sabato 19 dicembre 2009

Ozzy Osbourne è pronto il nuovo Album.

Il sito Nme.com ha cominicato che il Titolo del Nuovo Lavoro di Ozzy sarà “Soul Sucka” tra i titoli del disco “Let It Die“, “Diggin ‘Me Down” e la traccia che da il nome all’album, il disco sarà il primo lavoro discografico di OZZY con il chitarrista Gus G e zack ?




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Ozzy Osbourne
Principe delle tenebre 3 dicembre 1948

Nato a Birmingham il 3 dicembre 1948, Ozzy Osbourne, il cattivo del rock è ormai sulla scena musicale da circa un trentennio. Ciò significa che volente o nolente è ormai assurto allo status di monumento vivente e non solo per le bizzarrie che hanno contrassegnato la sua carriera ma anche per l'autentico talento che, seppur mascherato dietro la plastica del fenomeno da baraccone, indubbiamente possiede.

John Osbourne, questo il suo vero (comune) nome, prima di diventare la star planetaria che tutti conosciamo è cresciuto all'ombra delle industrie siderurgiche tipiche delle città inglesi di provincia. Trascorsa l'infanzia in una condizione non delle più rosee, a quindici anni lascia la scuola per sprecare le sue giornate in mezzo alla strada.
Anche se ce la mette tutta per procurarsi qualche lavoretto questo non sempre arriva, cosa lo induce a tentare anche qualche furto. Uno di questi finisce male: viene preso e sbattuto in gattabuia. Il futuro sembra del tutto grigio ma Ozzy sa di avere una carta importante, ed intende giocarsela: è un asso di cuori che si chiama Musica.

Grande consumatore di dischi un bel giorno decide che è arrivato il momento di realizzare qualcosa in proprio. L'ispirazione arriva quando conosce Geezer Butler, bassista di talento. Ai due squilibrati musicisti si aggiungono ben presto il cupo Anthony Iommi e Bill Ward che, lasciati i "Mythology", si uniscono a Ozzy e Geezer, creando i "Polka Tulk", poi diventati "Earth" e poi ancora, definitivamente "Black Sabbath".

I riscontri nei locali della zona sono ottimi e così il gruppo comincia ad intraprendere delle vere e proprie mini-tournè in tutta l'Inghilterra. La tenacia alla fine paga: i quattro vengono convocati dalla "Vertigo" (prestigiosa etichetta di vario materiale musicale di stampo rock e non solo), effettuano diligentemente la loro brava audizione e vengono scritturati per quello che sarà il loro primo capolavoro, l'omonimo "Black Sabbath".
Uscito nel 1970 questo disco si può considerare la pietra miliare del black metal. Suoni cupi e decadenti rincorrono la voce tagliente di Ozzy Osbourne, creando una miscela dallo stile inconfondibile.

In breve tempo divengono la band di riferimento del panorama musicale metal, non ancora arrivato agli eccessi che conoscerà negli anni '80.
Purtroppo, a partire dal 1976 iniziano i primi dissapori tra i membri del gruppo, causati anche dall'instabilità caratteriale dello stesso Ozzy, in perenne bilico fra droga, alcool e depressione.

Nel 1979 arriva la resa dei conti, con Ozzy che se ne va sbattendo la porta. Ben lungi dall'idea di interrompere la carriera, si dedica a progetti come solista. Mai scissione fu più proficua, verrebbe da dire, visti gli splendidi album che Ozzy Osbourne riuscirà a produrre (a fronte del declino che dalla sua dipartita colpì i rimanenti componenti del gruppo).

Il cantante inglese pubblica i suoi primi dischi insieme al chitarrista Randy Rhoads (ex "Quiet Riot"), il batterista Lee Kerslake (ex "Uriah Heep") e il bassista Bob Daisley (ex "Rainbow").
L'esordio avviene nel 1980 con "Blizzard of Ozz", fonte di molti suoi cavalli di battaglia (basterebbe citare "Crazy train", "Mr. Crowley").

Naturalmente a far parlare non è solo la musica ma anche i comportamenti al limite dell'incredibile del singer inglese. Il pubblico si divide: c'è chi lo addita come adoratore del diavolo (e lui non fa molto per contrastare la diceria), chi lo accusa di istigazione al suicidio (dopo che un ragazzo di sedici anni si toglie la vita in seguito all'ascolto di "Suicide Solution") e chi semplicemente si diverte a collezionare gli aneddoti che lo riguardano (come la leggenda del morso al pipistrello vivo durante un concerto).

Quando il chitarrista Randy Rhoads muore in un tragico incidente aereo, Ozzy ripiomba però nella più cupa depressione. Tenta più volte il suicidio, ma nel 1990, quando mette a repentaglio la vita della moglie Sharon, decide di disintossicarsi definitivamente dalle varie dipendenze che ha collezionato.

Passando quindi da vari album quali "Diary of a madman"(1981) a "No more tears" (1991) è il 1995 l'anno in cui esce l'atteso "Ozzmosis": il disco viene preso d'assalto dai fan, vendendo tre milioni di copie in pochi mesi.
In collaborazione con Sharon, moglie e manager di rara pazienza, crea uno dei festival metal più importanti: l'"Ozzfest".
L'edizione del 1997 vede una parziale ricomposizione dei "Black Sabbath", gruppo che è ormai leggenda e, dopo i tanti dissapori, suonano tanti indimenticati capolavori.
Si esibiranno in Italia come headliners nel "Gods of Metal" edizione 1998 al FilaForum di Assago(Milano).

Il gruppo recupera il vecchio entusiasmo e l'anno dopo registra l'album live "Reunion", un disco capace di far venire le lacrime anche all'ascoltatore meno nostalgico.

Occorre invece attendere il 2001 per ascoltare il nuovo lavoro di Ozzy: il disco si intitola "Down to Earth".

L'ultima tappa artistica della tortuosa carriera di Ozzy è quella di "intrattenitore" televisivo. Ozzy aveva già avuto esperienze nel campo del video (pochi lo sanno ma è apparso in alcuni film horror), ma quando il canale musicale MTV gli piazza le telecamere in casa per riprendere 24 ore su 24 la sua vita e quella dei suoi familiari, scoppia la Ozzy-mania (intanto la figlia, Kelly Osbourne, seguendo le orme del padre ha intrapreso la carriera di cantante solista).
La trasmissione, che si chiama semplicemente "The Osbourne", è diventata un vero e proprio "cult" e ha aperto una nuova stagione di popolarità per il vecchio rocker, conosciuto ormai non più solo dal popolo metal sparso per il mondo.

Nel 2005 registra "Under cover", raccolta di cover rock anni '60; nel 2007 esce un nuovo disco, "Black Rain", seguito da un tour live.