martedì 8 marzo 2011

GLI DEI DEGLI ANTICHI
Odino
(Othin, Wotan)

E' il più potente degli dei, capace di ogni magia guerriera, descritto come bello d'aspetto e capace di essere grandioso in battaglia quanto piacevole in conversazione con individui che egli ritiene amici, nello stesso tempo appare terribile e pericoloso agli avversari.
E' il dio guerriero per eccellenza, porta armi fabbricate espressamente per lui ed ha la caratteristica di parlare sempre in versi. Le sue parole hanno carattere magico , del resto governa le rune , il mitico alfabeto sacro.
Anticamente le rune erano usate dai popoli nordici sia come linguaggio sia come metodo di divinazione, ma anche come strumento magico per scagliare maledizioni o per guarire malattie. I miti nordici narrano che Odino, padre degli dei, trascorse 9 giorni e 9 notti appeso all’albero della vita a testa in giù con il costato trafitto da una lancia. Nell’estasi vide le rune e la raccolse per poi donarle agli uomini affinché potessero comunicare con gli dei. Ma per questo dono agli uomini dovette sacrificare il suo occhio.
Moltissimi, poi, sono i nomi con i quali viene definito Odino: spesso questi servivano anche a celare la sua reale identità, nascondendo, dietro il nome, enormi poteri.
Questa idea di un dio trascendente chiamato “colui di cui non si conosce il nome” la ritroviamo anche in Egitto; è Iside che, con l’inganno, riesce a conoscerne il vero nome acquistando così enormi poteri, come quello di resuscitare i morti. Nelle antiche culture infatti la conoscenza del nome della divinità permetteva di acquistarne i poteri.
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info dal web -----------

info in breve




ODINO, "padre di tutti gli dèi", ed Allföðr ("padre del tutto"). Sgnore della Sapienza, conoscitore delle cose antiche e profonde. Conosce i misteri dei Nove Mondi ma anche il destino degli uomini e il fato stesso dell'Universo. Óðinn è il signore della sapienza, conoscitore delle cose antiche e profonde. Egli ha imparato per primo tutte le arti e in seguito gli uomini le hanno apprese da lui. Se il fuoco arde, Óðinn sa le parole per spegnerlo. Se vi è tempesta in mare, Óð...inn addormenta il mare. Se la tormenta di vento spazza via, Óðinn muta il vento.Se guerriero mi ferisce con radici di un albero, Óðinn userà la terra perchè divori lui. Con i suoi incantesimi, Óðinn sa legare l'animo e la volontà degli uomini. Può sedare l'odio e le contese, acquietare l'angoscia e la tristezza, e... persino guarire le malattie; viceversa sa recare agli uomini la sfortuna, la malattia e la morte; sa togliere il senno o la forza a un uomo per trasferirli a un altro.Óðinn non puo essere corrotto essendo padre di tutti, ha trasmesso questo dono ai sui guerrieri come ricompensa per aver sopportato prove atroci sui campi di battaglia quando essi erano uomini mortali. Óðinn diventa uomo , uccello o animale, pesce o ...serpe, arrivando in un batter d'occhio in terre lontane.



INFO IN LUNGO.....
Odino era una delle principali divinità nella mitologia norrena, era connesso alla guerra, alle battaglie e alla morte, e inoltre alla sapienza, alla magia, alla divinazione, alla vittoria, alla caccia e alla poesia. Si credeva che dimorasse ad Ásgarðr, dove aveva innalzato il proprio palazzo, Válaskjálf. Stava seduto sul trono Hliðskjálf, da cui osservava tutto ciò che accadeva nei Nove Mondi.

La sua arma era una lancia, Gungnir, e in battaglia cavalcava un destriero con otto zampe, Sleipnir, nato dall’unione fra il dio Loki (in quel momento trasformato in giumenta) e il cavallo magico Svaðilfœri.


Odino era figlio di Borr e della gigantessa Bestla, aveva per fratelli Vìli e . La sua sposa era Frigg; da lei ebbe tre figli, il cieco Höðr, Baldr e Hermóðr. Dalla dea della terra, Fjörgyn o Jörð ebbe Meili e Thor, dalla gigantessa Gríðr ebbe Víðarr, da Rindr Vàli e da Gunnlöð Bragi. Inoltre molte famiglie reali vantavano la loro discendenza da Odino attraverso i suoi figli.

Come dio della guerra, il suo compito era quello di portare i guerrieri morti in battaglia, gli einherjar, (spiriti dei combattenti morti molto valorosamente) nel Valhalla; qui presiedeva al loro banchetto.

Origini

Il culto di Odino si può far risalire al paganesimo proto-germanico. Lo storico romano Tacito si riferiva probabilmente ad Odino quando parlava di Mercurio. La ragione è che, come Mercurio, anche Odino era considerato uno psicopompo, ossia avente la funzione di accompagnare le anime dei defunti nell’oltretomba. Dato che Odino era strettamente connesso al cavallo Sleipnir e alla lancia Gungnir, e alla capacità di trasformarsi in forme animali, una teoria alternativa sulla sua origine sostiene che Odino, o almeno alcune delle sue caratteristiche principali, potrebbe essere nato fra il IV e il VI sec. d.C., in Danimarca, sottoforma di un dio dalla forma equina, di cui poi sarebbe rimasto il segno solo nelle otto zampe di Sleipnir. Si ipotizza che dalla Danimarca il culto si sarebbe diffuso nella penisola scandinava, soprattutto in Svezia. Sembra invece che in Islanda Odino non vi venisse adorato e che il dio principale fosse Thor.

Sembrerebbe esistere un parallelismo fra Odino e il dio celtico Lug: entrambi erano dei dell’intelletto, della magia e della poesia. Entrambi avevano corvi e lance come loro attributi. Giulio Cesare (De Bello Gallico, 6.17.1), cita Mercurio come il dio principale della religione celtica. È probabile che la diffusione degli elementi del rituale celtico nella cultura germanica sia dipeso dal popolo dei Catti, che vivevano sul confine celto-germanico, nell’Assia.

Adamo di Brema

Redatta intorno al 1080 d.C., una delle più antiche fonti scritte sulle pratiche religiose della Scandinavia pre-Cristiana è quella delle Gesta Hammaburgensis ecclesiae pontificum di Adamo di Brema. In quest’opera egli scrisse delle molte pratiche pagane in Svezia e fece una descrizione dettagliata del tempio di Odino ad Uppsala.

Edda poetica

L’Edda poetica è una raccolta di poemi che sono stati tratti dal manoscritto medievale islandese Codex regius. È una delle opere più importanti che ci fornisce informazioni sulla mitologia norrena, insieme all’Edda in prosa di Snorri Sturluson. Il Codex regius venne compilato probabilmente intorno al XIII sec. d.C., ma del manoscritto non si seppe nulla fino al 1643, quando venne ritrovato dal vescovo Brynjólfur Sveinsson in Islanda. Questo manoscritto però cita leggende molto più antiche rispetto a quando fu scritto. Brynjólfur riteneva che l’Edda poetica fosse stata l’opera dalla quale Snorri Sturluson aveva attinto per le sue citazioni nell’Edda in prosa.

L’Edda Poetica è composta da ventinove canti, i primi dieci di argomento mitologico, descrivono le gesta degli dei; gli altri diciannove riguardano invece le gesta degli eroi.

Nei primi dieci canti vi sono descritti alcuni episodi legati ad Odino. Völuspá, Hávamál, Hárbarðsljóð e Lokasenna sono rispettivamente il primo, il secondo, il sesto e l’ottavo canto dell’opera.

Völuspá

Qui vengono descritti il destino e la fine del mondo. Nel poema una völva, (una maga esperta in divinazione ed oracoli), parla ad Odino di numerosi eventi riguardanti il passato e il futuro, fra cui il suo destino. La völva descrive la creazione, racconta la nascita di Odino dal padre Borr e la madre Bestla e racconta come Odino e i suoi fratelli formarono Midgard (la Terra di Mezzo, uno dei Nove Mondi) dal mare. Essa descrive poi la creazione dei primi esseri umani, Askr ed Embla, da Hœnir, Lóðurr e Odino. Tra i vari eventi la völva cita il coinvolgimento di Odino nella guerra degli Æsir contro i Vanir e di come Odino verrà ucciso dal lupo Fenrir al Ragnarök e di come sarà poi vendicato dal figlio Víðarr, come il mondo scomparirà tra le fiamme e come poi risorgerà dal mare.

Hávamál

Nel Rùnatal, una sezione dell’Hávamál, ad Odino viene attribuita la scoperta delle rune. In un sacrificio a se stesso, il più potente degli dei, egli si impicca all’albero del mondo Yggdrasil per nove giorni e nove notti, trafitto dalla sua stessa lancia, al fine di imparare la saggezza che gli avrebbe dato il potere sui Nove Mondi. Nove era un numero significativo nelle pratiche magiche norrene. Uno dei nomi di Odino era Ygg, e il nome norvegese per l’albero del mondo, Yggdrasil, potrebbe significare “il cavallo di Odino”. Un altro nome di Odino era Hangatýr, il dio degli impiccati. Sacrifici, umani e non, in tempi preistorici venivano comunemente appesi agli alberi, spesso trafitti da lance.

Hárbarðsljóð

In questo poema Odino, mascherato come il traghettatore Hárbarðr, coinvolge suo figlio Thor, ignaro del travestimento, in una lunga discussione. Thor cerca di aggirare un grande lago, ma Hárbarðr si rifiuta di traghettarlo dall’altra parte.

Lokasenna

Nel poema Lokasenna, è riportata una conversazione fra Odino e Loki. Essa inizia con Odino che tenta di difendere Gefjun e termina con la moglie di Odino, Frigg, che tenta di difendere lui. Loki deride Odino per la pratica della stregoneria, lavoro solitamente femminile.

Edda in prosa

L’Edda in prosa fu scritta intorno al 1220 dallo storico islandese Snorri Sturluson ed è un manuale di poetica norrena. Essa è composta da un prologo seguito da tre parti: Fyrirsögn ok Formáli (intestazione e prologo), Gylfaginning (l’inganno di Gylfi), Skáldskaparmál (dialogo sull’arte della poesia), e Háttatal (trattato di metrica).

Odino aveva tre residenze ad Asgard. La prima era Gladsheim (la Grande Sala), una vasta sala dove Odino presiedeva sui dodici giudici, che egli aveva nominato per regolare gli affari di Asgard. La seconda, Valaskjàlf, costruita in argento massiccio, aveva al suo interno un luogo elevato, Hliðskjálf, un trono da cui Odino poteva vedere tutto ciò che accadeva sulla terra. Il terzo era il Valhalla, (la sala dei caduti), dove Odino riceveva le anime dei guerrieri morti in battaglia. Le anime delle donne guerriere, e quelle donne forti e belle che Odino prediligeva, diventavano Valchirie, che radunavano le anime dei guerrieri caduti in battaglia, in quanto questi sarebbero stati necessari nello scontro finale del Ragnarök. Il Valhalla aveva cinquecentoquaranta porte e una vasta sala d’oro, con molti scudi d’oro, lance e cotte di maglia appesi alle pareti.

Odino aveva un certo numero di artefatti magici a lui collegati: la lancia Gungnir, che non mancava mai il bersaglio, un anello d’oro magico (Draupnir), dal quale apparivano otto nuovi anelli ogni nove notti, e due corvi: Huginn e Muninn (pensiero e memoria). Essi volavano intorno alla terra ogni giorno per riferire gli avvenimenti della giornata ad Odino durante la notte. Odino possedeva inoltre Sleipnir, un cavallo magico con otto zampe donatogli da Loki, e la testa mozzata di Mimir, che gli prediceva il futuro. Egli inoltre comandava due lupi chiamati Geri e Freki, ai quali egli dava il suo cibo nel Valhalla dal momento che non mangiava nulla tranne idromele e vino. Dal suo trono, Hliðskjálf, Odino poteva vedere tutto ciò che accadeva nell’universo.

Il Valknut, (nodo del guerriero ucciso), era un simbolo associato ad Odino. Si componeva di tre triangoli intrecciati.

Odino era una divinità ambivalente. Nell’era vichinga esso era connesso alla poesia e all’ispirazione, così come al furore e alla follia. Odino sacrificò uno dei suoi occhi (se il destro o il sinistro non è chiaro) per poter bere alla fonte magica di Mimir, in modo da acquistare la saggezza dei secoli. Odino donava ai poeti degni l’idromele dell’ispirazione, creata dai nani.

Odino era inoltre associato al concetto della Caccia Selvaggia, un rumoroso movimento attraverso il cielo, un corteo notturno con un gran numero di guerrieri uccisi, esseri sovrannaturali, animali, intenti in una violenta battaglia.

Coerentemente con questo, l’Edda in prosa di Snorri Sturluson raffigurava Odino mentre accoglieva nella sala del Valhalla i guerrieri valorosi morti in battaglia. I caduti, gli einherjar, venivano riuniti e intrattenuti da Odino in modo che essi, in cambio, potessero combattere e dare il loro supporto agli dei durante il Ragnarök, la battaglia finale della fine del mondo. Snorri scrisse anche che Freyja riceveva la metà dei caduti nella sua sala Folkvang.

Odino era anche il dio della guerra, egli appare in tutta la mitologia norrena come portatore di vittoria. Nelle saghe norrene, Odino agiva a volte come istigatore di battaglie, ed era capace di dar inizio ad una guerra semplicemente lanciando la sua arma Gungnir, oppure inviando le Valchirie, per influenzare gli scontri e indirizzarli verso la conclusione da lui voluta. Le Valchirie erano belle fanciulle che uscivano sui campi di battaglia, per selezionare e raccogliere i combattenti valorosi che morivano negli scontri. Essi si sedevano poi a banchettare con Odino nel Valhalla in attesa del Ragnarök. Odino poteva anche apparire sul campo di battaglia, in sella al suo destriero Sleipnir con otto zampe e con i suoi due corvi, uno su ogni spalla, Huginn (pensiero) e Muninn (memoria), e i suoi due lupi (Geri e Freki), uno per lato.

Odino veniva anche associato all’astuzia e all’inganno. Infatti in molte saghe, Odino riesce a superare gli ostacoli e i pericoli usando la sua astuzia.

Prologo

Snorri Sturluson cerca di dare un resoconto razionale degli Æsir, (una delle due classi in cui sono divise le divinità), nel prologo. Snorri ipotizzava che Odino e i suoi compagni fossero in origine dei profughi venuti dalla città di Troia e che la parola “Æsir” derivasse dal termine “Asia”.

Gylfaginning

Secondo l’Edda in prosa Odino sarebbe il primo e il più potente fra gli Æsir, figlio di Borr e Bestla e fratello di Vili e Vè. Assieme ai fratelli, Odino prese il gigante del ghiaccio Ymir e creò il mondo dal suo corpo. Dalla carne di Ymir i fratelli crearono la terra, dalle ossa spezzate e i denti crearono le rocce le pietre. Dal sangue di Ymir invece crearono fiumi e laghi. Il cranio di Ymir venne messo nel cielo, fissato ai quattro punti cardinali da quattro nani. Dal cervello vennero create le nuvole, mentre le sue sopracciglia divennero una barriera fra Jotunheim (la casa del gigante) e Midgard (la Terra di Mezzo). Dopo aver creato la terra, i tre fratelli si imbatterono in due tronchi (un frassino e un olmo). Odino diede loro respiro e vita, Vìli un cervello e i sentimenti e Vè l’udito e la vista. Fu così che vennero creati i primi due esseri umani, l’uomo Askr e la donna Embla.

Skáldskaparmál

In questa parte Odino decide di intraprendere un lungo viaggio per ottenere il magico idromele che rende poeti. Questa bevanda era custodita dal gigante Suttungr. Odino, modificando il suo vero aspetto, si recò presso il campo del fratello di Suttungr, Baugi, su cui stavano lavorando nove braccianti. Odino propose loro di affilare i falcetti. La sua proposta venne accettata e Odino affilò talmente bene i falcetti che i lavoratori gli chiesero di poter comprare la sua cote. Allora Odino lanciò in alto la pietra e i lavoratori si spinsero e si sbracciarono talmente tanto per afferrarla al volo che si uccisero a vicenda. Quando Baugi scoprì quello che era accaduto si disperò per la disgrazia, ma Odino con il falso nome di Bölverkr si offrì di sostituire i nove braccianti per tutta l’estate in cambio di tre soli sorsi del magico idromele. Baugi acconsentì, ma quando lo chiese al fratello Suttungr, questi rifiutò. Allora Odino propose a Baugi di rubare la bevanda e costui accettò. Mentre Baugi stava scavando un buco per rubare l’idromele, Odino si trasformò in un serpente e si infilò nel buco; sentendosi tradito, Baugi cercò di infilzarlo ma non vi riuscì. Successivamente Odino giacque per tre notti con la figlia di Suttungr, Gunnlöð. Da lei ebbe il permesso di bere i tre sorsi, ma Odino bevve tutto l’idromele e trasformatosi in un’aquila volò via. Suttungr, trasformatosi anch’esso in un’aquila, inseguì Odino fino ad Ásgarðr, dove giurò vendetta agli dei. Odino vomitò poi l’idromele in una coppa e qualche goccia fuoriuscì da essa: questi scarti sono le fonti di ispirazione per i poeti di basso livello. Da quel momento questo idromele divenne la bevanda che veniva offerta ai guerrieri nel Valhalla.

Saghe degli Islandesi

Saga degli Ynglingar

Scritta anche questa da Snorri Sturluson intorno al 1225. Si tratta di un’opera che parla degli antichi re norvegesi. In questa saga Odino è considerato il secondo re mitologico di Svezia, succeduto a Gylfi e a cui succedette Njörðr. Inoltre il testo descrive come Odino si sia avventurato nella terra dei giganti travestito come Vegtam il vagabondo, con un mantello blu scuro. Per bere nel pozzo della sapienza, Odino dovette sacrificare un suo occhio, che simboleggiava la volontà di acquisire la conoscenza del passato, del presente e del futuro. Come ebbe bevuto dal pozzo, vide tutti i dolori e le difficoltà che sarebbero ricaduti sugli uomini e sugli dei.

Altre saghe

La Njáls saga è probabilmente la più famosa fra quelle islandesi e fu scritta intorno al XIII secolo. Tratta principalmente di faide sanguinose. Hjalti Skeggiason, un islandese da poco convertitosi al cristianesimo cantava qui il suo disprezzo per gli antichi dei. Hjalti venne giudicato colpevole di blasfemia e per questo fuggì in Norvegia. Più tardi, con il supporto di Olaf Tryggvason, Hjalti tornò in Islanda per invitare coloro che si erano riuniti presso l’Alþingi a convertirsi al Cristianesimo (999 d.C.).

Flateyjarbók
Sörla þáttr è un breve racconto tratto da una tarda versione ampliata della saga di Olaf Tryggvason, trovato nel manoscritto Flateyjarbók, che è stato scritto e compilato da due sacerdoti cristiani Jon Thordson e Magnus Thorhalson, fra la fine del XIV sec. e il XV sec. d.C. Freyja era una donna mortale ed era la concubina favorita dal re d’Asia Odino. Quando Freyja decise di comprare una collana d’oro forgiata da quattro nani (Dvalinn, Alfrik, Berling, e Grer), offrì loro oro e argento, ma essi risposero che le avrebbero dato la collana solo se essa avesse passato una notte a turno con ognuno di loro. Freyja accettò; dopo aver ricevuto la collana tornò a casa senza dire una parola. Ma un uomo di nome Loki lo venne a sapere e lo rivelò ad Odino. Allora Odino ordinò a Loki di rubare la collana; Loki si trasformò in una mosca e si intrufolò nella stanza di Freyja rubando il gioiello. Quando Freyja si accorse della sparizione della collana si recò da Odino per lamentarsi. Come condizione per restituirle la collana, Odino impose a Freyja di creare inimicizia fra due sovrani, che sarebbero stati costretti a combattere per l’eternità continuando ad uccidersi e a rinascere a meno che non fosse intervenuto un coraggioso guerriero cristiano che avrebbe fermato l’incantesimo uccidendo i due combattenti. Servendosi della propria magia, Freyja scatenò una guerra tra i due re Högne e Heðinn; iniziò così uno scontro senza fine e Freyja riuscì ad avere di nuovo la sua collana. Ma alla fine intervenne il grande signore cristiano Olaf Tryggvason che assieme ai suoi guerrieri cristiani riuscì a rompere l’incantesimo pagano.

Gesta Danorum

Si tratta di un’opera storica danese scritta nel XII secolo d.C. da Saxo Grammaticus (Grammatico Sassone). Il testo riporta la storia della Danimarca e a grandi linee della Scandinavia dando anche molte informazioni sulla mitologia norrena. In quest’opera però gli dei norreni vengono descritti come degli impostori che ingannarono i popoli nordici facendosi credere dei e offuscando la vera religione, il Cristianesimo.

Blòt

Il Blòt era un antico sacrificio compiuto dalle antiche genti del Nord Europa in onore degli dei norreni e degli elfi. È attestato che durante i blòt avvenissero sacrifici animali ma anche umani in onore di Odino. Adamo di Brema riferisce che ogni nove anni, moltissime genti da tutta la Svezia si radunavano al tempio di Uppsala per un grande sacrificio. Schiavi maschi e maschi di ogni specie venivano sacrificati e pendevano dai rami degli alberi. Dato che gli Svedesi avevano il diritto non solo di eleggere il loro re, ma anche di deporlo, le saghe riferiscono che sia il re Domalde e il re Olof Trätälja furono sacrificati ad Odino dopo anni di carestia.

Si credeva inoltre che uccidere un guerriero in battaglia fosse un modo per rendere un sacrificio ad Odino. A volte venivano fatti sacrifici ad Odino per ottenere dei cambiamenti, come quello del re Vikar riportato sia nella saga di Gautrek che nel racconto di Saxo Grammaticus. Una flotta di marinai portati fuori rotta decise di fare un sorteggio per decidere chi sacrificare ad Odino per cercare di diminuire i venti. Il re Vikar venne sorteggiato e per questo fu impiccato. I sacrifici venivano fatti ad Odino probabilmente anche in primavera, ad Aprile.

Odino, dio della guerra

Odino veniva chiamato Sigrföðr (padre della vittoria) , in quanto aveva il potere di scatenare guerre e di deciderne l’esito e Valföðr (padre dei caduti), perché tutti i guerrieri morti in battaglia divenivano suoi figli adottivi. Egli era una guerriero valoroso e imbattibile, dotato di grandi poteri e di armi portentose come l’elmo d’oro la lancia Gungnir donatagli dai nani. Fu Odino a dare inizio al primo conflitto fra gli dei, gli Æsir e i Vanir.

Odino aveva il potere di gettare terrore sulle truppe, di rendere le armi nemiche inefficaci, di accecare e assordare in battaglia. Egli sceglieva sul campo di battaglia i guerrieri caduti più valorosi per creare il proprio esercito personale che avrebbe combattuto con lui durante il Ragnarök.

Odino, dio della poesia

Secondo la mitologia Odino era il dio che diede inizio alla poesia nel Nord Europa ed era colui che riempiva di ardore poetico i cantori. Sembra che parlasse sempre in versi e quando rubò il magico idromele al gigante Suttungr ne versò una parte sulla terra dando agli uomini il dono del canto.

Odino viandante

Spesso Odino veniva raffigurato come un viandante, con un grande cappello sulla testa e con un mantello, usando spesso la propria lancia come un bastone per appoggiarvisi. Esso vagava per il mondo, modificando il proprio aspetto o nascondendosi per non farsi riconoscere. Poteva chiedere ospitalità per la notte sia a sovrani che a poveri contadini e per questo motivo veniva anche definito Gestr (ospite). Nell’antichità, quando le condizioni lo permettevano, lo straniero veniva accolto in casa perché poteva essere Odino sotto mentite spoglie.

Presso il re Geirrøðr, Odino si presentò col nome di Grìmnir, ma il re essendo sospettoso lo torturò selvaggiamente. Quando il re capì di essere al cospetto di Odino, si affrettò per liberarlo, ma inciampò sulla propria spada e morì infilzato.

In molte saghe Odino appare all’improvviso in diverse situazioni. Nella Saga di Hákon Guttormr e di Ingi, si racconta che Odino apparve ad un fabbro quattro giorni prima della battaglia di Lena (1208) perché voleva ferrare il suo cavallo. Il fabbro però capì di essere al cospetto di un dio e porse molte domande ad Odino. Quando quest’ultimo capì d’essere stato scoperto, fuggì sul suo cavallo saltando un’alta siepe.

Nella Saga di Bárðr, Odino apparve su una nave, trasformato in un uomo guercio con un lungo mantello. Esso cercò di convincere l’equipaggio a convertirsi al paganesimo, ma un prete cristiano a bordo si infuriò e lo colpì con un crocifisso; Odino fuggì e non tornò più.

Nomi

Ad Odino venivano attribuiti più di duecento nomi che si riferiscono a tutti i suoi vari ruoli. Tra gli altri era conosciuto come Yggr “terrore”, Sigfodr “padre della vittoria”, e Alföðr “Padre di tutto”.

Aveva anche diversi epiteti che lo connotavano come padre degli dei: Aldaföðr, “padre degli uomini (o degli anni)”; Herjaföðr, “padre degli eserciti; Sigföðr, “padre della vittoria”; Valföðr, “padre degli uccisi.”
fonte - vai
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link utili
http://www.realdarkdream.com/religione/odino.html
http://it.wikipedia.org/wiki/Odino
http://www.acam.it/odino.htm

http://it.wikipedia.org/wiki/Odino_(fumetto)

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l' Odinismo

L'Odinismo è un culto neopagano, conosciuto anche con il nome di Ásatrú (parola islandese indicante "Fedeltà agli Dei"), ispirato alle antiche tradizioni mitologico-religiose dei Germani e degli Scandinavi. L'origine di questo culto si fa partire dalla seconda metà del XX secolo, quando nel 1930 Alexander Rud Mills fonda la prima Chiesa anglicana di Odino.
OdinoL'Odinismo è una religione politeista, le cui divinità sono suddivise in due gruppi principali, gli Æsir, divinità celesti preposte all'ordine, alla guerra, alla magia e i Vanir, divinità terrestri, preposte alla fertilità. Le principali divinità sono Wotan (o Odino), il dio supremo, maestro delle rune, magico alfabeto, onorato dai poeti e temuto dai guerrieri; Thor, il dio del tuono protettore dell'ordine umano e divino; Baldr, figlio di Wotan, il più luminoso e invidiato tra gli dei, destinato, con la sua morte, a scatenare il Ragnarök l'ultimo scontro tra il bene e il male, tra le divinità positive, guidate da Wotan e quelle negative, guidate dal dio ingannevole Loki, responsabile della morte di Baldr.
L'Odinismo è anche una religione olistica: gli avvenimenti non hanno alcun riferimento temporale. Gli Odinisti esaltano l'individualismo, collegandolo soltanto al suo ambiente, come la Famiglia, il Popolo, la Stirpe; sono contrari al dogmatismo e quindi non vedono di buon occhio l'imposizione assolutistica delle religioni monoteiste. Riconoscono otto Virtù Nobili: il coraggio, la verità, l'onore, la disciplina, l'ospitalità, l'operosità, la fiducia in sé stessi, la perseveranza.
Per quanto riguarda la cosmologia, secondo l'Odinismo esistono nove mondi diversi, abitati da esseri differenti, in particolare il reame divino è chiamato Ásgarðr, mentre il nostro mondo è il Miðgarðr. Tutti i nove mondi sono collegati tra di loro dallo Yggdrasill, l'albero cosmico che rappresenta l'eterna mutazione, mobilità, rinnovamento, e simboleggia il destino, cui ogni essere deve sottostare. Al Ragnarök seguirà la morte di parte degli dei e la distruzione dell'universo, con la conseguente rinascita di un nuovo cosmo che sarà popolato dagli dei sopravvissuti e da nuovi esseri, umani e divini, secondo una concezione ciclica dell'esistenza.
Oggi la religione viene riconosciuta ufficialmente in Islanda, grazie a Sveinbjörn Beinteinsson, poeta islandese che si è battuto affinché ciò avvenisse, in Norvegia e in Danimarca, ma il culto è presente anche in altri stati come la Gran Bretagna, la Francia, il Belgio, l'Olanda, la Germania, il Nord America. In particolare l'Islanda, rispetto gli altri paesi, ha abbandonato piuttosto tardi il paganesimo, il quale ha resistito alle pressioni cristiane continuando ad essere parte integrante di ristrette cerchie di persone.
Esistono gruppi odinisti anche in Italia, ma questi a differenza degli altri, si rifanno alla religione longobarda, promuovendo, tra l'altro la difesa della natura.



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riassumendo.....
ODINO (Sca.) - La principale divinità del mito scandinavo nonché dei miti di tutti i popoli nordici. È ritenuto il creatore dell'universo, la personificazione del Sole, il padre del Tempo e degli uomini, il genio della poesia che accoglie nel Walhalla lo spirito immortale degli eroi caduti in guerra. Veniva raffigurato con due corvi posati sulle spalle che gli raccontavano ciò che accadeva nel mondo; uno si chiamava Hugia (lo spirito), l'altro Munnia (la memoria). Gli antichi monarchi dell'Europa settentrionale si gloriavano di discendere, più o meno direttamente da Odino e perfino Hitler volle consacrare a questa divinità il valoroso maresciallo Hindenburg, affinchè fosse accolto nel Walhalla. Si pensa che Odino sia vissuto realmente, sia stato un grande guerriero e dopo la sua morte, circondato da un'aureola di leggenda, sia stato assurto a divinità. La leggenda della sua morte, infatti, racconta che egli, dopo mille gloriose spedizioni ed innumerevoli conquiste in Svezia, sentendo avvicinarsi la fine, volle affrontarla con la stessa fermezza dimostrata sui campi di battaglia. Radunati i fedeli, con la punta di una lancia si inferse nove ferite, in cerchio, sul petto; morente, annunciò che andava ad assidersi nel Walhalla, al convito eterno con gli Dei. La sua salma, recata a Sigutna, fu consumata sul rogo degli eroi, divenendo in tal modo Dio supremo, dopo la battaglia tra i figli di Bor ed i Giganti. Egli è anche Dio del vento e, come tale, possiede un cavallo dotato di otto zampe; porta sul capo un elmo d'oro, ha un occhio aperto ed uno chiuso: con quello aperto osserva la realtà, con quello chiuso scruta il mondo occulto per scoprire i segni magici. Il dio delle battaglie, il Sabaoth degli antichi Germani, identico al Wodan Scandinavo. Nell'Edda è il grande eroe ed uno dei creatori dell'uomo. Gli antichi Romani lo consideravano identico ad Hermes o Mercurio (Budha), e di conseguenza l'Orientalismo moderno (Sir W. Jones) lo ha confuso con il Buddha. Nel Pantheon dei Norvegesi egli è il "padre degli dei" e la divina saggezza e, come tale, è naturalmente Hermes o la saggezza creativa. Odino o Wodan nel creare il primo uomo da alcuni alberi - l'Ask (il frassino) e l'Embla (l'ontano) - lo dotò della vita e dell'anima, Honir gli diede l'intelletto e Lodur la forma ed il colore. Odino acquistò la sapienza, il suo potere e la sua scienza, sedendo ai piedi di Mimir, il tre volte saggio Jotun, che trascorreva la sua vita presso la fontana della Saggezza primordiale le cui acque cristalline accrescevano ogni giorno il suo sapere. L'occhio chiuso è quello che diede in pegno per acquistare la conoscenza : è il Sole che illumina e penetra tutte le cose; l'occhio aperto è la Luna, il cui riflesso risplende dal fondo dell'abisso e che, alla fine, quando tramonta, si sprofonda nello oceano. I corvi neri volteggiano intorno alla Dea Saga e le mormorano del passato e del futuro. Odine è detto anche Woden e, come prima accennato, potrebbe essere uno dei trentacinque Buddha che fino ad oggi hanno governato la Terra (forse uno dei primi).
fonte - vai