lunedì 7 gennaio 2013

ora anche per MONTI l' imu va cambiata ( e non solo l' imu


MONTI è diventato un vero politico tanto che ora promette cose che fino a ieri non avrebbe mai promesso


dubbi e domande a ruota libera di ErTrucido

ma il MONTI che ha inventato l'IMU, ha alzato le tasse , ha fatto la spending review etc etc  è lo stesso monti che dice che l' imu va  cambiata , che le tasse vanno ridotte etc etc o è un altro, cioè l' han sostituito con un clone rigenerato nel cervello o è l' originale e nel caso quello di prima era il clone o cosa?
no perché da come parla ora sembra che  anche le cose da lui stesso fatte siano non dico sbagliate  ma quasi,  del vecchio MOnti rimane il rigore e la serietà nei modi comportamentali e pure dell' esprimere concetti, quel che è cambiata è la sostanza niente da dire se non fosse passato così poco tempo dal periodo in cui egli guidava il governo e poteva m anzi doveva , dire quello che dice ora e fare qualcosa di quello che dice voler fare ora e che tra l' altro i cittadini ITALIANI speravano avrebbe fatto in nome dell'equità
seguendo MONTI, ma  anche gli altri leader o comunque personaggi di spicco dei vari partiti politici avvicendarsi in maniera sempre più frequente in ogni spazio reso loro disponibile dai vari media si capisce che anche stavolta se ne vedranno e sentiranno delle belle; chissà cosa arriveranno a promettere pur di arrivare a vincere quella che loro considerano una gara in in cui al vincitore spetterà dividersi il bottino , chissà se a qualcuno di loro alla fine interessa davvero il destino dell'ITALIA e dei suoi cittadini o meglio chissà in quale ordine primario hanno messo gli interessi comuni e quelli personali..

si sa che nell'anno Montiano  questi abili politici han fatto poco e nulla, forse è stato meglio ma non ne abbiamo controprova m comunque sia pur avendone tutto il tempo non sono riusciti come avevano più volte promesso a cambiare la legge elettorale e neanche han fatto quello che avevano ancora una volta promesso di fare ovvero ridursi di numero, fare regole stringenti e facilmente leggibili da chiunque su partiti etc onde evitare ruberie etc insomma in un anno di vacanze hanno continuato a riscuotere la paga immeritatamente loro elargita e han vissuto da nababbi alla faccia della povera gente, ora tornanoin vita , riappaiono in ogni dove riprendendo il discorso da dove l'avevano lasciato,poco è cambiato in loro ,le promesse? restan le stesse, i discorsi? sempre i soliti quello che è cambiato è lo stato sociale di molti cittadini che in un  anno sono diventati più poveri e non per la crisi o meglio non solo per la crisi molto della loro condizione attuale  è dovuta allo stato , quello stato che in costuituzione ha parole d'oro per i propri cittadini ma che poi all' atto pratico flagella e rovina con tasse spropositate e metodi di recupero crediti al cui cospetto un allibratore scompare


"Ridurre le tasse si può". Monti apre su Imu e Irpef



E' un Mario Monti decisamente più attento alle tasche degli elettori quello che si presenta alle telecamere di SkyTg24. Segno che il leader di Scelta Civica, forse motivato dagli ultimi sondaggi che lo danno al 15%, punta a raggranellare il massimo dei consensi.
ROMA. Sabato ‘cinguettava' su Twitter di voler riformare la legge elettorale; ieri ha parlato in tv di modificare l'Iva, ridurre l'Irpef e congelare l'Iva.
E' un Mario Monti decisamente più attento alle tasche degli elettori quello che si presenta alle telecamere di SkyTg24. Segno che il leader di Scelta Civica, forse motivato dagli ultimi sondaggi che lo danno al 15%, punta a raggranellare il massimo dei consensi.
Per farlo prende anche le distanze da Angela Merkel: sostenerla perché mi rivuole al governo? "Non c'é reciprocità in queste cose", chiosa. E rivela pubblicamente - rischiando la gaffe diplomatica - di avere "l'endorsement" di Barack Obama nella corsa a palazzo Chigi.
Incalzato dalle domande di Gianluca Semprini, il professore si toglie diversi sassolini dalle scarpe: soprattutto nei confronti di Berlusconi: ricorda che prima di attaccarlo quotidianamente non doveva considerarlo un "leaderino" visto che gli aveva offerto la leadership del centrodestra, da lui rifiutata al vertice del Ppe.
Eppure non chiude la porta del dialogo col Cavaliere, a condizione che - così come Bersani - si distanzi da quei "nidi di conservazione" che "sia a destra che a sinistra" impediscono il rinnovamento del Paese.
Monti rivela che i primi a sapere della sua decisione di ‘salire' in politica sono stati Giorgio Napolitano e sua moglie Elsa: "I due presidenti, quello della Repubblica e quello di casa mia", ironizza. Decisione che, ammette, stava "covando" da tempo; lo ‘strappo' del Pdl ha solo "rafforzato" il suo convincimento. Si difende dall'accusa di aver tradito la fiducia di chi lo credeva super partes: "Non c'era nessun patto", su questo.
Non lesina stoccate ai suoi alleati: nel confermare che le candidature saranno definite "nei prossimi giorni", anche se forse non domani (in attesa di un nuovo vertice con Udc e Fli pare confermato il criterio di due deroghe a lista per chi abbia più di tre mandati, sei in tutto dunque), ribadisce di essere stato lui a volere più liste alla Camera.
"Sono convinto che sia meglio così", spiega, negando di aver subito diktat di Casini o Fini. Anzi, aggiunge malizioso, sono loro ad aver avuto una "sorpresa non gradita" scoprendo di non poter avere riferimenti al suo nome nel simbolo.
Come a dire: è alla Camera che ci peseremo e verificheremo i reali rapporti di forza. Ma è sul capitolo pressione fiscale che il premier si gioca le sue carte elettorali: non solo confermano che non servono nuove manovre, ma riconosce che l'Imu "va modificata" e il suo gettito "destinato maggiormente ai comuni".
L'intenzione sarebbe quella di alleggerire l'imposta sulla prima casa, con particolare attenzione alle famiglie con figli a carico. Ma è in generale "l'intera struttura fiscale" ad aver bisogno di una rivisitazione, anche se per farlo occorrono "alcuni anni". Insomma "le tasse vanno ridotte", abbassando ad esempio di un punto l'Irpef e congelando l'Iva, ma senza "promesse non mantenibili": ad ogni riduzione dovrà corrispondere cioé un taglio alla spesa pubblica.
Respinge al mittente l'accusa di essere vicino a banche e grandi industrie ("chiedete a Bill Gates e Jack Welch", dice ricordando la multa a Microsoft e la bocciata fusione Ge-Honeywell di quando era commissario Ue), sottolineando che era Berlusconi ad essere contrario alla tassa sulle transazioni finanziarie, non lui.
Dice di auspicare una maggiore flessibilità del mercato del lavoro come chiesto da Ichino, ma sottolineando di volerlo anche nell'interesse dei lavoratori.
Glissa sulle unioni gay, spiegando che su questi temi, "forse più importanti di quelli economici, ma meno urgenti" spetta al Parlamento decidere.
E parla del suo futuro: candidandosi le sue chance di salire al Quirinale si sono notevolmente ridotte, ma non esclude incarichi europei: non alla guida della Commissione Ue, per la quale è meglio un "giovane", quanto piuttosto sulla poltrona di presidente del Consiglio Ue.