sabato 6 marzo 2010


------------------------------ La Madonna di Fatima ---------------------------







IL

MESSAGGIO DI FATIMA



Tutti hanno sentito parlare delle famose apparizioni della Madonna

avvenute a Fatima nel 1917 e del Terzo segreto di Fatima,
ma pochi conoscono o ricordano i dettagli che ci interessano qui in questo sito. Ecco, dunque, tutto ciò che è necessario sapere.
Secondo il racconto di tre giovani pastorelli portoghesi – Lucia dos Santos e i suoi
due cuginetti Francesco e Giacinta Marto – fra il 13 aprile e il 13 ottobre del 1917 la Madonna sarebbe apparsa in Portogallo in località Cova da Iria, nella diocesi di Fatima, in sei distinte occasioni, rivelando nella terza tre importanti segreti.
I più piccoli fra i tre veggenti, i fratelli Francesco e Giacinta, morirono rispettivamente nel 1919 e nel 1920. Noi conosciamo quel che accadde dai testimoni presenti e dal racconto scritto di Lucia, che abbracciò poi la vita claustrale e che, tra il 1935 e il 1941, su ordine del monsignor José Alves Correia da Silva, redasse alcune memorie degli avvenimenti e rivelò i primi due segreti. Ecco di seguito un'interessantissima sintesi di ciò che accadde secondo il racconto di Lucia.



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LA PRIMA APPARIZIONE

La Madonna apparve la prima volta ai tre pastorelli il 13 maggio 1917. I tre bambini, usciti dalla Messa domenicale, avevano portato le greggi a pascolare in cima al pendio della Cova da Iria, ai piedi del monte Cabaco. E dopo aver mangiato e recitato il Rosario, cominciarono a giocare. A un certo punto, una specie di lampo si stagliò nel cielo e i tre, pensando a un’imminente temporale, cominciarono a spingere le pecore del gregge sulla strada di casa.
Arrivati a circa metà pendio, mentre stavano camminando vicino ad alcuni cespugli di lecci, videro un altro lampo e, dopo pochi passi, rimasero abbagliati da una luce bianchissima con al centro una donna bellissima, che li chiamava. Era la Madonna: la veste era simile a neve e dalle sue mani, congiunte al petto in preghiera, pendeva un rosario con una croce d’oro, mentre il viso esprimeva una grande tristezza.
Poi la Madonna iniziò a parlare ai tre ragazzi: «Non abbiate timore. Non vi faccio del male»«Di dove siete?», le domandai.«Sono del cielo»«E che cos’è che volete da me?»«Sono venuta a chiedervi che veniate qui sei mesi di seguito, il giorno 13 a questa stessa ora. Poi dirò chi sono e che cosa voglio. Poi tornerò ancora qui una settima volta»«E anch’io andrò in cielo?» «Sì, ci andrai»«E Giacinta? «Anche lei»«E Francesco?»«Pure, ma deve recitare molti Rosari»Dei tre bambini, Lucia vedeva, sentiva e parlava con la Madonna, Giacinta vedeva e sentiva, mentre il piccolo Francesco poteva solo vedere e gli «dovevano spiegare tutto...».
La Vergine chiese poi ai pastorelli «Volete offrirvi a Dio per sopportare tutte le sofferenze ch’Egli vorrà inviarvi, in atto di riparazione dei peccati con cui Egli è offeso e di supplica per la conversione dei peccatori? «Sì, vogliamo»«Avrete dunque molto da soffrire, ma la grazia di Dio sarà il vostro conforto» Poi la Madonna aprì le mani emanando una forte luce e, passati alcuni momenti, aggiunse:«Recitate il Rosario tutti i giorni per ottenere la pace per il mondo e la fine della guerra».Subito dopo, la Signora cominciò a elevarsi serenamente, salendo verso levante, fino a scomparire nell’immensità della distanza.

LA SECONDA APPARIZIONE

Esattamente un mese dopo la prima apparizione della Madonna, il 13 giugno, cadeva la festa del patrono di Fatima, Sant’Antonio. Usciti dalla chiesa, i tre bambini si diressero verso il luogo dell’appuntamento con la Madonna insieme ad alcuni fedeli che avevano sentito parlare della precedente apparizione. Dopo aver recitato il Rosario, videro lo stesso riflesso di luce simile a un lampo visto a maggio, che preannunciava l’arrivo della Signora. La Madonna disse ai pastorelli: «Voglio che veniate qui il 13 del prossimo mese, che recitiate il Rosario tutti i giorni e che impariate a leggere. Poi dirò quello che voglio»Lucia chiese la guarigione di un malato, e la Vergine le rispose:«Se si converte, guarirà durante l’anno»«Vorrei chiedervi di portarci in cielo»«Sì, Giacinta e Francesco li porterò presto. Ma tu resterai qua ancora per un po’.

Gesù vuol servirsi di te per farmi conoscere e amare. Lui vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato. Esso sarà il tuo rifugio e il cammino che ti condurrà fino a Dio».

Nell’ istante in cui pronunziò queste ultime parole, la Madonna aprì le mani e davanti al palmo della mano destra c’era un cuore circondato di spine: secondo Lucia era il Cuore Immacolato di Maria, oltraggiato dai peccati dell’umanità, che voleva riparazione.
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LA TERZA

APPARIZIONE E I SEGRETI


Alla terza apparizione, il 13 luglio,

la Madonna comunicò il segreto poi divenuto famoso.
Alcuni

momenti dopo che i pastorelli furono arrivati alla Cova da Iria, accompagnati da una numerosa folla di

popolo, mentre dicevano il Rosario, videro il riflesso della luce familiare e, subito dopo, la Madonna.

Ella, annunciata come sempre dalla forte luce, disse:


«Voglio che veniate qui il 13 del prossimo mese, che continuiate a recitare il Rosario tutti i giorni in onore della Madonna del Rosario per ottenere la pace del mondo e la fine della guerra, perché solo Lei vi potrà aiutare»
Lucia allora rispose:«Vorrei chiedervi di dirci chi siete, e di compiere un miracolo con il quale tutti possano credere che Voi ci apparite»
«Continuate a venire qui tutti i mesi. In ottobre dirò chi sono, quello che voglio e farò un miracolo che tutti vedranno per credere»La Madonna disse pure che era necessario recitare il Rosario per ottenere le grazie durante l’anno. E continuò:«Sacrificatevi per i peccatori e dite molte volte, specialmente quando fate qualche sacrificio: “O Gesù, è per vostro amore, per la conversione dei peccatori e in riparazione dei peccati commessi contro il Cuore Immacolato
di Maria”
».


Mentre diceva queste ultime parole, la Vergine aprì le mani e i tre pastorelli videro come un mare di fuoco, in cui erano immersi i demoni e le anime come se fossero braci con forma umana. Esse fluttuavano nell’incendio, sollevate dalle fiamme che da loro stesse uscivano insieme a nuvole di fumo, e ricadevano da tutte le parti, tra grida e gemiti di dolore e di disperazione, che terrorizzavano e facevano tremare di paura.
La Madonna spiegò «Avete visto
l’Inferno, dove vanno le anime dei poveri peccatori. Per salvarle, Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato. Se faranno quello che io vi dirò, molte anime si salveranno
e ci sarà Pace. La guerra sta per finire, ma, se non smetteranno di offendere Dio, sotto il regno di Pio XI ne comincerà un’altra peggiore».
E continuò dicendo:«Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta, sappiate che la prossima punizione del mondo è alle porte.

Quello è il grande segno di Dio per indicare la fine del mondo a causa dei delitti dell’umanità, mediante la guerra, la fame e le persecuzioni contro la Chiesa ed il Santo Padre. Per impedirla, verrò a chiedere la consacrazione della Russia al mio Cuore Immacolato e la Comunione riparatrice nei primi sabati».
E concluse, prima di allontanarsi «Se si ascolteranno le mie richieste, la Russia si convertirà e si avrà la Pace; se no, essa diffonderà i suoi errori nel mondo promuovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa. Molti buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire, varie nazioni saranno distrutte. Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre mi consacrerà la Russia che si convertirà e sarà concesso al mondo un periodo di pace. In Portogallo si conserverà sempre il dogma della fede. [..] Questo non lo dite a nessuno. A Francesco sì, potete dirlo»Nel punto in cui sono stati inseriti i puntini tra le parentesi quadre, si trova quello che è noto come il "Terzo segreto di Fatima", solo di recente svelato, e su cui torneremo più avanti.

LA QUARTA APPARIZIONE

Il giorno 13 agosto, giorno in cui era prevista la terza apparizione della Madonna, molte erano le persone convenute ma nessuno vide nulla. Non videro nulla nemmeno i tre piccoli “illuminati”, che questa volta non erano presenti: il sindaco di Villa Nova di Ourem li aveva sequestrati, rilasciandoli solo tre giorni dopo. Si udirono solamente due tuoni ed un fulmine venne visto solcare il cielo; infine, le nuvole irradiarono i colori dell’arcobaleno. L’apparizione ai tre pastorelli avvenne il giorno 19 agosto, mentre si trovavano in un luogo chiamato Valinhos.
La Madonna disse loro: «Voglio che continuiate ad andare alla Cova da Iria il 13 e che continuiate a recitare il Rosario tutti i giorni.L’ultimo mese farò il miracolo perché tutti credanom Lucia allora le domandò:«Che cosa volete che si faccia con i soldi che il popolo lascia alla Cova da Iria?»«Facciano due bussole: una portala tu insieme a Giacinta e ad altre due bambine vestite di bianco; l’altra che la porti Francesco con altri tre bambini. I soldi delle bussole sono per la festa della Madonna del Rosario e quello che avanza è per la costruzione di una cappella che mi faranno» Poi, alla richiesta di Lucia di guarire alcuni malati, la Madonna replicò «Sì, alcuni li guarirò durante l’anno».E ancora, assumendo un aspetto più triste:«Pregate molto e fate sacrifici per i peccatori, perché molte anime vanno all’inferno in quanto non hanno chi si sacrifichi e preghi per loro».


LA QUINTA APPARIZIONE

Il 13 settembre 1917 i tre pastorelli si recano alla Cova da Iria facendosi largo tra

una folla di gente che li lascia appena camminare.
Lì apparivano tutte le miserie della povera umanità, perché numerose persone venivano a prostrarsi in ginocchio
davanti ai tre, chiedendo che presentassero alla Madonna le loro necessità. Altri, non riuscendo ad arrivare vicino a noi, gridavano da lontano
«Per amor di Dio
chiedete alla Madonna che mi guarisca il figlio che è zoppo» o «...che guarisca il mio che è cieco», o ancora «...che mi riporti mio figlio che è in guerra», «...che mi dia la salute, perché sono tisico».
Di nuovo la Madonna apparve e disse:
«Continuate a recitare il Rosario per ottenere la fine della guerra. In ottobre verrà
anche Nostro Signore, la Madonna Addolorata e del Carmine, S. Giuseppe col Bambino Gesù per benedire il mondo. Dio è contento dei vostri sacrifici, ma non vuole che dormiate con la corda, portatela solo durante il giorno»
Lucia allora le si rivolse
dicendo:
«Mi hanno chiesto di chiedervi molte cose: la guarigione di alcuni malati, di un sordomuto»«Sì, alcuni li guarirò, altri no. In ottobre farò il miracolo perché tutti credano»Dopodiché scomparve, come al solito. In questa occasione alcuni videro una palla di luce accecante salire verso il cielo, mentre dei fiocchi simili a neve-fiori scesero a terra sciogliendosi.

LA SESTA APPARIZIONE E IL MIRACOLO

L’ultima apparizione della Madonna di Fatima avvenne il 13 ottobre 1917. Il popolo era presente in massa all’appuntamento, e vi era una pioggia torrenziale. Lucia, giunta alla Cova da Iria, spinta da un movimento interiore chiese al popolo di chiudere gli ombrelli per recitare il Rosario. Poco dopo apparve ai tre pastorelli la Signora, dicendo: «Voglio dire che si faccia qui una cappella in onore mio, che sono la Madonna del Rosario, che si continui sempre a recitare il Rosario tutti i giorni. La guerra sta per finire e i soldati torneranno presto alle loro case» E a Lucia, che le chiese di guarire alcuni malati e di convertire alcuni peccatori, rispose:«Alcuni sì, altri no. È necessario che si correggano, che domandino perdono dei loro peccati» E assumendo un aspetto più triste:
«Non offendano più Dio Nostro Signore, che è già molto offeso
Questa volta la Madonna, aprendo le mani, le fece riflettere sul Sole e così, mentre si elevava allontanandosi, il riflesso della sua luce continuava a proiettarsi verso di esso.

A questo punto, una gran folla assistette a quello che fu subito definito il “miracolo del Sole”, che è stato in seguito riconosciuto dalla Chiesa cattolica.
Era piovuto nel corso di tutta l'apparizione. Alla fine del colloquio di Lucia con la Madonna, nel momento in cui la Santissima Vergine si elevava e che Lucia gridava <<Guardate il Sole!>>, le nuvole si aprirono, lasciando vedere il Sole come un immenso disco d'argerto. Brillava con un'intensivà mai vista, ma non accecava. Tutto questo durò solo un attimo. l'immensa palla cominciò a "ballare". Come una gigantesca ruota di fuoco, il sole girava velocemente. Si arrestò per un certo tempo, per poi ricominciare a girare su sè stesso vertiginosamente. Quindi i suoi bordi divennerò scarlatti e si allontanò nel cielo, come un turbine, spargendo rosse fiamme di fuoco.
Questa luce si rifletteva sul suolo, sulle piante, sugli arbusti, sui volti stessi delle persone e sulle vest, assumendo tonalità scintillanti e colori diversi. Animato per tre volte da un movimento folle, il globo di fuoco parve tremare, scuotersi e precipitarsi zigzagando sulla folla terrorizzata. Il tutto durò circa dieci minuti. Finalmente il Sole tornò zigzagando al punto da cui era precipitato, restando di nuovo tranquillo e splendente, con lo stesso fulgore di tutti i giorni. Molte persone notarono che le loro vesti, inzuppate dalla pioggia, erano improvvisamente asciugate. Il miracolo del Sole fu osservato anche da numerosi testimoni posti fuori dal luogo delle apparizioni, fino a quaranta chilometri di distanza.

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IL "TERZO SEGRETO DI FATIMA"

Moltissimo si è

ipotizzato, per ben più di mezzo secolo, sul famoso "Terzo segreto di Fatima", cioè su quella parte del

discorso della Madonna, alla sua terza apparizione, che Lucia non riporta nel proprio
racconto in quanto la

stessa Santissima Vergine le disse:
«Questo non lo dite a nessuno. A Francesco sì, potete dirlo».



Le prime due parti - se si vuole "i primi due segreti" del messaggio di Fatima, riguardanti la predizione della Seconda

Guerra Mondiale e l'ascesa e il crollo del comunismo in Russia - furono messe per iscritto da suor Lucia

nel 1941, su ordine del Vescovo di Leiria e le abbiamo lette prima. Nel 1944, suor Lucia mise per

iscritto anche il Terzo segreto e, prima di consegnare all'allora Vescovo di Leiria-Fatima la busta

sigillata contenente questa parte del messaggio della Madonna, scrisse sulla busta esterna che poteva

essere aperta solo dopo il 1960 o dal Patriarca di Lisbona o dal Vescovo di Leiria. Alla domanda molto

diretta posta nel 2000 a suor Lucia dal Mons. Tarcisio Bertone «Perché la scadenza del 1960? È stata la

Madonna ad indicare quella data?», suor Lucia aveva risposto: «Non è stata la Signora, ma sono stata io

a mettere la data del 1960 perché, secondo la mia intuizione, prima del 1960 non si sarebbe capito: si

sarebbe capito solo dopo».


La busta

contenente il Terzo segreto di Fatima fu invece aperta, nel 1959, da Papa Giovanni XXIII, che dopo aver

letto il segreto decise di rinviare la busta sigillata al Sant'Uffizio e di non rivelarlo. Papa Paolo VI

lesse il contenuto nel 1965 e anch'egli si comportò come il suo predecessore. Papa Wojtyla, dopo

l'attentato subito il 13 maggio 1981, richiese la busta, di cui lesse il contenuto il 18 luglio 1981, ma

lo ha rivelato solo nel 2000, in occasione del passaggio dal Secondo al Terzo millennio (e quando già la

sua salute era minata dal Parkinson).


Il testo del Terzo

segreto
, rivelato a Lucia il 13 luglio 1917 nella Cova di Iria a Fatima, secondo quanto divulgato

con un documento ufficiale dal Vaticano il 26 giugno del 2000, è

il seguente:



«Scrivo in atto di obbedienza a Voi mio Dio, che me lo comandate per

mezzo di sua Ecc.za Rev.ma il Signor Vescovo di Leiria e della Vostra e mia Santissima

Madre.

Dopo le due parti che già ho esposto, abbiamo visto al lato sinistro di Nostra Signora un poco

più in alto un Angelo con una spada di fuoco nella mano sinistra; scintillando emetteva fiamme che

sembrava dovessero incendiare il mondo; ma si spegnevano al contatto dello splendore che Nostra Signora

emanava dalla sua mano destra verso di lui: l'Angelo, indicando la terra con la mano destra, con voce

forte disse: Penitenza, Penitenza, Penitenza! E vedemmo in una

luce immensa che è Dio: "qualcosa di simile a come si vedono le persone in uno specchio quando vi

passano davanti" un Vescovo vestito di Bianco "abbiamo avuto il presentimento che fosse il Santo Padre".

Vari altri Vescovi, Sacerdoti, religiosi e religiose salire una montagna ripida, in cima alla quale

c'era una grande Croce di tronchi grezzi come se fosse di sughero con la corteccia; il Santo Padre, prima di arrivarvi, attraversò una grande città mezza in rovina e

mezzo tremulo con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena, pregava per le anime dei cadaveri che

incontrava nel suo cammino; giunto alla cima del monte, prostrato in ginocchio ai piedi della grande

Croce venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da fuoco e frecce, e allo stesso modo morirono gli

uni dopo gli altri i Vescovi Sacerdoti, religiosi e religiose e varie persone secolari, uomini e donne

di varie classi e posizioni
. Sotto i due bracci della Croce c'erano due Angeli ognuno con un

innaffiatoio di cristallo nella mano, nei quali raccoglievano il sangue dei Martiri e con esso

irrigavano le anime che si avvicinavano a Dio
». Tuy, 3-1-1944




Il Terzo segreto di Fatima, dunque, pare essere proprio la descrizione di una fase della "fine del

mondo", o "fine dei tempi", ed infatti è perfettamente complementare e coerente con la frase finale

della
Profezia dei Papi di San

Malachia
riguardante lo stesso argomento, nonché con altre profezie della Madonna che vedremo nelle prossime due sezioni. Il Terzo segreto di Fatima NON è, dunque, la descrizione profetica dell'attentato a Papa Wojtyla, come molti hanno ingenuamente creduto di leggervi. Del resto, se fosse la descrizione dell'attentato al Papa, non avrebbe avuto senso che Giovanni Paolo II ne mantenesse segreto fino al 2000 il contenuto, di cui era venuto a conoscenza nel 1981, pochi giorni dopo l'attentato subìto. Un'indicazione per questa (peraltro evidente) interpretazione del Terzo segreto di Fatima era già stata offerta dalla stessa Suor Lucia in una lettera a Papa Wojtyla del 12 maggio 1982. In essa dice: «La terza parte del segreto si riferisce alle parole di Nostra Signora: “Se no [si ascolteranno le mie richieste la Russia] spargerà i suoi errori per il mondo, promuovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa. I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire, varie nazioni saranno distrutte” (13-VII-1917). La terza parte del segreto è una rivelazione simbolica, che si riferisce a questa parte del Messaggio, condizionato dal fatto se accettiamo o no ciò che il Messaggio stesso ci chiede: “Se accetteranno le mie richieste, la Russia si convertirà e avranno pace; se no, spargerà i suoi errori per il mondo, etc.”.


Dal momento che non abbiamo tenuto conto di questo appello del Messaggio, verifichiamo che esso si è compiuto, la Russia ha invaso il mondo con i suoi errori. E se non constatiamo ancora la consumazione completa del finale di questa profezia, vediamo che vi siamo incamminati a poco a poco a larghi passi. Se non rinunciamo al cammino di peccato, di odio, di vendetta, di ingiustizia violando i diritti della persona umana, di immoralità e di violenza, etc.
E non diciamo che è Dio che così ci castiga; al contrario sono gli uomini che da se stessi si preparano il
castigo. Dio premurosamente ci avverte e chiama al buon cammino, rispettando la libertà che ci ha dato;
perciò gli uomini sono responsabili
».

Quella di Fatima non è stata certo l'unica serie di

apparizioni
della Madonna: nel Ventesimo secolo ve ne sono state altre due almeno altrettanto importanti, la prima delle quali continua ancora oggi e, come vedremo, merita molta attenzione in relazione al tema del "quando" della "fine del mondo": queste due serie di apparizioni mariane sono avvenute a Medjugorje e a Garabandal.




L'AVVOCATO DEL

DIAVOLO...



Ecco delle tipiche obiezioni a quanto raccontato...


1) Perché dovrei credere al messaggio e alle profezie di Fatima?

Perché finora si è avverato tutto quanto è stato riferito dalla Madonna ai tre pastorelli, in particolare i primi due "segreti": la predizione della Seconda Guerra Mondiale e l'ascesa e il crollo del comunismo in Russia. Alla luce di ciò, acquista particolare rilevanza sia il testo del Terzo segreto di Fatima - peraltro così straordinariamente in accordo con la Profezia dei Papi - sia la frase da tempo nota, e relativa alla fine del mondo, pronunciata nella terza apparizione: «Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta, sappiate che la prossima punizione del mondo è alle porte...». Si noti che, poiché le prime memorie scritte di suor Lucia sulle apparizioni di Fatima risalgono al 1935-37, a rigore si deve considerare una "postmonizione" il fatto che la piccola pastorella di Fatima, Giacinta, così come era stato "predetto" dalla Madonna («Sì, Giacinta e Francesco li porterò presto»), si ammalò presto: era l’ottobre del 1918, e di seguito si ammalò anche il fratello Francesco. Per la cronaca, il primo a morire fu proprio quest'ultimo, il 4 aprile 1919, e a seguire, il 20 febbraio 1920, Giacinta, la quale raccontò a Lucia di aver ricevuto ancora visite dalla Madonna in cui la Signora le prediceva grandi sofferenze, ma la “ricompensa” del Paradiso.

2) Forse il Terzo segreto di Fatima si riferiva all'attentato a Papa Wojtyla,

perciò è stato svelato...


Basta leggere con un minimo di attenzione il testo del Terzo segreto per rendersi conto di come la "lettura" in esso dell'attentato a Papa Giovanni Paolo II sia del tutto forzata. Del resto, se Papa Wojtyla non ha divulgato il Terzo segreto di Fatima se non vent'anni dopo il suo attentato, deve aver avuto almeno qualche dubbio sul fatto che esso fosse la profezia di quell'evento. D'altra parte, Giovanni Paolo II forse si rendeva conto che poteva aspettare a divulgare il segreto almeno fin quando suor Lucia era in vita, poiché dal messaggio della Madonna di Fatima si intuiva chiaramente che Lucia sarebbe morta prima della fine del mondo («...Ma tu resterai qua [sulla Terra] ancora per un po’»). Si noti che, avendo divulgato il segreto proprio il Papa che aveva subìto un attentato, sull'interpretazione del Terzo segreto si è creata, apparentemente, un po' di ambiguità (parla della fine del mondo o dell'attentato a Wojtyla?), proprio come quella che pare esserci se si legge ingenuamente la Profezia dei Papi, dove a un'analisi superficiale non si capisce se vi sia un 112° Papa o no, e dunque ciò crea un'apparente incertezza sul "quando" della fine del mondo.
fonte e rimandi - http://www.lultimopapa.it/
fonte - http://welcomeinthehell.myblog.it


http://it.wikipedia.org/wiki/Madonna_di_Fatima
http://www.madonnadifatima.org/
playlist lita ford

magazine n. indovinalounpo'-da-te.se-ti.riesce!!!

ATTUALITA'------------------- ATTUALITA'------------------- ATTUALITA'------------------- ATTUALITA'-------------------

nuovo portapacchi per carichi pesanti



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musica dal mondo 

Iron Maiden : The Final Frontier


nuovo album degli iron maiden si intitola "the final frontier" e uscirà in estate.
la band ha appena annunciato un tour in nord america per giugno e luglio (dream theater di supporto), mentre già ci sono date in programma in europa per agosto.
in italia dovrebbero essere il 17 agosto ad udine...
La band ha registrato l’album ai COmpass Point Studios di Nassau (Bahamas) insieme al produttore Kevin Shirley.
queste le date Europee fin qui confermate

July 30 - August 1 - Knebworth, UK - Sonisphere Festival
August 5 - Wacken, Germany - Wacken Open Air
August 7 - Stockholm, Sweden - Stora Skuggan / Sonisphere Festival
August 8 - Helsinki, Finland - Pori's Kirjurinluoto / Sonisphere Festival
August 11 - Bergen, Norway - Bergenhus Festning - Koengen

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tra poco arrivano i KISS - ecco la loro canzone piu' commeciale e piu' famosa in versione con orchestra




queste le date del tour Europeo

May 07 - Dublin, Ireland @ O2 Arena
May 09 - Glasgow, UK @ SECC
May 10 - Manchester, UK @ Manchester Arena
May 11 - Birmingham, UK @ LG Arena
May 13 - London, UK @ Wembley Arena
May 16 - Zurich, Switzerland @ Hallenstadion
May 17 - Geneva, Switzerland @ Geneva Arena
May 18 - Milan, Italy @ Mediolanum Forum
May 20 - Vienna, Austria @ Stadhalle
May 21 - Ostrava, Czech Republic @ CEZ Arena
May 23 - Prague, Czech Republic @ O2 Arena
May 26 - Berlin, Germany @ O2 World
May 27 - Leipzig, Germany @ Leipzig Arena
May 29 - Bratislava, Slovakia @ Bratislava Stadium
May 31 - Hamburg, Germany @ Colorline Arena
Jun. 01 - Oberhausen, Germany @ Koenig Pilsner Arena
Jun. 08 - Trondheim, Norway @ Lerkandal Open Site
Jun. 10 - Tampere, Finland @ Sauna Rock
Jun. 12 - Stockholm, Sweden @ Stockholm Stadium
Jun. 13 - Malmo, Sweden @ Malmo Stadium
Jun. 14 - Oslo, Norway @ Valhall
Jun. 16 - Aalborg, Denmark @ Gigantium
Jun. 18 - Arnhem, Holland @ Gelredome
Jun. 20 - Clisson, France @ Hellfest
Jun. 22 - Madrid, Spain @ Palacio de los Deportes
Jun. 25 - Vitoria, Spain @ Azkena Rock Festival
Jun. 27 - Dessel, Belgium @ Graspop Metal Meeting
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Valerio Scanu “Per tutte le volte che...”



metallica - cover nothing else matter


other

e di lady gaga nulla ? come no? eqque qua le ultime news

è una lady gaga umbriaca come una giubba quella che viene accompagnata ( leggi trasportata ) alla macchina dopo una notte passate in un noto locale




per chi sa' l' inglese

Lady GaGa: “No al sesso senza amore”


teatrale o semplicemente perchè è diventata una “superstar”, e verso le star un pò di pregiudizi ci sono sempre ma certe dichiarazioni da lei non ce le aspettavamo proprio, eppure Lady GaGa, ci sorprende piacevolmente un’ennesima volta, schierandosi a favore dell’amore e delle donne ma soprattutto contro l’AIDS.

Infatti durante il lancio del nuovo rossetto Viva Glam della MAC, la piccola GaGa, accompagnata da Cindy Lauper vuole lanciare un messaggio positivo, quasi un consiglio a tutte le donne, affermando: “Per quanto mi riguarda io, in questo momento della mia vita, faccio la scelta d’essere single perché non ho il tempo per conoscere le persone. E sapete una cosa? Va bene così. Perfino Lady GaGa può fare la nubile. Se le donne non riescono a conoscere bene una persona, non dovrebbero fare sesso con questa persona. In questo periodo storico noi come donne siamo cresciute, e sappiamo che con l’amore si può essere libere solo fino ad un certo punto. Inoltre bisogna fare regolarmente il test dell’Aids, bisogna farsi controllare perché non siamo
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e Rihanna possibile che non ha fatto nulla?..... .. ceeeeeeeerto! eqque qua



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musica a gratis

nel sito ufficiale di Geezer Butler bassista dei black sabbath ( ora heaven & hell )
è disponibile in download gratuito un brano raro del bassista risalente al suo primo album con i GRZ

http://www.geezerbutler.com/archives/322
il brano è solo per amatori del genere e non ha niente a che fare con i black sabbath o affini
http://www.geezerbutler.com/sounds/14%20-%20Beach%20Skeleton.mp3
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è stato trovato un topo di biblioteca concio un po' male, chi è interessato è pregato gentilmente di venirselo a prendere entro breve che senno' lo tiriamo nel bidone dei rifiuti e precisamente nell' organico

p.s.
comunque finche non portan via l 'organico semmai lo troverete li )







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ARCHEOLOGIA: TROVATO IN TOMBA TEMPLARI UN CHIODO, "E' DELLA CROCE"

Lo scenario e' degno di un film d'avventura: la tomba di tre cavalieri sepolti con le loro spade e, su una lama, il simbolo dei Templari. Seppellito con loro uno scrigno ornato che custodisce un chiodo. Non un chiodo qualunque, per due motivi: risale a un'epoca compresa tra il primo e il secondo secolo dopo Cristo ed e' stato maneggiato da molte persone, come se fosse una reliquia. Potrebbe trattarsi - anzi secondo l'archeologo Bryn Walters lo e' - di uno dei chiodi con cui fu crocifisso Gesu'. "L'epoca e' quella" ha detto Walters al 'Mirror', "e il chiodo invece di essere arrugginito e macchiato, e' lucido e ha gli angoli smussati, come se gli acidi del sudore di molte mani lo avessero preservato nei secoli. Segno che per qualcuno quel chiodo aveva molta importanza". Il suggestivo ritrovamento e' stato fatto sull'isola di Ilheu de Pontinha, al largo di Madeira, in un forte di Templari.
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ritrovato rotolo di carta igenica appartenuta a MOSE'







la Bibbia non ne fa' cenno ma in alcuni libri NON RICONOSCIUTI viene menzionata la perdita di tale rotolo che aveva la carratteristica di esssere usato anche per prendere appunti dal Mose , si narra ancora che egli lo smarri proprio il giorno in cui il signore gli detto le sacre tavole ' cè chi sostiene che invece lo butto apposta perche non sapeva come reggerlo visto che aveva le mani occupate dalle tavole etc





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TV
Par Condicio: Barbareschi Sciock si rifugia sul web


per aggirare il rigido regolamento sulla Par Condicio questa sera dalle 21.00 il suo programma sarà in onda in diretta sul sito de La7. “Dalla censura nasce un’opportunità” ha detto Barbareschi annunciando l’evento: ospiti della serata Nino D’Angelo, Vittorio Sgarbi, Paolo Campinoti, Cristiana Capotondi, Cristina Chiabotto, Michela Coppa e Francesca Cipriani.

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Isola dei Famosi 7, Busi protesta, in parecchi hanno la sciolta, alcuni piangono e Luca Ward si ritira


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e lo vuoi impara' l' inglese ?  duro!!!!


impara e traduci 'sta' canzone


Ruby Tuesday (Rolling Stones)

She would never say where she came from
Yesterday don't matter if it's gone
While the sun is bright
Or in the darkest night
No one knows
She comes and goes

Goodbye, Ruby Tuesday
Who could hang a name on you?
When you change with every new day
Still I'm gonna miss you...

Don't question why she needs to be so free
She'll tell you it's the only way to be
She just can't be chained
To a life where nothing's gained
And nothing's lost
At such a cost

There's no time to lose, I heard her say
Catch your dreams before they slip away
Dying all the time
Lose your dreams
And you will lose your mind.
Ain't life unkind?

Goodbye, Ruby Tuesday
Who could hang a name on you?
When you change with every new day
Still I'm gonna miss you...

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venerdì 5 marzo 2010

MAGAZINE N . unopiudeprecedente.

laser elimina zanzare

Abbattere le zanzare con un fascio laser. È questo uno degli obiettivi dell’Intellectual Venture Lab per limitare la diffusione della malaria nei paesi disagiati. Il sistema è in grado di riconoscere la presenza di una zanzara in volo e di colpirla attraverso l’emissione di un fascio laser, letale per l’insetto ma innocuo per gli esseri umani.



L’idea alla base del progetto è relativamente semplice e prevede la creazione di un perimetro impenetrabile per le zanzare, una sorta di zanzariera virtuale sorretta da una serie di pali. Su ogni palo viene collocata una fonte di luce LED che lavora nell’infrarosso e illumina un altro palo (alla distanza massima di 30 metri) rivestito da un materiale in grado di riflettere la luce verso lo fonte dove viene colta dall’obiettivo di una videocamera. La telecamera può così cogliere l’eventuale presenza di coni d’ombra nella luce di ritorno creati dalle zanzare in volo.

questo sistema ha comunque un costo che per quanto piccolo a volte non è affrontabile dalla popolazione delle zone interessate , per questo rimane in voga in molti luoghi l' antico sistema della ciabatta , detto sistema consiste nel prendere la ciabatta direzionarla quindi scagliarla con forza e velocita esagerata verso la zanzara schiacciandola cosi' nel muro o altro luogo in cui essa si trovava , in luogo della ciabatta vendono usati anche molti altri oggetti e comunque anche in mancanza di qualsiasi utensile molti eliminano le zanzare tramite l' uso delle semplici mani nude

p.s. si consiglia di non colpire con martelli/mazze o comunque oggetti troppo pesanti poiche in passato ì successo che un mio vicino per voler abbattere a tutti i costi una zanzara che l 'infastidiva ha distrutto eppoi fatto crollare la casa di proprieta.
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CORTOMETRAGGIO - UN PASSO INDIETRO DI FERDINANDO CARCAVALLO--



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portobello - di tutto un po'. offresi/vendesi etc

lavoro : OFFRESI N. 1 POSTO COME ADDETTO ALLA CACCA D' ELEFANTE



pregasi astenersi perditempo .

p.s. a scopo cautelativo per il pretendente mostriamo la fine dell' ultimo addetto in ordine cronologico



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lo spettacolo della natura

nuvole

coniglio ?



cocomero ?



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Il contadino


Un contadino va alla stazione e parla con il capotreno.
`Dove posso fa lu biglietto?` chiede il contadino
`Non si dice LU biglietto ma IL biglietto!` risponde il capotreno serioso
`Ma che ora passa LU treno???`
`Non si dice Lu treno ma IL treno! Ma insomma lei da dove viene?`
`Vengo da LU paese mio!!`
`AH! Non si dice Lu paese, ma IL paese! Insomma mi dica il suo nome`
Il contadino : `ILCIANO!`
`Ma come Ilciano??!!`
`Se te dico LUciano tu te ingazzi!!!`
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Miracoli di Gesù

Gesù Cristo torna sulla terra e incontra un milanese, un veneto ed un romano.
`Sono Gesù Cristo`, dice, `se avete un malanno, basta che io vi tocchi e vi passerà`.
Il lombardo tutto curvo si lamenta: La spalla destra la me fa mal da tri ann, per l`artrosi, de quei dulur!!!`
Gesù Cristo gli tocca la spalla e l`artrosi guarisce.
Il veneto si lamenta zoppicando: `Mi g`ho ciapà `na storta e g`ho male a sta cavegia`.
Gesù Cristo gli tocca la caviglia e il male passa.
Gesù Cristo vede il romano in perfetta forma e gli chiede: `E tu figliolo, come stai?`
E il romano: ` Nun me toccà che c`ho ancora sei settimane de malattia!!!`
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Il capo


- Hai sentito? Il nostro capo è morto.
- Si.
- E` tutto il tempo che mi sto chiedendo chi sia morto con lui.
- Come sarebbe ... `con lui` ?
- Ma sì, ho visto che c`era scritto: `...con lui muore uno dei nostri più instancabili lavoratori...`
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I gatti


Due amici si incontrano:
Tizio: ciao come va?
Caio: molto bene, domani partirò con mia moglie per una vacanza alle Maldive. Vorrei chiederti un favore...
potresti tenermi il gatto per il periodo della mia assenza?
T.: sarà un piacere...
I due si incontrano C. dà il gatto a T. e si salutano.
T. va a casa e dice alla moglie: ciao cara, dovrò fare un piacere a C. devo tenergli il gatto, lui è in vacanza...
Arriva la notte e il gatto miaoooo- miaooooo -miaoooo insomma non fa dormire nessuno....
dopo 2 notti così la moglie dice a T.: senti non ce la faccio più prendi questo gatto e portalo fuori da casa...
Detto, fatto; T. prende il gatto lo porta a 2 isolati da casa torna a casa e si rimette a letto.
Dopo 15 min. sente grattare alla porta, apre e ... miaoooo- miaooo - miaooo
e pensa T.: noooo, come ha fatto a tornare?
La moglie gli dice di portalo più lontano... Lui esce prende l`auto e percorre qualche km.
Torna a casa si rimette a letto, ma dopo un po’ sente alla porta: miaoooo, miaoooo, miaoooo.
La moglie: ma sei scemo!?, riesci o no a portarlo più lontano in modo che si perda!!!
Lui esce percorre la SS, prende l`autostrada e arriva ad una zona di campagna tutta buia...
Arriva a casa e la moglie gli chiede: allora? come è andata?
E lui: se non era per il gatto col cavolo che sarei tornato a casa....
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In caserma


C`è 1 generale che fa visita ai soldati ammalati in caserma.
va dal primo e gli chiede:
Gen: cosa hai soldato?
Soldato 1: emorroidi
gen: e come ti curano?
sol:1 pennellata di tintura di iodio.
Gen: cosa vorresti?
Sol: tornare da mia mamma!
Il generale va dal secondo e gli chiede:
Gen: cosa hai soldato?
Soldato2: emorroidi
gen: e come ti curano?
sol :1 pennellata di tintura di iodio.
Gen: cosa vorresti?
Sol: tornare dalla mia ragazza
Soddisfatto anche di questo il generale va dall`ultimo e gli chiede:
Gen: cosa hai soldato?
Soldato 1: tonsillite
gen: e come ti curano?
sol:1 pennellata di tintura di iodio.
Gen: cosa vorresti?
Sol: CAMBIARE IL PENNELLO!!!

giovedì 4 marzo 2010

magazine n. unoasceltatraquellidisponibilibastasiaquellogiusto

attualita'

A 77 anni salva 14enne da rottweiler

Coraggioso anziano riceve lettera plauso da sindaco Pesaro
PESARO, 3 MAR - Un 77enne che ha salvato un 14enne aggredito da un rottweiler oggi ha ricevuto pubblicamente dal sindaco di Pesaro una lettera di plauso. Era presente anche il ragazzo, accompagnato dai suoi familiari. Antonio Borghi, mentre curava il suo orto, ha visto due ragazzi inseguiti da due rottweiler che gridavano chiedendo aiuto. L'anziano ha inseguito i cani, uno dei quali aveva gia' azzannato il braccio del 14enne, e con una sbarra ha colpito ripetutamente l'animale fino a fargli mollare la presa.
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Rottweiler animale domestico o belva feroce ?


Il Rottweiler è una razza canina, appartenente al gruppo dei molossi di tipo mastino.

È di colore nero focato con pelo corto e duro. Il peso varia da circa 50 kg del maschio a circa 42 kg della femmina. La razza è originaria della Germania e precisamente di Rottweil, città sul fiume Neckar, dove questo cane era utilizzato per la custodia delle carni dei macellai.

Origini e storia
La razza, come è conosciuta oggi, è stata selezionata nell'800 nella città tedesca di Rottweil, a partire da cani di tipo Bullenbeisser, che venivano utilizzati per compiti di custodia e conduzione delle mandrie e guardia ai magazzini delle carni macellate. In Europa la razza divenne popolare nei primi del '900 per merito di appassionati allevatori di Stoccarda, mentre negli Stati Uniti rischiò l'estinzione poco dopo l'introduzione

carattere
Questo cane viene descritto come equilibrato, protettivo e determinato, ma anche tranquillo, obbediente, addestrabile, coraggioso, indipendente e fedele al padrone.

In ogni caso, l'istinto alla difesa del territorio è, in questo cane, molto forte, e la sua reazione contro quelle che esso percepisce come minacce territoriali può essere durissima.

Questa razza fa parte di quelle elencate nella Lista delle razze canine pericolose.

fonte - http://it.wikipedia.org/wiki/Rottweiler dove troverete info piu' esaustive


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musica -----------------> pop



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piccole cose di tuti i giorni ----------------------  piccole cose di tuti i giorni ---------------------- piccole cose di tuti i giorni ---------------------- 

la matita

Una matita (la cui versione con mina di grafite è detta anche lapis, soprattutto in Toscana ) è uno strumento per disegnare e scrivere.

Etimologia
Il vocabolo deriva dal latino lapis haematitas che significa pietra di ematite: prima della scoperta della grafite venivano infatti utilizzati, con funzioni analoghe, bastoncini di carbone o di ematite (un ossido di ferro).

« LAPIS, così si chiamava volgarmente certa spezie di terra rossa, detta da' Toscani Rubrica, la quale si sega in pezzetti sottili e bislunghi, e con essi resi acuti si scrive: ed è di varie sorte, come di color di piombo, e si chiama Lapis Piombino; e negro, e Lapis nero si appella »
(Gaetano Volpi, 1756)

Storia

La matita come la conosciamo attualmente fu creata nella seconda metà del XVI secolo, dopo la scoperta di miniere di grafite un minerale nel Cumberland una delle 39 contee d' Inghilterra. Fu scoperto un giacimento di grafite estremamente pura e solida che venne inizialmente utilizzata per segnare il bestiame. L'attuale costruzione della matita costituita da un'anima di grafite inserita in un profilo cilindrico o esagonale di legno, tipicamente pioppo, viene attribuita a due italiani Simonio e Lyndiana Bernacotti.

Composizione fisica
Portamine per mine di diversa sezioneLa matita comune si presenta come un bastoncino di legno, solitamente a sezione esagonale per una corretta impugnatura, al cui interno è inserita un'anima di grafite o di altro materiale chiamata mina. Un'estremità della matita si appuntisce in maniera da rimuovere il rivestimento di legno e far emergere la punta della mina per poter così tracciare il colore. La punta della matita si effettua con il temperino, apposito strumento a lama. L'utilizzo del temperino è necessario periodicamente, perché la grafite si consuma all'uso ed è necessario far la punta per avere nuovamente un tratto preciso.

La matita può avere la mina composta prevalentemente di grafite (il tratto sarà dunque grigio scuro) o colorata. Le matite colorate prendono il nome di pastelli, e per i differenti utilizzi che hanno si distinguono dalla matita comune.

Alcune delle comuni matite, destinate ad uso domestico e didattico, presentano una piccola gomma all'estremità non appuntita per cancellare velocemente.

Esiste un tipo particolare di matita chiamato portamine, costituito da una struttura in plastica o altro materiale contenente una serie di sottili mine di grafite. Premendo il pulsante all'estremità del portamine, viene fatta fuoriuscire una mina. In questo modo non è più necessario far la punta alla matita.

la grafite, cioè il minerale grigio che si trova all' inteno dell' involucro in legno delle comuni matite e che è poi quello che letteralmente scrive lasciando al suo passaggio un segno ben visibile fu scoperta nel 1664. Qualcuno si accorse che la grafite lasciava su un foglio di carta una traccia ben visibile, ma facilmente cancellabile con un po' di mollica di pane, e pensò di utilizzare questa proprietà del minerale. Il 10 settembre ricorre il compleanno delle matite! Sì, perchè proprio quel giorno dell'anno 1665 furono messi in vendita i primi bastoncini di grafite, protetti da stoffa o altro materiale Le matite con il rivestimento di legno, come quelle che si utilizzano oggi, comparvero solo nel 1795 e fu il francese Conté a metterne a punto la produzione. La grafite impastata con argilla, veniva tagliata in striscioline; dopo una breve cottura, le striscioline venivano infilate in bastoncini cavi di legno di cedro e fissate con una goccia di colla. Ancora oggi l'involucro delle mine più pregiate viene ricavato da legno di cedro rosso o di ginepro, mentre le matite più comuni sono fatte di legno di ontano o di tiglio. Le mine delle matite possono essere dure o morbide; le prime sono contrassegnate con la lettera H, le altre con la lettera B. Un numero indica la maggiore o la minore durezza o morbidezza della matita. Accanto alle matite nere, esistono in commercio anche matite colorate nei piu svariati colori le loro mine sono di coloranti minerali mescolati ad altre sostanze naturali e sintetiche.
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SCOPRI l' indemoniata ?

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cinema prossimamente

Legion: trailer ufficiale

USCITA CINEMA: 12/03/2010
REGIA: Scott Stewart
SCENEGGIATURA: Scott Stewart
ATTORI: Dennis Quaid, Paul Bettany, Doug Jones, Tyrese Gibson, Kevin Durand, Adrianne Palicki, Kate Walsh, Willa Holland, Lucas Black, Jon Tenney, Charles S. Dutton, Yancey Arias, Josh Stamberg, Luce Rains

Quando Dio perde la fede nella razza umana, manda sulla Terra una legione di angeli per scatenare l’Apocalisse. L’unica speranza dell’umanità risiede in un gruppo di sconosciuti intrappolati in un ristorante in mezzo al deserto, nell’Arcangelo Michele e nel Messia che nascerà da una giovane cameriera.




giudizio : fa cagare ! ma per davvero


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SCONTRO TRA TITANI

titolo originale - Clash of the Titans
nazione - U.S.A. / Gran Bretagna
anno 2010
regia Louis Leterrier
genere Avventura
distribuzione Warner Bros
cast S. Worthington (Perseus) • L. Neeson (Zeus) • R. Fiennes (Hades) • G. Arterton (Io) • N. Hoult • D. Huston (Poseidon) • I. Miko (Athena) • A. Davalos (Andromeda) • P. Walker (Cassiopeia) • J. Flemyng (Acrisius) • K. Scodelario (Peshet) • M. Mikkelsen (Draco) • H. Matheson (Ixas) • P. Postlethwaite • L. Cunningham • J. Sives (comandante)
sceneggiatura T. Beacham • P. Hay • M. Manfredi
musiche R. Djawadi
fotografia P. Menzies Jr.
montaggio D. Freeman • V. Tabaillon
uscita prevista 16 Aprile 2010
TRAMA BREVE

Le avventure di Perseo, eroe mitologico che per salvare la bellissima principessa Andromeda è costretto ad affrontare imprese di ogni genere e creature mostruose messe sul suo cammino dell'invidioso Zeus: dalla Gorgone Medusa al Kraken.

SITO UFFICIALE -> http://clash-of-the-titans.warnerbros.com/

TRAILLER A 1080P http://movies.apple.com/movies/wb/clashofthetitans/clashofthetitans-tlr2_1080p.movV
o come mai si dira in codesta maniera ?

molti sono i modi di dire entrati nel linguaggio comune vediamo di scoprire le origini e il senso di alcuni

Alle calende greche

Lo storico latino Svetonio riferisce che l'imperatore Augusto pronunciava sempre queste parole riferendosi a coloro che non pagavano i tributi dovuti. E' noto infatti che i Greci non avevano le Calende nel calendario, perciò quella espressione di Augusto viene adesso ripetuta da chi sa di non potere ottenere ciò che gli è dovuto da altri, oppure di non poter raggiungere lo scopo prefissato

Nel calendario romano con la parola calende si indicava il primo giorno d'ogni mese, Ma questo era ignoto ai Greci. Perciò, fin da tempi remoti, si dice rimandare alle calende greche una faccenda, per intendere che essa non sarà fatta mai.
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Avere la coda di paglia
Un'antica favola racconta che una giovane volpe cadde disgraziatamente in una tagliola; riuscì a fuggire ma gran parte della coda rimase nella tagliola. Si sa che la bellezza delle volpi è tutta nella coda, e la poveretta si vergognava di farsi vedere con quel brutto mozzicone. Gli animali che la conoscevano ebbero pietà e le costruirono una coda di paglia. Tutti mantennero il segreto tranne un galletto che disse la cosa in confidenza a qualcuno e, di confidenza in confidenza, la cosa fu saputa dai padroni dei pollai, i quali accesero un po' di fuoco davanti ad ogni stia. La volpe, per paura di bruciarsi la coda, evitò di avvicinarsi alle stie. Si dice che uno ha la coda di paglia quando ha commesso qualche birbonata ed ha paura di essere scoperto.
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Per filo e per segno
Un tempo, gli imbianchini sul muro e i segantini sul legno usavano 'batter la corda', ossia tenevano sul muro o sul legno un filo intinto di una polvere colorata e poi lo lasciavano andare di colpo, in modo che ne rimanesse l'impronta. Tale impronta o segno indicava la linea da seguire nell'imbiancare o nel segare. Da lì è derivato l'uso di dire per filo e per segno per intendere 'ordinatamente, con sicura esattezza'.
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A bizzeffe. Viene dalla lingua araba, dove bizzaf significa “molto”.
E’ anche interessante notare quanto dice il Minucci nelle “Note al Malmantile”: “Quando il sommo magistrato romano intendeva fare a un supplicante la grazia senza limitazione, faceva il rescritto sotto al memoriale, che diceva ‘fiat, fiat’ (sia sia) anziché semplicemente ‘fiat’, che scrivevasi quando la grazia era meno piena, dipoi per brevità costumarono di dimostrare questa pienezza di grazia con due sole ‘ff’, onde quello che conseguiva tal grazia diceva: Ho avuto la grazia a ‘bis effe’”.

A caval donato non si guarda in bocca. Il proverbio significa che dei regali dobbiamo sempre essere grati, anche se di scarso valore; e si dice così perché l’età di un cavallo si giudica guardando lo stato della sua dentatura, già ‘lo stato’ e non il numero dei denti. Non lo sapeva quel ragazzotto di campagna che andò al mercato ad acquistare un cavallo, e poiché il padre gli aveva raccomandato di osservare bene i denti dell’animale, si indignò nei confronti del mercante dicendogli: “Mi volete imbrogliare! Vendermi un cavallo di quarant’anni!”. Tanti infatti sono i denti del cavallo adulto… e il ragazzotto li aveva contati…

Acqua in bocca. Il lessicografo Giacchi dà questa spiegazione. Si narra che una femminuccia, molto dedita alla maldicenza, ma anche devotissima, pregasse il suo confessore di darle un rimedio contro quel peccato. Il confessore insinuava conforti e preghiere, ma inutilmente. Un bel giorno diede alla donna una boccetta d’acqua del pozzo raccomandandole di tenerla sempre con sé e quando sentiva la voglia di ’sparlare’ ne mettesse alcune gocce in bocca e ve le tenesse ben chiuse finché non fosse passata la tentazione. La donna così fece, e negli atti ripetuti trovò tanto vantaggio, che alla fine si liberò dal vizio dominante, e come fosse femmina di poco levatura tenne poi quell’acqua per miracolosa.

Andare a scopare il mare. Il senso di quest’espressione ­ anche se con molta probabilità è sconosciuta ai più ­ ci sembra intuitivo: cacciarsi in un’impresa che non avrà nessuna possibilità di successo; fare, insomma, un lavoro completamente inutile. Si adopera, per lo più, nella variante “mandare a scopare il mare” quando si vuole invitare una persona a togliersi di torno; mandandola, magari, a fare una cosa inutile ma eviterà ad altri di perdere tempo nel proprio lavoro. Si usa anche nei confronti di una persona che si invita a non dire sciocchezze o a farla desistere dal tenere comportamenti noiosi e, molto spesso importuni. Si usa, insomma, nei confronti di persone insistenti, noiose e fanfarone.

Avere il mal del prete. Si adopera quest’espressione quando si viene a conoscenza di segreti che, naturalmente, non si possono rivelare a nessuno e si è tormentati come lo è il prete allorché viene a sapere di fatti delittuosi confidatigli in confessione. L’origine di questo modo di dire ­ forse poco conosciuto ­ ci è “raccontata” dal Poliziano in una ballata: “Donne mie, voi non sapete, / ch’io ho il mal ch’avea quel prete. / Fu un prete (questa è vera) / ch’avea morto el porcellino. / Ben sapete che una sera / Gliel rubò un contadino / Ch’era quivi suo vicino / (altri dice suo compare); / Poi s’andò a confessare / e contò del porco al prete. / El messere se ne voleva / Pur andare alla ragione: / Ma pensò che non poteva, / Ché l’avea in confessione. / Dicea poi tra le persone: / Oimè, ch’io ho un male, / ch’io non posso dire avale. / Et anch’io ho il mal del prete”.


Aver mangiato noci. Ecco uno dei tanti modi di dire della nostra lingua poco conosciuto ma “molto” adoperato da tutti coloro che nel corso della loro vita ­ loro malgrado ­ hanno avuto a che fare con i “mangiatori di noci” che, in senso figurato, si dice di persone che sono sempre mal disposte e di animo cattivo nei confronti di tutti quelli che, al contrario, cercano di assecondarle in tutto e per tutto. “Mangia noci”, insomma, colui che parla sempre male di tutti. La locuzione è chiaramente una metafora, vale a dire un modo figurato: le noci ­ è noto a tutti ­ fanno l’alito cattivo e di conseguenza anche le … parole che escono dalla bocca di coloro che le hanno mangiate. Il modo di dire, quindi, fuor di metafora o di sarcasmo, significa “possedere un animo cattivo” e “sparlare di qualcuno”. Un bellissimo esempio di quest’espressione ­ ripetiamo, poco conosciuta ­ si può leggere nel Cecchi: “Be’ Crezia / Tu ti sei risentita in mala tempra; / Oh sì, iersera tu mangiasti noci / Che t’ànno fatto sì cattiva lingua”.

Bagnare il naso. L’origine dell’espressione è piuttosto brutta! Nelle antiche scuole torinesi, il maestro chiamava il discepolo più bravo perché bagnasse, col dito intinto nella saliva, il naso del compagno che aveva commesso un grave errore. Talvolta era lo stesso maestro che compiva questa bella funzione.

Calma e gesso! Questo non è propriamente un modo di dire ma un’esclamazione con la quale si invita una persona a non prendere delle decisioni affrettate delle quali, in futuro, potrebbe pentirsi; ma, al contrario, valutare con la massima attenzione una determinata situazione per affrontarla nel modo migliore e “goderne”, eventualmente, i benefici.
Gli appassionati del gioco del biliardo dovrebbero conoscerla bene. Prima di un tiro particolarmente difficile, i giocatori esperti valutano con la massima calma la posizione delle biglie e strofinano con il gesso la punta della stecca al fine di renderla “uniforme” ed essere sicuri, quindi, di riuscire ad effettuare al meglio il tiro studiato attentamente.

Campa cavallo. Si racconta che un povero diavolo portava a mano un cavallo vecchio, stanco, sfinito, per una strada sassosa dove si vedeva appena, di quando in quando, un misero filuccio d’erba. Il cavallo stava per cadere, sopraffatto dalla fame e il padrone cercava d’incoraggiarlo dicendogli: “Non morire, cavallo mio, tira avanti ancora per un po’; campa finché crescerà l’erba e potrai sfamarti”.

Chi ha fatto trenta può fare trentuno.
Papa Leone X, il 1º luglio 1517 creò trenta nuovi cardinali; poi gli parve che un altro prelato fosse pure degno di quell’onore e nomino cardinale anche lui. A coloro che si meravigliarono del fatto che il papa, che aveva deciso di fare trenta cardinali, ne avesse poi fatto uno di più, Leone X rispose “Chi ha fatto trenta può fare trentuno”.

Ciao. In passato esisteva il saluto deferente schiavo (per dire: ’servo suo’); poi, specialmente nella regione veneta, si abbreviò la parola in s-cio. In seguito si è trasformata in ciao. Ma il saluto, che prima era ossequioso, è diventato, invece, il più confidenziale. Fino a circa un secolo fa, la parola era usata solo nell’Italia settentrionale.

Ciurlar nel manico. Se la lama di un coltello o di altro simile arnese non è ben inserita nel manico o se ne è staccata per il lungo uso, l’arnese diventa inservibile, perché la lama perde ogni resistenza girando (ciurlando) nel manico. Perciò quando una persona o una cosa risulta incerta e non affidabile si dice che ciurla nel manico.

Dare botte da orbi. Anche nell’ira, colui che picchia, può darsi che abbia qualche riguardo per non fare troppo male; ma un cieco, no! Lui non sa dove batte e colpisce senza pietà e misura.

Dar le mele a una persona. Quest’espressione ­ forse non molto conosciuta ­ si adopera allorché si vuole dare una particolare rilevanza al fatto che due persone se le sono date di santa ragione e una, in particolare, è stata picchiata con un bastone. Ma cosa ha a che vedere il bastone? Semplice. Questo ‘arnese’ viene adoperato per “picchiare” l’albero allo scopo di far cadere le mele. In senso metaforico o figurato questa locuzione si usa quando si “picchia” moralmente una persona: in fatto di destrezza tuo fratello ti dà le mele.

Do ut des. Proverbio latino, che significa “do affinché tu dia”. E’ il proverbio degli egoisti.

Essere al verde. Significa “essere a corto di denaro”. Per molto tempo si è usato appaltare i servizi pubblici per mezzo di un’asta. Il banditore accendeva una candela la cui base era tinta di verde. Finché la candela non era arrivata al verde, era lecito fare offerte; dopo, non più.
Secondo altra interpretazione, l’espressione si riferisce semplicemente al fatto che le candele avevano la base tinta di verde.

Fare fiasco. Anticamente c’era a Firenze un artista comico che, ogni sera, si presentava tenendo fra le mani un oggetto nuovo; e su questo oggetto improvvisava versi buffi che facevano ridere il pubblico. Una sera si presentò con un fiasco, ma i versi non piacquero e ci fu un concerto di fischi. Da allora in poi si disse far fiasco per non riuscire in qualche cosa.

Far forno. Gli amanti del teatro dovrebbero conoscere quest’espressione che è propria, appunto, del gergo teatrale. Per la spiegazione e l’origine della locuzione ricorriamo a un dialogo immaginario tra padre e figlio.
Peppino non era più in sé per la gioia: il padre gli aveva promesso che il giorno del suo compleanno lo avrebbe condotto a teatro e sarebbe stata la prima volta che il fanciullo avrebbe assistito, “dal vivo”, a una rappresentazione del genere. L’attesa, quindi, era spasmodica. Quel giorno, finalmente, arrivò. “Sbrigati Peppino, oggi è il giorno in cui il teatro ‘fa forno’, la sala sarà tutta nostra, nessuno ci disturberà, vedrai come staremo bene. Il giovinetto, lì per lì, restò interdetto; pensò che il teatro in quel giorno si sarebbe trasformato in una … pizzeria, e lui non aveva voglia di mangiare una pizza, voleva andare a teatro, come promessogli dal padre. Si fece coraggio e chiese spiegazioni. “Papà, veramente mi avevi promesso che saremmo andati a teatro, non a mangiare una pizza; perché hai cambiato idea?”. “Sciocchino ­ ribattè il padre ­ andiamo a teatro, stai tranquillo, e la sala sarà tutta per noi perché ‘fanno forno’ “, appunto.
Nel gergo teatrale, dunque, “far forno” significa ‘rappresentare a teatro vuoto’. Quest’espressione è un calco sul francese ‘faire (un) four’ e, pare, si adoperasse quando la sala era quasi vuota e, accomiatati i pochi spettatori presenti, si spegnevano le luci rendendola in tal modo scura, buia come un forno”.

Fare il portoghese. (Non pagare il biglietto). L’origine dell’espressione risale al secolo XVIII: l’ambasciata del Portogallo a Roma, per festeggiare un avvenimento, aveva indetto una recita al teatro Argentina per la quale non erano stati distribuiti i biglietti d’invito; bastava presentarsi come “portoghesi”. (Dal Dizionario Enciclopedico Italiano).

Fare la cresta sull aspesa. Anticamente si chiamava agresto un condimento asprigno che si ricavava dall’uva poco matura e i contadini, quando coglievano l’uva poco matura per far l’agresto, coglievano anche un po’ di quella buona che avrebbero invece dovuto portare al padrone; e si diceva far l’agresto per indicare questa piccola ruberia. In seguito, far l’agresto è diventato far la cresta.

Fare una cosa di soppiatto. L’espressione significa “agire furtivamente, di nascosto”. Non tutti sanno, forse, qual è il significato proprio di “soppiatto”. E’ un aggettivo che si adopera esclusivamente nelle locuzioni simili: uscire di soppiatto; entrare di soppiatto, ecc. e propriamente vale “appiattandosi”. E’ composto con il prefisso “so(b)” ­ che è il latino “sub” (sotto) ­ e l’aggettivo “piatto” ­ che è tratto dal latino medievale “plattus” (’largo’, ‘aperto’) ­ quindi “schiacciato”. La persona che entra di soppiatto, quindi, figuratamente si “appiattisce”, si “schiaccia” per ridurre il volume e non farsi notare.