lunedì 9 settembre 2013

storielle normali o a doppiafaccia/ doppia lettura ( praticamente 2 storie in una )

storielle singola o a doppia lettura ( a volte anche di più) 
dipende da chi le scrive e da chi le legge

la strategia ai raccontare 2 storie in uno stesso racconto risale ai tempi dei tempi se uno non sapeva o non cercava il secondo racconto nascosto all'interno del primo non ne avrebbe sentito la mancanzam ma se lo veniva a sapere o lo scopriva forse si sarebbe scandalizzato , comunque si sarebbe fatto 2 rise 
questo perché all'interno si 'ste storielle nascoste spesso si usa un linguaggio osé e non in tono con le buone maniere et affini

non diciamo come trovare la seconda chiave di lettura di 'ate composizioni ,tanto facile è il simil sistema di criptatura che se uno non lo scopre da se vuol dire che la cosa non gli interessa abbastanza

ODE A BERLUSCONI

“L’Onorevole Berlusconi può definirsi un por-
tento di abilità, oltre che un Uomo politi-
co di prim’ordine. Meriterebbe di essere de-
cantato con rime sacre come ad altri è già
capitato. Meriterebbe un monumento di ster-
minata mole che delle sue gesta desse l’e-
co indistruttibile nei secoli sì che il fe-
lice amato nome di questo celebre legisla-
tore giungesse ai nostri lontani nipoti. Scor-
giamo in lui l’Uomo saggio, perciò lo sor-
reggiamo con tutte le nostre forze nel mu-
tevole clamore delle lotte, levando un plau-

so a lui e al suo partito.”
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*La vera storia dei tre porcellini* ( attenzione v.m. 18 )


Vivevano nel bosco tre giovani maiali 
piccoli rosa e zozzi che 'un ve lo dico manco. 
Di volto somiglianti, di gusti disuguali, 
ma leggetevi la storia: vi racconto tutto quanto. 

Il primo, giovincello pigro, di poche beghe 
di film e di riviste grande consumatore 
passava le giornate sfacendosi di seghe 
e le nottate insonni su youporn molt'altre ore; 

il secondo, tutto rosa, maiale sol di razza 
la coda attorcinata, portamento strano 
nei suoi molti interessi non v'era alcun ragazza 
le pannocchie con dolcezza, coglieva colla mano; 

il terzo, lezz'e grasso, come si deve a un verre 
lesto colle parole, abile incantatore. 
Di vedove inconsolabili e di zitelle sole 
compagnator cortese e gran consolatore. 

Giunse notizia e voci, oltre il bosco de la frasca, 
ad orecchie indiscrete dei tre giovani virgulti; 
dello strano individuo, detto lupo pederasta, 
Il cuore (e non sol quello) fu preso da sussulti. 

Giunse la strana bestia alla prima casetta 
col pelo ed altro ancor erto e vigoroso: 
"oh giovane amico che lavori di manetta 
segui lo zio lupo, e lascia un po' quel coso" 

Il giovine virgulto, non ci pens� nemmeno 
rispose al vecchio lupo, facendo un po' il vocione 
"� vero poco trombo e frequente me lo meno, 
son porco e segaiolo ma non capro coglione!" 

Alla seconda casa, la belva si recò
e con voce in falsetto si mise a far moine 
"oh rosa porcellino, chi il culetto ti rasò
Rotonde ed invitanti le sfinteriche rovine" 

Ma anche stavolta ebbe risposta ponderata 
"E' vero, sono frocio: ma ho regole ed onore; 
la mia vita porca è comunque moderata: 
non elargisco a tutti chiappe, carezze e cuore." 

Ultimo tentativo, alla terza delle magioni 
sbuffando come un mantice, ivi si recò 
frustrato nell'intento e rotto di coglioni 
la fame l'ingiuriava ed ancora ci provò 

Con bionda parrucca, gonna, tacchi e rossetto 
bussò infine alla porta del porco più prestante 
"oh mio amatore - disse gonfiando il petto - 
pensando a te per strada giù tolsi le mutande" 

Ma il tipo era assai sveglio e non si fe' fregare: 
"Ma levati dal cazzo, idiota col codone 
che femmina vogliosa non sai proprio interpretare 
e se anche tu fossi porco MAI mi farei un travone!" 

In preda allo sconforto, fame ed arrapamento 
il povero lupastro non sapeva più che fare 
deluso ed incazzato fu preso da sgomento 
ma poi ancora una volta decise di tentare. 

Attese la notte, e ben prima del mattino 
il frettoloso lupo non riuscì ad attender tanto 
e lesto con intento perverso e truffaldino 
senza guardarsi intorno attraversò quel campo. 

Ahimè (per lui) la fretta, cattiva consigliera 
aveva attraversato il prato di "Trivellante", 
toro rinomato dall'Alpi a la Riviera 
famoso per la forza e per le "cinque zampe"! 

Atroci gli ululati e le grida di soccorso 
quando il bovino lesto afferrò lo sventurato 
della sua maschia carriera ebbe termine il corso 
e danno assai maggiore l'esser disonorato. 

Mai più da quelle parti, il lupo fe' ritorno 
che la trista lezione ebbe ben memorizzato 
e ancor oggi ripensa a quel lontano giorno 
quand'ebbe dalla bestia lo sfintere trapanato! 
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