giovedì 6 gennaio 2011

------------------------------------------- ARTE -----------------------------
rubrica tesa a diffondere le immagini con qualche informazione dei piu' importanti quadri a livello mondiale onde aiutare chi ne è in cerca a scegliere quello che piu' piace e se è possibile comprarselo

a cura di a.s.s.m.
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il quadro di questo post è:           L' Adorazione dei pastori (1609)



______________----_------ di Angelo Merisi, detto il CARAVAGGIO
_______________ ------ Olio su tela, cm.314x211, Messina, Museo regionale.
cenni sull' opera presi dal web

L'Adorazione dei pastori dipinta da Michelangelo Merisi da Caravaggio nel 1609 e custodita nel Museo Regionale di Messina

L’adorazione dei pastori» è uno di grandi capolavori del Caravaggio. Il suo valore economico è stato stimato tra i 40 e i 50 milioni di euro
La tela - proveniente dal Museo Regionale di Messina - venne eseguita durante il passaggio dell'artista dalla Sicilia, in seguito alla sua fuga dalle prigioni di Malta. Nel corso del suo breve soggiorno a Messina, Caravaggio ricevette dal senato della città l'incarico della realizzazione di una pala d'altare che avrebbe ornato l'altare maggiore della chiesa di Santa Maria della Concezione, retta dai padri cappuccini. Con quest'opera, il pittore inaugura il cosiddetto genere della Natività Povera, che avrà grandissima fortuna nella pittura sei-settecentesca. La scena è ambientata all'interno di una stalla: Maria, sfinita dal viaggio e dal successivo parto, giace sdraiata per terra, e regge in grembo il bambinello che dorme. Dinanzi a loro, San Giuseppe ed i pastori (uno dei quali si distingue per la spalla scoperta) sono disposti in maniera da formare una croce, mentre sullo sfondo il bue e l'asino fungono quasi da quinta insieme alla mangiatoia.

Il dipinto è sempre stato lodato dai contemporanei e apprezzato dalle antiche fonti messinesi, che hanno considerato le opere del Caravaggio come motivo di vanto cittadino. Secondo la testimonianza del Susinno (1724), l’Adorazione dei Pastori fu eseguita dopo la Resurrezione di Lazzaro, dunque nel corso del 1609. L’opera fu commissionata dal Senato di Messina per ornare l’altare maggiore della chiesa dei Padri Cappuccini. La scarna e suggestiva rappresentazione ci appare in linea con i richiami alla povertà evangelica tipici della spiritualità di quell’Ordine. La composizione è impostata su una diagonale, illuminata come di consueto nelle opere tarde del Merisi da una fonte di luce laterale. I toni sono bruni e terrosi, ad eccezione del rosso del manto della Madonna e di un pastore, con pochi tocchi di bianco. Come in altre opere siciliane la proporzione tra le figure e l’altezza della tela aumenta la percezione del sacro, riducendo la dimensione degli uomini. La Vergine è adagiata sulla paglia, quasi a richiamare l’antica raffigurazione della Madonna dell’Umiltà, e sembra voler proteggere il piccolo Gesù stringendolo con materna apprensione. I pastori inginocchiati, “povera gente” dai volti segnati, sono protesi verso la Madre e il Bambino; con il loro atteggiamento di dolce stupore, espresso dalla varietà dei gesti, sembrano invitare anche i fedeli all’adorazione. La stalla è rappresentata secondo il racconto evangelico, con il bue e l’asino sullo sfondo; in primo piano, a sinistra, quella che Roberto Longhi ha definito una “natura morta” dei poveri: tovagliolo, pagnotta e pialla da falegname in tre toni di bianco, bruno e nero.

articolo preso sempre dal web
E' stata considerata una delle opere più complesse del Merisi, che fu probabilmente compiuta dopo la "Resurrezione di Lazzaro", un dipinto collocato sull'altare maggiore della chiesa messinese dei padri Crociferi di Camillo de' Lellis e commissionato nel 1609 al pittore dal mercante lombardo Giovan Battista de' Lazzari.
La prima citazione della composizione risale al Samperi che la denominava, nella sua "Iconologia" (1654, ed.1742), "Madonna del parto".
Poco dopo, nel 1672, Bellori individuava erroneamente San Giuseppe nel pastore appoggiato al bastone, sulla destra della composizione, mentre esso risulta invece riconoscibile nel personaggio inginocchiato in primo piano, a destra, e che reca sul capo una sottile aureola, simile a quella che compare intorno alla testa della Vergine ed ispirata alle tipologie di aureola presenti già nelle precedenti rappresentazioni sacre compiute dal Caravaggio.
Sulla stessa linea dei dipinti romani, come il "San Matteo e l'Angelo", appare infatti la tendenza dell'autore, una tendenza verificabile anche nel dipinto messinese, a vestire di panni aulici e sacrali i rappresentanti di un ceto popolare, emarginato dalla società del tempo. Tuttavia nell'"Adorazione dei pastori" si avverte un lieve addolcimento di maniera soprattutto nella posa delle mani del primo pastore a sinistra che sembra voler dilatare lo spazio intorno alla Madonna, quasi a preservarne l'incontaminata purezza spirituale dal rozzo contesto ambientale che la circonda.

Ambiente del quale, peraltro, l'artista sottolinea con pochi cenni il rude ma dignitoso carattere, accentuandone, con l'uso di toni cromatici scuri, l'aspetto di povera realtà contadina che lo connota.
E del resto i barlumi luministici disseminati sui particolari anatomici che dettagliano i personaggi dipinti contribuiscono ad approfondirne la distanza proprio da quell'ambiente da cui essi paiono emergere come presenze spirituali, pur nella loro concreta verosimiglianza.
Una spiritualità profondamente sentita, questa espressa dal Caravaggio, e che si concreta nel gesto tenero ed affettuoso della Vergine che stringe a sé il neonato e lo sostiene soltanto con la mano sinistra, mentre la destra sembra toccarlo solo con una leggera carezza, sollecitando il corpo del piccolo ad un improbabile equilibrio, appena contenuto dall'appiglio del braccio destro del bambino, ch'è steso in un trattenuto e poco realistico abbraccio verso il viso della madre.
E se qualcuno ha voluto intravedere nell'iconografia della Vergine poggiata sul giaciglio più di un riferimento ai modelli bizantini visti dal Caravaggio durante il suo soggiorno in Sicilia, a parere del Friedlander essa richiamerebbe la rappresentazione trecentesca della "Madonna dell'umiltà" per il richiamo etimologico dell' humilitas all' humus, con riferimento al terreno sul quale essa poggia.
Roberto Longhi sottolineava la continuità d'intenti che accomuna quest'opera alle altre composte dall'autore durante il suo soggiorno in Sicilia, nel corso del quale l' interesse dell'autore si appuntava fondamentalmente sullo studio del rapporto esistente tra le figure e l'ambiente.
E mentre in composizioni come la "Sepoltura di Santa Lucia" Caravaggio preferisce ridurre le dimensioni dei personaggi inserendoli in un ambiente che li sovrasta, qui egli rende il distacco tra il gruppo degli astanti in primo piano e la stalla che accoglie la scena non attraverso un diverso dimensionamento delle figure, ma mediante l'accentuazione del contrasto chiaroscurale. Infatti l'emergere progressivo della luce che balena in bagliori ad intermittenza sempre più forti a partire dal personaggio in piedi sulla destra sino a giungere, attraverso l'accensione del rosso vivo del manto della Vergine, al corpo guizzante del bambino, comporta l'incisivo rilievo delle figure rispetto all'oscurità dell'ambiente retrostante.
Un rilievo che risulta accentuato anche dal taglio diagonale prescelto dall'artista, nonché dalla sua volontà di collegare,in una linea discendente di ampio respiro ma geometricamente definita, i personaggi in un solo blocco,che si oppone,per la sua solida volumetria, al contesto circostante. E proprio in quel contesto si assiste ad un incredibile baluginio di ombre, che vengono disseminate in tocchi più o meno radi, a seconda se con esse il pittore intenda definire i riflessi delle sottili lumeggiature che accompagnano il dorso degli animali raffigurati o quelli ben più plastici come il grande inquadramento d'ombra posto in primo piano su cui sta, come una sorta di apparizione, una natura morta composta da un pagnotta, da una pialla da falegname e da un tovagliolo.
Il senso di sospensione dolorosa che sembra provenire dall'opera rinvia alle inquietudini di un artista fuggiasco, che giunge in Sicilia dopo l'evasione, avvenuta nel 1608, dal carcere di Malta dov'era stato rinchiuso in seguito ad una grave contesa intercorsa con un cavaliere dell'Ordine.

articolo di Simonetta De Marinis
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il CARAVAGGIO in breve

Michelangelo Merisi, detto Caravaggio, nasce a Milano nel 1571. Si forma presso la bottega del pittore Simone Peterzano nella città di Milano dove recepisce i modi di due tradizioni diverse: da un lato il realismo lombardo, dall'altro il rinascimento veneto, con il quale viene in contatto quando Peterzano lo porta con se in alcuni viaggi a Venezia, dove conosce l'arte del Tintoretto.
A vent'anni si trasferisce a Roma, prima presso Lorenzo Siciliano, di seguito presso Antiveduto Gramatica, poi presso il Cavalier d'Arpino.
Tra i primi dipinti dell'artista c'è il Bacchino malato, oggi alla galleria Borghese di Roma, dipinto nel 1591 circa, che viene considerato un autoritratto eseguito nel periodo in cui fu ricoverato in ospedale per malaria; inoltre, del primo periodo della sua attività sono: il Ragazzo morso da un ramarro, il Giovane con cesto di frutta e Bacco degli Uffizi. Rivela la sua predilezione per soggetti popolareschi e musicali nei dipinti come I bari, La buona ventura, Il suonatore di liuto. Esemplare è il Canestro di frutta, oggi a Milano alla Pinacoteca Ambrosiana, in cui rappresenta gli oggetti così come sono in realtà: la foglia secca, la mela bacata, senza cercare di abbellire la natura,ma rappresentandola così com'è.
Il suo primo quadro di figure, dipinto nel 1595 circa, è il Riposo durante la fuga in Egitto, nel quale è chiaro il richiamo ai grandi maestri bergamaschi e bresciani come Savoldo, Lorenzo Lotto e Moretto. In questo periodo abbandona la bottega del Cavalier d'Arpino e passa sotto la protezione del cardinal Francesco Maria Del Monte che lo immette in un ambiente culturale molto più stimolante, esegue infatti in questo periodo Testa di Medusa, San Giovanni Battista, L'amore vittorioso, Giuditta e Oloferne.
La sua maturazione verso uno stile personale è evidente soprattutto nei dipinti della cappella Contarelli in San Luigi dei Francesi a Roma per la quale esegue tre dipinti: la Vocazione di San Matteo, il Martirio di San Matteo e San Matteo e l'angelo. Con il Martirio di San Matteo ha inizio la poetica caravaggesca del rapporto luce-ombra che poi si svilupperà nelle opere successive. Nel dipinto rappresentante la Vocazione di San Matteo il racconto è immerso nella realtà del tempo, con personaggi con abiti moderni. La luce è l'elemento caratterizzante l'intera opera.
Successivamente esegue per la chiesa di Santa Maria in Vallicella la Deposizione, oggi alla pinacoteca Vaticana. La composizione ha una struttura piramidale che ricorda le composizioni michelangiolesche.
Esegue in questo periodo opere come la Madonna dei Pellegrini la Madonna dei Palafrenieri e la Morte della Vergine per Santa Maria della Scala in Trastevere, che fu rifiutata dai committenti per ragioni di decoro, oggi infatti il dipinto si trova al museo del Louvre.
Tra il 1606 e il 1607 Caravaggio vive nella città di Napoli, qui si conservano alcune sue importanti opere: la tela con Le sette opere di Misericordia, conservata al Pio monte di Misericordia e La flagellazione di Cristo, conservata al museo di Capodimonte.
Nel 1608 Il pittore si trova a Malta dove viene nominato cavaliere, il gesto rappresenta una riabilitazione per la vita sregolata dell'artista che dovette fuggire da Roma dopo aver ucciso un uomo durante una rissa. Qui esegue quella che è la sua tela più vasta: la Decollazione del Battista. La scena è piuttosto spoglia, rappresenta un ambiente squallido, con colori spenti.
Dopo essere stato espulso dall'ordine dei cavalieri di Malta fugge a Siracusa dove dipinge il Seppellimento di Santa Lucia e anche in questo caso, come nelle successive opere realizzate a Messina: La resurrezione di Lazzaro e l'Adorazione dei pastori, confermano la sua tendenza a lasciare grandi spazi vuoti su tele di dimensioni notevoli.
Nel 1609 è dinuovo a Napoli dove viene ferito gravemente, qui esegue opere come Davide con la testa di Golia e Salomè con la testa di Battista.
Nel 1610, sulla spiaggia di Port'Ercole, dove era in attesa di rientrare a Roma per ricevere la grazia, viene arrestato e incarcerato per 2 giorni, perchè scambiato per qualcun'altro, perdendo così tutti i suoi averi. Due giorni dopo sulla stessa spiaggia, cercando di recuperare le sue cose, morì; di " febbre maligna", come scrive il Bellori. Era il 18 agosto del 1610 Caravaggio non aveva ancora 39 anni, pochi giorni dopo arriverà la grazia con il permesso di ritornare a Roma.

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materiale youtube





















http://it.wikipedia.org/wiki/Adorazione_dei_pastori_(Caravaggio)

http://it.wikipedia.org/wiki/Michelangelo_Merisi_da_Caravaggio
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annotazioni varie
per chi fosse interessato ad acquistare i quadri di volta in volta presi di mira , sempre naturalmente che cio' sia possibile , consigliamo di rivolgersi direttamente al proprietario o in seconda analisi di comprarsi il museo che li possiede e comunque di darsi da fare che senno l' ha bell'è che comprati e magari lo compra un' altro piu' sveglio e veloce

per chi non puo', per il momento o per sempre, permettersi la spesa , visto anche la crisi attuale. esistono varie possibilita'.

1 ) puo sempre comprarne una stampa o copia eseguita coi metodi che piu aggradono.
2 ) se poi si vuole proprio risparmiare se ne puo' fare una copia da solo sempre che ci riesca , anche se non fosse uguale uguale basta accontentarsi.
3 ) puo rubarla sotto solo la sua responsabilita' , ( io non l'ho detto, lo sconsiglio e sono contrario ) in questo caso l' autore è informato che potra' essere , causa conseguenza del suo gesto, arrestato ( e a ragione ) per essere incarcerato giusto il tempo deciso attuando le regole delle leggi vigenti nel paese in cui l' arresto sia effetivamente stato attuato dal giudice di turno , onde per cui poscia ....
4 ) attenzione!!! questa possibilita' è atata oscurata in quanto era contraria alle leggi vigenti in materia di liberta individuale , anonimato etc , cozzava inoltre almeno contro altre 27 leggi Italiane di ogni genere tra cui il divieto di crazione di gruppi terroristici e/o atti alla distruzione di cose e persone, leggi astrofisiche della quantica e/o della relativita in quanto tale, leggi della fisica basica e/o ipotizzata . teorie astrofisiche e un tot di concetti teorici riguardanti vari spetti dello sciibile umano .
n.b. per chi voglia sapere il contenuto della quarta possibilita ne esiste una versione non censurata daqualche parte del WEb
5 ) arrangiatevi un po da soli!
6 ) puo richiedere un mutuo multisecolare che ricadra' per i secoli a venire sulla propria vita e su quella dei propri discendenti sempre questi accettino l ' eredita'/fardello
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rubrica dell' intenditore, mercante d' arte e venditore di fumo ANGIO' di Pallesecche

.. ohhh! questo si' che è un quadro con la A maiuscola , questa s' che è un opera degna di questo nome , questa si che merita di essere comprata, quanto costa che me la compro ?

cosa ????!!!!!, quanto ???!!!, ma vedi di levarti dalle palle , sortimi di qui e ti pare che se avessi 'sti quattrini sarei qui ad allevar maiali. ? va via che di dò fuoco con la pece vinilica ( * ) stronzo !!

(*) la pece vinilica è una mistura fatta dal Angio' composta da ingredienti perlopiu' segreti tra cui però si distinguono in maniera evidente : la pece, la colla vinilica, dell' estratto di concime andato a male stronzetti di pecora e coniglio triturati finemente piu varie sostanze di origine vegetale e altri mediamente radioattivi, il composto risulta altamente infiammabile oltre che ad essere viscosissimo e molto piu che olfattivamente nausebondo
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