi. Divenuto presidente degli Stati Uniti, Andrew Jackson decise di proporre un disegno di legge che violava quel trattato. Davy Crockett, che per tutta la vita era stato un uomo onesto e giusto ed aveva seguito il principio "Se sei convinto di aver ragione procedi fino in fondo", si oppose in maniera intransigente al progetto di legge del presidente Jackson. Si rendeva conto che gli indiani che lui aveva combattuto erano diventati dei pacifici contadini e non sarebbe stato giusto respingerli oltre il Mississipi, dove sarebbero stati attaccati da tribù bellicose. Era convinto inoltre che gli indiani avessero gli stessi diritti dei coloni e che il trattato stipulato con loro dovesse essere rispettato. Molti erano della sua stessa opinione, ma solo pochi ebbero il coraggio di affermarlo come lui, perciò quando si fecero nuove elezioni Davy Crockett venne sconfitto dai jacksoniani. Tuttavia la gente continuò a parlare della sua coraggiosa opposizione al presidente Jackson al punto che la sua notorietà crebbe tanto da essere eletto al Congresso per una terza legislatura. In questa occasione gli venne regalato un sigillo d'oro con la scritta "Procedi fino in fondo" ed anche il più bel fucile che abbia mai posseduto.

ALAMO

La storia di Alamo inizia nella mattinata del 23 febbraio 1836 quando l’esercito messicano arrivò nei pressi di San Antonio. Il primo ad avvistare i soldati di Santa Ana fu lo scout John Smith, chiamato “El Colorado” a causa dei capelli rossi.
Fu a lui che il colonnello Travis affidò il primo messaggio dell’assedio, indirizzato allo stato maggiore dell’esercito texano comandato da Sam Houston: “Il nemico è arrivato in gran forze. Vogliamo uomini e provviste. Inviateceli. Abbiamo 150 uomini e siamo determinati a difendere Alamo fino all’ultimo. Forniteci assistenza".
Smith partiva al galoppo, Travis cominciò a dare i primi ordini per preparare la resistenza tra le mura di Alamo. Prima di tutto fece evacuare una cinquantina di soldati messicani feriti, fatti prigionieri in un precedente scontro. In questo modo permise che si ricongiungessero con il grosso delle truppe di Santa Ana senza pesare sulle forze americane. Poi mandò Seguin, lo stesso che un anno dopo provvederà alla sepoltura dei resti, a San Antonio per racimolare quante più provviste possibili potesse. Mentre gli americani giravano per le strade, le donne locali piangevano: “Poveri ragazzi - dicevano - sarete tutti ammazzati”. Furono invece una quarantina i cittadini che preferirono nascondersi dentro Alamo per evitare di affrontare l’esercito messicano. Fecero appena in tempo, perchè nel pomeriggio gli uomini di Santa Ana avevano già occupato l’area di San Fernando, la più vicina alla missione, facendo sventolare una bandiera rossa, segno di non voler dare tregua al nemico, sul pennone del campanile.
Quando la vide, Travis ordinò per tutta risposta che venisse sparata una cannonata verso la postazione nemica. I messicani replicarono con altre quattro cannonate e quello fu di fatto il primo scambio di colpi tra i due avversari.
A quanto pare fu anche l’occasione per il primo litigio tra Travis e Bowie. Il primo voleva aspettare la prima mossa dei messicani, mentre il secondo intendeva agire subito andando a trattare direttamente con Santa Ana. Essendo egli stesso il genero di un notabile messicano, Bowie pensava che sarebbe stato ascoltato. Senza consultare Travis, Bowie mandò il volontario Jamestown con una missiva diretta personalmente al generale. Ma il risultato fu deludente: di fronte a un Travis infuriato perchè i suoi ordini non erano stati rispettati, Jamestown tornò con una nota firmata da Josè Batres, il vice di Santa Ana, nella quale si diceva che “se volevano salvare le loro vite, dovevano mettersi immediatamente a disposizione del Governo Supremo”. In pratica, dovevano arrendersi senza condizioni. Rendendosi conto che la situazione era comunque disperata, lo stesso Travis inviò ai messicani un secondo messaggio, questa volta affidato ad uno dei suoi uomini più fidati, Albert Martin, da consegnare al colonnello Juan Almonte, uno degli alti ufficiali dello staff di Santa Ana, conosciuto e rispettato come gentiluomo in tutto il Texas. Ma Almonte si limitò a ripetere le condizioni imposte dal suo generale, per cui anche questo tentativo andò a vuoto.
A quel punto a Travis non restò che radunare gli uomini per esporre loro la situazione e tutti furono d’accordo per non cedere. Ancora una volta Travis affidò la sua replica ai cannoni e per risposta i messicani presero a bombardare sistematicamente la missione producendo non pochi danni. E mentre le granate colpivano la vecchia chiesa costruita nel 1758 dalla Flying Company of San Josè y Santiago del Alamo de Parras, il colonnello inviò un altro messaggio al raggruppamento texano di stanza a Goliad: “Noi porteremo avanti questa resistenza così come il nostro onore pretende, e anche quello del Paese”, scrisse Travis al collega Fannin. Ma l’attesa per una risposta si rivelò vana.
Fu allora che Travis decise di piazzare i suoi cannoni nelle posizioni strategiche, in particolare sul tetto rinforzato della chiesa dove ne fece sistemare tre da diciotto libbre l’uno.
C’era anche un altro problema. All’interno del forte si trovavano ormai anche una quarantina tra malati e feriti che Travis fece sistemare al secondo piano del convento. Tra questi era finito anche James Bowie, colpito da una forte febbre tifoidea che lo debilitava a causa di continui accessi di vomito e diarrea con ingenti perdite ematiche. Per quanto curato dal dottor Sutherland e assistito dalla cognata Juana Alsbury, Bowie non si riprenderà più e quindi non parteciperà neanche allo scontro finale. Il 24 febbraio i messicani piazzarono una nuova batteria a circa 300 metri da Alamo e ripresero il bombardamento.

Agli americani non restava che nascondersi tra le mura della missione e aspettare. Travis ne approfittò per scrivere un nuovo appello che indirizzò al “Popolo del Texas e a tutti gli Americani nel Mondo”: “Sono assediato da un migliaio o più di messicani agli ordini di Santa Ana - Ho sostenuto un continuo bombardamento per 24 ore e non ho perso un uomo. - Il nemico ci ha chiesto una resa senza condizioni, altrimenti la guarnigione sarà passata a fil di spada, se il forte verrà preso - Ho risposto con un colpo di cannone, e la nostra bandiera sventola ancora orgogliosamente sulle mura. Io non mi arrenderò nè mi ritirerò. Allora mi rivolgo a voi nel nome della Libertà, del patriottismo e di tutto ciò che è di più caro al carattere americano, affinchè veniate in nostro soccorso con la massima celerità - Il nemico sta ricevendo rinforzi quotidianamente e non c’è dubbio che arriverà a tre o quattro mila unità nel giro di quattro o cinque giorni. Se questa mia richiesta non verrà accolta, sono determinato ad andare avanti da solo il più a lungo possibile e a morire come un soldato che non dimentica mai ciò che è dovuto al proprio onore e a quello del suo Paese. Vittoria o Morte”.
La lettera, indirizzata al quartier generale texano situato a Gonzales, venne affidata ad Albert Martin che con una buona dose di fortuna riuscì a passare oltre le linee nemiche, perdendosi nell’oscurità. Dalle mura quella notte Travis lo vide allontanarsi e, mentre la sua mente si perdeva in mille cupi pensieri, si sorprese ad ascoltare le note di un mesto “Deguello” che gli giungevano dal campo messicano.
L’indomani il bombardamento riprese fin dal primo mattino. Circa duecento messicani del battaglione Permanente Matamoros arrivarono a un centinaio di metri dal forte, ma gli americani risposero con un fuoco talmente fitto che alla fine gli uomini di Santa Ana furono costretti a ritirarsi, lasciando una decina di morti sul campo. Durante l’azione fu particolarmente notato l’onorevole David Crockett, come Travis chiamava l’ex parlamentare, che correva da un punto all’altro per incitare gli uomini e far loro coraggio.
Travis, quando si rese conto che i messicani stavano tastando il terreno in vista dell’assalto decisivo, riprese la penna e si rivolse direttamente a Sam Houston: “Devo resistere fino alle estreme conseguenze. Se essi ci sconfiggeranno, noi saremo sacrificati sull’altare del nostro Paese, e speriamo che i posteri e il nostro Paese renderanno giustizia alla nostra memoria. Aiutami, Paese mio! Vittoria o morte”.
In effetti viene il sospetto che Travis scrivesse in modo così enfatico sapendo che i suoi appelli sarebbero stati pubblicati, ma c’è da dire che egli cercava comunque di far sapere che la situazione a Alamo era davvero drammatica. Il problema si poneva sul come far giungere il messaggio a destinazione, visto che ormai i messicani controllavano l’intera area. E, soprattutto, chi mandare? Tra l’altro ci voleva qualcuno che parlasse bene lo spagnolo e fu così che gli uomini della guarnigione votarono Juan Seguìn. Travis non era d’accordo, ma alla fine capitolò. Seguìn, travestito da campesino, salutò per l’ultima volta i suoi commilitoni e quella stessa notte si infiltrò tra le linee nemiche. Quell’operazione, per quanto rischiosa, finì per salvargli la vita.
Mentre i messicani poco per volta accerchiavano Alamo, a San Felipe il governatore Smith faceva pubblicare il primo appello di Travis e esortava i texani a “volare” in difesa di Alamo: “La campagna è cominciata - scrisse Smith - I texani non devono lasciare che i loro fratelli vengano massacrati da un esercito di mercenari”.
Anche se le file texane si stavano ingrossando di volontari, nel forte l’attesa si faceva sempre più drammatica. Bowie era ormai allo stremo quando il 29 febbraio un gruppo di volontari che era arrivato con lui andò a trovarlo per comunicargli che Santa Ana aveva offerto un’amnistia ai difensori di Alamo che si fossero arresi. “Chi di voi vuole andarsene, è libero di farlo”, disse Bowie con un fil di voce. E quelli non se lo fecero dire due volte: lo ringraziarono e uscirono dal forte, salvi.
La notte del primo marzo un violento temporale si abbattè sulla zona. Alle tre, sotto una pioggia battente, una sentinella si sentì chiamare e, con sua grande sorpresa, vide John Smith, El Colorado, bussare alla porta del forte con trentadue uomini: alla fine i rinforzi, se così si potevano definire, erano arrivati. Il giorno dopo a Brazoria, diverse decine di chilometri più in là, l’ultimo appello di Travis, “Vittoria o Morte”, veniva pubblicato sul giornale “Texan Republican”. Ma la spedizione di soccorso era ben distante dall’essere organizzata. A Washington, dove doveva partecipare a una convention, Sam Houston continuava a dire che quella di Alamo era “una maledetta menzogna, e che anche tutti quei rapporti di Travis e Fannin erano menzogne, visto che là non vi erano forze messicane e che tutta quella messinscena era soltanto uno stratagemma elettorale studiato da Travis e Fannin per sostenere la loro popolarità”.
Houston arrivò a insinuare che i rapporti ricevuti fossero addirittura fatti ad arte dai messicani, per cui, con la mente offuscata dai litri di whisky che si beveva tutti i giorni (fu visto diverse volte ubriaco in pubblico), di fatto non fece mai nulla per salvare la guarnigione di Alamo.
Il 3 Marzo gli americani assediati videro un uomo a cavallo correre nella prateria sfidando il fuoco dei fucili messicani. Era James Butler Bonham che portava due messaggi, uno dei quali di Willie Williamson, uno dei capi della rivolta, scritto alcuni giorni prima a San Felipe. Nella prima missiva Williamson annunciava l’arrivo di 660 volontari. Nella seconda, forse scritta da Houston in persona, si diceva invece che le forze presenti a San Felipe non potevano essere trasferite. In pratica, Alamo veniva abbandonato a se stesso.

Per Travis era l’ennesimo colpo. Già furente per l’abbandono dei volontari texani che egli non esitava a definire traditori, quella notizia gli fece capire che ormai non c’era davvero più nulla da fare. Allora scrisse alcune lettere che affidò nuovamente a El Colorado, lettere il cui contenuto non fu mai reso pubblico e nelle quali probabilmente scrisse il suo testamento politico. Una era indirizzata a Jesse Grimes, un delegato della convenzione di Washington, un’altra a David Ayers di Montville. A entrambi affidò le sue ultime volontà e, soprattutto, l’educazione del figlio Charles, 5 anni, avuto dal suo matrimonio con Rosanna Cato. L’ultima missiva, di cui non si conobbe mai il contenuto, era per l’amata Rebecca, la donna che aveva intenzione di sposare se solo fosse riuscito a sopravvivere all’avventura di Alamo. Arriveranno tutte a destino compiuto, quando le ossa di Travis erano già state incenerite.
Il 4 marzo i messicani ripresero a bombardare la missione. Il 5 gli americani contarono 334 palle di cannone contro le loro mura. E quella notte un Travis ormai disperato giocò la sua ultima carta inviando un ultimo messaggero, il giovane James Allen, nel disperato tentativo di convincere lo stato maggiore americano a mandare rinforzi. Un rapido censimento delle armi permise di stabilire che nella missione i 180 americani rimasti avevano in tutto 816 tra pistole e fucili, con polvere e piombo sufficienti per circa 15 mila colpi, 25 granate da cannone e duecento baionette: un po’ poco per fronteggiare un esercito di quattromila uomini armati di tutto punto e dotati di artiglieria pesante. L’attacco decisivo cominciò intorno alle 3 del mattino del 6 marzo. Gli assediati, stanchi e provati dalla continua tensione, dormivano quasi tutti. Nessuno, nemmeno le sentinelle, si accorse che oltre un migliaio di soldati messicani del battaglione Toluca aveva completamente circondato la missione e pian piano si avvicinava alle mura. Nessuno, nonostante il chiarore della luna, vide le scale che venivano appoggiate e subito salite dai commandos nemici. Nessuno si rese conto che la missione era stata invasa fino a quando il primo “Viva Santa Ana” non squarciò il silenzio della notte. Erano circa le 5,30. Travis fu svegliato di soprassalto dall’ufficiale J.J. Baugh che irruppe nella sua camera urlando: “I messicani stanno arrivando!”. Ancora stordito da quelle poche ore di sonno, Travis arrivò sugli spalti appena in tempo per vedere una marea di uniformi bianche che si lanciava all’assalto dei suoi uomini. Quando girò lo sguardo una pallottola di circa due centimetri di diametro lo prese in piena fronte uccidendolo sul colpo. Il suo corpo, successivamente trafitto anche da molti colpi di baionetta, cadde vicino ad un cannone e lì restò fino alla fine della battaglia. Uno ad uno gli americani vennero uccisi tutti: l’ordine era di non fare prigionieri.
Quando i messicani entrarono dentro il convento, in una stanza trovarono James Bowie ormai agonizzante alla sua terza settimana di febbre tifoidea. Scambiandolo per uno che si voleva nascondere sotto le coperte, lo presero a fucilate sul posto facendogli letteralmente saltare la testa. Sempre più numerosi, cominciarono poi a spingere ciò che restava del gruppo dei difensori fino all’ingresso della missione. Gli americani furono costretti a uscire spinti verso l’esterno. Fuori li aspettava la cavalleria messicana comandata da Ramirez y Sesma che in due cariche successive pose fine a colpi di lancia anche a quella eroica e disperata sacca di resistenza.
I messicani si fermarono soltanto quando, abbattendo una porta, si trovarono di fronte a tre donne e due bambini. Fu una di queste, Susanna Dickenson, che in seguito testimonierà di aver visto i corpi di Davy Crockett e dei suoi compagni del Tennessee giacere nella polvere davanti al sagrato della chiesa.
Ma gli americani avevano venduta cara la pelle. A fronte dei 1600 uomini impiegati nell’attacco, i messicani morti furono circa duecento e quattrocento i feriti, tra i quali anche un generale e 28 ufficiali. Settanta di questi feriti morirono in seguito alle lesioni riportate nella battaglia.
Avvalendosi della testimonianza di Joe, lo schiavo negro di Travis cui venne risparmiata la vita proprio a causa del suo stato, Santa Ana volle vedere personalmente i corpi di Travis, Bowie e Crockett prima di inviare il suo rapporto finale a Città del Messico. “Il quadro presentato dalla battaglia è straordinario - scrisse Santa Ana - tra i corpi sono stati trovati il primo e il secondo capo del nemico - Bowie e Travis - colonnelli come essi stessi si facevano chiamare - nonchè Crockett con lo stesso titolo degli altri due”.
La notizia del massacro di Alamo giunse a Washington solo l’11 marzo e fece un’impressione enorme. Per Sam Houston, che non aveva mai creduto alle lettere di Travis, fu un colpo tremendo. E per quanto si portò dietro per tutta la vita il rimorso di quelle vite sacrificate, cercò di salvare la faccia sostenendo pubblicamente che “la caduta di Alamo è stata il risultato di una disobbedienza da parte di Travis e Bowie”.

Ma all’opinione pubblica americana non potevano bastare le sue illazioni e Houston lo sapeva bene. Fu così che l’esercito texano si ricompattò e il 21 aprile cercò vendetta affrontando in campo aperto le truppe messicane di Santa Ana a San Jacinto. Prima della battaglia gli ufficiali si rivolsero ai volontari con tre sole parole:”Remember the Alamo”. Ed è urlando “Alamo! Alamo! Alamo!” che gli americani, inferiori di numero (800 contro 1.300), in soli venti minuti di battaglia sgominarono l’esercito messicano facendo prigioniero lo stesso generale Santa Ana. La rivoluzione era finita e il Texas diventava indipendente. Nel settembre di quello stesso anno Sam Houston veniva eletto presidente della Repubblica del Texas e Alamo entrava nella storia e nella leggenda.

Ho trovato questo resoconto molto dettagliato ed interessante.

Ma la storia di Crockett non è finita.............

La sua misteriosa morte

Sulla morte di Davy Crockett il suo biografo E.L. Meadowcroft nel 1970 ha scritto: «L'indomani, all'alba, i messicani posero l'assedio alle mura di Alamo. Il piccolo gruppo di americani che si trovava all'interno del Forte si difese valorosamente, ma quando l'attacco terminò dopo un'ora di dura battaglia, nessuno di loro era vivo».

Non fu chiaro se Crockett fosse morto nella battaglia di Alamo, durante lo scontro finale che avvenne il 6 marzo; il modo in cui morì è rimasto un mistero fino alla pubblicazione del diario di José Enrique de la Peña, avvenuta nel 1975. Susanna Dickinson, moglie di Almaron Dickinson, ufficiale ad Alamo, disse che Crockett morì fuori dalle mura e che fu uno dei primi a cadere.

L'unico maschio che sopravvisse alla battaglia, Joe - uno schiavo del comandante William Travis, uno dei capi della resistenza assieme a Jim Bowie - disse di aver visto Crockett morto tra altri corpi senza vita dei soldati messicani; solo un altro combattente - Warner, anch'egli catturato dai messicani - venne ucciso in seguito.

Quando la testimonianza di Peña fu divulgata e presa in considerazione dagli storici insieme ad altri documenti, l'importanza della presenza di Crockett ebbe la giusta dimensione e rilevanza.

Travis aveva scritto che durante il primo bombardamento Crockett era «dappertutto ad Alamo, per animare gli uomini a fare il loro dovere». Altre testimonianze narrano della sua fida carabina Betsy con la quale uccise in rapida successione cinque messicani che cercavano di colpire un cannone del forte; per poco Crockett non riuscì a colpire anche Santa Anna che pensava di essere sufficientemente al riparo.

Crockett ed altri cinque o sei uomini vennero catturati quando le truppe messicane si impossessarono di Alamo poco dopo l'alba, intorno alle 6 del mattino. Ritenevano che Santa Anna avesse ordinato di non prendere ostaggi, ma non fu così: vennero fatti prigionieri e giustiziati successivamente.

FINE

fonte - vai
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link utili

mercoledì 9 gennaio 2013

del METAL?

3 notizie buone, una è che OZZY ha postato una foto fatta poco prima che iniziasse a registrare la  parte vocale di quello che diventerà il nuovo disco dei Black SABBATH,la parte strumentale delle 15 canzone già pronte è già stata registrata nello studio di IOmmi a LONDRA, la domanda ora  è quanto ancora bisognerà attendere?

l' altra è che gli Alice in chains sembrano aver  ritrovatola vena e se il nuovo lavoro atteso per fine Gennaio mantiene le promesse sentite col singolo il 2013 si apre bene per lamusica metal


la terza è che a breve uscirà il nuovo lavoro dei DEEP PURPLE ,la band ha immesso su youtube un breve video con qualche secondo di un brano... a sentirlo fa venir la voglia di ascoltarne il seguito sperando in bene

curiosity from the past

della POP music

NATALINO BALASSO - discorso di fine anno


CROZZA auguri di buon anno


NATALINO BALASSO - discorso pro videopoker


LITIZZETTO show


vari ed eventuali



quando la realtà supera l'immaginazione


Conversazione realmente registrata sulla frequenza di emergenza marittima sul canale 106 al largo della costa di Finisterre (Galizia), tra galiziani e americani, il 16 ottobre 1997.

Spagnoli: (rumore di fondo) "... vi parla l'A-853, per favore, virate 15 gradi sud per evitare di entrare in collisione con noi. Vi state dirigendo esattamente contro di noi, distanza 25 miglia nautiche."

Americani: (rumore di fondo) " ... vi suggeriamo di virare 15 gradi nord per evitare la collisione."

Spagnoli: " Negativo. Ripetiamo, virate 15 gradi sud per evitare la collisione."

Americani: (un'altra voce) " Vi parla il Capitano di una nave degli Stati Uniti d'America. Vi intimiamo di virare 15 gradi nord per evitare la collisione."


Spagnoli: " Non lo consideriamo fattibile, nè conveniente, vi suggeriamo di virare voi di 15 gradi per evitare di scontrarvi con noi."

Americani: (tono accalorato) "VI PARLA IL CAPITANO RICHARD JAMES HOWARD, AL COMANDO DELLA PORTAEREI USS LINCOLN, DELLA MARINA DEGLI STATI UNITI D'AMERICA, LA SECONDA NAVE DA GUERRA PIU' GRANDE DELLA FLOTTA AMERICANA. CI SCORTANO 2 CORAZZATE, 6 DESTROYER, 5 INCROCIATORI, 4 SOMMERGIBILI E NUMEROSE ALTRE NAVI D'APPOGGIO. NON VI "SUGGERISCO": VI "ORDINO" DI CAMBIARE LA VOSTRA ROTTA DI 15 GRADI NORD. IN CASO CONTRARIO CI VEDREMO COSTRETTI A PRENDERE LE MISURE NECESSARIE PER GARANTIRE LA SICUREZZA DI QUESTA NAVE. VI INTIMO DI OBBEDIRE IMMEDIATAMENTE E DI TOGLIERVI DALLA NOSTRA ROTTA!"

Spagnoli: " Vi parla Juan Manuel Salas Alcantara. Siamo 2 persone. Ci scortano il nostro cane, il cibo, 2 birre, e un canarino che adesso sta dormendo. Abbiamo l'appoggio della stazione radio Cadena Dial de La Coruña e il canale 106 di emergenza marittima. Non ci dirigiamo da nessuna parte, visto che parliamo dalla terra ferma, siamo nel faro A-853 di Finisterra sulla costa Galiziana. Non abbiamo la più pallida idea di che posto abbiamo nella classifica dei fari spagnoli. Potete prendere le misure che considerate opportune a fare quel c***o che vi pare per garantire la sicurezza della vostra nave di m***a che si sfracellerà sulla roccia. pertanto insistiamo di nuovo e vi suggeriamo di fare la cosa più sensata e di cambiare la vostra rotta di 15 gradi sud per evitare la collisione."

Americani:" Bene, ricevuto, grazie."

è tempo di ridere poco ( appena appena )

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umorismo dai blog , dai forum .dai... insomma dal WEB ...... barzellette , battute etc proveniente da ogni dove e inserite qui in ordine sparso senza censura alcuna se non quella del' originale scrivente o oratore

a cura di I.O. 
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speciale barzellette che fan ridere poco, poco, quasi niente

Pierino

-Con quale lettera incomincia la parola ''ieri''?- domanda la maestra al piccolo Pierino
-Con la ''d'', signora maestra
-Vuoi scherzare? Come fai a sostenere che ''ieri'' inizia con la ''d''?
-Perchè ieri era Domenica, signora maestra.
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vicini


La mia vicina di casa bussa alla mia porta, le apro e lei mi fa:
‎"Senti, sono appena arrivata, ho voglia di divertirmi, ubriacarmi e far l'amore tutta la notte...tu sei occupato stasera?". "NO!". "Allora mi tieni il cane?".
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vigili etc

"Documenti..." "Non ce li ho!" "Il casco?" "Non ce l'ho!" "Lo specchietto?" "No...n ce l'ho!" "La targa...?" "Non ce l'ho!" "Gli stop?" "Non ci sono!"
"Allora, riepilogando: lei è senza documenti, senza casco, senza stop, senza specchietto e senza targa... e ora come la mettiamo?" "Appoggiata al muro, che è senza cavalletto..."
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AFRICANI

un africano nudo sulla spiaggia gioca con suo figlio
il bimbo gli chiede: papà posso giocare con il tuo pisello il papà:si ma non allontanarti troppo
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la vasellina

Un giovane nota in una vetrina una splendida moto rossa e decide di averla ad ogni costo. Lavorando con impegno, finalmente arriva il grande giorno ed entra nel negozio. Dopo averne elogiato le qualità, il commesso aggiunge: "Però ricordate che la moto sotto la pioggia perde la sua lucentezza! Di conseguenza dovete ricoprirla spesso con della vaselina...". Perplesso, il giovane annuisce e la compra.
Una settimana dopo, nella quale aveva ricoperto di cure il veicolo, va a cena con la sua ragazza a casa dei suoi genitori che vivono in una splendida villetta. Prima di entrare la ragazza lo avvisa: "Alla fine della cena, c'è un'usanza nella mia famiglia: il primo che dice qualcosa si dovrà alzare per svotare la tavola, lavare i piatti, e mettere a posto la sala".
Alla fine della cena, la sala piomba in un silenzio di tomba. Tutti e quattro, giovane, ragazza e genitori, iniziano a guardarsi sospettosi... Compresa la situazione, il giovane prende la ragazza, la spoglia, e fa i comodi suoi davanti a tutti! Ma nessuno apre bocca... Dopo altri minuti, il giovane osserva la (possibile) futura suocera, una bella, bella donna... Le si avvicina, la spoglia e ci fa i comodi suoi. Ma ancora nessuno dice niente.
In quel momento da fuori cade un fulmine insieme alle prime goccioline di pioggia... La moto! Pensa subito il giovane tirando fuori dalla giacca la vaselina. Il padre della sua ragazza, spaventato, osserva il vasetto e poi esclama: "EH VA BENE! Li lavo io i piatti! Ma metti via la vaselina!"
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sport

Un tifoso telefona a SKY:
- 'Pronto? Scusi vorrei comprare una partita'
- 'Lei è Juventino vero?'
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al circolo

Un tizio molto distinto e di una certa eta' suona al campanello di un club inglese molto riservato.
Apre il Segretario in persona che si presenta con estrema cortesia e chiede: "Il signore vuole accomodarsi per una partita a polo?".
E il signore distinto: "Polo... polo... si'! Ricordo. Una volta giocai a polo, ma ricordo che non mi piacque per niente!".
"Beh, allora... il signore e' qui per una partitina a golf ?".
E il signore distinto come pensando fra se' e se': "Golf... golf. Da giovane ho provato anch'io, una volta, ma ricordo che non mi piacque per niente, no, proprio per niente".
Allora il segretario un po' spazientito: "Beh, allora il signore e' qui per una partita a poker?".
E il signore distinto: "Ah il poker! Ricordo che molti anni fa feci una partita a poker, cosi' per provare questo curioso gioco. Da allora detesto il poker".
Il segretario e' sempre piu' spazientito: "Ma insomma, lei qui cosa e' venuto a fare?".
"A prendere mio figlio".
E il segretario, con molta flemma: "Figlio unico, immagino!".
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donne e fole

Tre donne di colore si trovano al mercato, e chiacchierando del più e del meno si ritrovano a parlare dei loro mariti.
Fa la prima:
- Sì, vabbè, potete dire tutto dei vostri consorti, ma il marito più nero è il mio!
- E come fai a dirlo?
- Perchè l'altro giorno, armeggiando con un cacciavite, per sbaglio si è tagliato un dito, ed il sangue che ne è uscito era NERO!
- Beh, niente in confronto al mio! Ieri, guardando un film commovente alla TV, ha cominciato a piangere, e le lacrime che gli sono uscite dagli occhi erano NERE!
La terza le guarda e sbotta:
- Sì, non c'è dubbio che i vostri mariti siano neri, ma sono nulla in confronto al mio! Pensate che una sera del mese scorso stavamo tutti in tinello a guardare la TV, ed un certo punto lui ha mollato una scorreggia; siamo rimasti 3 giorni al buio!!!
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moglie e marito

Marito e moglie vanno allo zoo. Davanti alla gabbia del gorilla il marito scherza e dice:
"Dai, cara, non c'è nessuno. Fagli vedere un po' le gambe!"
La moglie divertita le mostra e il gorilla comincia a ingrifarsi "Ahr! Urgh!"
"Dai, muoviti un po' e vediamo cosa fa!"
"Ma dai caro, mi vergogno!"
"Dai, tanto non c'è nessuno!"
E la moglie divertita si muove sinuosamente verso il gorilla: "Ahr! Urgh!" che, eccitato, allunga una zampa e riesce ad afferrare la donna, con chiari intenti libidinosi.
Al che il marito non si scompone e dice: "Ecco cara, adesso prova a spiegare a lui che hai mal di testa!!"
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Il Primo giorno, Dio creò la Mucca e disse:

"Dovrai andare nei campi con il contadino, soffrire tutto il giorno
sotto il sole, figliare in continuazione e farti spremere tutto il latte possibile.Ti concedo un'aspettativa di
vita di 60 anni."

 La Mucca rispose:
"Una vita così disgraziata me la vuoi far vivere per 60 anni? Guarda,
20 vanno benissimo, tieniti pure gli altri 40!" E così fu.

Il secondo giorno, Dio creò il Cane e disse:
"Dovrai sedere tutto il giorno dietro l'ingresso della casa dell'uomo,
abbaiando a chiunque si avvicini. Ti assegno un'aspettativa di vita di 20 anni."
Il Cane replicò:
"20 anni a rompermi le palle e a romperle agli altri? Guarda, 10 sono
più che sufficienti, tieniti pure gli altri!" E così fu.

Il terzo giorno, Dio creò la Scimmia e disse:
"Dovrai divertire la gente, fare il pagliaccio ed assumere le espressioni più idiote per farla ridere. Vivrai 20 anni."
La scimmia obiettò:
"20 anni a fare il cretino? Mi associo al cane e te ne restituisco
10!" E così fu.

Infine, Dio creò l'Uomo e disse:
"Tu non lavorerai, non farai altro che mangiare, dormire,
scopare e
divertirti come un matto. Ti assegno 20 anni di vita!" E l'Uomo, implorante:
"Come, 20 anni?!? solo 20 anni di questa pacchia? Senti, ho saputo che
 la Mucca ti ha restituito 40 anni, il Cane 10 e la Scimmia altri 10,sommati ai miei 20 farebbero 80, dalli tutti a me!!!" E così fu.

Ecco perché per i primi 20 anni della nostra vita non facciamo altro che
 mangiare, dormire, giocare, scopare, godercela e non fare un cazzo, per i successivi 40 lavoriamo come bestie per mantenere la famiglia, per gli
ulteriori 10 facciamo i cretini per far divertire i nipotini, e gli
ultimi 10 li passiamo rompendo le palle a tutti.
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assonanze

TOPOLINO E' CONTENTO PERCHE' SI FA LE TOPOLINE, PAPERINO E' CONTENTO PERCHE' SI FA LE PAPERINE...PIPPO E' TRISTE... -

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ATTENZIONE !!!!!   ATTENZIONE !!!!!  ATTENZIONE !!!!!  ATTENZIONE !!!!!  ATTENZIONE !!!!!

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BOOK FOTOGRAFICO GENNAIO 2013


BOOK FOTOGRAFICO-----------------  BOOK FOTOGRAFICO, -------------------  BOOK FOTOGRAFICO --------------------
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foto provenienti dai piu' disparati luoghi raffiguranti cose, persone etc aventi come soggetto di tutto o il nulla totale , foto rubate e non, scatti rari o visti e stravisti ,foto con commento o senza , foto messe con un criterio preciso oppure buttate lì a casaccio, foto che non sono foto e foto disegnate, in tutti i casi foto et affini per tutti e per nessuno.

rubrica a cura di a.s.s.m.
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UN GIRO PER FACEBOOK ( Gennaio 2013 ) ------ UN GIRO PER FACEBOOK ( Gennaio 2013 ) ------ UN GIRO PER FACEBOOK ( Gennaio 2013 ) ------ 

dando un  occhiata alle foto etc che girano  su facebook e non solo  si direbbe quasi che anche in questo periodo se solo potesse l'Italiano medio  manderebbe  la classe politica in blocco in luoghi ben definiti quali ad esempio :
al macero, in galera, in culo, a lavorare in miniera, sulla sedia elettrica etc etc, questa però è solo un' impressione la realtà sicuramente non sarà così o no?























plus!!!!!! ---- plus!!!!!

vai a vedere 'sta puntata di presa diretta intitolata  "  ladri di partito "
http://www.presadiretta.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-7e5aadef-1666-4fb0-8e73-c66341aeddff.html

oppure guardati 'sti video presi da youtube ( anche a piccole dosi ) forse di riprenderai dallo stato di prostrazione in cui sei caduto vedendo il video di prima