lunedì 7 gennaio 2013

Serge Voronoff

Serge Voronoff uno scienziato ( pazzo o no non s'è ancora capito ),un visionario o un grande cuoco ?

a SErge Voronoff è attribuita l' invenzione del filetto che porta il suo stesso nome, se questa notizia fosse vera e non  vediamo perché non non lo debba essere, dimostrerebbe da sola che il VORONOFF di sicuro era anche un cuoco, fatto stà che non è certo per le sue doti culinarie che Serge diventò, nella sua epoca,  famoso ma bensì per ben altre arti tra cui alcune che lo ritrarrebbero come una specie di dottor Frankestein ........

breve biografia dal web

Ebreo, russo di nascita (1866, Voronej), è costretto molto giovane a fuggire dalla sua patria a causa di una mancanza di “simpatia” per lo Zar e il suo regime, che gli costa, ancora giovanissimo, 15 giorni di carcere per diffusione di libri sovversivi. Il  rifugio per lui diventa la Francia, in grande fermento civile-culturale, in piena Belle Epoque. Il giovane Voronoff cambia il nome, che denota chiaramente la sua origine ebrea, in Serge (per evitare problemi di antisemitismo: siamo all’incirca nel periodo in cui Zola si schierò in difesa dell’ufficiale Dreyfus, mentre il caso infiammava l’opinione pubblica europea) e si iscrisse alla facoltà di medicina, dove insegnavano alcuni tra i più celebrati medici del momento.
La sua carriera universitaria è folgorante, tanto che è scelto ed inviato al Cairo per rimodernare la chirurgia egiziana. Eccellente chirurgo, affascinato dallo studio dell’influenza di alcuni ormoni sull’invecchiamento del corpo umano e dai primi trapianti, comincia ad effettuarne alcuni egli stesso, iniziando da innesti da animali, in particolare pecore, per poi arrivare nel 1917 al primo trapianto (ufficiale) tra specie diverse,  con l'innesto del lobo della tiroide di uno scimpanzé su un ragazzo affetto da cretinismo, con buoni risultati. Dopo la tiroide, pensa alla possibilità di trapiantare anche ovaie e testicoli, con lo scopo di rendere più giovanile l’essere umano, impedendogli di invecchiare fisicamente e mentalmente, ritardando l’avanzamento di forme degenerative e raggiungendo pure qualche buon risultato. Opera allo stesso modo anche con il bestiame per migliorare talune razze e alcuni loro prodotti. Si trasferisce successivamente a New York, nella clinica del premio Nobel A. Carrel, grande esecutore di trapianti ed innesti ed acquisisce così nuove conoscenze, che decide di riportare in Europa…

Villa Voronoff a Grimaldi

Pensa di allevare da solo gli animali che utilizza per espiantare gli organi e sceglie, per accogliere la sua nuova clinica, proprio la Liguria ed in particolare Grimaldi, vicino a Ventimiglia, nella splendida Villa Grimaldi, ora villa Voronoff: In pochi anni la zona diventa la meta ambitissima del jet internazionale dell’epoca, quello fatto da uomini celebri, miliardari in Rolls-Royce e signore elegantissime, che cercano nel lavoro di Voronoff una speranza contro l’opera implacabile del tempo.
E’ sfiorato da molti scandali, non ultimo un sospetto a causa della morte improvvisa di sua moglie, una miliardaria americana che lo lascia ricchissimo e libero poco dopo la loro unione, come dal pure da quello di essere troppo affascinato dal denaro dei suoi ricchi pazienti, gli unici che potessero permettersi le costosissime cure che egli somministra. La sua fama travalica il confine nazionale ed europeo, si parla di lui su giornali di mezzo mondo ed artisti di grande fama si ispirano al suo personaggio per le loro opere. Alcuni nomi? Michail Bulgakov con il suo "Cuore di cane" del 1925; Italo Svevo con "La rigenerazione", del 1926; Félicien Champsaur con "Nora, la guenon devenue femme",del 1929, e il mio amatissimo Sir Arthur Conan Doyle, con "L'avventura dell'uomo che camminava a quattro zampe", del 1923; ancora nel 1957, Fred Buscaglione lo cita in una sua canzone. Non solo: tale è la sua notorietà. che sembra venga dedicato a lui il cocktail chiamato Monkey Gland ("testicoli di scimmia"), ideato nel 1923 dal barman dell’Harry's New York Bar di Parigi. Se siete curiosi è un cocktail codificato internazionale composto da 5 cl di gin, 3 cl succo d'arancia fresco,2 gocce di assenzio, 2 gocce di granatina con molto ghiaccio ben shakerato: corroborante, vero? Qui di seguito poi vi parlerò del filetto da lui pensato come cibo nutriente e rinvigorente, il celebre filetto alla Voronoff.

I trapianti che pratica sono numerosissimi e vengono considerati estremamente di moda e anzi quasi futuristici, un modo per proiettarsi in un domani senza vecchiaia e debolezza. Espulso dall’Italia nel '36 a seguito delle leggi razziali, con la conseguente confisca di ogni suo bene, scappa in America, si salva, torna in Italia: ha 80 anni, ma si dedica comunque a far restaurare la sua villa ed a nuovi studi sul cancro.
Muore a Losanna a 85 anni, lasciando dietro di sé molti interrogativi non risolti, dubbi ed incertezze di ogni tipo: da anni, ogni tanto, si parla di avvistamenti di strane creature, che ricordano scimpanzé, ma dai tratti più umani, nelle zone verdi a ridosso del grande parco della vecchia villa, a perenne memoria dei suoi esperimenti con gli animali e qui, in un articolo del 23 ottobre 1997 del Corriere della sera, ne trovate un esempio, se vi va di dare un’occhiata. Eccellente è stata la sua intuizione del collegamento tra alcuni ormoni e l'invecchiamento, ma c'è una terribile domanda sospesa che grava sul capo del nostro Voronoff : potrebbero essere stati proprio i suoi trapianti di organi, prelevati da scimmie arrivate dall’Africa, a consentire l’ingresso del virus dell’HIV in Europa?GBFGF breo, russo di nascita (1866, Voronej), è costretto molto giovane a fuggire dalla sua patria a causa di una mancanza di “simpatia” per lo Zar e il suo regime, che gli costa, ancora giovanissimo, 15 giorni di carcere per diffusione di libri sovversivi. Il rifugio per lui diventa la Francia, in grande fermento civile-culturale, in piena Belle Epoque. Il giovane Voronoff cambia il nome, che denota chiaramente la sua origine ebrea, in Serge (per evitare problemi di antisemitismo: siamo all’incirca nel periodo in cui Zola si schierò in difesa dell’ufficiale Dreyfus, mentre il caso infiammava l’opinione pubblica europea) e si iscrisse alla facoltà di medicina, dove insegnavano alcuni tra i più celebrati medici del momento. La sua carriera universitaria è folgorante, tanto che è scelto ed inviato al Cairo per rimodernare la chirurgia egiziana. Eccellente chirurgo, affascinato dallo studio dell’influenza di alcuni ormoni sull’invecchiamento del corpo umano e dai primi trapianti, comincia ad effettuarne alcuni egli stesso, iniziando da innesti da animali, in particolare pecore, per poi arrivare nel 1917 al primo trapianto (ufficiale) tra specie diverse, con l'innesto del lobo della tiroide di uno scimpanzé su un ragazzo affetto da cretinismo, con buoni risultati. Dopo la tiroide, pensa alla possibilità di trapiantare anche ovaie e testicoli, con lo scopo di rendere più giovanile l’essere umano, impedendogli di invecchiare fisicamente e mentalmente, ritardando l’avanzamento di forme degenerative e raggiungendo pure qualche buon risultato. Opera allo stesso modo anche con il bestiame per migliorare talune razze e alcuni loro prodotti. Si trasferisce successivamente a New York, nella clinica del premio Nobel A. Carrel, grande esecutore di trapianti ed innesti ed acquisisce così nuove conoscenze, che decide di riportare in Europa… Villa Voronoff a Grimaldi Pensa di allevare da solo gli animali che utilizza per espiantare gli organi e sceglie, per accogliere la sua nuova clinica, proprio la Liguria ed in particolare Grimaldi, vicino a Ventimiglia, nella splendida Villa Grimaldi, ora villa Voronoff: In pochi anni la zona diventa la meta ambitissima del jet internazionale dell’epoca, quello fatto da uomini celebri, miliardari in Rolls-Royce e signore elegantissime, che cercano nel lavoro di Voronoff una speranza contro l’opera implacabile del tempo. E’ sfiorato da molti scandali, non ultimo un sospetto a causa della morte improvvisa di sua moglie, una miliardaria americana che lo lascia ricchissimo e libero poco dopo la loro unione, come dal pure da quello di essere troppo affascinato dal denaro dei suoi ricchi pazienti, gli unici che potessero permettersi le costosissime cure che egli somministra. La sua fama travalica il confine nazionale ed europeo, si parla di lui su giornali di mezzo mondo ed artisti di grande fama si ispirano al suo personaggio per le loro opere. Alcuni nomi? Michail Bulgakov con il suo "Cuore di cane" del 1925; Italo Svevo con "La rigenerazione", del 1926; Félicien Champsaur con "Nora, la guenon devenue femme",del 1929, e il mio amatissimo Sir Arthur Conan Doyle, con "L'avventura dell'uomo che camminava a quattro zampe", del 1923; ancora nel 1957, Fred Buscaglione lo cita in una sua canzone. Non solo: tale è la sua notorietà. che sembra venga dedicato a lui il cocktail chiamato Monkey Gland ("testicoli di scimmia"), ideato nel 1923 dal barman dell’Harry's New York Bar di Parigi. Se siete curiosi è un cocktail codificato internazionale composto da 5 cl di gin, 3 cl succo d'arancia fresco,2 gocce di assenzio, 2 gocce di granatina con molto ghiaccio ben shakerato: corroborante, vero? Qui di seguito poi vi parlerò del filetto da lui pensato come cibo nutriente e rinvigorente, il celebre filetto alla Voronoff. foto da qui I trapianti che pratica sono numerosissimi e vengono considerati estremamente di moda e anzi quasi futuristici, un modo per proiettarsi in un domani senza vecchiaia e debolezza. Espulso dall’Italia nel '36 a seguito delle leggi razziali, con la conseguente confisca di ogni suo bene, scappa in America, si salva, torna in Italia: ha 80 anni, ma si dedica comunque a far restaurare la sua villa ed a nuovi studi sul cancro. Muore a Losanna a 85 anni, lasciando dietro di sé molti interrogativi non risolti, dubbi ed incertezze di ogni tipo: da anni, ogni tanto, si parla di avvistamenti di strane creature, che ricordano scimpanzé, ma dai tratti più umani, nelle zone verdi a ridosso del grande parco della vecchia villa, a perenne memoria dei suoi esperimenti con gli animali e qui, in un articolo del 23 ottobre 1997 del Corriere della sera, ne trovate un esempio, se vi va di dare un’occhiata. Eccellente è stata la sua intuizione del collegamento tra alcuni ormoni e l'invecchiamento, ma c'è una terribile domanda sospesa che grava sul capo del nostro Voronoff : potrebbero essere stati proprio i suoi trapianti di organi, prelevati da scimmie arrivate dall’Africa, a consentire l’ingresso del virus dell’HIV in Europa?
fonte - vai
link utili
http://it.wikipedia.org/wiki/Serge_Voronoff
http://www.facebook.com/pages/Serge-Voronoff/37425203559?sk=photos_stream
http://voronoff.wordpress.com/
http://www.enzobarnaba.it/voronoff1.htm
http://www.cumpagniadiventemigliusi.it/Voce_storia/Voronoff.htm
http://europress2010.blogspot.it/2011/03/voronoff-i-misteri-di-villa-grimaldi.html
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materiale yoiutube