sabato 27 febbraio 2010

MAGAZINE N. unoinpiudell'altravolta

2 VIDEO DAL' ITALIA




metal - live

MEGADETH in concerto a giugno e in ITALIA !!!!
+ special guest

03.06 BOLOGNA estragon
04.06 ROMA atlantico
05.06 MILANO alcatraz

Inizio concerti: ore 20.00
Apertura porte: ore 18.30

ecco i costi

Prezzo del biglietto in prevendita: 30 euro + diritti di prevendita
Prezzo del biglietto in cassa la sera dello show: 35 euro


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PINO SCOTTO E' PROnTO IL NUOVO DISCO DAL TITOLO " BUENA SUERTE "

Si intitolerà "Buena Suerte" il nuovo disco in studio di Pino Scotto. Si tratta di un concept album che traccia un percorso attraverso il malcostume, la decadenza sociale e il finto buonismo di questo nostro bel paese. La pubblicazione è prevista per la primavera 2010.

Anche questa volta Pino, in questi giorni impegnato proprio nella registrazione delle parti vocali, ha accettato la sfida di cantare in italiano. Ad impreziosire la tracklist, il primo singolo, realizzato in compagnia dell'amico Caparezza.
Nell'album sarà presente anche un brano che vedrà la partecipazione alla chitarra del grande Kee Marcello (Europe).

In promozione al nuovo disco, Pino Scotto tornerà ad infiammare i palchi di tutta Italia con il Buena Suerte Tour, a partire da fine marzo 2010.

Questa è la tracklist ufficiale di Buena Suerte:

01. QUORE DI ROCK 'N' ROLL

02. MORTA E' LA CITTA'

03. GLI ARBITRI TI PICCHIANO

04. IL PRONISTA

05. TEMPI LUNGHI

06. SOLDATINI DI PONGO

07. STAGE DEGLI INNOCENTI

08. MALDIDO STREET

09. CHE FIGLIO DI MARIA

10. BLUES ON

11. DIATRIBAL ROCK

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televisione


card tivusat finalmente disponibile agli abbonati rai

nel pomeriggio di ieri su "Televideo Rai" tra le ultim'ora è apparsa la seguente breve:

"Da sabato 27 febbraio gli abbonati Rai in regola col canone potranno richiedere la smart card di Tivù Sat. Si allargano così le opportunità di ricevere via satellite l'intera programmazione Rai. Funzionamento garantito solo su ricevitori certificati Tivù Sat. Costi tra i 16,20 e i 21,60 euro a seconda della modalità di pagamento scelta. Si potrà chiedere on line sul sito www.rai.it o via posta, elencando tutti i dettagli dell'abbonamento -nome e cognome, tipo, numero, codice, recapito - a Rai-Radiotelevisione Italiana, casella postale 50 25073 Bovezzo (Brescia)."
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indovina chi sono



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strane bestie

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hobby--- fai da te --- bricolage etc

il coltellino svizzero versione deluxe  (
praticamente un officina a scatto )

la versione originale viene venduta con tanto di scatola/contenitore in acciaio inox

la versione completa contiene   in se una miriade di pezzi  ( che dovrebbero coprire tutti i bisogni di un hobbysta medio  ) tutti in acciaio temperato





questa versione originale costa parecchio pero', se volete risparmiare, esiste la versione made in china che oltre a costare di meno ha anche circa 78 pezzi in piu , quest 'ultima versione viene venduta in una pratica confezione che seppur spartana alla vista è oltremodo comoda , nella confezione volendo potete aggiungere anche attrezzi gia' in vostro possesso visto che ne è stata previsto l' alloggiamente gia in fase progettuale inoltre ed oltre tutto la confezione è facilmente appendibile e modificabile nella forma oltre che semi-impermeabile .

sotto il set made in china nella versione " normal " e in quella " deluxe "

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PETER



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scontri tra titani

treno vs camion

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venerdì 26 febbraio 2010


La spada nella roccia


La spada nella Roccia infissa nel 1180 da San Galgano (Guidotti) sull'Eremo di Montesiepi.



Questo fu l'unico miracolo noto di San Galgano .... ma a distanza di oltre 800 anni è ancora visibile.



Un po' come Re Artu un bischero tentò di estrarre la spada diversi anni fa ... rompendola all'altezza dell'elsa.
Da allora una teca protegge la spada dalla umana stupidità

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La Spada sembra corrispondere esattamente, per quanto concerne lo stile, a una vera spada del XII secolo, e più esattamente del tipo X.a della classificazione ormai universalmente accettata di Ewart Oakeshott. Si tratta di uno dei massimi esperti di spade medievali, consulente alle Royal Armouries di Leeds.

Sono stati ripercorsi gli avvenimenti che hanno interessato la spada dal 1915 in poi, anche grazie a testimoni oculari ancora in vita.

La Spada fino al 1924 circa era conficcata in una fessura della roccia e poteva essere estratta al contrario di quanto riportano le più antiche testimonianze tutte, di sicuro dev’essere accaduto qualcosa alla Spada tra il 1750 ed il 1915.

La roccia era coperta da una sorta di grata metallica.

L’allora parroco don Ciompi bloccò la lama versando del piombo fuso nella fessura. La grata fu eliminata.

La spada fu però spezzata negli anni 60 durante un atto vandalico. Il moncone fu fissato sopra la parte di lama ancora nella roccia applicando del cemento. Il cemento fu poi sostituito con altro di colore adeguato.

La spada fu spezzata di nuovo nel 1991 da un secondo vandalo, e ancora sistemata con cemento. Fu poi applicata l’attuale cupola protettiva di plexiglas.


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La spada nella Roccia infissa nel 1180 da Galgano Guidotti sull'Eremo di Montesiepi.

Questo fu l’unico miracolo in vita di San Galgano, ma a distanza di oltre ottocento anni è ancora visibile.



Una straordinaria quanto sconosciuta reliquia del XII secolo, una spada nella roccia italiana.

Si tratta del corrispondente italiano della leggenda della spada nella roccia di re Artù, ma con note differenti: mentre la spada nella roccia venne estratta dal giovane Artù, questa spada venne conficcata nella roccia da San Galgano.



Si parla di uno dei luoghi più suggestivi della Toscana, a trenta chilometri da Massa Marittima, in provincia di Siena si trova la Rotonda di Montesiepi, così è chiamato il complesso dell’Eremo con la sua spada nella roccia, comprende anche le rovine di un’antichissima Abbazia Cistercense purtroppo in pessime condizioni, eretta nel 1182 nel posto dove San Galgano visse l’ultimo anno e lì dove infisse la sua spada nella roccia. L’Abbazia Cistercense fu eretta successivamente, attorno al 1218.

Purtroppo però dopo un paio di secoli cadde in rovina e, addirittura, il Commendatario Girolamo Vitelli, nel 1550, ne vendette il tetto in piombo.

Ci furono poi vari tentativi di ripristinare il convento ma, nel 1789, l’Abbazia venne sconsacrata e decadde definitivamente. Oggi le sue suggestive rovine infondono profonde emozioni, oramai si può mirare soltanto la sua struttura, oggi il suo soffitto sono le stelle ed il suo pavimento è un soffice prato verde.

La storia di San Galgano

E’ davvero interessante e ricca di significati profondi.
Galgano era un giovane di nobili origini, ma di ancor più nobili virtù.
Suo padre, Guidotto, lo lasciò orfano a giovane età, ma Galgano viveva con la sua madre Deonigia. Quando Galgano si convertì, la madre sognò San Michele Arcangelo che dolcemente le chiedeva di vestire a Cavaliere suo figlio, il quale sarebbe divenuto Cavaliere di Dio. Deonigia così fece e Galgano fu lieto ed onorato di seguire i comandi di San Michele, al quale era particolarmente devoto.

A distanza di tempo, quando era Cavaliere già valoroso, Galgano ebbe un sogno profetico.

Sognò San Michele, il quale gli disse: “seguitemi”.

Galgano ne fu lieto e prese a seguirlo sperando che fosse arrivato il momento in cui sarebbe divenuto Cavaliere di Dio, come disse il Santo nella visione della madre Deonigia.

Galgano seguiva il Santo giungendo fino ad un fiume. Arrivò davanti all’imbocco di un lungo ponte, il quale non si poteva superare se non a gran fatica. Sotto il ponte Galgano notò un mulino che girava spinto dalla corrente del fiume. Il mulino che gira sta a rappresentare gli eventi terreni che sono in continuo tumulto e agitazione, senza stabilità e del tutto transitorie.

Passando il ponte giunse ad uno stupendo prato fiorito e profumato, da lì continuò e gli parve di entrare nel sottosuolo. Quel luogo era Montesiepi e lì scorse una casupola circolare dove entrò. Al suo interno vi erano i Dodici Apostoli e, vicino a loro, un libro aperto; Galgano si avvicinò per leggerlo e vide queste parole: “Quoniam non cognovi licteraturam, introibo in potentias Domini, Domine memorabur iustitiae tuae solius”.

Alzando gli occhi, vide una visione meravigliosa ed estasiante.

Galgano chiese ai Dodici cosa fosse quella visione, Essi risposero che era Iddio e Uomo.

Udito che ebbe queste parole e meravigliato dalla visione, Galgano si svegliò.

Immediatamente corse, piangendo dalla gioia, a raccontare questa visione alla madre, supplicandola di partire insieme a lui alla volta di quel luogo della visione chiamato Montesiepi, assieme a maestri della lavorazione della pietra e del legname al fine di costruire quell’edificio mostratogli dall’Arcangelo e di dedicarlo alla Maestà Divina ed ai Dodici Apostoli.

Ma la madre non volle andare, erano in pieno inverno, il gelo e la scarsità di cibo la fece tentennare non poco, così Galgano prese il suo cavallo e partì da solo.

Il cammino era lungo ed arduo. Con grande stupore di Galgano, in un luogo non definito sulla via per il castello di Civitella, il suo cavallo s’arrestò e non volle muoversi per nessuna ragione; vani furono i tentativi del Santo di farlo avanzare, persino pungendolo con entrambi gli speroni.

Si stava facendo sera e Galgano dovette tornare indietro verso il castello della Pive di Luriano per alloggiarvi e passarvi la notte.

Il mattino seguente il Cavaliere riprese il viaggio ripercorrendo la strada per il castello di Civitella, ma allo stesso luogo del giorno precedente, il cavallo si fermò di nuovo e non volle continuare il cammino.

Allora Galgano scese da cavallo e, secondo la tradizione tramandataci dai frati di Montesiepi e giunta sino a noi, pronunciò la seguente preghiera:

“Creatore altissimo, principio di tutti e' principii, e che facesti lo mondo di quattro elementi, et che lo mondo, per li peccati degli uomini corrotto, per diluvio sì sanasti e purificasti, e che passare facesti lo tuo popolo e seme d'Abramo lo Mare Rosso a ppiedi secchi, e che, nel tempo de la plenitudine de la gratia, del seno del tuo Padre nel ventre de la Vergine Maria descendesti vestito de la nostra humanitade, e lo patibolo de la croce, li chiovi, e sputi, e fragellato e humiliato per ricomprarci sostenesti, e lo terzo dì resuscitando da morte a coloro che tti credettero apparisti, e che lo quadragesimo dì in cielo salisti, per cui comandamento e volontà tutte le cose procedono; drizzami ne le tue semite e ne la tua vita e nell'opere de' tuoi comandamenti, acciò che, al tuo servigio devotissimamente stando, lo promesso habito di cavaliere meriti d'acquistare, lo quale ne la visione mi mostrasti; e menami, Signor mio, ne la via de la pace e de la salute, siccome menasti lo tuo servo e profeta nel lago de' leoni, lo quale portasse lo cibo da mangiare a Daniello”.

Finito che ebbe di recitare la preghiera, il cavallo riprese a muoversi senza neanche l’ordine del padrone, così Galgano riuscì infine a giungere in quel luogo mostratogli dall’Arcangelo Michele: Montesiepi.

Con grande gioia, il Santo Cavaliere scese da cavallo ed ammirò e riconobbe il luogo. Non avendo una Croce e non potendo lavorare il legname per farsene una, estrasse la sua spada dalla guaina e la conficcò nella nuda roccia a mò di Croce. Poi si tolse il mantello, lo bucò al centro e lo indossò come abito monacale.

Dunque iniziò a progettare, in animo suo, di tornare a casa e di devolvere il suo patrimonio tutto a favore dei poveri, ma per ben tre volte fece per tornare e per altrettante volte udì una voce proveniente dal cielo che gli disse: “Galgano, Galgano, sta' fermo, perciò che in questo luogo gli tuoi dì finirai. Non si vuole al principio corrare colui che combatte, ma a la fine”.

Fu lì dunque che Galgano si stabilì, e siccome era una zona selvatica, era costretto per mangiare a scendere a valle e cibarsi delle erbe selvatiche chiamate “crescioni”.

Una notte, mentre Galgano si trovava in un luogo tra due valli, udì il demonio avvicinarsi, il quale si ingegna ad ingannare ogni uomo che voglia servire Dio.

Galgano, determinato alla lotta fece per attaccarlo e il Maligno, sorpreso da tale reazione, se ne andò.

Di lì a pochi giorni, Galgano si propose in cuor suo di andar a far visita alla Basilica degli Apostoli a Roma, per la visione che ebbe di loro.

Fu così che mentre Galgano dimorava a Roma per qualche giorno, tre uomini presi dall’invidia per la sua spada nella roccia, andarono a Montesiepi muniti di attrezzi di ferro con l’intento di estrarla dalla pietra.

Per quanta fatica ci mettessero, non riuscirono a cacciarla, neanche con gli attrezzi, e, come ultimo gesto di stizza, la ruppero e se ne andarono lasciandola a terra spezzata.

I tre allora fecero per tornare alle loro case, ma la punizione di Dio li colse sulla strada del ritorno.

Il primo di essi cadde in un fiumiciattolo e vi annegò; il secondo venne folgorato da un fulmine mentre camminava e il terzo venne attaccato da un lupo che gli si avventò contro e gli si attaccò ad un braccio; l’uomo, pentitosi di ciò che avevano fatto, chiese perdono raccomandandosi al Beato Galgano e Dio lo risparmiò facendo fuggire il lupo.

Galgano, tornando da Roma e trovando la spada rotta, provò grandissimo dolore e pensò che fosse la punizione Divina per aver lasciato il luogo mostratogli dall’Arcangelo.

Sicchè, volendo Iddio consolare la sua tristezza, gli apparve tre volte in visione e gli disse di porre la spada rotta sul pezzo che era rimasto fisso nella roccia e che la spada si sarebbe riunita più saldamente di prima.

Così fece il Cavaliere di Dio, pose la parte rotta sulla roccia e la spada si rinsaldò ed ancora oggi è lì, anche se ha dovuto passare nel corso dei secoli parecchie peripezie.

Successivamente Galgano si costruì una cella a mò di romito, nella quale di giorno e di notte vagava in digiuni, meditazioni, orazioni e contemplazioni.

La cella era in legno e a pianta circolare, come quella della visione e sorgeva esattamente dove oggi c’è quella circolare ma in pietra.

Galgano contemplava in questa cella, spogliatosi di ogni atto e cogito terreno.

I suoi pensieri erano rivolti al cielo e con tristezza guardava alla vita materiale, così breve, così orgogliosa, così fragile come l’uomo.

Viveva cibandosi di erbe, altro non richiedeva il suo corpo.

Fino a quando nostro Signore decise di porre fine alla sua vita sacrificata e lo accolse nel Regno Eterno dei Santi ancora in giovane età.

Ecco cosa scrissero successivamente i suoi frati:

“Visse el beato Galgano in questa heremitica vita et conversione uno anno meno due dì; et fu sepolto con grande honore e reverentia ne la detta sua cella, ove poi si fece una chiesa ritonda come l'angelo gli aveva mostrato in visione, ne la quale continuamente gli miracoli sono multiplicati. A laude e gloria del nostro Signore Gesù Cristo, lo quale regna col suo Padre in secula seculorum. Amen”.

La Spada, ricostruzione storica

Garlaschelli ha passato in rassegna varie fonti nelle quali, nel corso dei secoli, la spada è descritta o raffigurata, comprovando un costante culto fin dalle origini. Le fonti storiche medievali e le raffigurazioni corrispondono perfettamente alla Spada che è ancora oggi visibile.

La Spada sembra corrispondere esattamente, per quanto concerne lo stile, a una vera spada del XII secolo, e più esattamente del tipo X.a della classificazione ormai universalmente accettata di Ewart Oakeshott. Si tratta di uno dei massimi esperti di spade medievali, consulente alle Royal Armouries di Leeds.

Sono stati ripercorsi gli avvenimenti che hanno interessato la spada dal 1915 in poi, anche grazie a testimoni oculari ancora in vita.

La Spada fino al 1924 circa era conficcata in una fessura della roccia e poteva essere estratta al contrario di quanto riportano le più antiche testimonianze tutte, di sicuro dev’essere accaduto qualcosa alla Spada tra il 1750 ed il 1915.

La roccia era coperta da una sorta di grata metallica.

L’allora parroco don Ciompi bloccò la lama versando del piombo fuso nella fessura. La grata fu eliminata.

La spada fu però spezzata negli anni 60 durante un atto vandalico. Il moncone fu fissato sopra la parte di lama ancora nella roccia applicando del cemento. Il cemento fu poi sostituito con altro di colore adeguato.

La spada fu spezzata di nuovo nel 1991 da un secondo vandalo, e ancora sistemata con cemento. Fu poi applicata l’attuale cupola protettiva di plexiglas.

Le analisi scientifiche
Gli esami scientifici svolti sulla roccia sono stati eseguiti dal Prof Luigi Garlaschelli, ricercatore del Dipartimento di Chimica dell’Università di Pavia; per il coordinamento, e l’indagine agiografica Maurizio Calì, sotto concessione di Don Vito Albergo, il responsabile della Cappella e di S.E. l’Arcivescovo di Siena.

Dal 17 gennaio 2001 ha preso il via un vasto programma di analisi sulla spada di San Galgano e sulla rotonda di Montesiepi di Chiusino (SI).

Varie ricerche sono già state effettuate da varie facoltà ed ultimamente anche da parte di “Focus”, celebre rivista scientifica.

Sono stati adoperati i migliori mezzi attualmente a disposizione, a cominciare dal geo-radar (un radar capace di penetrare in grande profondità) al fine di esplorare il terreno vicino alla pietra alla ricerca di grotte, cavità nel sottosuolo, antiche mura etc. Il responsabile radar è il Prof. Finzi dell’Università di Padova.

Sono stati effettuati rigorosi test in questo senso per accertarsi che la roccia non fosse cava lì dove fu infissa la spada facilitandone quindi l’entrata, gli scettici teorizzavano anche che la spada in realtà fosse senza lama e che quindi si avrebbe solo l’illusione ottica di una spada piantata così in profondità in una roccia.

I risultati dei test sono ancora una volta sbalorditivi, non solo la roccia non presenta alcuna cavità, ma la lama è all’interno di essa e sembra aver passato la pietra come fosse burro caldo.

Il giorno 18 maggio 2001 si è proceduto a un’ispezione del manufatto. Il tentativo eseguito era di praticare un piccolo foro nella roccia sperando di raggiungere la cavità in cui si troverebbe la lama, e il blocco di piombo che la tiene.

E’ stato infatti praticato un foro di circa 11 mm di diametro, corrente verticalmente e parallelamente a poca distanza dalla posizione presunta della lama cementata.

Il Dott. Remo Vernillo (Facoltà di Medicina dell’Università di Siena) ha spiegato come l’interno del foro sia stato ispezionato con un endoscopio a fibre ottiche, e sulle difficoltà tecniche dell’operazione. Non si è però incontrato altro che roccia.

Una piccola parte del cemento è stato allora asportato dalla base della spada emergente, che è stata liberata e tolta. La parte di lama sottostante era ancora invisibile.

Un secondo foro è stato praticato in direzione obliqua rispetto al primo, incontrando dopo pochi centimetri una superficie metallica visibile all’endoscopio.

Altro cemento è stato allora asportato, mettendo a nudo alcuni centimetri della lama sottostante.

E’ stato verificato che gli orli della frattura dei due pezzi combaciano, e si può quindi legittimamente ritenere che la parte spezzata sia effettivamente parte della spada originale.

I due monconi sono successivamente stati accostati e tenuti in posizione per motivi estetici, tramite un piccolo morsetto metallico facilmente asportabile e che non danneggia in alcun modo il manufatto in attesa di possibili ulteriori interventi.

Nel corso delle operazioni erano state raccolte con un magnete alcune piccole scagliette, già staccate dalla parte di lama cementata. Esse sono state inviate per un’analisi al microscopio elettronico a scansione al Dipartimento Innovazione Meccanica e Gestionale, Università di Padova, (Prof. Ramous) nella speranza di ottenere indicazioni circa la struttura del metallo, i trattamenti subiti (tempera, ricottura, ecc) e con l’intento di verificare, tra l’altro, se vi fossero elementi in contrasto con la supposta origine medievale del manufatto stesso.

Purtroppo i frammenti non contenevano metallo, ma erano costituiti da semplici ossidi di ferro e quindi non utilizzabili ai fini della prevista analisi.

Uno di questi frammenti è stato comunque analizzato per Spettroscopia di Assorbimento atomico presso il Dipartimento di Chimica Generale dell’Università di Pavia (Prof. Gallorini e Rizzio), evidenziando la presenza di cadmio, rame, nichel e piombo in tracce, in concentrazioni tali da rientrare nella norma per un metallo medievale e da non indicare utilizzo di leghe o acciai moderni.

Tra le indagini future, Garlaschelli ha citato la possibilità di eseguire analisi per attivazione neutronica, spettrometria di massa, confronto con minerali ferrosi toscani, analisi metallografiche classiche e radiografie alla ricerca di iscrizioni nascoste, nonchè l’asportazione della vernice protettiva applicata anni fa, in un’opera di restauro generale.

Chiunque volesse partecipare a vario titolo a questa ricerca può visitare il sito: Enigma Galgano ( http://web.infinito.it/utenti/e/enigmagalgano/ )=.

Ecco una frase tratta dal sito ufficiale della ricerca scientifica sul mistero di San Galgano:

“Mentre la Rotonda di Montesiepi ci riporta, con la sua Spada nella Roccia, alla saga di Re Artu, la grande Abbazia ci riserva, con la sua Geometria Sacra, altre sorprese sia "musicali" e sia "egizie".

Forse i bravi monaci Cistercensi di San Roberto di Molesme e di San Bernardo di Chiaravalle sapevano di più di quanto hanno lasciato scritto”.
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San Galgano, la spada nella Roccia ed il Santo Graal

Il complesso composto dall'Eremo o Rotonda di Montesiepi e dalle rovine della grande Abbazia di Circestense di San Galgano è uno dei più suggestivi che si trovano in Toscana.

Nella Rotonda di Montesiepi si trova, infissa nella roccia, la Spada di San Galgano.

Edificata tra il 1182 ed il 1185, sopra alla capanna sulla collina ove San Galgano visse il suo ultimo anno di vita e proprio lì dove aveva infisso la Sua Spada nella roccia, la Rotonda di Montesiepi fu originariamente la Tomba del Santo, che fu sepolto a nord della spada come a vedere, attraverso la porta di ingresso, Chiusdino. Solo nel 1220 (o 1218?) fu iniziata la costruzione della grande Abbazia a valle. I lavori di costruzione durano fino al 1268, quando venne ufficialmente consacrata dal Vescovo di Volterra Alberto Solari. Poi cento anni di grande splendore fino al 1364 a cui seguì la lenta decadenza data dalla sventurata pratica della Commenda. Un fatto sopra ogni altro: nel 1550 il Commendatario Girolamo Vitelli arrivò a vendere (dopo i gioielli e chissà cosa altro) il tetto in piombo. Nonostante alcuni tentativi di ripristinare il convento alla fine nel 1789, dopo che la Rotonda di Montesiepi fu elevata a Pieve, la grande abbazia venne sconsacrata e lasciata definitivamente alla rovina.

Mentre la Rotonda di Montesiepi ci riporta, con la sua Spada nella Roccia, alla saga di Re Artu, la grande Abbazia ci riserva, con la sua Geometria Sacra, altre sorprese sia "musicali" e sia "egizie" e sia sul Santo Graal.

Come raggiungere l'abbazia
Il complesso monumentale di San Galgano sorge circa 30 km ad Ovest di Siena, al confine con la provincia di Grosseto, fra Monticiano e Chiusdino, in una terra selvaggia e incontaminata, ricca di bellezze naturali.

Da qui passano due strade di grande importanza storica ed economica, la "Massetana" che collega Siena con il Mare, attraversando Massa Marittima e le Colline Metallifere e l' antichissima "Strada Maremmana" che unisce il cuore della Toscana con Grosseto.

L'Abbazia di San Galgano ha rappresentato nei secoli un importante centro viario e punto di riferimento per i viandanti, pellegrini e gente di ogni tipo, in una zona, la Val di Merse, densamente popolata, ricca di pievi e di castelli, borghi, chiese, conventi e monasteri e che si estende fra i Comuni di Chiusdino, Monticiano, Sovicille e Murlo.






























































foto mix










LEZIONI DI MASSESO MODERNO ( e dialetti affini aventi a che fare )

traduci e impara a memoria le frasi, i modi di dire etc sottostanti poi diffondili per el mondo!

1 ) T' ARSEN LI? M'ALLORA TU LE VO proprio PIGLIARE DE SANTA RAGION!
2 ) A dighe Potta!
3 ) Sci! Sci! Mo i ven! Pidielo per la coa!!!
4 ) Se tu ne la smette,a te mande a letto scalza,e nuda con le gambe attaccate ai ginocchi!
5 ) acqua de po' tu ne 'bè un bicchjero e tu n'arpisce dò.
acqua de la rocca tu ne bea un bicchiero tu ne pisce na brocca.
acqua d'ALtagnana tu ne bea un bicchiero tu n' arfa una damigiana
6 ) De pelo rosso i n'è bòn gnanch' el capretto!
7 ) sant'antògno gran friddura san lorenzo gran calura, l'un o l'altro pogo dùra.
8 ) se a te pigje a te ruine!
9 ) E sci, tutto e gnicò!
10 ) Mire el maro como i gje paro,
mire al monto como a je chiaro,
orsù, vagianse!
11 ) e per quando al cirebbe ? per diman ? a n'e penze proprio!

12 ) a te !, s'a t'ardovesse vedere me con quel tilifonin in man...te vede che che fin che te fa...
13 ) anche la bodda ogni tanto al fa el zalto!
14 ) quanto tu vo ? ma te' tu sen de fora , antelo piglie manco per la meta
15 ) sente me m'po' o BORBOLON dal lozzo va a ca' toa a fare El cumandin qui a se fa com' a voJe me e FINITA LI!
16 ) sa' s'ere un par de piu a se potea far una partita a calcetto
17 ) a dighe che botto !, m' aglie' viscito el morto ?
18 ) pover' omo i gliere cusci bon chi l' han magnato


anche per stavolta ale' tutto alla prossima lezion!
MONDIALI DI CALCIO 2010

Breve anteprima sul palinsesto sportivo della Rai in occasione dei Mondiali di calcio 2010 che si svolgono in Sudafrica dall'11 giugno all'11 luglio.

Cominciamo dal Web.

Rai.tv trasmette in streaming live e alta qualità le partite in onda su Rai Uno, offrendo la possibilità di instant replay e di rivederle interamente on demand.



In modalità Vod, inoltre, sarà possibile vedere gli highlights di tutte le partite, anche quelle non trasmesse in diretta, già 30 minuti dopo il fischio finale.

Inoltre, sul portale Rai.it, Rai Sport sarà presente con siti dedicati che conterranno feed news aggiornate in tempo reale, rubriche di commento, photogallery, statistiche e risultati. La sezione Community invece ospiterà la videochat dal Sudafrica e gli appuntamenti esclusivi con calciatori e tecnici.


Rai Uno trasmette le 25 partite più importanti nel prime time in ogni giorno di gara. La rete ammiraglia propone inoltre higlights dalle 17.30 alle 18.50, per le fasi eliminatorie, e dalle 18 alle 18.50, per gli ottavi e i quarti di finale. Chiude ogni giornata la trasmissione Notti Mondiali, tutte le sere dalle 23.


Rai Due propone tutti i giorni dal 7 giugno al 12 luglio, dalle 14.00 alle 14.30, Dribbling Mondiale, Un approfondimento preserale dalle 19.00 alle 20.00 introdurrà la partita di prime time, quando prevista dalla programmazione.
Radio Uno Rai seguirà tutte le 64 partite con Tutto il Calcio Minuto per Minuto.

L'alternativa irriverente è offerta da Radio Due, che offre un radiocronaca ironica dei confronti più importanti.

Una curiosità: nella scorsa edizione della Coppa del Mondo, gli spot collegati alle partite più importanti trasmesse nel prime time hanno registrato una media di nove milioni di ascolti e picchi superiori ai 21 milioni.

Fonte: Pubblicità Italia


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Mondiali 2010- SudAfrica a partire dal 11 Giugno 2010 si disputeranno le partite del campionato mondiale che porteranno alla finalissima del 11 Luglio 2010.


Sono 32 le squadre partecipanti ai Mondiali 2010 in Sud Africa, divise in 8 gironi, dalla lettera A alla lettera H: l’Italia è nel Girone F.

I Mondiali prevedono quindi tre partite della fasi a gironi, dopo la quale ci sarà la fase ad eliminazione diretta con ottavi di finale, quarti, semifinale e finale per l’assegnazione del titolo di Campione del Mondo.

Calendario Mondiali Sudafrica 2010 in PDF Scarica il Calendario dei Mondiali in PDF (104kb)


Calendario Mondiali Sudafrica 2010 in EXCEL Scarica il Calendario dei Mondiali in EXCEL (36kb)

CALENDARIO E RISULTATI GIRONE A – MONDIALI 2010



------------------------------------ I Mondiali di calcio 2010 in 3D.




SONY e FIFA hanno annunciato le riprese dei mondiali 2010 di calcio in 3D. Saranno quindi i primi del genere.
Saranno oltre 25 gli incontri che utilizzeranno le videocamere professioniali 3D di Sony.
Un evento come questo, pubblicizzato come questo e seguito da miliardi di persone in tutto il mondo farà probabilmente da catalizzatore finale all’ esplosione del 3D.

In base ai recenti studi sono state infatti aumentate quelle che sono le stime relative alla vendita di TV 3D stimante in quasi 14 milioni nel giro di 2 o 3 anni nella sola europa.
Durante i mondiali, negli store Sony in diverse città come Berlino, londra, città del messico, parigi, rio de janeiro, Sydney e la nostra Roma sarà possibile vedere le partite in 3D qual’ora non avessimo già un nostro TV.
Verrà prodotto al termine dell’evento anche un Film 3D ufficiale in Alta definizione Blu-ray.

Fujio Nishida Presidente Sony Europa:

3D will undoubtedly transform the way we enjoy content in the Living Room. At Sony, the 3D entertainment experience will not only focus on the 3D TV alone, but from 2010 will also encompass a range of 3D compatible products such as Blu-ray Disc players, VAIO notebook computers and PlayStation®3. During June and July 2010 we will provide our European consumers with the most compelling 3D content to enjoy and experience first-hand, for example at the FIFA International Fan Fests

Sony

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pronta la TV 3D di Samsung



Vi abbiamo parlato nei mesi scorsi in merito alla probabile commercializzazione delle nuove tv 3D di Samsung. Oggi è stata ufficializzata la commercializzazione in oriente e per il nostro continente le vendite partiranno tra pochi giorni e cioè nel mese di Marzo.

Si tratta di TV Full HD 3D della serie C7000 e C8000 da 46 e 55 pollici. Il modello della serie C8000 da 55 pollici verrà venduto a 3300 $. Siti online per gli states come vanns.com per esempio permettono già di ordinare il modello da 46 pollici un46c7000 a 2300 $ ( 1700 euro circa) con consegna a Marzo.

giovedì 25 febbraio 2010

AnyDVD & AnyDVD HD 6.6.2.3 - Finale


AnyDVD & AnyDVD HD 6.6.2.3 - Finale è un driver che in background riconosce ed elimina le protezioni dai DVD di film e altri supporti protetti. In poche parole il DVD appare sprotetto a qualsiasi applicazione che accede all’unità DVD/CD. Questo programma quindi vi permette di farvi una copia di sicurezza dei vostri film dei quali ovviamente avete l’originale, con i più comuni software in commercio come CloneDVD, Pinnacle Instant Copy, InterVideo DVD-Copy, etc. E’ capace di copiare DVD con protezione dei CSS
Download AnyDVD & AnyDVD HD 6.6.2.3 - Finale


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FileZilla 3.3.2

FileZilla 3.3.2 è un ottimo client ftp gratuito che supporta i protocolli FTP, FTPS e SFTP ed possiede molte funzionalità e una gradevole interfaccia molto intuitiva. Quindi vi permette di fare upload/download di files dal vostro pc a quello remoto senza molte difficoltà. Gira su macchine a 32-bit con installato Windows. Per finire supporta il trasferimento multiplo di files.

Download FileZilla 3.3.2 (Windows)

Download FileZilla 3.3.2 (Linux)

Download FileZilla 3.3.2 (Mac OSX)

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FinalBurner FREE 2.18.0.181

FinalBurner FREE 2.18.0.181 è una validissima alternativa ai soliti programmi per masterizzare a pagamento. Permette, ovviamente, di creare i vostri CD, DVD e Blue-Ray con audio, dati e qualsiasi tipo di media. Supporta CD R/RW, DVD+R/RW, DVD-R/RW, DVD DualLayer e Blue-Ray disk. Potete, inoltre, creare delle immagini dei vostri cd (.iso). Ecco le funzionalità:

- Create Data-CDs/DVDs//BLU-RAY

- Burn Data CD/DVD (CD R/RW, DVD+R/RW, DVD-R/RW, DVD DL, HD-DVD, Blu-Ray, etc.)

- Burn on-the-fly and with buffer-underrun protections

- Autorun menu designer

- DVD-Video authoring and mastering

- Create AudioCD

- Burn Audio CD (Import *.wav; *.mp3; *.ogg; *.mid; *.wma; *.aac; *.mp4; *.m4a; *.xm; *.mod; *.s3m; *.it; *.mtm; *.mo3 audio files.)

- Burn Video DVD (Import AVI, DIVX, XVID, MP4, MPG, WMV, ASF, MOV, etc. Capture from Web cam, TV tuner, DV, etc.)

- Create your own ISO files

- Burn ISO files to CD

- AudioCD Ripper

- Create bootable discs

- Drag and drop files directly from any Windows Explorer window

- Quick- and full-erase disc

- Play audio-files with integrated audio player

- Import previous sessions

- Supports most IDE, USB, Firewire and SCSI drives

- ASPI not required for NT/2000/XP

Download FinalBurner FREE 2.18.0.181

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SUPERAntiSpyware 4.34.1000 - Finale


SUPERAntiSpyware 4.34.1000 - Finale è un buon programma per eliminare tutte le minaccie di tipo SpyWare,Trojans, Dialers. Permette quindi di effettuare scansioni all’interno del vostro pc per individuare eventuali minacce. Inoltre permette di proteggervi in tempo reale rimanendo costantemente aperto e in allerta per setacciare i file dannosi (solamente nella versione Pro a pagamento). Ottima anche la funzionalità per riparare eventuali connessioni internet danneggiate.
Download SUPERAntiSpyware 4.34.1000 - Finale

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Ad-Aware 8.2



Ad-Aware 8.2 è uno dei più famosi se non il più famoso software per rimuovere SpyWare e MalWare in generale. E’ il software più famoso della Lavasoft. Questa nuova versione è profondamente rinnovata rispetto alla precedente:

  • nuovo motore di scansione (più potente, più preciso)

  • nuova veste grafica (molto più semplice da utlizzare)

Miki lo consiglia ma non da solo. Conviene utilizzarlo anche con altri software AntiSpyware come Spyware Terminator o Spybot - Search & Destroy. Caratteristiche principali:

  • Rilevamento Anti-Virus a pieno regime

  • Protezione completa dai malware

  • Ad-Watch Live! Protezione base in tempo reale

  • Genotype Tecnologia di rilevamento

  • Rilevamento euristico basato sul comportamento

  • Sistema di rimozione rootkit - Livello 2 avanzato

  • The Neutralizer Strumento di rimozione malware

  • Download Guard per Internet Explorer

  • Utilizzo minimo delle risorse del sistema

  • Facile da installare & Utilizzare

  • Aggiornamenti automatici

  • Download Ad-Aware 8.2


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OpenOffice 3.2.0 ITA


OpenOffice 3.2.0 ITA è un progetto opensource che permette di gestire integratamente l’ufficio come se avessivo il pacchetto Microsoft Office. La differenza??? E’ GRATUITO

Download OpenOffice 3.2.0 ITA (Windows)

Download OpenOffice 3.2.0 ITA (Mac OS X)

Download OpenOffice 3.2.0 ITA (Linux .deb)

Download OpenOffice 3.2.0 ITA (Linux .rpm 64bit con JRE)

Download OpenOffice 3.2.0 ITA (Linux .rpm senza JRE)

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LE ULTIME SU SABRINA FERILLI

sembra che Sabrina sia incinta anche se ancora non si sa' di chi.


questo si deduce dal fatto che recentemente Sabrina ha affermato al noto settimanale "CHI " che i soldi sono molto importanti in quanto pur non garantendo la felicita' almeno danno autonomia, sicurezza per il futuro e altre mille cose , quindi meglio avere un bel conto in banca che essere degli straccioni in mezzo a una via , alcuni hanno letto tra le righe dell' affermazione che ora che la Sabrina ha i soldi per vivere di rendita puo finalmente fare qualche figlio senza tema di rimanere al verde, da parte sua la Ferilli ha dichiarato " un figlio ? perche no,chissa, forse , puo essere , te che dici?" e altre mille frasi gia fatte
magazine n . ecchiseloricordapiumenouno

elio etc per tutte le volte che


SHAKIRA - GITANA ( VERSIONE SPAGNOLA )

Jimi Hendrix ENNESIMO DISCO POSTUMO ) si sa' che hendrix registrava brani anche al cesso a questo proposito pare che piu' in la' sara pubblicate un cd dal titolo provvisorio " cagate varie" in cui si sente Jimi mentre suona dei riff intervallati o con in sottofondo suoni tipici udibili in tutti i cessi del mondo )

EFFETTI OTTICI


1 ) UNA DONNA CHE SI GUARDA ALLO SPECCHIO O UN TESCHIO -2) U,2 O 3 PERSONE


WATER KISS

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COnSOLE è USCITO HEAVY RAIN

IN ESCLUSIVA PER PLAYSTATION 3
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VIDEO MIX
Enrico Ruggeri - la notte delle fate


LADY GAGA

BRITNEY RIDE DI GUSTO ( a momenti gli va anche di traverso la cingomma )


le iene show

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CHECK POINT DATABASE DEL CERVELLO

" AGGIUSTA " I NOMI IIN MANIERA CORRETTA

ENRICO BERTOLISO
NADA BELLANIMA
EMANUELE FILIBERTO DI SANNOIA
LEOPOLDO DA VINCI
CARLO CANCELLOTTI
GIOVANNI TREPATTONI
LUDOVICO ARROSTO
CRISTOFORO CULUMBRO
GIANNI STICAZZI
SANDRO CAZZOLA
RENATO PERO
GIANNI RIVIERA
MAURIZIO LOSTANCO
PIPPO RAUDO
ELEONORA BRIGLIATTORI
ALBERTO MORDI
OLIVIA NEW TONTON
ADRIANO PAPPALORDO
SERGIO ARRIGO
MICHELE SANTOLIO
ROSANNA CRATELLO
LADY CACCA
BRACCIO DI FARRO
FELIX THE KITKAT
MASSIMO LOPEZ Y GONZALES DO RENASCIMENTO
JONNY DURELLI
BUD SPENSER E TERENCE BILL
MARINA SOMA
VALERIA CARINI
WALTER TENGA.
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METAL

Vince Neil - Tattoos And Tequila

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http://www.vinceneil.net/







mercoledì 24 febbraio 2010

FILM PER STITICI ( attenti che fan fan cagare addossso )

wolfman

paranormal activity
Emanuele Filiberto di Savoia

fonte - http://biografieonline.it/

Emanuele Umberto Reza Ciro René Maria Filiberto di Savoia nasce il giorno 22 giugno 1972 a Ginevra, in Svizzera, dove risiede con la famiglia esiliata come previsto dalla Costituzione repubblicana italiana. Rientra legalmente in Italia soltanto a fine 2002. Emanuele Filiberto è figlio unico di Vittorio Emanuele di Savoia e di Marina Ricolfi Doria, ed è nipote dell'ultimo re d'Italia, Umberto II di Savoia.

Emanuele Filiberto studia fino al 1990 al liceo Le Rosey di Losanna. Poi si trasferisce presso l'Istituto Gamma per conseguire il diploma.

Il 25 settembre 2003 Emanuele Filiberto sposa a Roma, nella basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, già luogo del matrimonio del bisnonno paterno, l'attrice francese Clotilde Courau, dalla quale ha due figlie: Vittoria Cristina Adelaide Chiara Maria di Savoia (2003) e Luisa Giovanna Agata Gavina Bianca Maria di Savoia (2006).

Emanuele Filiberto lavora inizialmente come consulente finanziario. All'età di 26 anni lanciato il fondo d'investimento Altin, quotato alla Borsa di Zurigo. La sua immagine pubblica è la sua notorietà sono però dovute soprattutto alle sue attività nel mondo dello spettacolo. E' ospite televisivo in numerose trasmissioni italiane, a partire già dalla metà degli anni '90. Nel 2002 è testimonial pubblicitario in uno spot tv dei sottaceti Saclà.

Nel 2001 crea la "Fondazione Emanuele Filiberto Charity Fund" e la "Fondazione Principe di Venezia"

Nel 2008 è membro della giuria nel talent show "Il ballo delle debuttanti" su Canale 5.

Nel 2009 partecipa come concorrente alla quinta edizione del talent show di Rai Uno "Ballando con le stelle" in coppia con la maestra di ballo Natalia Titova, ed il 21 marzo vince il concorso.

Il suo impegno per una ricerca di consenso popolare lo porta nel luglio del 2009, a contribuire alle cerimonie per il 150° anniversario dell'unità d'Italia inaugurando a Cortina d'Ampezzo la mostra "Casa Savoia, storia di una Famiglia italiana". Nella mostra sono presenti circa 150 oggetti appartenuti ai re ed alle regine d'Italia. L'evento è patrocinato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dalla Regione Veneto.

In campo politico fonda nel 2005 il movimento d'opinione "Valori e Futuro". Alle elezioni politiche italiane del 2008 si candida per essere eletto alla Camera dei Deputati con una lista denominata "Valori e Futuro con Emanuele Filiberto", presentandosi solo per la circoscrizione estera "Europa". Con soltanto lo 0,4% dei voti, il movimento si classifica come il peggior risultato della circoscrizione "Europa".

Alle fine del mese di aprile del 2009 presenta la sua candidatura per le elezioni europee del 2009 nelle file dell'UDC. Il suo nome figura terzo in lista dopo quelli di Magdi Allam e Luca Volonté. Anche questa volta, però, Emanuele Filiberto, pur raccogliendo circa ventiduemila preferenze, non viene eletto.

Il tema della successione ad Umberto II come capo del casato è oggetto di controversia tra i sostenitori di opposte tesi rispetto all'attribuzione del titolo a Vittorio Emanuele piuttosto che a Amedeo: infatti il 7 luglio 2006 la Consulta dei Senatori del Regno, con un comunicato, ha dichiarato decaduto da ogni diritto dinastico Vittorio Emanuele ed i suoi successori ed ha indicato duca di Savoia e capo della famiglia il duca d'Aosta, Amedeo di Savoia-Aosta, fatto contestato anche sotto il profilo della legittimità da parte dei sostenitori di Vittorio Emanuele.

Se da un lato la Repubblica Italiana non riconosce valore giuridico ai titoli nobiliari, è dubbio che, anche a monarchia vigente, Emanuele Filiberto avrebbe potuto fregiarsi di qualsiasi titolo. Il matrimonio contratto da suo padre senza l'autorizzazione di Umberto II (in violazione dell'art. 92 del vigente Codice civile del 1942 sulla validità dei matrimoni reali), infatti, lo priverebbe di qualsiasi diritto dinastico ed il suo status sarebbe, conseguentemente, quello di comune cittadino.

Qualora risultasse realmente concesso e registrato, il suo solo titolo sarebbe quello di principe di Venezia. Il trattamento di altezza reale, di cui Emanuele Filiberto fa largo uso, giuridicamente riservato ai soli principe reali, ed, eccezionalmente, ad altri principi del sangue, non gli sarebbe assolutamente riconosciuto.

Nel 2010 è co-conduttore nel talent show di Rai Uno "I Raccomandati" insieme al cantante e showman Pupo, Georgia Luzi e Valeria Marini.

Nello stesso anno partecipa al 60° Festival di Sanremo insieme a Pupo ed al tenore Luca Canonici con la canzone "Italia amore mio", il cui testo da lui scritto è una poesia musicata dal cantautore toscano. Il trio viene fischiato dalla platea del teatro Ariston, tanto che la canzone è la prima eliminata dalla gara. La canzone viene poi ripescata dal televoto popolare e riesce ad accedere alla finale del 20 febbraio posizionandosi sul podio nel secondo gradino, dietro il vincitore Valerio Scanu.

Italia amore Mio





Pupo, Emanuele Filiberto di Savoia e Luca Canonici


(Pupo) Io credo sempre nel futuro, nella giustizia e nel lavoro,
nel sentimento che ci unisce, intorno alla nostra famiglia.
Io credo nelle tradizioni, di un popolo che non si arrende,
e soffro le preoccupazioni, di chi possiede poco o niente.

(E. Filiberto) Io credo nella mia cultura e nella mia religione,
per questo io non ho paura, di esprimere la mia opinione.
Io sento battere più forte, il cuore di un’Italia sola,
che oggi più serenamente, si specchia in tutta la sua storia.

(L. Canonici) Sì stasera sono qui, per dire al mondo e a Dio, Italia amore mio.
Io, io non mi stancherò, di dire al mondo e a Dio, Italia amore mio.

(E. Filiberto) Ricordo quando ero bambino, viaggiavo con la fantasia,
chiudevo gli occhi e immaginavo, di stringerla fra le mie braccia.

(Pupo) Tu non potevi ritornare pur non avendo fatto niente,
ma chi si può paragonare, a chi ha sofferto veramente.

(L. Canonici) Sì stasera sono qui, per dire al mondo e a Dio, Italia amore mio
Io, io non mi stancherò, di dire al mondo e a Dio, Italia amore mio

(Pupo) Io credo ancora nel rispetto, nell’onestà di un ideale,
nel sogno chiuso in un cassetto e in un paese più normale.

(E. Filiberto) Sì, stasera sono qui, per dire al mondo e a Dio, Italia amore mio.


fonte - biografie online




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I SAVOIA storia e altro ( link etc da internet )
Cent'anni di Savoia



Carlo Alberto e i moti mazziniani

Sale al trono nel 1831 in piena epoca di restaurazione. Il nuovo re non ha una forte caratterizzazione. Figura complessa Carlo Alberto, si trova a vivere in un periodo di transizione, senza un chiaro programma politico salvo l'odio per l'Austria, il rispetto per la Chiesa e il desiderio di espandere i domini della sua casa. Nel 1821 aveva avuto una parte non molto chiara nei moti costituzionali avvenuti in Piemonte (organizzati dal conte Santorre di Santarosa sulla scia dell'insurrezione napoletana). Certamente egli era stato in contatto con i rivoltosi, ma all'ultimo si tira indietro mentre i cospiratori, in buona o in mala fede, continuarono a contare su di lui. In qualità di reggente aveva concesso la Costituzione nel 1821, ma il suo operato venne presto sconfessato dal re Carlo Felice. I suoi atteggiamenti avevano destato sospetti non solo nei carbonari - i quali lo accusarono di tradimento e per i quali divenne "l'esecrato Carignano" (Berchet) - ma anche presso i suoi amici di un tempo, agli occhi dei quali era reo di aver partecipato alla repressione della rivoluzione liberare spagnola.

Sul trono Carlo Alberto dimostra subito grande rigore nel reprimere qualunque tentativo di rivoluzione liberale, al pari dell'energia impiegata per riordinare lo Stato, risanare le finanze e promuovere lo sviluppo economico del regno. Nello stesso periodo monta l'anelito di libertà dallo straniero. Giuseppe Mazzini fonda a Marsiglia la "Giovine Italia", associazione politica che operava clandestinamente, secondo un programma di rinnovamento morale e politico degli Italiani ispirato a principi repubblicani. Mazzini avvia nel 1833 il suo primo tentativo insurrezionale. La vastità della congiura e l'aperta opera di propaganda, permettono però al governo sabaudo di venirne a conoscenza ancora prima che essa venga attuata. La repressione di Carlo Alberto fu spietata e feroce.

Nonostante la vena reazionaria, determinata più dallo spirito conservatore dinastico che da una effettiva concezione retrograda della politica, Carlo Alberto ha una sua teoria in base alla quale gli unici due sovrani legittimi d'Italia sono i Savoia ed il Pontefice: quando vede che quest'ultimo si schiera contro l'assolutismo e contro l'Austria ritiene giunto il momento di divenire la "spada d'Italia". Comincia appoggiando energicamente dapprima il Papa nel conflitto che questi ebbe con l'Austria per l'occupazione di Ferrara (estate 1847) e quindi il Granduca di Toscana nella controversia che questi ebbe con il Duca di Modena che era appoggiato da Vienna (autunno 1847).

Quando Ferdinando II, re di Napoli, concede la Costituzione, anche Carlo Alberto, il 4 marzo 1848, accorda, non senza crisi di coscienza e continui ripensamenti, lo Statuto albertino, costituzione ricalcata sulla carta francese del '30, che istituisce il governo costituzionale. Nello stesso mese scoppia a Milano il moto rivoluzionario antiasburgico, noto con il nome di Cinque Giornate. Anche in questa occasione Carlo Alberto esita, ma infine decide per l'intervento armato contro l'Austria. Dopo un primo successo l'esercito piemontese perde rovinosamente a Custoza. Colpa anche della scarsa destrezza del re come comandante e dell'incapacità del suo esercito. La sconfitta genera dubbi sulla lealtà del re, il quale l'anno successivo, sotto la pressione dell'opinione pubblica, riprende la guerra contro l'Austria. La campagna si risolve in soli tre giorni con la disastrosa battaglia di Novara. Nella stessa giornata, il 23 marzo 1849, abdica in favore del figlio.


Vittorio Emanuele II e l'unità d'Italia

Un giovanissimo Vittorio Emanuele II si trova di colpo sul trono di Sardegna, in un momento difficile per il paese. Impossibilitato a continuare la guerra, firma l'armistizio con gli austriaci il 24 marzo 1849. Il nuovo re è un uomo debole, di buon cuore e scaltro, ma rozzo e superstizioso, "possiede un carattere semplice, ma ben poco del lustro e dello splendore della maestà regia". Alla maniera dei suoi predecessori e di suo figlio poi, mantiene pubblicamente un'amante e dei figli illegittimi, convinto che da un sovrano ci si attenda una cosa del genere. Come re Vittorio Emanuele possiede una autorità più ampia della maggior parte dei monarchi costituzionali. L'articolo 65 dello statuto stabilisce che il "Re nomina e revoca i suoi ministri"; non ha nessun obbligo di seguire i loro consigli. Manifesta in più di una occasione la volontà di esercitare l'autorità regia, se non al di fuori, quantomeno all'estremo limite della correttezza costituzionale.

Nel 1850 Camillo Benso conte di Cavour diventa ministro, primo ministro nel 1852 e quindi a capo del governo quasi ininterrottamente fino al 1861. I rapporti tra i due non sono sempre facili e cordiali, sebbene Cavour sia devoto alla monarchia. In ogni caso il conte riesce a volgere a suo favore le ambizioni unitarie del re e, anche se Vittorio Emanuele è portato per carattere ad intervenire ripetutamente negli affari di governo, segue costantemente la politica di Cavour, così nel desiderio di restaurare la fama del suo esercito come nel caso dell'intervento in Crimea. Gli anni più favorevoli al regno di Vittorio Emanuele sono quelli dal '59 al '61. Partito in guerra contro l'Austria nell'aprile del '59 -ottenendo la Lombardia - meno di due anni dopo è acclamato re d'Italia da un Parlamento italiano. Alla rapida ascesa del monarca contribuisce in modo determinante l'opera di Cavour e di Giuseppe Garibaldi che, con la spedizione dei Mille, regala a Vittorio Emanuele II il grande regno meridionale; ma si deve riconoscere che in questi anni decisivi Vittorio Emanuele II sposa fermamente la causa dell'unità nazionale. Dopo il 1861 la posizione del re si indebolisce. Non è gradito ai repubblicani e alle altre dinastie, private del trono. La terza guerra di indipendenza (1866) porta alla corona il Veneto ma senza quella vittoria militare che il re desidera (la regione viene ceduta alla Francia che ha l'incarico di consegnarla all'Italia). Inoltre, al compimento dell'unità italiana mancava ancora Roma. Quando nell'estate del '70 scoppia la guerra franco-prussiana, Vittorio Emanuele II è più propenso di accorrere in aiuto di Napoleone III, antico compagno d'armi e di intrighi, ma si piega alla volontà dei suoi ministri che vollero cogliere l'occasione propizia per attaccare Roma e occuparla. Nella città si reca anche il re ma non si trova a suo agio. Non soggiorna mai al Quirinale preferendo ritirarsi in una residenza più modesta, con la moglie morganatica Rosa Vercellana, poi contessa di Mirafiori. Concluso il periodo eroico del Risorgimento, il re è un sopravvissuto, come tanti altri protagonisti dell'indipendenza e dell'unificazione. Nel 1876 vede allontanarsi dal governo per un voto contrario del Parlamento la Destra storica dalla quale erano usciti i suoi ministri più abili ed i suoi più fidati consiglieri. Ossequiente alle indicazioni del Parlamento, chiamò al governo la Sinistra storica. Ciò avveniva nell'anno della sua morte.

Umberto I e la repressione di Bava Beccaris

Nel 1878 gli succede il figlio, Umberto I. Maggiore è il senso del dovere e della dignità che Umberto dimostra rispetto al padre. Ma la situazione politica italiana è complessa e non sempre il re sembra comprenderla. Intanto, in Europa, l'equilibrio delle forze è cambiato: Umberto si predispone ad una riconciliazione con l'Austria-Ungheria, forse perché la madre e la nonna sono principesse austriache. Ma alla base ci sono anche ragioni più solide che consigliano di non spingere oltre le ostilità tradizionali perché se la Francia dopo il 1870 è una repubblica sconfitta, quindi indesiderabile come alleata, la Germania e l'Austria sono entrambe governate saldamente da sovrani conservatori. Nel maggio del 1882 l'Italia diventa membro di secondo piano della Triplice Alleanza: raramente riesce ad esercitare qualche influenza sulle azioni dei suoi alleati ma psicologicamente il farne parte colma il desiderio italiano di prestigio. Questo spinge l'Italia ad intraprendere una politica coloniale dispendiosa, pagata con l'aumento delle imposte. In questo intreccio di autoritarismo e imperialismo emergono le difficoltà incontrate dalla nascente nazione italiana in una fase di pesante congiuntura economica e politica. L'aggravarsi della crisi agraria, l'espandersi della crisi edilizia e i fallimenti della banche più esposte nel settore delle costruzioni fomentano la ribellione che scoppia nel 1898: l'esercito guidato dall'ufficiale Bava Beccaris interviene sedando la rivolta nel sangue.

L'impegno diretto di Umberto in politica estera lo rende impopolare non solo negli ambienti che spingono per una riduzione dei bilanci militari, ma anche agli occhi degli irredentisti ostili all'Austria. Re Umberto cade vittima di Gaetano Bresci, un anarchico, nel luglio del 1900.

Vittorio Emanuele III e all'abbraccio con Mussolini

Sale al trono Vittorio Emanuele III. Fisicamente delicato, afflitto da un complesso d'inferiorità, viene educato attraverso una rigida scuola militare, tale da soffocare qualsiasi spunto di vitalità. Il nuovo re ha gusti più sobri rispetto al padre, ma è anche più cinico e asociale e questo lo tiene lontano dal popolo. Anticlericale e irreligioso, non viene apprezzato né dall'aristocrazia nera, né dalla sinistra e neppure dalla società mondana. Il re è però un uomo di buon senso, modesto, e questo favorisce un periodo di stabilità ed equilibrio almeno fino a che "il suo amore per il quieto vivere non lo indusse a consegnare l'Italia ai fascisti". Vittorio Emanuele non ha un rapporto di amicizia con Giovanni Giolitti (politico progressista di spicco del panorama italiano dal 1890 al 1920; due volte alla guida del governo, nel 1892 prima e nel 1908 poi) e con nessuno dei suoi ministri, si sforza però di non apparire legato ad alcun gruppo. Questo permette il trascorrere di un periodo di calma e relativa prosperità, avallato dalle riforme giolittiane.

La storia italiana subisce una svolta determinante quando nel panorama politico si fa strada Benito Mussolini. Nell'ottobre del 1922 il governo Facta si avvia alle dimissioni e la situazione volge a favore della compagine fascista. Il re rifiuta di firmare lo stato d'assedio della città di Roma, meta della marcia compiuta dai fascisti. Il suo rifiuto non è solo una violazione della prassi costituzionale, ma è il fondamento del successo della marcia e dell'insurrezione. "Non v'è il minimo dubbio che il re cambiò idea nel corso della notte. Il suo brillante cugino, il duca d'Aosta, che forse aspirava segretamente al trono o comunque ad una posizione di primo piano, si era installato nei pressi di Perugia e, a quel che si diceva, aveva poco tempo prima passato in rivista i militi fascisti. Il re doveva pertanto andar cauto". E' la prima volta che Vittorio Emanuele rifiuta di attenersi al parere dei suoi ministri che, per quanto dimissionari, sono ancora in carica.Comincia così il ventennio fascista che travolgerà anche la monarchia; Vittorio Emanuele teme troppo Mussolini e si chiama fuori da qualsiasi decisione impegnativa che possa compromettere la dinastia (più volte Mussolini minaccia "di farla finita una volta per tutte con la monarchia"). Il re segue il corso degli eventi anche in questa occasione, senza prendere in considerazione la possibilità di ribellarsi all'uomo che proprio lui ha chiamato al potere. La monarchia si macchia, allo stesso modo del regime fascista dell'adozione delle leggi razziali prima e della guerra poi. Ma il re si macchia anche di un'altra colpa grave, la fuga dopo l'8 settembre 1943. L'Italia è abbandonata a se stessa mentre il re scappa a Brindisi. Se il re avesse abdicato nel 1943, la monarchia avrebbe avuto la possibilità di sopravvivere. Invece il re respinge l'accusa di tradimento dello statuto sotto Mussolini, argomentando che un sovrano costituzionale non ha nessuna responsabilità per le azioni dei suoi ministri e, giustificando la fuga con la necessità di dare all'Italia una continuità di governo, cosa che non sarebbe stata possibile se il re fosse caduto nelle mani dei tedeschi.

L'abdicazione giunge troppo tardi e Umberto II non è nelle condizioni di poter cambiare quello che sarà il risultato del referendum: la vittoria della Repubblica e l'esilio dei Savoia.

(fonte Valeria De Rosa/grandinotizie.it)









http://cronologia.leonardo.it/storia/biografie/reitalia.htMm

http://it.wikipedia.org/wiki/Casa_Savoia

http://cronologia.leonardo.it/savoia/savoia01.htm

http://www.storiain.net/arret/num53/artic1.htm


http://www.archiviostorico.info/index2.php?option=com_content&do_pdf=1&id=1008

http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=2188&biografia=Emanuele+Filiberto+di+Savoia
http://www.contironco.it/savoia/indice.htm

http://www.storiain.net/arret/num53/artic1.htm
http://www.storiaxxisecolo.it/index.htm