giovedì 9 agosto 2012

RITORNO ALLE ORIGINI : come fare un bastone da montagna

RITORNO ALLE ORIGINI :  come fare un bastone da montagna o " della vecchiaia " in quattro e quattr' otto ( più il tempo occorrente .-) )

a cura di I.O.

una volta chi viveva in montagna,collina etc ma anche chi ci andava spesso o  meno spesso era d'uso dotarsi d' un legno apposito denominato il " bastone da montagna "  molto simile a quello da passeggio usato in città dai signorotti anche se più spartano e usato per scopi molto pratici, il bastone da montagna veniva usato per cercare i funghi tra le frasche ( naturalmente quando era la loro epoca ) ,come " appoggio "  un taluni momenti, come " testatore di terreno "  specialmente lungo gli impervi viottoli di taluni monti dove l'erba alta a volte nasconde strapiombi o " vuoti " improvvisi  e ancora  come " picchiante " ovvero battuto sul terreno onde far scappare eventuali serpenti nelle vicinanze, come " terza gamba " specialmente nelle ripide salite o negli scalini fatti chissà da chi e quando in maniera grossolana ed irregolare e via così discorrendo insomma il bastone di montagna era ed in molti luoghi ancora è un " compagno " di sempre a cui ci si affidava con grande fiducia.

e quanto costava sto prezioso BASTONE DI MONTAGNA ? forse vi chiederete,  la risposta vi sorprenderà, infatti in quasi la totalità dei casi il costo del suddetto bastone era irrisorio praticamnente nullo, il suo valore era quasi solo puramente affettivo e molte volte valeva solo per il suo padrone del quale in certi casi era stato compagno di una vita e in altri era stato consegnato/tramandato da genitori o avi

costruirlo era semplice e in quelle epoche non così poi tanto lontane chiunque sapeva farsene uno
bastava scegliere il ramo giusto ( o un " butto " etc ) e il più era fatto; la maniera più semplice è diffusa per fargli il manico era quella di scaldarlo quindi piegarlo pian piano fermandolo con un fil di ferro, legaccio etc nella posizione voluta e quindi fatto seccare così , alcuni più " chic " si autocostruivano una dima apposita da usare per piegare il bastone come volevano e farne copie sempre uguali a se stesse nel numero da loro stessi deciso ( per chi non lo sapesse la " dima " non è altro che uno stampo/sagoma/guida etc avente forma variabile a seconda dell' uso finale a cui è destinata e per cui è stata creata , un esempio che forse avrete visto in  qualche cantiere è la dima che i muratori usano per fare gli archi delle porte essa è  costruita in legno farà si che il risultato finale sarà perfetto)

ecco la spiegazione veloce del metodo più diffuso ( anche detto " senza tante manfrine " )

scegliere il ramo o meglio ancora il butto da un albero possibilmente con "fibra lunga " quindi CAstagno, Bosso, Frassino, Nocciolo, Sanbuco, ginepro, Tasso, Cipresso, l' indistruttibile Corniolo etc ( attenzione che alcuni di essi ora è proibito tagliarli... si rischia un' ammenda se non la galera ) quindi tagliarlo almeno una cinquantina di cm più lungo di quello che poi diverrà una volta finito, la meglio cosa sarebbe fin da subito dargli un minimo di piegatura legandola con un fil di fero dopo , quando avremo acceso un fuoco basterà scaldarlo quel tanto che basti a che il legno diventi umido e lavorabile sarà quello il momento per tirare il tirante che avrete messo al fil di ferro iniziale o comunque di piegare piano piano il legno . ogni volta che avrete piegato un pò dovrete fermarlo . la meglio cosa sarebbe fare il lavoro gradualmente senza sottoporre a sforzi eccessivi il legno che potrebbe spezzarsi, comunque buona parte del gioco la fa " l' occhio " ottenuta dall'esperienza acquisita sbagliando e risbagliando, nei casi in cui il legno risulti abbastanza elastico da poter fare tutto in un unica sessione basterà scaldare e piegare, scaldare e piegare fino a raggiungere la piegatura voluta, quindi messo il  "  fermo " che impedirà il ritorno del bastone alla sua vecchia forma.
di qui in avanti è tutta stagionatura e null' altro,
una volta pronto il legno potrà essere lavorato più o meno artisticamente o dotato di un puntale ,parti in metallo etc . il vero bastone pero è quello in legno reso unico dal suo padrone mediante piccoli lavori di cesellatura ornamentale.

altri metodi

un' altro metodo è quello di bollire la parte da curvare, con questo metodo tutto il lavoro diventa più facile, meglio di questo metodo però è la tecnica del vapore . con questa tecnica il' intero bastone viene inserita in una camera chiusa  in cui viene continuamente immesso vapore acqueo che entrando da una parte della camera ne uscirà esattamente dalla parte opposta o comunque distante  dal foro entrata , dopo un tempo variabile a seconda della  circonferenza e del tipo di legno usato,  il legno diventerà malneabilissimo . una volta tolto dalla camera esso dovrà essere lavorato in maniera velocissima questo per  evitare che si raffreddi perdendo le proprietà appena acquisite , quindi messo nella dima o curvato a mano e " bloccato  " con un apposito fermo che sia esso un legaccio o altra cosa il resto anche qui è tutta stagionatura anche se pure quella si può forzare e ridurre nei tempi in natura occorrenti
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memorabilia

io il bastone da montagna me lo sarò fatto mille volte senza tanto cacio e pure senza manico curvo, a volte se avevo fortuna trovavo un butto già " ammanicato " sennò era lo stesso, lo lavoravo incidendo la corteccia e tagliandolo alla mia misura dopo di che iniziavo ad usarlo per gli usi consentiti e no

un bastone che ricordo in particolare è quello di mia nonna da noi in famiglia chiamato " il bastone della vecchiaia " ricordo che mia nonna lo usava sempre per camminare ma anche come sostegno per il fagotto di roba che si faceva ogni volta che voleva andare da qualche parte con la sua roba, dopo la sua dipartita il bastone della vecchiaia è rimasto in casa e spesso rispuntava fuori e qualcuno lo maneggiava ricordando i tempi andati, poi dopo varie " faccende della vita " del bastone si perse traccia, c'è chi dice " l'avrà preso quello , c'è chi dice " l' avrà preso quell'altro ! " ma nessuno dice di averlo e io son sicuro che è ancora in casa,che un giorno risortirà fuori e che se anche io arriverò alla vecchiaia  non dico come mia nonna ma almeno alla pensione lo userò come lei lo usava perché seppur di semplicissima fattura e di bassissimo valore per me ha un valore altissimo , per la nostra famiglia non è un bastone qualsiasi ma " IL BASTONE " quello della  della vecchiaia   una volta dell' ARMIDA e un domani di ..........

http://www.regione.piemonte.it/parchi/riv_archivio/2002/120ott02/bastoni.htm

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