domenica 27 giugno 2010

ZAGOR - un 'eroe atipico



Zagor è un personaggio dei fumetti creato nel 1961 da Sergio Bonelli, con lo pseudonimo di Guido Nolitta, e dalle matite di Gallieno Ferri.

Il vero nome di Zagor è Patrick Wilding. Suo padre, Mike Wilding, è stato un ex ufficiale dell'esercito e Zagor lo ha visto morire, insieme alla madre Betty, per mano degli indiani Abenaki. È stato allora raccolto da uno strano vagabondo di nome Wandering Fitzy, che da quel momento gli ha fatto da padre. Ha giurato vendetta per la sorte dei suoi genitori ma, nel vendicarsi, ha scoperto che anche suo padre uccise molti indiani innocenti. Zagor prova un forte risentimento verso il padre, da lui ritenuto "un militarista e un massacratore di indiani" (n. 400). Un certo "chiarimento" tra i due si avrà nelle ultime pagine del numero 400 di "Zagor" corrispondente al 451 "Zenith", dal titolo "Il ponte dell'arcobaleno" e pubblicato a colori come ogni centesimo numero di casa Bonelli.

E questa scoperta gli ha fatto capire che il bene e il male non stanno mai da una parte sola. Per questo si è poi trasformato in Za-gor-te-nay, lo Spirito con la Scure e da allora si schiera sempre con i deboli e gli innocenti, di qualunque colore sia la loro pelle.

Suo inseparabile compagno è il messicano Cico (il cui nome completo è don Cico Felipe Cayetano Lopez y Martinez y Gonzales y Rodriguez y Ramirez), grassoccio, basso, perennemente alla ricerca di qualcosa da mettere sotto i denti, un po' tonto, pauroso, ingenuo ed egoista, e protagonista di siparietti comici, spesso causati dalla sua imperizia. Nonostante questo talvolta le qualità "nascoste" del personaggio sono in grado di stupire positivamente. A Cico ogni anno è dedicato un albo fuori serie, sempre disegnato da Francesco Gamba (tranne i primi cinque, dal 1979 al 1983, disegnati da Gallieno Ferri) nel quale è elevato al ruolo di protagonista.

Zagor indossa una maglia rossa di fattura indiana che raffigura, sul petto, l'Uccello Tuono, all'interno di un cerchio giallo. Abita in una capanna nella foresta di Darkwood circondata dalle sabbie mobili e dalla palude. Le sue armi sono anch'esse simbolo della sua imparzialità tra le razze: la pistola, tipica dei bianchi, e una scure indiana che utilizza una pietra arrotondata.

Benché l'ambientazione di Zagor sia prevalentemente western, si differenzia da Tex per l'aspetto assai più fantastico delle sue avventure. La varietà degli spunti, delle tematiche, dei personaggi e delle situazioni è il fiore all'occhiello dell'intera serie.



Il Nome:

Za-gor-te-nay è il nome indiano (in dialetto algonchino) di Zagor, che viene tradotto con spirito con la scure. In realtà, nelle lingue dei nativi d'America, questo termine non significa proprio nulla. XD

Sergio Bonelli ideò questo nome durante un viaggio in macchina, sull'autostrada del sole. Il suo primo tentativo fu Aiax, ma poi si rese conto che non era utilizzabile, perché era già il nome di un detersivo. Pensò che ci voleva almeno una Z e da qui ideò Za-gor-te-nay.



Numerazione degli albi:

La prima edizione delle storie di Zagor apparve fra il 1961 e il 1970 nel formato striscia, nella Collana Lampo. La Collana Lampo consta di 4 serie con l'aggiunta di una serie di "raccoltine" (che sono le rese delle strisce). In totale, fra strisce e raccoltine, sono apparsi 274 albetti. Dal 1965 le storie di Zagor furono ripubblicate e continuano a essere pubblicate in quella che è una collana contenitore chiamata Zenith Gigante, a partire dal numero 52, per cui negli attuali albi della serie inedita esiste la doppia numerazione: quella relativa a Zenith Gigante presente sulla costina e quella relativa a Zagor presente all'interno e sfasata di 51 numeri.

Una prima ristampa della serie Zenith Gigante, chiamata ristampa rossa in quanto presentava sulla costina la scritta Zagor in rosso subito sotto la numerazione, terminò la sua pubblicazione con il numero 161 Il tiranno del lago (corrispondente allo Zenith n. 212), nell'ottobre del 1983.

Una seconda ristampa TuttoZagor si è conclusa nel febbraio 1998 con l'uscita del numero 235 Il marchio dell'infamia (corrisponente allo Zenith n. 286).


Autori: Sergio Bonelli, Gallieno Ferri
Testi: Sergio Bonelli
Disegni: Gallieno Ferri
Editore: Sergio Bonelli Editore
1ª edizione: 1961
Periodicità: mensile
Albi: 528 (in corso)
Formato: 16 cm × 21 cm
Rilegatura: brossurato
Pagine: 98