martedì 30 marzo 2010

elezioni regionali 2010 -record astensionismo, la sinistra perde 4 regioni , in lazio vince malgrado tutti la Polverini, Piemonte alla lega la candidata della sinistra chiedera la riconta delle schede , saputolo anche il candidato del centrodestra o meglio della lega dice che la vuole anche lui per gli stessi motivi , ma vediamo alcuni articoli della stampa nazionale

Toscana
Il centrosinistra si conferma anche con Enrico Rossi in Toscana con il 60% (Monica Faenzi del Pdl prende il 34%)

Nel Lazio Renata Polverini del centrodestra dopo una battaglia all'ultimo voto vince con il 50,49% dei voti contro il 49,04% di Emma Bonino del centrosinistra (4.781 sezioni scrutinate su 5.266).

Anche in Piemonte il candidato del centrodestra Roberto Cota (Lega) vince sul filo di lana con il 47,36%, mentre la presidente uscente Mercedes Bresso si ferma al 46,88%, un distacco di poco più di diecimila voti quando mancano da scrutinare ancora 40 sezioni, 35 delle quali nella provincia di Torino. La Bresso ha annunciato che chiederà il riconteggio dei voti


Regionali: Di Pietro, Ha Vinto Centrodestra

(ASCA) - Roma, 29 mar - ''Quando il centrodestra vince il Piemonte, il Lazio e la Campania, bisogna dirlo: questa tornata se la piglia il centrodestra''. Cosi' il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, in collegamento esterno con ''Porta a porta'', commenta l'esito delle elezioni regionali e parla del suo partito che ''si dimostra dinamico, a fianco dei cittadini''. ''Non ha senso parlare di 7-5 o 7-4 - ha aggiunto Di Pietro - Vincere in Lombardia non e' la stessa cosa che vincere in Piemonte o nel Lazio''. Dunque, ha sottolineato il leader di Idv, ''Non possiamo solo fare opposizione ma dobbiamo costruire un'alternativa, partendo da una base programmatica''.
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Regionali, trionfano protesta e Lega, male gli altri

di Paolo Biondi

Trionfano il voto di protesta - con un'astensione ai massimi storici in Italia - e la Lega Nord che sfonda in Veneto, avanza in moltissime Regioni del Centro-Nord, ed è in vantaggio con il suo candidato anche in Piemonte.
A sinistra il Pd conferma la sua emorragia di voti, pur recuperando rispetto le scorse Europee, ma con un preoccupante smottamento in Emilia-Romagna, sua storica roccaforte: mantiene la maggioranza ma il suo candidato perderebbe una decina di punti sul 2005 a vantaggio del voto di protesta per una lista che si ispira a Beppe Grillo e per l'avanzata della Lega.
Delle quattro Regioni nelle quali c'era incertezza alla vigilia la Puglia sembra andare al centrosinistra riconfermando il governatore Nichi Vendola, così pure la Liguria dove sembrerebbe confermarsi l'uscente Claudio Burlando (sempre del centrosinistra), nel Piemonte è avanti il leghista Roberto Cota, mentre nel Lazio si prefigura un grande testa a testa e le proiezioni indicano una perfetta parità.
Indubbiamente il trionfo della protesta con l'astensionismo indica una insofferenza dell'elettorato nel confronto del sistema dei partiti e del governo in particolare.
Nelle valutazioni globali è chiaro che i dati finali di Piemonte e Lazio (così come la conferma per Liguria e Puglia che sono tecnicamente ancora in bilico nelle proiezioni) saranno decisivi per far gioire in maniera determinante il centrosinistra ed il centrodestra.
Quello che è evidente è che i due maggiori partiti dei due schieramenti non possono in ogni caso cantare vittoria più di tanto.
A sinistra il Pd dimostra di non essere riuscito ad invertire la tendenza di queste ultime elezioni, anche se dovesse riuscire a portare a casa le Regioni per ora incerte, diventa preoccupante il calo nelle roccaforti che diventano sempre più contendibili alle prossime elezioni generali o locali che siano.
A destra il Pdl, come previsto, perde la leadership politica nel Nord a favore della Lega: viene surclassato in Veneto anche se dovrebbe mantenere il vantaggio sul Carroccio in Lombardia (ridotto però ad appena 5 punti secondo le prime proiezioni). Ma la bilancia che si sposta a favore del partito di Umberto Bossi nel complesso del Nord inciderà sul prosieguo della vita del governo in quel che resta della legislatura.
La Lega è inoltre l'unico partito che può sicuramente cantare vittoria poiché è anche l'antagonista del Pd nelle roccaforti del centro.
Per analisi più specifiche bisognerà attendere i dati reali e definitivi, ma la portata della protesta con l'astensionismo ed il trionfo della Lega sono già dati evidenti.
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Campania e calabria al pdl. Puglia, bene vendola Vola la Lega, tra Pd e Pdl finisce 7-6

Anche Piemonte e Lazio al centrodestra
In Lombardia Formigoni al 56%, in Veneto Zaia vola al 60%. Il centrosinistra vince in Liguria e nelle roccaforti
MILANO - Le Regionali finiscono quasi con un pari: centrosinistra 7 e centrodestra 6. Lo schieramento di maggioranza si conferma con ampi margini in Lombardia e Veneto, conquista la Campania e Calabria in modo altrettanto netto e al rush finale, con un risultato combattuto fino all'ultimo voto, annette le regioni "chiave" Piemonte e Lazio. Il centrosinistra perde quattro regioni (Piemonte, Lazio, Campania, Calabria), ma si conferma in sette: Emilia Romagna, Toscana, Marche, Liguria, Umbria, Puglia e Basilicata. In Puglia Vendola è confermato presidente dopo una lunga battaglia interna (per l'affermazione alle primarie) e contro l'avversario Rocco Palese, comunque non distante nelle percentuali. Decide il voto consistente alla candidata dell'Udc Poli Bortone. È stato un turno elettorale fortemente caratterizzato dall'astensionismo: la percentuale di affluenza si è attestata al 63,6%, in calo dell'8% rispetto alle regionali del 2005. Allora il rapporto delle regioni tra centrosinistra e centrodestra era di 11 a 2.

RIEPILOGO NAZIONALE - Analizzando il risultato dei singoli partiti, spicca il successo della Lega che sfonda in Veneto, avanza in moltissime regioni del Centro-Nord e soprattutto in Piemonte con Roberto Cota. A sinistra il Pd conferma l'emorragia di voti, pur recuperando rispetto alle scorse Europee, ma con un preoccupante smottamento in Emilia-Romagna, sua storica roccaforte: mantiene la maggioranza ma Errani perde una decina di punti sul 2005 a vantaggio del voto di protesta per la lista di Beppe Grillo e per l'avanzata della Lega. Nel centrodestra il Pdl, come previsto, soffre il boom del Carroccio: viene superato in Veneto anche se mantiene il vantaggio in Lombardia (ridotto però ad appena 5-6 punti). Secondo le proiezioni dell'istituto Pragma-Emg sul 100% del campione, a livello nazionale il Pdl è al 26,7% e il Pd al 25,9%. La Lega Nord si assesta al 12,7%, l’Italia dei Valori al 6,9%, l’Udc al 5,8%, Sinistra Ecologia e Libertà al 3%, la Federazione della Sinistra al 2,9%, il movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo all’1,8%, la Destra di Storace e la lista Pannella Bonino entrambe allo 0,7% e l’alleanza di centro-democrazia cristiana allo 0,4%.

continua qui http://www.corriere.it/politica/speciali/2010/elezioni/notizie/regionali-risultati_6f7813de-3b23-11df-80d0-00144f02aabe.shtml
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Lazio e Piemonte strappati al centrosinistra
Il Pdl perde voti. La Lega dilaga al Nord, Bossi: sinistra sparitaBersani: ma c'è inversione di tendenza. Grillo sottrae voti al PdCasini: decisivi ovunque. Un terzo degli elettori non ha votato


ROMA (29 marzo) - Il centrodestra conquista anche Lazio e Piemonte e la Lega fa il pieno di voti al Nord. Il centrosinistra perde in tutto 4 governatori rispetto al 2005 (passano al Pdl anche Campania e Calabria) e la partita delle regionali finisce così 7 a 6 dall'11 a 2 del 2005. Il centrodestra si conferma infatti con ampio margine in Lombardia e Veneto, mentre il Pd mantiene come previsto Puglia, Toscana, Umbria, Emilia Romagna, Marche, Basilicata e Liguria. Lega in crescita al Nord. Il partito di Umberto Bossi sfonda al Nord e si attesta intorno al 13% su scala nazionale, secondo le proiezione Pragma Emg per la Rai. In Piemonte la Lega sale al 15%, in Veneto si attesta al 37% (contro il 22 del Pdl) e in Lombardia al 26%. Buona affermazione dei candidati sostenuti da Beppe Grillo, soprattutto in Emilia dove il movimento del comico genovese conquista il 7%, contribuendo alla sconfitta del centrosinistra. Pdl in calo, Pd al 26%. Sempre in base alle proiezioni, Il Pdl si attesta intorno al 26,7%, in calo dal 32% delle europee del 2009 e dal 33% delle politiche del 2008. Il Pd si ferma invece al 26%, dal 26,6% delle europee e dal 34% delle politiche. L'Idv si attesta al 6,9% (7,8% alle europee e 4,3% alle politiche), mentre l'Udc al 5,8% (contro il 6,2% e il 5,3%).
comtinua qui http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=96285
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per info ulteriori

http://www.interno.it/