lunedì 14 marzo 2011

giappone - aumenta la paura nucleare

in giornata di nuovo esposte le barre d' uranio che attualmente vengono raffreddate con acqua marina, quando le barre rimangono esposte c'e il rischio se non la certezza che rilascino forti dosi di radiazione nell' ambiente, il Giappone ha chiesto aiuti agli USA

http://www.leggonline.it/articolo.php?id=111643

http://www.corriere.it/esteri/11_marzo_14/giappone-esplosioni-fukushima_f188bbda-4e00-11e0-992a-dbfddd704513.shtml

http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/393239/

http://www.ilgiornale.it/interni/grande_fuga_giappone/giappone-tsunami-terremoto-tokyo-centrale-nucleare-fukushinma/14-03-2011/articolo-id=511522-page=0-comments=1

http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=141809&sez=MONDO

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2011/03/11/visualizza_new.html_1557212528.html

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/speciali/2011/03/11/visualizza_new.html_1557155833.html

http://www.ilsecoloxix.it/p/mondo/2011/03/13/AOJUfRE-giappone_nucleare_incubo.shtml



Giappone, apocalisse a Sendai: devastazione come... di TMNews

Terremoto Giappone, rischio fusione nocciolo del reattore nr.2 della centrale Fukushima Daiichi

L'area di evacuazione e fukushima


Il dopo terremoto e tsunami in Giappone si sta mostrando peggiore delle aspettative, sopratutto per i problemi dati dalle procedure di raffreddamento dei reattori della centrale nucleare di Fukushima Daiichi.


In un comunicato Tepco conferma che esiste la concreta possibilità che il nocciolo del reattore nucleare nr.2 possa fondere. L’impressione è che si stia andando verso un esplosione gestita e controllata probabilmente per contenere i danni. Tra l’altro qui viene evocato l’art. 15 che come rileva Crisis dice:


Il Presidente del Consiglio del Giappone dichiara lo stato di emergenza nucleare sull’intero territorio nazionale, automaticamente assumendo su di se tutte le qualifiche ed i poteri di emergenza del caso.


Intanto i segnali precauzionali vanno proprio verso questa direzione: l’Ambasciata francese (e i francesi conoscono bene il nucleare) hanno esortato i residenti a Tokyo e zone limitrofe a non cedere al panico, a prendere pillole di iodio e allontanarsi dalla regione di Kanto se non hanno motivi importanti per restare.

Inutile dire che nello stillicidio di informazioni e nella poca chiarezza del Governo Giapponese ci sguazzano i media mainstream con i toni da fine del mondo. Di certo la situazione è complessa così come bene la descrive Alex Sorokin su Quale energia:

" Nei quasi tre giorni successivi al terremoto questo “calore di decadimento” è calato ad un livello di 10-20 volte inferiore rispetto a quello iniziale, ma si tratta sempre di una quantità di calore elevata che continuerà ad essere generata dalla massa incandescente e parzialmente fusa all’interno del reattore. Diminuirà lentamente anche se ancora per mesi e forse per anni. Questo calore va comunque smaltito costi quel che costi pompando acqua (di mare) nel reattore, fino a quando i tecnici non riusciranno a ripristinare in qualche modo un circuito chiuso di emergenza per il raffreddamento del nocciolo. Questa soluzione dipende dal livello dei danni subiti dall’impianto e inevitabilmente richiederà (sicuramente sta già richiedendo) l’intervento umano nella zona “calda” (radioattiva) dell’impianto. In linea generale questo scenario si sta ripetendo per ciascuno dei reattori in difficoltà. Non voglio immaginare il dramma dei tecnici che vi operano che, con lo spirito da kamikaze nel cuore, combattono sul loro impianto contro una grande nuvola di “fumo” invisibile che invade tutto e che sanno essere mortale."

Fonte Quale Energia

dove troverete anhe molto altro
http://qualenergia.it/articoli/20110313-con-il-fiato-sospeso
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reazioni

Germania
, Angela Merkel ferma il prolungamento alla vita delle centrali nucleari
pubblicato da Marina

Angela Merkel ha annunciato oggi alle 16,00, durante una conferenza stampa tenuta a Berlino, che sospenderà per tre mesi il prolungamento, precedentemente approvato, della vita delle centrali nucleari in Germania.

Piuttosto, si richiede agli operatori delle 17 centrali di verificare le condizioni di sicurezza, tenendo conto degli insegnamenti della situazione giapponese. A seguito di questi controlli, il governo deciderà se l’attività della centrale potrà essere estesa o meno, secondo un unico criterio: la sicurezza degli impianti.

Gli impianti si sarebbero dovuti dismettere gradualmente entro il 2022, ma il prolungamento li aveva portati alla dismissione graduale entro il 2050. La decisione aveva accontentato una parte dell’elettorato conservatore. La prova del nove arriva il prossimo week end quando ci saranno le elezioni in Sachsen-Anhalt e quella successiva in Bade-Wurtemberg e Rhénanie-Palatinat.

vai
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e l' Italia che fa' ?

il governo tende a tranquillizzare e continua a dire che il piano rimane quello già annunciato a suo tempo, contro questa versione pero' c'e' un prossimo referendum e anche una parte di opinione pubblica che è certamante aumentata dopo i fatti avvenuti in Giappone ; vedremo come andra' a finire intanto vediamo cosa si sa' di concreto, come si sa' recentemente il governo Italiano ha riaperto al nucleare onde diminuire la dipendenza dall' estero che l' Italia ha per quanto riguarda l' energia elettrica e sarebbe intenzionato entro 3 anni ( da allora ) ad iniziare i lavori per le nuove centrali.
per saperne di piu' 2 post vecchi e nuovi dal web...

http://www.amando.it/societa/attualita/energia-nucleare-in-italia.html
http://www.milanofinanza.it/news/dettaglio_news.asp?id=201103141156289576&chkAgenzie=TMFI

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la lista ( probabile ) dei siti dove verranno costruite ( o riattivate ) le centrali nucleari o stoccate le scorie nucleari in Italia diramata da Greenpeace



Piemonte
: Provincia di Vercelli: tutta la zona intorno al Po, da Trino Vercellese fino alla zona a nord di Chivasso. Provincia di Biella: la zona intorno alla Dora Baltea a sud di Ivrea.
Lombardia: Provincia di Pavia: la zona dell’Oltrepò Pavese a nord di Voghera. Provincia di Mantova: l’intera zona a sud di Mantova in corrispondenza del Po
Provincia di Cremona:zona a sud di Cremona in corrispondenza del Po (vicino a Caorso)
Veneto: Provincia di Rovigo: la zona compresa tra l’Adige e il Po (a sud di Legnago)
Friuli: Provincia di Udine e provincia di Pordenone: tutta la zona interna, intorno al fiume Tagliamento, da Latisana fino a Spilimbergo
Emilia Romagna : Provincia di Parma: la zona a nord di Fidenza, compresa tra il Po e il Taro
Toscana: L’isola di Pianosa
Lazio: Provincia di Viterbo: la zona interna a sud del Tevere, nella zona di affluenza della Nera, tra Magliano Sabina e Orte.
Calabria: Provincia di Catanzaro: la zona costiera ionica in corrispondenza di Sellia Marina, tra il fiume Simeri e il fiume Alli (Principali località: Belladonna, Marindi, Simeri Mare, Sellia
Marina). Provincia di Crotone: la zona costiera ionica in corrispondenza della foce del fiume Neto, a nord di Crotone (Marina di Strongoli, Torre Melissa, Contrada Cangemi, Tronca). Provincia di Cosenza: la zona costiera tra il fiume Nicà e la città di Cariati
Puglia: Provincia di Taranto: la zona costiera ionica, in corrispondenza della località di Manduria. Provincia di Lecce: la zona costiera ionica a nord di Porto Cesareo e quella a sud di Gallipoli; la zona costiera adriatica a nord di Otranto e quella a sud di Brindisi (esistono su queste ultime dei vincoli naturalistici). Provincia di Brindisi: la zona costiera in corrispondenza di Ostuni.
Sicilia: Provincia di Ragusa: la zona costiera tra Marina di Ragusa e Torre di Mezzo. Provincia di Caltanissetta: la zona costiera intorno a Gela. Provincia di Agrigento: la zona costiera intorno Licata. Provincia di Trapani: la zona costiera a sud di Mazzara del Vallo, in corrispondenza della località Tre Fontane.
Sardegna. Ogliastra: la zona costiera in corrispondenza del fiume Riu Mannu e della località di Torre di Bari. Provincia di Nuoro, la zona costiera a sud della località di Santa Lucia e in corrispondenza dell’isola Ruja. provincia di Cagliari: la zona costiera tra Pula e Santa Margherita di Pula
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il Pd poi ha rilasciato una lista dei siti risalente al 1979 eccola

Piemonte
1. la zona lungo il Po, da Trino a nord di Chivasso (Vercelli).
2. la zona intorno alla Dora Baltea a sud di Ivrea (Biella)

Lombardia
3. la zona a nord di Voghera lungo il Po (Pavia)
4. la zona a sud di Mantova lungo il Po
5. la zona a sud di Cremona lungo il Po

Veneto
6. la zona a sud di Legnago fra Adige e Po (Rovigo)
7. la zona del delta del Po (Rovigo)
8. la zona della foce del Piave (Venezia)
9. la zona costiera al confine con il Friuli (Venezia)

Friuli Venezia Giulia
10. la zona costiera al confine con il Veneto (Udine)
11. la zona lungo il Tagliamento tra Spilimbergo e Latisana (Udine-Pordenone)

Emilia Romagna
12. La zona costiera a nord (Ferrara e Ravenna) e la meridionale fino a Rimini
13. La zona a nord di Fidenza fra Taro e Po (Parma) Toscana
14. Isola di Pianosa (Livorno)
15. la zona costiera a nord di Piombino fino a Cecina (Livorno)
16. la zona a sud di Piombino fino a Follonica (Grosseto)
17. la zona costiera di Grosseto e la zona a nord e a sud del Monte Argentario (Grosseto)

Lazio
18. la zona costiera di Montalto di Castro (Viterbo)
19. l’area di confluenza tra Nera e Tevere tra Magliano Sabina e Orte (Viterbo)
20. l’area costiera di Borgo Sabotino (Latina)

Campania
21. Foce del Garigliano (Caserta)
22. Foce del Sele (Salerno)

Calabria
23. area costiera di Sibari (Cosenza)
24. la zona costiera tra il fiume Nicà e la città di Cosenza.
25. la zona costiera ionica vicino alla foce del Neto (Crotone) a nord di Crotone (Marina di Strongoli, Torre Melissa, Contrada Cangemi, Tronca).
26. la zona costiera ionica in corrispondenza di Sella Marina, tra il fiume Simeri e il fiume Alli (Catanzaro)

Molise
27. la zona costiera meridionale alla foce del Biferno (Termoli)

Puglia
28. zona costiera al confine con la Basilicata (Taranto)
29. zona costiera a nord del promontorio del Gargano in prossimità di Lesina (Foggia)
30. zona costiera del Golfo di Manfredonia (Foggia)
31. la zona costiera ionica a nord di Porto Cesareo (Lecce)
32. la zona costiera ionica a sud di Gallipoli (Lecce)
33. la zona costiera adriatica a nord di Otranto (Lecce) vincoli naturalistici
34. la zona costiera a sud di Brindisi (Lecce) vincoli naturalistici
35. la zona costiera in corrispondenza di Ostuni (Brindisi)

Basilicata36. tutta la costa ionica della regione

Sardegna
37. foce del Flumendosa (Cagliari)
38. costa orientale a sud del Golfo di Orosei (Nuoro)
39. costa orientale a nord del Golfo di Orosei (Nuoro)
40. zona costiera sud tra Pula e Santa Margherita di Pula (Cagliari)
41. costa occidentale zona costiera a nord e sud del Golfo di Oristano (Oristano)

Sicilia
42. zona costiera intorno al comune di Licata (Agrigento)
43. la zona costiera tra Marina di Ragusa e Torre di Mezzo (Ragusa)
44. la zona costiera intorno a Gela (Caltanissetta)

45. la zona costiera a sud di Mazara del Vallo (Trapani).

Come detto, questa era una lista già pubblica che risale al 1979.

le centrali dovrebbero essere 4 e saranno ( sempre che parta il progetto ) costruite solo dietro accettazioni di tutti i presupposti necessari , quali accettazione gente del luogo etc almeno questo è quanto asserisce il governo ________________________________________________________________________________________________

Sisma in Giappone, Legambiente: no al nucleare in Toscana

L'appello dell'associazione ambientalista: la sicurezza è una chimera
La terribile situazione che si sta verificando in Giappone dimostra che per le centrali atomiche non esiste sicurezza. Questa la posizione di Legambiente Toscana, che lancia un appello contro la costruzione di centrali nucleari in Italia.
"Dobbiamo riflettere attentamente nel valutare e definire 'sicure' le centrali che si vorrebbero costruire in Italia, paese a rischio sismico e idrogeologico, dove non è in alcun modo possibile garantire la stabilità e la sicurezza di impianti così pericolosi" sottolinea Legambiente.

In Toscana i siti ipotizzati per la costruzione di un impianto nucleare sono Scarlino in Maremma, Piombino in luogo dell'attuale centrale elettrica dell'Enel e l'isola di Pianosa, quest'ultima all' interno del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano. Questi possibili siti sono apparsi per la prima volta in un elenco pubblicato dall'ex CNEN (Oggi Enea). Piombino e Pianosa sono stati riproposti recentemente da ambienti confindustriali e dell' Università di Pisa.
"Se il programma nucleare del Governo Berlusconi andrà avanti è molto probabile l'ubicazione di una centrale nucleare a Montalto di Castro già prevista dal vecchio piano nucleare degli anni 70-80 e, questa, sarebbe ai confini con la Toscana - continua legambiente - Ma non basta. Dopo le centrali anche le scorie. Il ministero dello Sviluppo economico conferma che la Sogin, la società pubblica che ha il compito di controllare, smantellare, decontaminare e gestire i rifiuti radioattivi, ha predisposto e trasmesso al Governo, un elenco di 52 aree con caratteristiche adeguate per ospitare i siti per le scorie nucleari, e che questa lista non viene per ora divulgata. Le aree indicate, con dimensioni di circa 300 ettari e in grado di accogliere i depositi per le scorie di varia gradazione riguarderebbero, tra l’altro anche l' Amiata grossetana e il Padule di Fucecchio. Lo dicono i senatori del Pd Roberto Della Seta e Francesco Ferrante, che rendono pubblico quanto esposto nella risposta all’interrogazione parlamentare presentata lo scorso settembre"

"E’ difficile immaginare il livello di distruzione che un terremoto di queste dimensioni potrebbe causare in Italia – conclude Legambiente Toscana – e quali potrebbero essere le conseguenze se avessimo centrali sul nostro territorio. Anche per questo motivo, ci auguriamo fortemente che l’Italia riveda il suo masochistico programma nucleare".

fonte - http://www.intoscana.it/

www.enel.com/en-GB/doc/sustainability/nucleare_in_italia.pdf