sabato 30 aprile 2011

FESTA DEL 1 MAGGIO - FESTA DEI LAVORATORI

il 1 maggio la stragrande maggioranza dei lavoratori Italiani festeggiano se stessi e per lavoratori si intende operai e dipendenti di ogni varietà di lavoro, quest' anno poi visto che cade anche di Domenica la festeggiano in molti di piu' che gli altri anni , ma per festeggiare ci vuole qualcuno che permetta che lo si possa fare e quindi ci sono dei lavoratori , dipendenti, autonomi etc che lavorano anche la festa dei lavoratori, tra questi lavoratori obbligati al lavoro anche la festa dei lavoratori tra loro ci sono ci sono medici e personale ospedaliero et similia avente comunque a che fare, militari, vigili, poliziotti lavoratori del settore della ristorazione , alberghiero etc, etc è a questa gente che i lavoratori devono dire un grazie se oltre che fare festa non andando al lavoro possono festeggiare andando a mangiare qualcosa o comunque contare su assistenza di tutti i tipi pure il giorno della festa dei lavoratori

sull' origine della festa probabilmente in molti non sanno granchè , per loro l' importante è che sia festa e che magari caschi un giorno settimanale meglio di di martedì o giovedì così facendo il cosi detto " ponte " fanno piu' giorni di festa. eppure dietro questa festa ci sono stati anni di lotta della classe operaia per un orario di lavoro più giusto . e se oggi lavorare le ore settimanali che si lavorano per la giusta paga sembra normale c'è stato un tempo che non lo era , anzi.

sotto la storia della festa dei lavoratori così come ci viene raccontata su internet

in breve

Questa festa, ricorre ogni 1° maggio per ricordare l’impegno del movimento sindacale, ed i traguardi raggiunti dai lavoratori, che hanno fatto in modo di fissare l’orario di lavoro a 8 ore giornaliere.

Si decise di dividere la giornata in tre parti così suddivise: (8 ore di lavoro, 8 ore per lo svago e 8 ore per dormire), le numerose battaglie, alimentate da un profondo e radicale desiderio di cambiamento, hanno portato all’entrata in vigore di questa legge che limitava le ore di lavoro a 8.

La legge di cui parliamo fu approvata il 1° Maggio 1867, e durante quel giorno, venne organizzata a Chicago un enorme festa: più di diecimila lavoratori diedero vita a una delle più grandi manifestazioni mai organizzate per le strade della città americana.

Venne quindi deciso che il primo maggio e una data da festeggiare per onorare gli sforzi fatti dai sindacati e dai lavoratori nel 1867 per raggiunger questo traguardo

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in lungo

STORIA DEL 1° MAGGIO festa dei lavoratori


Il 1° Maggio nasce come momento di lotta internazionale di tutti i lavoratori, senza barriere geografiche, né tanto meno sociali, per affermare i propri diritti, per raggiungere obiettivi, per migliorare la propria condizione.
"Otto ore di lavoro, otto di svago, otto per dormire" fu la parola d'ordine, coniata in Australia nel 1855, e condivisa da gran parte del movimento sindacale organizzato del primo Novecento. Si aprì così la strada a rivendicazioni generali e alla ricerca di un giorno, il primo Maggio, appunto, in cui tutti i lavoratori potessero incontrarsi per esercitare una forma di lotta e per affermare la propria autonomia e indipendenza.
La storia del primo Maggio rappresenta, oggi, il segno delle trasformazioni che hanno caratterizzato i flussi politici e sociali all'interno del movimento operaio dalla fine del secolo scorso in poi.

Le origini

Dal congresso dell'Associazione internazionale dei lavoratori - la Prima Internazionale - riunito a Ginevra nel settembre 1866, scaturì una proposta concreta: "otto ore come limite legale dell'attività lavorativa".
A sviluppare un grande movimento di lotta sulla questione delle otto ore furono soprattutto le organizzazioni dei lavoratori statunitensi. Lo Stato dell'Illinois, nel 1866, approvò una legge che introduceva la giornata lavorativa di otto ore, ma con limitazioni tali da impedirne l'estesa ed effettiva applicazione. L'entrata in vigore della legge era stata fissata per il 1 Maggio 1867 e per quel giorno venne organizzata a Chicago una grande manifestazione. Diecimila lavoratori diedero vita al più grande corteo mai visto per le strade della città americana.
Nell'ottobre del 1884 la Federation of Organized Trades and Labour Unions indicò nel 1 Maggio 1886 la data limite, a partire dalla quale gli operai americani si sarebbero rifiutati di lavorare più di otto ore al giorno.

1886: I "martiri di Chicago"

Il 1 Maggio 1886 cadeva di sabato, allora giornata lavorativa, ma in dodicimila fabbriche degli Stati Uniti 400 mila lavoratori incrociarono le braccia. Nella sola Chicago scioperarono e parteciparono al grande corteo in 80 mila. Tutto si svolse pacificamente, ma nei giorni successivi scioperi e manifestazioni proseguirono e nelle principali città industriali americane la tensione si fece sempre più acuta. Il lunedì la polizia fece fuoco contro i dimostranti radunati davanti ad una fabbrica per protestare contro i licenziamenti, provocando quattro morti. Per protesta fu indetta una manifestazione per il giorno dopo, durante la quale, mentre la polizia si avvicinava al palco degli oratori per interrompere il comizio, fu lanciata una bomba. I poliziotti aprirono il fuoco sulla folla. Alla fine si contarono otto morti e numerosi feriti. Il giorno dopo a Milwaukee la polizia sparò contro i manifestanti (operai polacchi) provocando nove vittime. Una feroce ondata repressiva si abbatté contro le organizzazioni sindacali e politiche dei lavoratori, le cui sedi furono devastate e chiuse e i cui dirigenti vennero arrestati. Per i fatti di Chicago furono condannati a morte otto noti esponenti anarchici malgrado non ci fossero prove della loro partecipazione all'attentato. Due di loro ebbero la pena commutata in ergastolo, uno venne trovato morto in cella, gli altri quattro furono impiccati in carcere l'11 novembre 1887. Il ricordo dei "martiri di Chicago" era diventato simbolo di lotta per le otto ore e riviveva nella giornata ad essa dedicata: il 1 Maggio.

1890: 1 maggio, per la prima volta manifestazione simultanea in tutto il mondo

Il 20 luglio 1889 il congresso costitutivo della Seconda Internazionale, riunito a Parigi, decise che "una grande manifestazione sarebbe stata organizzata per una data stabilita, in modo che simultaneamente i tutti i paesi e in tute le città, i lavoratori avrebbero chiesto alle pubbliche autorità di ridurre per legge la giornata lavorativa a otto ore".
La scelta cadde sul primo Maggio dell'anno successivo, appunto per il valore simbolico che quella giornata aveva assunto.
In Italia come negli altri Paesi il grande successo del 1 Maggio, concepita come manifestazione straordinaria e unica, indusse le organizzazioni operaie e socialiste a rinnovare l'evento anche per 1891.
Nella capitale la manifestazione era stata convocata in pazza Santa Croce in Gerusalemme, nel pressi di S.Giovanni. La tensione era alta, ci furono tumulti che provocarono diversi morti e feriti e centinaia di arresti tra i manifestanti.
Nel resto d'Italia e del mondo la replica del 1 Maggio ebbe uno svolgimento più tranquillo. Lo spirito di quella giornata si stava radicando nelle coscienze dei lavoratori.

1891: la festa dei lavoratori diventa permanente

Nell'agosto del 1891 il II congresso dell'Internazionale, riunito a Bruxelles, assunse la decisione di rendere permanente la ricorrenza. D'ora in avanti il 1 Maggio sarebbe stato la "festa dei lavoratori di tutti i paesi, nella quale i lavoratori dovevano manifestare la comunanza delle loro rivendicazioni e della loro solidarietà".

Il primo maggio durante il fascismo

Nel nostro Paese il fascismo decise la soppressione del 1 Maggio, che durante il ventennio fu fatto coincidere il con la celebrazione del 21 aprile, il cosiddetto Natale di Roma. Mentre la festa del lavoro assume una connotazione quanto mai "sovversiva", divenendo occasione per esprimere in forme diverse (dal garofano rosso all'occhiello, alle scritte sui muri, dalla diffusione di volantini alla riunione in osteria) l'opposizione al regime. Il 1 Maggio tornò a celebrarsi nel 1945, sei giorno dopo la liberazione dell'Italia.

1947: L'eccidio di Portella della Ginestra

La pagina più sanguinosa della festa del lavoro venne scritta nel 1947 a Portella della Ginestra, dove circa duemila persone del movimento contadino si erano date appuntamento per festeggiare la fine della dittatura e il ripristino delle libertà, mentre cadevano i secolari privilegi di pochi, dopo anni di sottomissione a un potere feudale. La banda Giuliano fece fuoco tra la folla, provocando undici morti e oltre cinquanta feriti. La Cgil proclamò lo sciopero generale e puntò il dito contro "la volontà dei latifondisti siciliani di soffocare nel sangue le organizzazioni dei lavoratori".
La strage di Portella delle Ginestre, secondo l'allora ministro dell'Interno, Mario Scelba, chiamato a rispondere davanti all'Assemblea Costituente, non fu un delitto politico. Ma nel 1949 il bandito Giuliano scrisse una lettera ai giornali e alla polizia per rivendicare lo scopo politico della sua strage. Il 14 luglio 1950 il bandito fu ucciso dal suo luogotenente, Gaspare Pisciotta, il quale a sua volta fu avvelenato in carcere il 9 febbraio del 1954 dopo aver pronunciato clamorose rivelazioni sui mandanti della strage di Portella.

Il primo Maggio oggi

Le profonde trasformazioni sociali, il mutamento delle abitudini, la progressiva omogeneizzazione delle abitudini hanno profondamente cambiato il significato di una ricorrenza che aveva sempre esaltato la distinzione della classe operaia. Il modo di celebrare il 1 maggio è quindi cambiato nel corso degli anni.
Da diversi anni Cgil, Cisl, Uil hanno scelto di celebrare la giornata del 1 Maggio promovendo una manifestazione nazionale dedicata ad uno specifico tema. E' diventato un appuntamento anche il tradizionale concerto rock che i sindacati confederali organizzano in piazza San Giovanni a Roma

fonte -http://www.lomb.cgil.it/primo_maggio.htm
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link utili


la festa dei lavoratori del 1 maggio tradizionalmente è sempre stata una festa anche della sinistra Italiana che da anni difatti la celebra con un concerto , il famoso concerto del 1 maggio, che si svolge a ROma . da un po' di anni però anche questa chiara direzione s'è fatta meno chiara considerando che poi alla fine è un po' che gli Italiani mandano al governo la destra che, nel bene o nel male ,ci sta governando anche oggi.

possiamo dire così che la festa dei lavoratori oggi è prima di tutto una festa festeggiata da tutti i lavoratori a prescindere dall'ideologia a cui sono collegati aggiungiamo poi che , visti i tempi, gli operai e non solo loro han ben poco da festeggiare

comunque sia sempre in guardia e sguardo attento che i calpestatori di diritti son sempre lì che studiano mosse e strategie per fregare tutti a loro vantaggio